Il genere fantascientifico negli anni ’30 e ‘40
Gli anni ’30 e ’40 si pongono come novità per una tendenza maggiore verso l’horror fantascientifico. Frankestein, Dottor Jekyll e Mr. Hyde e King Kong ne sono i pilastri. Negli anni ’50 la fantascienza amplia il suo raggio d’azione e si rivolge a lettori di fumetti e a spettatori della TV. Negli USA si affermano, in particolar modo, ferventi originati dagli avvistamenti UFO che hanno ripercussioni, inevitabilmente, sulla cultura cinematografica americana. Robert Wise lo esemplifica alla perfezione nel suo “Ultimatum alla terra”.
Il genere fantascientifico dagli anni ’60 agli anni ‘80
Lo scorrere del tempo è il tema predominante nel cinema degli anni ’60 attraverso pellicole storiche come “L’uomo che visse nel futuro” e “Il villaggio dei dannati”. Il filone apocalittico e post-apocalittico caratterizza il successivo decennio.
L’opera simbolo di quelle e delle future generazioni è certamente “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick, un maestro del genere, che produrrà pellicole come “2001: Odissea nello Spazio”. Altro capolavoro del genere è “Il pianeta delle scimmie” di Franklin Schaffner.
Il genere fantascientifico si lancia definitivamente come genere di successo e non più di nicchia a partire dagli anni ’80. Sono gli anni di “Guerre stellari”, “Ritorno al futuro” e “E.T. l’extra-terrestre”. “Blade runner” di Ridley Scott, capostipite di una certa ambientazione e scenografia. Tanto è vero che i film più iconici del genere sono soprattutto di questi anni.
Famosi anche le saghe di Alien, Predator, Terminator e via discorrendo, che ancora oggi continuano a sfornare sequel.
Il genere fantascientifico negli anni ‘90
Gli effetti speciali si allineano ad una rivoluzione tecnologica in atto e sempre più pervasiva già all’epoca. Le tecnologie digitali fanno la voce grossa nelle pellicole che vanno dagli anni ’90 in poi.
Le successive generazioni si ritroveranno a confrontarsi con prodotti cinematografici ai confini della realtà, anche oltre. Viaggi interstellari, dimensioni spazio-temporali sono i temi ricorrenti in un certo tipo di cinema.
L’invasione aliena ha sempre attirato fortemente il pubblico (famoso e iconico negli anni ’90 risulta essere, ad esempio, il film “Indipendence Day”) ed è stata la chiave di volta per consensi cinematografici legati a certi film. L’orientamento rivoluzionario in chiave moderna ha influenzato in larga parte il cinema fantascientifico. Negli anni ’90 il genere aggiunge un ulteriore fattore: la rete Internet e l’Intelligenza Artificiale, quest’ultima già in voga in realtà il decennio precedente. Matrix del 1999 ne diviene un film cult, proponendo anche un certo di cultura popolare legata al cyberpunk.
Tantissime le pellicole negli anni ’90 e ‘2000 famose, tra cui il primo film in 3D “Avatar” di James Cameron.
L’elemento fantastico che racchiude in sé una varietà di soggetti e temi che appartengono solo ad esso e a nessun altro genere. Non a caso alcuni film, oltre a denotare una base di intrattenimento come presupposto fondamentale, implicano l’esposizione di temi anche piuttosto delicati come quelli sociali e politici. Un successo conclamato dovuto a questi motivi, tra i più. Perché un film, anche se fantascientifico, può e deve far riflettere lo spettatore.
Articolo di cinemagazine.org per Pop Up Comunicazione di Napoli