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 treno partenza innamorati 600

Base n° 3 - Titolo: "PRIMA CHE SI APRA IL SIPARIO"

- Logline

Una giovane attrice che da tre anni interpreta soltanto ruoli secondari scopre venti minuti prima dello spettacolo che dovrà sostituire la protagonista. Mentre il teatro si riempie e l’ansia cresce, una veterana le insegna che il vero coraggio non consiste nell’eliminare la paura, ma nel salire sul palco portandola con sé.

- Genere

Dramma - racconto di formazione.

- Temi affrontati

Paura del fallimento, ambizione, ansia da prestazione, rapporto maestro-allievo, identità artistica, desiderio di riconoscimento.

- Personaggi principali

Viola, 26 anni.
Attrice preparata, disciplinata, ma convinta di essere sempre “quella che quasi ce la fa”.

Rita, 55 anni.
Attrice teatrale esperta, mai diventata famosa. Conosce il mestiere e soprattutto la paura.

Carlo, 48 anni.
Regista dello spettacolo. Apparentemente severo. È consapevole del rischio, ma non ha alternative.

Nina, 28 anni.
Protagonista prevista. Non compare fisicamente: una forte influenza le impedisce di recitare.


* Racconto della storia in 25 passaggi

  1. Viola arriva in teatro nel pomeriggio.
  2. Si prepara per il proprio piccolo ruolo.
  3. Conosce tutte le battute dello spettacolo, comprese quelle degli altri.
  4. Sente il regista discutere concitatamente al telefono.
  5. Nina, la protagonista, non potrà arrivare.
  6. Carlo chiede a Viola se conosce il ruolo.
  7. Lei risponde automaticamente di sì.
  8. Solo dopo comprende che le stanno chiedendo di interpretarlo.
  9. Mancano venti minuti all’apertura del sipario.
  10. Viola prova alcune battute e dimentica parole che conosce da mesi.
  11. Le mani tremano.
  12. Il respiro diventa corto.
  13. Carlo comincia a darle indicazioni tecniche sempre più rapidamente.
  14. Questo peggiora la situazione.
  15. Viola si chiude in camerino e decide di andarsene.
  16. Rita la raggiunge.
  17. Viola confessa di non aver paura di sbagliare una battuta, ma di dimostrare finalmente di non essere abbastanza brava.
  18. Rita racconta il proprio più grande fallimento teatrale.
  19. Non cerca di tranquillizzarla.
  20. Le dice che probabilmente avrà ancora paura quando entrerà in scena.
  21. Viola smette di tentare di calmarsi.
  22. Decide semplicemente quale sia la prima cosa che dovrà fare sul palco.
  23. Il sipario sta per aprirsi.
  24. Viola entra.
  25. Il corto termina non sull’applauso finale, ma sul suo primo momento autentico davanti al pubblico.


* SEI SCENE DETERMINANTI

Scena 1 - La proposta

CARLO
Conosci il ruolo di Nina?

VIOLA
Certo.

CARLO
Tutto?

VIOLA
Quasi tutto.

CARLO
Quanto quasi?

VIOLA
Abbastanza da correggerla mentalmente quando sbaglia.

Carlo la guarda.

CARLO
Perfetto.

VIOLA
Perché perfetto?

CARLO
Perché stasera sbaglierai tu.


Scena 2 - Prima prova

Viola entra sul palco vuoto.

VIOLA
“Non ti ho aspettato perché...”

Si blocca.

CARLO
Perché?

VIOLA
Lo so.

CARLO
Allora dillo.

VIOLA
Se mi dici di dirlo, non lo so più.

CARLO
Viola, tra diciassette minuti ci sono centottanta persone.

VIOLA
Grazie. Adesso le vedo tutte.


Scena 3 - Nel camerino

VIOLA
Non ce la faccio.

RITA
Possibile.

Viola la guarda.

VIOLA
Dovresti dirmi che ce la farò.

RITA
Perché dovrei mentirti cinque minuti prima di andare in scena?

VIOLA
Molto incoraggiante.

RITA
Vuoi incoraggiamento o vuoi recitare?


Scena 4 - La vera paura

RITA
Di cosa hai paura?

VIOLA
Di dimenticare.

RITA
No.

VIOLA
Di bloccarmi.

RITA
No.

Viola abbassa lo sguardo.

VIOLA
Ho paura che questa sia la mia occasione.

Pausa.

VIOLA
E che alla fine tutti capiscano perché finora non me l’avevano data.

Rita annuisce.

RITA
Ecco. Adesso almeno stiamo parlando della cosa giusta.


Scena 5 - La lezione

RITA
La prima volta che ho avuto un ruolo importante ho dimenticato una pagina intera.

VIOLA
E cosa hai fatto?

RITA
Ho inventato.

VIOLA
Ha funzionato?

RITA
Malissimo.

