Temi trattati: controllo vs fiducia nella coppia, comunicazione rimandata che si accumula, confini personali e bisogno di autonomia dentro una relazione.
Vita frenetica quotidiana: traffico, orari, notifiche e micro-imprevisti trasformano un semplice tragitto in un test di resistenza emotiva, dove anche un parcheggio diventa una “prestazione”.
Sottotesto: la produttività come ansia costante porta ad usare l’ironia come anestetico finchè la tensione, compressa tra sedili e scadenze, esplode appena il motore si spenge.
Sceneggiatura del cortometraggio dal titolo: "Sosta Vietata"
LOGLINE
Durante un tragitto in auto pieno di piccole gag quotidiane e battute da coppia, un semplice messaggio sul telefono trasforma l’ultima manovra di parcheggio nell’ultima prova di pazienza: quando l’auto si ferma, lei esplode ed esce sbattendo lo sportello.
PERSONAGGI PRINCIPALI
ELENA (32 anni) - Protagonista. Grafica freelance, ironica, veloce di testa, usa l’umorismo per disinnescare l’ansia.
Obiettivo: arrivare lucida e in orario a un incontro di lavoro importante.
Conflitto: si sente continuamente “guidata” anche quando non è al volante, e trattiene cose che vorrebbe dire per evitare litigi.
MARCO (35) - Compagno di Elena, al volante. Impiegato, preciso, competitivo, allergico agli imprevisti.
Obiettivo: dimostrare di essere affidabile e “quello che risolve”, portandola perfettamente a destinazione.
Conflitto: insicurezza mascherata da controllo; teme di non essere abbastanza e interpreta ogni dettaglio come minaccia.
TRAMA
Elena sale in auto con Marco: lei ha un incontro che potrebbe cambiare il suo lavoro, lui vuole gestire tutto al millimetro. Tra Bluetooth che non funziona, clima impostato “modalita' polo nord”, rotonde infinite e un drive-thru tragicomico, la coppia procede a colpi di battute e frecciatine leggere.
Elena prova a restare concentrata, Marco a sentirsi indispensabile.
Un messaggio vocale e una notifica “Luca” aprono una crepa che viene coperta con ironia. Quando arrivano, trovare parcheggio diventa una piccola odissea: manovre, consigli non richiesti, silenzi pesanti.
Alla fine Marco parcheggia e spegne il motore. Nel silenzio, tira fuori la questione del messaggio. Elena, stanca di essere controllata, dice la verità: l’incontro riguarda anche Luca, un ex con cui potrebbe lavorare.
Marco si sente tradito, alza il tono. Elena perde la pazienza, apre la portiera e scende sbattendo lo sportello.
SCENEGGIATURA
Scena 1 - INT. AUTO (PARCHEGGIO CONDOMINIALE) - MATTINA
L’abitacolo è stretto, vissuto: una bottiglietta d’acqua a metà, un caricatore annodato, un deodorante al pino che “urla” foresta chimica.
ELENA entra dal lato passeggero con una borsa grande. Si siede, si sistema, chiude. Un bip insistente.
AUTO
(bip, bip, bip)
ELENA guarda Marco. Marco è già seduto al volante, concentratissimo, come se stesse per decollare.
ELENA
Se è un nuovo tipo di musica,
la odio.
MARCO
Cintura.
Elena allaccia la cintura. Il bip smette. Un secondo di pace.
Marco gira la chiave. Il motore parte, poi tossisce e riprende. Marco finge che fosse voluto.
ELENA
Era un colpo di tosse od un giudizio morale?
MARCO
E' una macchina anziana. Come tuo zio.
ELENA
Mio zio almeno non fa “bip” per farsi amare.
Marco tocca lo schermo dell’autoradio.
MARCO
Metto la playlist “Calma”.
ELENA
Perfetto.
Cos'è, suoni di balene ed un tizio che dice “lasciati andare”? MARCO
No, è jazz.
Parte un JAZZ frenetico, quasi aggressivo.
ELENA
Marco... questo non è “calma”.
Questo è “inseguimento in un film
francese”.
Marco armeggia col telefono per il Bluetooth. Lo schermo dell’auto: “CONNESSIONE IN CORSO” per un’eternità.
ELENA
(CONT.)
Hai presente quando una cosa ti fa
capire che non è giornata?
Ecco. Il Bluetooth.
MARCO
Tranquilla. Risolvo io.
(pausa)
Sempre.
Elena sorride, ma è una smorfia. Marco ingrana e parte.
Scena 2 - INT. AUTO (STRADA RESIDENZIALE) - MATTINA
L’auto scorre tra palazzi e motorini. Elena controlla l’ora sul telefono.
