nonno e nipotina 600Un cortometraggio da 2 minuti richiede un’idea chiara e coinvolgente, con un’incipit che attiri subito l’attenzione ed un finale che lasci un’impronta. È essenziale curare il/la protagonista ed il suo obiettivo, evitando qualunque scena superflua. Sceneggiatura e dialoghi devono essere essenziali e potenti. Tutto il resto, regia, immagini e montaggio, dev’essere al servizio di questa forza narrativa.

Ecco per voi 5 esempi.

1° esempio: Titolo: “Un secondo di troppo

Genere: Thriller psicologico

Tema: Il rimpianto ed il peso delle parole non dette

Personaggi: Luca, 35 anni, uomo d’affari teso.

Storia con dialoghi e azioni:

Interno aeroporto - giorno.
Luca corre tra la folla, valigia trolley e telefono in mano. È sudato.

Luca
(a se stesso, ansioso):
«Dai, dai… gate 12, ce la faccio.»

Il telefono squilla. Sul display appare “Sara la Moglie”. Luca guarda lo schermo, esita due secondi, poi rifiuta la chiamata con il pollice.

Luca
(mormorando):
«Non ora, Sara… sono in ritardo.»

Sale sull’aereo, si siede, chiude gli occhi.

Flash rapidi: litigi recenti, Sara che piange sul divano.

Esterno aeroporto - giorno successivo.
Luca scende dall’aereo, accende il telefono. Ha 7 chiamate perse e un messaggio vocale.

Luca mette l’auricolare ed avvia il messaggio. La voce di Sara è rotta dal pianto.

Sara
(voce registrata):
«Luca… i medici mi hanno dato tre mesi.
Volevo solo salutarti prima che partissi.
Ti amo.»

Luca resta immobile in mezzo al terminal. Il rumore intorno svanisce. Il telefono gli scivola quasi di mano.

Finale: Lo schermo diventa nero. Si sente solo il respiro affannoso e spezzato di Luca.

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2° esempio: Titolo: “La pianta

Genere: Horror minimalista

Tema: La solitudine e la lenta perdita di sé stessi

Personaggi: Clara, 28 anni, impiegata da casa.

Storia con dialoghi e azioni:

Interno appartamento piccolo e ordinato - mattina.

Clara, in pigiama, prepara il caffè. Si avvicina alla pianta grassa sul davanzale e le accarezza una foglia.

Clara
(dolce):
«Buongiorno, Bella. Hai dormito bene?
Io no… un’altra notte di riunioni fino alle due.»

Montaggio rapido dei giorni successivi.
La pianta cresce visibilmente. Le foglie si girano verso Clara quando entra nella stanza.

Una sera, Clara torna esausta, si lascia cadere sulla sedia davanti alla pianta.

Clara
(con voce rotta):
«A volte vorrei sparire, sai? Non esistere più.
Niente riunioni, niente bollette, niente… niente.»

Accarezza la pianta. Le foglie si chiudono delicatamente intorno alle sue dita.

Mattina seguente. La camera da letto è vuota. Il letto è intatto.

La telecamera si sposta lentamente verso la finestra. Sulla pianta, tra le foglie carnose, spunta una piccola mano umana pallida che si muove debolmente. La voce di Clara, ora flebile e lontana, esce dalle foglie.

Clara
(sussurrando):
«Finalmente… non sono più sola.»

Finale: La mano si chiude lentamente su se stessa.

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3° esempio: Titolo: “L’ultimo like

Genere: Dramedy / Satira sociale

Tema: La dipendenza da validazione sui social

Personaggi: Tommy, 22 anni, influencer.

Storia con dialoghi e azioni:

Interno stanza caotica - notte.
Tommy in mutande, luce del ring light sul viso.

Tommy sistema il telefono sul treppiede.

Tommy
(voce drammatica, guardando in camera):
«Ragazzi… questo è il mio ultimo video.
Sto troppo male.
Non ce la faccio più.»