Viola quasi ride.

RITA
Il pubblico se n’è accorto.
Il regista voleva uccidermi.
Il critico scrisse che avevo “un rapporto creativo con il testo”.

VIOLA
E poi?

RITA
La sera dopo sono tornata.

Pausa.

RITA
Quello è il mestiere.
Non non cadere. Tornare dove sei caduta.


Scena 6 - Prima dell’ingresso

Carlo le sistema il costume.

CARLO
Se vuoi ancora fermare tutto, dimmelo adesso.

Viola ascolta il brusio del pubblico.

VIOLA
Ho paura.

CARLO
Lo vedo.

VIOLA
Non mi passa.

CARLO
Non deve passarti.

Viola respira.

VIOLA
Qual è la mia prima posizione?

CARLO
Centro palco. Guardi la porta.

Viola annuisce.

VIOLA
Allora faccio quella.

Il sipario si apre.


- Caratterizzazione del finale

Non conviene mostrare una performance trionfale né un applauso interminabile. Sarebbe più forte fermarsi sulla prima vera battuta.

Viola entra sul palco. Rimane un istante nel silenzio.

Poi:

VIOLA
Non ti ho aspettato perché sapevo che saresti tornato.

Questa volta la voce è ferma.

Nero.

Il corto non racconta se Viola diventerà una grande attrice. Racconta il momento preciso in cui smette di aspettare di sentirsi pronta.

- Suggerimenti

Il teatro offre moltissimo con poco: corridoi, camerino, sipario, palco vuoto, rumori del pubblico. Il suono del brusio può diventare una specie di battito cardiaco narrativo.

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Base n° 4 - Titolo "L’ULTIMA RIPRESA"

- Logline

Durante le ultime ore di lavorazione di un cortometraggio indipendente, un giovane regista insiste per girare una scena rischiosa prima che scompaia la luce. Quando il fonico avverte strani rumori nella struttura abbandonata scelta come location, la troupe deve decidere se sacrificare la scena più importante o mettere realmente in pericolo un attore.

- Genere

Thriller realistico - dramma cinematografico.

- Temi affrontati

Ambizione, sicurezza sul lavoro, responsabilità del regista, pressione produttiva, ego artistico, rapporto tra film e realtà.


- Personaggi principali

Andrea, 30 anni.
Regista del cortometraggio. Ha investito denaro, energie e mesi di lavoro nel progetto. Vuole che la scena finale sia memorabile.

Michele, 33 anni.
Fonico di presa diretta. Attentissimo ai rumori. È il primo a percepire che l’edificio non è sicuro.

Sara, 28 anni.
Attrice protagonista. Professionale e coraggiosa, ma desiderosa di dimostrare di non essere “difficile”.

Elisa, 32 anni.
Aiuto regista. Deve mantenere tempi e sicurezza. È divisa tra la fedeltà al regista e la responsabilità verso la troupe.


- Racconto della storia in 25 passaggi

  1. Una piccola troupe gira l’ultima scena di un corto in un edificio industriale abbandonato.
  2. È tardo pomeriggio.
  3. La scena deve essere completata prima del tramonto.
  4. Il personaggio di Sara deve attraversare un corridoio e salire su una passerella metallica.
  5. La passerella è stata controllata sommariamente durante il sopralluogo.
  6. Andrea è già in ritardo di due ore.
  7. Se perde la luce dovrà tornare un altro giorno, ma non ha più budget.
  8. Durante una prova Michele sente un rumore metallico anomalo.
  9. Chiede di fermarsi.
  10. Andrea pensa che sia una normale vibrazione.
  11. Elisa propone un controllo.
  12. Andrea accetta malvolentieri.
  13. Nessuno trova immediatamente un problema evidente.
  14. Si ricomincia.
  15. Michele registra un secondo scricchiolio, questa volta più forte.
  16. Sara si offre comunque di girare.
  17. Andrea accetta.
  18. Durante la take una vite cade dalla struttura.
  19. Michele grida “stop” senza che Andrea lo abbia autorizzato.
  20. La scena viene interrotta a metà.
  21. Andrea esplode: quella poteva essere l’ultima possibilità.
  22. Elisa gli fa notare che sta confondendo il film con ciò che vale davvero.
  23. Andrea vuole provare una volta ancora.
  24. Quando Sara sale il primo gradino, una parte della passerella cede.
  25. Andrea comprende che Michele ha salvato la troupe da un incidente e decide di riscrivere la scena utilizzando ciò che la location permette in sicurezza.

 

* SEI SCENE DETERMINANTI

Scena 1 - Mancano venticinque minuti

ELISA
Tramonto alle diciannove e quarantadue.

ANDREA
Quanto abbiamo?

ELISA
Ventisette minuti di luce utile. Venticinque se vuoi anche respirare.

