Inserire nella nostra sceneggiatura scene in location inutili è uno spreco di risorse, tempo e budget. Ogni luogo in cui si gira deve avere una funzione narrativa precisa, che sia per far progredire la trama, rivelare un tratto del personaggio o creare un'atmosfera specifica. Le location inutili appesantiscono la storia, confondono il pubblico e possono distrarre l'attenzione dai punti cruciali della narrazione, rendendo il film più lento e meno efficace.
Ecco un articolo ricco di consigli pratici per evitare di inserire nella nostra sceneggitura scene in location inutili, inserite solo per allungare i tempi: è pensato per sceneggiatori emergenti, ma utile anche per chi insegna sceneggiatura o guida i giovani filmmaker.
Una guida pratica per sceneggiatori inesperti che credono che “più scene = più storia”
Il mito della quantità
Uno dei più grandi errori che commettono gli sceneggiatori alle prime armi è credere che un cortometraggio “abbia bisogno di più scene” per sembrare “pieno” o “professionale”.
Così, aggiungono location inutili, dialoghi ripetitivi, momenti di transizione superflui, convinti di arricchire la storia.
In realtà, diluiscono il racconto, rallentano il ritmo, e spesso nascondono il fatto che non hanno una vera storia da raccontare.
Un cortometraggio non deve essere lungo. Deve essere necessario.
E ogni location, ogni inquadratura, ogni battuta deve servire la storia – non riempire il tempo.
In questo articolo, elencheremo le location più comuni (e inutili) che gli inesperti usano per “gonfiare” il corto, spiegando perché non servono, quando invece possono essere utili, e come sostituirle con scelte narrative più efficaci.
1. LA CUCINA AL MATTINO: “BUONGIORNO, CAFFÈ, COLAZIONE”
Perché è inutile
- Non aggiunge informazioni sul personaggio o sulla trama.
- È un rituale quotidiano che tutti conosciamo.
- Rallenta l’inizio della storia senza creare tensione.
Esempio tipico:
Il protagonista si sveglia, fa colazione, guarda fuori dalla finestra, beve il caffè, dice “Che giornata”.
Nessun conflitto. Nessun mistero. Nessuna necessità.
Quando invece può funzionare
- Se la colazione nasconde un segreto (es. il caffè è avvelenato).
- Se il personaggio parla con qualcuno che non dovrebbe essere lì (es. un fantasma).
- Se la routine è interrotta da un evento traumatico (es. squilla il telefono: “Tuo figlio è scomparso”).
Consiglio pratico
Inizia con l’evento, non con la routine.
Se devi mostrare la normalità, fallo in 5 secondi, non in 2 minuti.
Usa un inserto: una tazza di caffè, una sveglia, una finestra – e poi vai al punto.
2. IL VIAGGIO IN AUTOBUS / METRÒ / MACCHINA
Perché è inutile
- È un tempo di transizione che non serve a nulla.
- Il personaggio sta seduto, guarda fuori, ascolta musica.
- Non parla, non agisce, non cambia.
Esempio:
Il protagonista sale sull’autobus, cerca posto, guarda il finestrino, scende.
Zero contenuto narrativo.
Quando invece può funzionare
- Se incontra qualcuno che cambierà la sua vita.
- Se vede qualcosa fuori che lo spinge all’azione (es. un incidente).
- Se ha un attacco di panico, o riceve un messaggio che lo sconvolge.
Consiglio pratico
Taglia il viaggio. Usa un montaggio se necessario.
Da casa → alla destinazione.
Se il viaggio è simbolico (es. “il percorso della vita”), fallo in 30 secondi, con musica e immagini evocative – non con il personaggio che fissa il vuoto.
3. IL BAR O IL CAFFÈ “CASUALE”
Perché è inutile
- Il personaggio entra, ordina, parla con il barista di banalità (“Come va?” – “Tutto bene”), esce.
- Non rivela nulla del carattere.
- Non avanza la trama.
Esempio:
Marco entra nel bar. “Un caffè, grazie. Oggi fa caldo, eh?”. “Sì, caldissimo.”