Marco guarda specchietti, specchietti, specchietti.
ELENA
Siamo in orario. Quasi.
MARCO
“Quasi” è la parola dei perdenti.
ELENA
E dei romantici. “Quasi ti amo”.
Marco la guarda di sbieco, mezzo sorriso.
MARCO
Destinazione?
Elena apre un messaggio con l’indirizzo, lo legge.
ELENA
Via delle Mimose, 14.
Terzo piano.
Citofono “Studio Nove”.
Marco lo ripete come una formula magica.
MARCO
Via.
Delle.
Mimose. Quattordici.
Studio Nove.
(sicuro)
Facile.
Si attiva la voce del navigatore.
NAVIGATORE
(V.O.)
Tra cento metri, svoltare a sinistra.
Marco accenna un gesto verso destra.
ELENA
Sinistra.
MARCO
Lo so.
ELENA
Hai fatto il gesto da destra.
MARCO
Era una... sinistra interiore.
ELENA
Ah, ok.
La tua sinistra spirituale.
Marco ride, poi si irrigidisce quando un SUV gli taglia la strada. Frenata leggera.
MARCO
Ecco, questo è un criminale.
Un criminale con sedili riscaldati.
ELENA
Se mi investono oggi, almeno mi
possono assumere postuma? Marco riparte. Elena inspira, si sistema i capelli nello specchietto del parasole.
ELENA
(CONT.)
Ho l’aria di una che sa quello che
fa?
MARCO
Hai l’aria di una che sa quello che
fa e che poi lo disegna bene.
Elena lo guarda, sorpresa. Si addolcisce.
ELENA
Wow.
Un complimento senza manuale
d’istruzioni.
MARCO
Non abituarti.
Scena 3 - INT. AUTO (ROTONDA) - MATTINA
Entrano in una rotonda enorme, con uscite tutte uguali. Marco la prende con l’orgoglio di chi vuole dominare la geometria.
NAVIGATORE
(V.O.)
Alla rotonda, prendere la seconda uscita.
Marco conta con il dito sul volante.
MARCO
Prima... seconda...
Passano la seconda uscita. Marco continua.
ELENA
Marco.
MARCO
Terza.
ELENA
Era la seconda.
MARCO
No, quella era la prima travestita
da seconda.
ELENA
La rotonda non fa cosplay. Marco fa un altro giro. Elena trattiene una risata.
ELENA
(CONT.)
Siamo in un loop. Ed io ho un incontro.
MARCO
Lo so. Sto ottimizzando.
ELENA
Stai facendo turismo circolare.
Marco finalmente prende un’uscita. Con soddisfazione.
MARCO
Visto? Tutto sotto controllo.
ELENA
Certo.
La rotonda adesso piange,
però.
Scena 4 - INT. AUTO (TRAFFICO) - MATTINA
Traffico. Macchine ferme. Marco tamburella nervoso. Elena prende un pacchetto di biscotti dalla borsa.
ELENA
Biscotto anti-panico?
MARCO
Non posso mangiare guidando.
ELENA
Ma puoi giudicare tutti.
Marco indica un’auto davanti.
MARCO
Quello sta scrivendo un romanzo al
semaforo.
ELENA
Magari è un haiku.
“Sono fermo qui.
Tu suoni. Io respiro. Odio.”
Marco ride suo malgrado. Poi nota il deodorante al pino.
MARCO
Ho cambiato deodorante. Ti piace?
Elena annusa. Tossisce.
ELENA
Sa di... montagna litigata con una
fabbrica.
MARCO
E' “Bosco Artico”.
ELENA
Bosco Artico non esiste.
E se esiste,
chiederà scusa.
Marco abbassa leggermente il finestrino. Rumore di scooter.
ELENA
(CONT.)
No, no, no. Non aprire troppo.
Entrano i pensieri degli altri.
MARCO
Sei poetica oggi.
ELENA
Sono ansiosa.
La mia poesia oggi è “aiuto”.
Elena guarda il telefono.
Una NOTIFICA: “Luca: audio 0:23”.
Elena la vede, la blocca istintivamente. Marco non dovrebbe, ma l’ha intravista.
MARCO
(leggero)
Luca chi?
Elena subito sorride, come se fosse niente.
ELENA
Un cliente. Un Luca.
Ce ne sono
tanti.
MARCO
Audio alle nove del mattino.
ELENA
Il cliente è emotivo.
Marco fa una faccia, ma la lascia passare. Per ora.