ANDREA
Non voglio respirare. Voglio girare.

Sara sorride.

SARA
Molto rassicurante.

MICHELE
Per il respiro posso registrarti un ambiente dopo.


Scena 2 - Il primo rumore

Michele alza la mano.

MICHELE
Fermi.

ANDREA
Che c’è?

MICHELE
La passerella.

ANDREA
Che ha?

MICHELE
Ha fatto un rumore.

ANDREA
È metallo. È praticamente il suo mestiere.

MICHELE
No. Questo non era un rumore da metallo che sta bene.

Andrea lo guarda.

MICHELE
Lo so che sembra una frase idiota. Ma ascolto cose da quindici anni.
Quella struttura si è mossa.


Scena 3 - Sara si offre

SARA
Posso farlo.

ELISA
Non è questione di coraggio.

SARA
Lo so.

ANDREA
Facciamo una take. Una.

Elisa guarda Andrea.

ELISA
Se Michele sente un altro rumore fermiamo tutto.

ANDREA
D’accordo.

MICHELE
Non deve sentirlo soltanto Michele.
Se succede qualcosa, la prima che lo sente è lei con tutto il corpo.

Indica Sara.


Scena 4 - Lo stop del fonico

Sara attraversa la passerella.

Un rumore.

MICHELE
STOP!

Andrea resta dietro la camera.

ANDREA
Perché hai chiamato stop?

MICHELE
Perché stava cedendo.

ANDREA
Era perfetta!

MICHELE
La ripresa?

ANDREA
Sì!

MICHELE
La struttura no.


Scena 5 - Lo scontro

ANDREA
Se perdiamo questa luce il corto non ha un finale.

ELISA
Meglio un corto senza finale che una troupe senza attrice.

ANDREA
Non drammatizzare.

Sara interviene.

SARA
No. Aspetta.

Andrea si volta.

SARA
Tu mi hai chiesto se me la sentivo.
Io ti ho detto di sì perché non volevo essere quella che blocca il film.

Pausa.

SARA
Ma non significa che tu possa usare il mio sì per smettere di decidere da regista.

Andrea resta colpito.

SARA
La sicurezza non la devo scegliere io per non sembrarti vigliacca.
La devi garantire tu.


Scena 6 - Dopo il cedimento

La passerella ha ceduto parzialmente senza coinvolgere nessuno.

Silenzio.

Andrea guarda il punto esatto in cui avrebbe voluto far passare Sara.

ANDREA
Se avessimo fatto un’altro take...

Nessuno risponde.

Michele raccoglie una vite caduta.

MICHELE
Il suono era questo.

Gli porge la vite.

Andrea la prende.

ANDREA
Ho passato tre mesi a cercare il finale giusto.

Guarda la struttura.

ANDREA
E quasi ne giravo uno che non avevo scritto.

 

- Caratterizzazione del finale

Andrea decide di non abbandonare il film, ma di cambiare la scena. Sara viene ripresa ferma davanti all’accesso della passerella, incapace di attraversarla. Poi torna indietro.

È persino narrativamente migliore.

Dopo il take Andrea dice:

ANDREA
Buona?

Michele ascolta nelle cuffie.

MICHELE
Pulita.

Andrea sorride.

ANDREA
Finalmente.

Il finale suggerisce che il limite produttivo può generare una soluzione artistica superiore.

- Suggerimenti

È una storia particolarmente adatta a chi ama il cinema perché permette di mostrare realmente una troupe, ma richiede una regola importante: la scena deve essere realizzata in una location sicura. La passerella pericolosa può essere suggerita attraverso montaggio, rumori, dettagli, controcampi ed un piccolo elemento scenografico controllato.

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Base n° 5 - Titolo: "BINARIO SETTE"

- Logline

Quando scopre che la sua migliore amica sta partendo per trasferirsi definitivamente all’estero, Andrea attraversa Roma per raggiungerla prima della partenza del treno. Ma quando finalmente arriva al binario comprende che dirle di amarla non deve diventare un modo per impedirle di partire.

- Genere

Dramma romantico - commedia sentimentale.

- Temi affrontati

Amore non dichiarato, paura del cambiamento, libertà, separazione, maturità sentimentale, differenza tra confessare un sentimento e pretendere una risposta.


- Personaggi principali

Andrea, 33 anni.
Fotografo di interni. Ironico, prudente e capace di rimandare ogni decisione importante.

Chiara, 31 anni.
Restauratrice. Ha accettato un lavoro a Lisbona. Ama Andrea profondamente come persona, ma non sa che lui ha sviluppato sentimenti diversi.

Paolo, 34 anni.
Amico comune. È colui che, senza volerlo, fa comprendere ad Andrea che potrebbe non avere più occasioni.

Signora Ada, 72 anni.
Donna incontrata casualmente alla stazione. Piccolo personaggio ma decisivo. Aspetta un treno diverso e osserva Andrea mentre cerca disperatamente le parole.