Dialogo che potresti cancellare e nessuno se ne accorgerebbe.
Quando invece può funzionare
- Se il barista sa qualcosa che il protagonista non sa.
- Se il caffè è un luogo di incontro segreto.
- Se il personaggio ordina qualcosa che rivela un trauma (es. “Un caffè… come lo faceva mia madre”).
Consiglio pratico
Ogni dialogo in un bar deve avere un obiettivo:
- Nascondere una verità
- Scoprire un segreto
- Creare un conflitto
Altrimenti, non entrarci nemmeno.
4. L’UFFICIO / LA SCUOLA / IL POSTO DI LAVORO “DI RIEMPIMENTO”
Perché è inutile
- Il personaggio entra, saluta, fa una riunione generica, esce.
- Nessun conflitto, nessuna rivelazione.
- Serve solo a dire: “Lui lavora qui”.
Esempio:
Laura entra in ufficio. “Buongiorno!”. “Ciao Laura!”. Si siede. Apre il computer. Fine.
Non è una scena. È un elenco della spesa.
Quando invece può funzionare
- Se perde il lavoro durante la scena.
- Se trova un documento che lo collega a un crimine.
- Se il capo lo umilia davanti a tutti, innescando una trasformazione.
Consiglio pratico
Non mostrare il lavoro. Mostra il conflitto sul lavoro.
Se il posto di lavoro non è il luogo del dramma, non è una location. È un dato.
5. IL TELEFONO CHE SUONA / IL MESSAGGIO CHE ARRIVA (SENZA CONSEGUENZE)
Perché è inutile
- Il personaggio guarda il telefono. “Ah, un messaggio.” Lo legge. “Niente di importante.”
- Non cambia nulla. Non spinge all’azione. Non crea tensione.
Esempio:
Sofia controlla il telefono. “È mamma. La richiamo dopo.”
Perché mostrarlo, se non lo richiama mai?
Quando invece può funzionare
- Se il messaggio è un ultimatum (“Se non vieni ora, è finita”).
- Se il telefono non si accende più e il personaggio è in pericolo.
- Se il messaggio è di qualcuno che è morto.
Consiglio pratico
Ogni messaggio deve essere un evento.
Non mostrare il telefono se non cambia il corso della storia.
6. IL CORRIDOIO / LE SCALE / IL PORTONE DI CASA
Perché è inutile
- Il personaggio cammina in un corridoio, sale le scale, apre la porta.
- È un tempo morto travestito da transizione.
- Non rivela nulla, non crea tensione.
Esempio:
Marco cammina nel corridoio del palazzo. Sale le scale. Sbuffa. Arriva al piano. Entra.
Potevi iniziare direttamente dentro casa.
Quando invece può funzionare
- Se qualcuno lo aspetta nel buio del corridoio.
- Se trova una lettera per terra.
- Se le scale sono infinite (surreale) o crollano (simbolo).
Consiglio pratico
Taglia tutte le transizioni fisiche che non hanno valore simbolico o drammatico.
Usa un cut diretto o un montaggio di 3 secondi.
7. LA FESTA / LA SERATA IN DISCOTECA / L’APERITIVO CON GLI AMICI
Perché è inutile
- Rumore, musica, risate, bicchieri.
- Il protagonista sta in disparte, guarda gli altri, se ne va.
- Serve solo a dire: “È solo in mezzo alla folla”.
Esempio:
Luca entra in discoteca. Balla due secondi. Vede la ex con un altro. Esce.
Potevi mostrare solo il momento chiave: lo sguardo.
Quando invece può funzionare
- Se viene aggredito.
- Se confessa un segreto ad un amico.
- Se perde i sensi ed inizia un incubo.
Consiglio pratico
Le feste non sono location. Sono scenari di crisi.
Se non succede qualcosa di traumatico o rivelatore, non entrarci.
8. LA DOCCIA / IL BAGNO / LO SPECCHIO
Perché è inutile
- Il personaggio si lava, si guarda allo specchio, sospira.
- “Chi sono? Cosa sto facendo?”
- Monologo interiore banale, già visto mille volte.