Scena 5 - INT. AUTO (SEMAFORI A CATENA) - MATTINA
Semaforo rosso. Poi un altro. Poi un altro. Marco sembra trattenere un discorso. Elena prova a riportare la leggerezza.
ELENA
Se arrivo tardi, dirò che è un test:
“assumete anche chi sopravvive
ai semafori?”
MARCO
Arriviamo.
ELENA
Hai detto “arriviamo” come un
allenatore.
MARCO
Perchè tu stai andando a vincere.
Elena, toccata, lo prende in giro per non piangere.
ELENA
Ma che tenero.
Vuoi anche darmi
una pacca motivazionale?
Marco finge di allungare la mano, poi si trattiene.
MARCO
No, mi distraggo.
ELENA
Oh, allora l’amore è pericoloso.
La radio cambia da sola a una pubblicità urlata.
RADIO
(V.O.)
OFFERTA IMPERDIBILE!
Elena sobbalza.
ELENA
Ecco. Questa è la mia ansia in voce.
Marco abbassa il volume.
MARCO
Ok. Respirazione.
Come fai tu.
Inspira... espira...
Elena lo guarda.
ELENA
Mi stai copiando?
MARCO
Ti sto supportando.
ELENA
Supportami trovando parcheggio
senza fare karaoke di panico.
Marco sorride. Il semaforo diventa verde. Partono.
Scena 6 - INT. AUTO (DRIVE-THRU CAFFE') - MATTINA
Si avvicinano a un drive-thru. Cartello: “CAFFE' VELOCE”. Marco rallenta, fiero: “soluzione”.
MARCO
Ti prendo un caffè. Ti serve.
ELENA
Non posso bere caffè. Mi tremano
le mani.
MARCO
Allora deca.
ELENA
Il deca è sempre un caffè che ha rinunciato. Marco si ferma davanti all’altoparlante.
ALTOPARLANTE
(V.O.)
Buongiorno, ordinazione?
Marco schiarisce la voce, troppo serio.
MARCO
Buongiorno. Allora.
Un caffe'...
per lei... e per me...
Elena gli fa segno “no caffè per me”.
ELENA
(sottovoce)
Per me niente.
MARCO
...per lei un... niente.
ALTOPARLANTE
(V.O.)
Un... niente?
Elena si mette una mano in faccia.
ELENA
(dolce)
Un’acqua, grazie. Piccola.
MARCO
Sì, un’acqua piccola e un caffè per me.
E... un cornetto.
ALTOPARLANTE
(V.O.)
Ripeta il cornetto.
MARCO
Cornetto.
ALTOPARLANTE
(V.O.)
Con cosa? Marco guarda Elena in panico.
ELENA
(sottovoce)
Vuoto.
MARCO
Con... vuoto.
ALTOPARLANTE
(V.O.)
Non abbiamo “vuoto”.
Abbiamo crema,
cioccolato, marmellata.
Elena ride.
ELENA
Vuoto è un concetto. Prendi marmellata.
MARCO
Marmellata. Grazie.
L’auto avanza al finestrino. Una MANO fuori campo porge sacchetto e bicchieri. Marco paga. Elena prende l’acqua.
ELENA
Hai appena ordinato un cornetto
metafisico.
MARCO
Almeno ho risolto.
ELENA
Hai creato una nuova categoria:
“cornetteria esistenzialista”.
Marco beve un sorso di caffè. Si scotta, finge nulla.
MARCO
Perfetto.
ELENA
Hai le lacrime.
MARCO
E' il pino artico.
Scena 7 - INT. AUTO (TANGENZIALE) - MATTINA
Scorrono. Rumore di strada. Elena guarda fuori, poi il telefono. Notifica di nuovo: “Luca: audio 0:23”. Elena la ignora. Marco, invece, la vede.
MARCO
(calmo, troppo)
Ti scrive spesso, ‘sto Luca?
Elena capisce che non è più solo una battuta.
ELENA
Marco, oggi no. Ti prego.
Ho la testa piena.
MARCO
Sto facendo una domanda.
ELENA
E io ti sto chiedendo una tregua.
Marco stringe il volante. Poi, come se cambiasse canale.
MARCO
Giochiamo. “Targa o soprannome”.
Quella lì: “AB 2... qualcosa”.
Io dico: “Abate”.
ELENA
“Abete”. In tema col tuo profumo.
Marco ride, sollevato che lei abbia accettato il gioco.
MARCO
Quella: “FG”. “Fuggitiva”.
ELENA
Quella è “Faccio finta che non ti vedo”.
Risate. Per un attimo torna la leggerezza. Ma sotto sotto, la domanda resta.