Pubblica.
I like e i cuori iniziano a piovere. Tommy sorride leggermente.

Tommy
(secondo video, fingendo di piangere):
«Forse è meglio se sparisco del tutto…
nessuno mi capisce davvero.»

Ancora più like. Commenti: “Nooo Tommy ti amo”, “Non farlo!!”.

Tommy ride tra sé, poi torna serio per il terzo video.

Tommy
(con tono tragico):
«Questo è davvero l’addio.
Vi voglio bene.»

Mentre posta, il telefono vibra.
Notifica: “Mamma ha commentato: Tommy, la cena è pronta. Pasta al pomodoro.”

Tommy fissa la notifica. Il suo sorriso si spegne lentamente, diventa vuoto.

Tommy
(sottovoce, guardando in camera):
«Un ultimo video e poi scendo…»

Finale: Schermo nero. Si sente solo il suono ossessivo dei like che continuano ad aumentare.

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4 esempio: Titolo: “Specchio

Genere: Fantascienza drammatica

Tema: L’identità e l’accettazione di sé

Personaggi: Alex, 30 anni, persona non binaria in transizione.

Storia con dialoghi e azioni:

Interno bagno - mattina.

Alex davanti allo specchio, respira profondamente.

Alex
(ripetendo):
«Sono forte. Sono bello. Sono me stesso.»

Il riflesso nel specchio ritarda di mezzo secondo. Alex aggrotta la fronte.
Prova a sorridere: il riflesso sorride un attimo dopo.

Serata. Alex è esausto, capelli bagnati dopo la doccia.

Alex
(ha alzato la voce):
«Chi cazzo sei?! Perché fai così?!»

Il riflesso smette improvvisamente di imitare i movimenti. Resta fermo, guardando Alex con dolcezza.

Riflesso
(con la stessa voce di Alex, ma calma):
«Sono quello che tu diventerai quando smetterai di aver paura di me.»

Alex resta senza fiato.
Allunga lentamente la mano verso lo specchio. Il riflesso fa lo stesso.
Le dita si toccano sul vetro. Una lacrima scende sul viso di Alex.

Alex
(sorridendo per la prima volta):
«Ok… va bene.»

Lo specchio torna normale. Alex si guarda e sorride davvero.

Finale: Alex spegne la luce del bagno, sereno.

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5° esempio:  Titolo: “5 minuti

Genere: Dramma intimista

Tema: Il valore del tempo e l’amore nelle piccole cose

Personaggi: Nonno Mario, 82 anni; Emma, nipote di 9 anni.

Storia con dialoghi e azioni:

Interno stanza da letto semi-buia – pomeriggio.
Nonno Mario è a letto, pallido.

Emma entra piano, si siede sul bordo del letto.

Emma:
«Nonno… quanto tempo ti resta?»

Nonno Mario
(sorpreso, voce debole):
«Eh? Che domande fai, piccola…
I medici dicono poco.»

Emma
(seria):
«Allora non sprecarlo parlando.
Facciamo una cosa bella.»

Gli prende la mano rugosa tra le sue piccole mani.

Emma:
«Ti ricordi quando mi hai fatto volare sulle spalle ed io ho vomitato il gelato alla fragola?
E quella storia del soldato che hai inventato…
e quella con il drago buono?»

Emma continua a raccontare, sorridendo. Il nonno ascolta con gli occhi chiusi, un sorriso sereno sul viso.

Emma
(dolcemente):
«Grazie per avermi insegnato a pescare…
anche se non prendevamo mai niente.»

Finale: Emma guarda l’orologio sul comodino. Sono passati esattamente 5 minuti.

Emma
(sussurrando):
«Grazie per avermi regalato gli ultimi 5 minuti migliori della tua vita, nonno.»

La mano del nonno stringe debolmente quella di Emma un’ultima volta, poi si rilassa. Emma resta lì, tenendogli la mano.

 

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