Esempio:
Anna si guarda allo specchio. “Non ce la faccio più.”
Lo poteva dire in qualsiasi altro momento, senza bisogno di sapone e vapore.
Quando invece può funzionare
- Se vede qualcosa dietro di sé nello specchio.
- Se trova una pillola nel dentifricio.
- Se lo specchio è rotto e riflette una verità distorta.
Consiglio pratico
Evita lo specchio come simbolo facile.
Usa il bagno solo se è un luogo di crisi fisica o mentale (es. attacco di panico, overdose, vomito dopo un tradimento).
9. IL PARCO / LA PANCHINA / LA PASSEGGIATA SENZA SCOPO
Perché è inutile
- Il personaggio cammina, guarda i bambini, sospira, si siede.
- Non parla con nessuno. Non pensa a nulla di specifico.
- È un “momento di riflessione” che non riflette nulla.
Quando invece può funzionare
- Se incontra un vecchio amore.
- Se trova un oggetto che lo riporta al passato.
- Se riceve una notizia mentre è lì (es. squilla il telefono: “È positivo al test”).
Consiglio pratico
La natura non è un riempitivo. È un simbolo.
Usa il parco solo se rappresenta qualcosa: libertà, perdita, infanzia, morte.
10. LA SCENA DEL “RICORDO” SENZA CONFLITTO
Perché è inutile
- Il personaggio ricorda un momento felice: mare, risate, abbracci.
- Ma non spiega nulla del presente. Non crea dolore, non genera azione.
Esempio:
Flashback: bambino che gioca con il padre. Torna al presente: adulto triste.
Perché è triste? Non lo so. Non me l’hai detto.
Quando invece può funzionare
- Se il ricordo nasconde una bugia (es. il padre era violento).
- Se il ricordo è falso (es. non è mai successo).
- Se il ricordo viene interrotto da un trauma presente.
Consiglio pratico
Ogni flashback deve rispondere a una domanda del presente.
Se non spiega perché il personaggio agisce così, non serve.
COME SOSTITUIRE LE LOCATION INUTILI: 5 CONSIGLI PRATICI
- Chiediti: questa scena avanza la trama o rivela il personaggio?
Se no, cancellala. - Unisci più funzioni in una sola scena
Es: un dialogo in cucina che rivela un tradimento → la cucina ha senso. - Usa il montaggio per le transizioni
Da scena A a scena B in 3 secondi, con musica o suono simbolico. - Trasforma una location “vuota” in un luogo di crisi
Es: il bagno → attacco di panico. Il bar → incontro con un informatore. - Parti dal climax, non dall’inizio
Chiediti: dove vuoi arrivare? Poi torna indietro e metti solo ciò che serve per arrivarci.
Meno location, più verità
Un cortometraggio non è un diario di viaggio. È un coltello.
Deve essere affilato, preciso, diretto al cuore della storia.
Le location inutili sono come manici troppo lunghi: pesano, rallentano, distraggono.
La vera maestria dello sceneggiatore non sta nel quanto riesce a mettere dentro, ma nel quanto riesce a togliere senza perdere il senso.
Taglia il superfluo.
Rispetta il tempo del pubblico.
Fai ogni scena necessaria.
E ricorda: Se una location non cambia il personaggio, non cambia la storia.
E se non cambia la storia… non serve.
Bonus: Checklist – “La mia scena è necessaria?”
Prima di scrivere una scena, rispondi a queste domande:
- Questa scena rivela qualcosa di nuovo sul personaggio?
- Avanza la trama?
- Crea tensione o conflitto?
- Potrebbe accadere in un altro luogo più efficace?
- Se la cancellassi, la storia crollerebbe?
Se hai risposto “no” a tre o più, cancellala.





























































































































