Scena 8 - INT. AUTO (VICINO DESTINAZIONE) - MATTINA
La tangenziale lascia spazio a vie strette. Il navigatore parla.
NAVIGATORE
(V.O.)
Tra duecento metri, siete arrivati.
Elena si raddrizza. Controlla i capelli. Si ripete sottovoce.
ELENA
“Buongiorno, sono Elena, lavoro
con...”. No. Troppo.
“Ciao, sono Elena, faccio...”. No.
“Salve, io...”.
Marco la osserva.
MARCO
Non devi recitare.
ELENA
Io recito sempre.
E' il mio modo
di non svenire.
Marco le porge un fazzoletto.
MARCO
Se ti sudano le mani, usa questo.
Non sulla camicia, perchè poi sembri
colpevole.
Elena lo guarda, poi ride.
ELENA
Colpevole di cosa?
Marco, senza volerlo, inciampa.
MARCO
Di... niente. Dai.
Parcheggio e vai.
Elena annuisce, ma il sorriso si incrina appena.
Scena 9 - INT. AUTO (ZONA UFFICI, GIRI PER PARCHEGGIO) - MATTINA
Iniziano a girare. Posti pieni. Marco rallenta, scruta, fa inversioni precise. Elena guarda l’ora.
ELENA
Ok.
Abbiamo perso tre minuti
nella rotonda
ed uno nel cornetto
filosofico. Recuperiamo qui.
MARCO
Recuperiamo. Tranquilla.
Un posto si libera. Marco accelera leggermente per prenderlo. Un’altra auto entra prima. Marco frena, incredulo.
MARCO
(CONT.)
No, no, no.
Ha fatto la cosa.
La cosa della gente.
ELENA
La cosa della gente è vivere.
MARCO
La cosa della gente è rubare posti.
Elena indica un cartello.
ELENA
“Sosta vietata” ovunque.
MARCO
Ecco il tema della giornata.
Elena vibra: una chiamata. Schermo: “Mamma”. Elena rifiuta subito.
ELENA
Dopo.
Dopo. Dopo.
MARCO
Tua madre è un telemarketing affettivo.
Elena sorride.
ELENA
Sì.
“Buongiorno, offerta: senso di colpa
a rate”.
Marco vede un mezzo posto, stretto.
MARCO
Quello.
ELENA
Quello non è un posto. E' una minaccia.
Marco mette la freccia. Si infila. Poi si blocca, troppo stretto.
MARCO
Ok. Non quello.
ELENA
Grazie per aver ascoltato la mia paura.
Marco fa un giro. Silenzio breve.
Scena 10 - INT. AUTO (DAVANTI AL CIVICO) - MATTINA
Vedono il civico 14. L’edificio è li'. Ma nessun parcheggio. Marco rallenta.
ELENA
Eccolo. Studio Nove.
Siamo qui.
MARCO
Si, siamo qui senza posto.
ELENA
Lasciami scendere qui e poi tu giri.
Marco scuote la testa immediato.
MARCO
No. Ti accompagno fino al marciapiede
giusto.
Non scendi in mezzo.
ELENA
Marco, è un marciapiede.
Non è un
vulcano.
MARCO
Non ti lascio “in mezzo”. Punto.
La frase è detta come protezione, ma suona controllo. Elena inspira.
ELENA
(leggera, forzata)
Ok. Capitano.
Marco riparte a cercare. Elena stringe la borsa.
Scena 11 - INT. AUTO (POSTO TROVATO, MANOVRA) - MATTINA
Un posto si libera finalmente: parallelo, stretto ma fattibile. Marco si illumina.
MARCO
Ecco. Perfetto.
ELENA
Perfetto è una parola pericolosa.
Marco si mette in manovra. Silenzio “da esame”. Elena guarda avanti, poi non resiste.
ELENA
(CONT.)
Se giri un pelo di più...
MARCO
Non parlare.
ELENA
Scusa, è un riflesso.
MARCO
Mi distrai.
ELENA
Tu mi hai insegnato a respirare,
io ti insegno a girare.
Marco fa avanti, indietro. Troppo vicino dietro. BEEP dei sensori.
AUTO
(bip rapido)
ELENA
La macchina sta urlando.
MARCO
Sta comunicando.
ELENA
Sta implorando.
Marco corregge. BEEP piu' lento. Sembra farcela.
MARCO
Vedi? Ce l’ho.
Elena nota che il telefono di Marco sul supporto si illumina per una notifica. Elena non legge, ma vede che Marco lancia un’occhiata al SUO telefono, quello di Elena, dove la notifica “Luca” è ancora lì, non letta.
Marco parcheggia con un ultimo colpo. Frenata morbida. Silenzio. Poi: motore ancora acceso, ma la manovra è finita.
MARCO
(CONT.)
(a bassa voce)
Ok. Siamo.
Elena sorride, pronta a scendere.
ELENA
Grande. Grazie.
Sei stato un eroe
del parcheggio.
Marco non ride. Tiene lo sguardo davanti.
MARCO
Elena.
Il tono cambia tutto.
Scena 12 - INT. AUTO (PARCHEGGIO, MOTORE SPENTO) - MATTINA
Marco spegne il motore. Il silenzio fa rumore.
Elena resta con la mano sulla maniglia, sospesa.
ELENA
Dimmi.
MARCO
Luca.
Elena chiude gli occhi un secondo.
ELENA
Marco, davvero? Adesso?
MARCO
Adesso. Perchè è da prima.
Perchè continui a sorridere ed a
chiudere notifiche.
ELENA
Non le chiudo. Le ignoro.
MARCO
Anche meglio.
Elena si gira verso di lui. Calma controllata.
ELENA
E' un contatto di lavoro.
MARCO
Un contatto di lavoro ti manda
audio.
Ti manda audio e tu... ti irrigidisci.
ELENA
Io mi irrigidisco per l’incontro.
Per l’ansia. Non per Luca.
Marco scuote la testa, ferito ma trattenuto.
MARCO
Io ti porto, ti faccio ridere, ti prendo
l’acqua, il cornetto...
(amaro)
E poi c’e' uno che con un audio ti
entra in testa.
ELENA
Stai facendo una gara con un audio?
MARCO
Sto cercando di capire se mi stai
dicendo tutto.
Elena stringe la borsa, come scudo.
ELENA
Non ti devo un resoconto minuto per minuto.
MARCO
Se è tutto normale, perchè non me lo dici? Elena lo guarda: è stanca. Non di oggi. Di un accumulo.
ELENA
Va bene. Te lo dico.
(pausa)
Luca è...
Luca è quello con cui
ho lavorato prima.
Quello che tu
chiami “il mio ex” come se fosse
un’etichetta.
Marco si irrigidisce.
MARCO
Quindi è lui.
ELENA
Si. E oggi c’entra.
Perchè lo Studio Nove sta cercando
un team.
E lui mi ha segnalata.
Fine della storia. Marco ride senza allegria.
MARCO
Fine della storia.
Lo dici sempre quando vuoi chiudere
la porta.
Elena indica il palazzo fuori.
ELENA
Io devo salire.
Tra due minuti.
Sono in ritardo.
MARCO
E tu vai a lavorare con lui.
ELENA
Io vado a lavorare. Punto.
MARCO
Ma con lui.
Elena, ancora trattenuta, prova l’ultima carta dell’ironia.
ELENA
Marco, non è un film.
Non c’è la musica
drammatica.
C’è solo il mio affitto.
Marco alza il tono, finalmente.
MARCO
Ed allora dimmelo prima!
Non farmelo scoprire da una notifica!
Elena si irrigidisce. Le tremano le dita sulla maniglia.
ELENA
Perchè ogni volta che ti dico qualcosa
che non controlli,
tu diventi questo.
Un interrogatorio con cintura di sicurezza.
MARCO
Io mi preoccupo!
ELENA
Tu ti possiedi. E mi metti dentro.
Marco resta un attimo senza parole, colpito.
MARCO
(ferito)
Quindi io sono il cattivo? Elena lo guarda: occhi lucidi, ma voce ferma.
ELENA
No. Sei stanco.
Ed io sono stanca.
Ed oggi...
oggi dovevi solo portarmi.
Non guidarmi la vita.
Silenzio. Marco cerca una frase che aggiusti, ma esce peggio.
MARCO
Se sali, è per lui.
Elena scatta. La calma si rompe.
ELENA
Basta.
Basta, Marco.
Non è per lui. E' per me.
E tu in questo momento stai facendo
“sosta vietata” nella mia testa.
Apre la portiera.
MARCO
Elena, aspetta...
Elena scende, senza guardarlo, prende la borsa e chiude con un gesto secco.
ELENA
Vai. Arrivo io. Da sola.
SBATTE LO SPORTELLO.
Rimaniamo nell’abitacolo con Marco. Il rumore dello sportello vibra ancora nell’aria. Marco resta immobile, mani sul volante, come se il parcheggio non fosse finito, ma solo iniziato.
FADE OUT.
* ATTENZIONE: L'idea presentata in questo articolo è solo uno spunto iniziale di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare questa bozza in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.