- Racconto della storia in 25 passaggi

  1. Andrea riceve un messaggio vocale di Paolo mentre sta lavorando.
  2. Paolo gli chiede se abbia salutato Chiara.
  3. Andrea risponde che lo farà la settimana successiva.
  4. Paolo gli dice che Chiara parte quel pomeriggio.
  5. Andrea scopre che il trasferimento non è temporaneo.
  6. Guarda l’orologio.
  7. Il treno parte tra quarantacinque minuti.
  8. Andrea esce di corsa.
  9. Tenta di chiamare Chiara, ma lei non risponde perché il telefono è quasi scarico.
  10. Il traffico rallenta il taxi.
  11. Andrea decide di proseguire a piedi.
  12. Durante il percorso registra diversi messaggi vocali e li cancella tutti.
  13. Arriva alla stazione con pochi minuti di anticipo.
  14. Non sa quale sia il binario.
  15. Lo scopre: binario sette.
  16. Raggiunge Chiara.
  17. Lei è felice di vederlo e crede che sia venuto semplicemente a salutarla.
  18. Andrea prova a confessare ciò che sente ma continua a fermarsi.
  19. Chiara comprende che vuole dirle qualcosa di importante.
  20. Mancano tre minuti.
  21. Andrea pensa per un momento di chiederle di restare.
  22. Capisce però che sarebbe una richiesta ingiusta.
  23. Le dice finalmente che la ama, ma aggiunge che non deve cambiare la propria decisione.
  24. Chiara sale sul treno.
  25. Il corto termina senza stabilire immediatamente se diventeranno una coppia, ma mostrando che per la prima volta Andrea ha smesso di usare il silenzio come protezione.

 

* SEI SCENE DETERMINANTI

Scena 1 - La telefonata di Paolo

PAOLO
L’hai salutata?

ANDREA
Chi?

PAOLO
Chiara.

ANDREA
La vedo sabato.

Silenzio.

PAOLO
Andrea, oggi è martedì.

ANDREA
Lo so.

PAOLO
Parte oggi.

Andrea si ferma.

ANDREA
No. Parte il mese prossimo.

PAOLO
Il mese prossimo comincia a lavorare. Oggi parte.

Andrea guarda l’orologio.

ANDREA
A che ora?


Scena 2 - Messaggi cancellati

Andrea cammina rapidamente.

Registra sul cellulare:

ANDREA
“Chiara, c’è una cosa che non ti ho mai detto...”

Cancella.

Nuovo tentativo.

ANDREA
“Non partire prima che io...”

Cancella.

Ancora.

ANDREA
“Sei una persona molto importante per...”

Si ferma.

ANDREA
Sembro il discorso di un collega alla pensione.

Cancella tutto.


Scena 3 - L’incontro

Chiara lo vede.

CHIARA
Andrea?

Lui arriva senza fiato.

CHIARA
Hai corso?

ANDREA
No.

CHIARA
Stai respirando come un mantice.

ANDREA
È una cosa genetica.

Chiara ride e lo abbraccia.

CHIARA
Pensavo che non venissi.

Andrea la stringe.

ANDREA
Anch’io.


Scena 4 - Ada

Chiara va a comprare dell’acqua.

Andrea rimane sulla panchina vicino ad Ada.

ADA
Se deve dirle qualcosa, gliela dica.

Andrea la guarda.

ANDREA
Si vede così tanto?

ADA
Ha attraversato la stazione correndo,
la guarda come se il treno la stesse rapendo e continua ad aprire la bocca senza parlare.

Pausa.

ADA
Non serve essere Sherlock Holmes.

ANDREA
E se glielo dico nel momento sbagliato?

ADA
Il momento sbagliato passa.

Ada indica il binario.

ADA
Anche i treni.


Scena 5 - La confessione

Il treno sta per partire.

CHIARA
Allora? Cosa dovevi dirmi?

Andrea guarda il tabellone.

Poi lei.

ANDREA
Che non voglio che parti.

Chiara resta immobile.

Andrea scuote la testa.

ANDREA
No. Non è vero.

CHIARA
Andrea...

ANDREA
Non voglio che tu parta perché mi mancherai.
Ma voglio che tu parta perché è quello che vuoi.

Pausa.

ANDREA
E c’è una cosa che avrei dovuto dirti molto prima,
quando non sembrava una bomba piazzata a tre minuti dalla partenza.

Chiara non respira quasi.

ANDREA
Ti amo.


Scena 6 - La risposta

Chiara ha gli occhi lucidi.

CHIARA
Perché adesso?

ANDREA
Perché sono un idiota con un pessimo rapporto con le scadenze.

Lei sorride appena.

CHIARA
Vuoi che resti?

Andrea ci pensa davvero.

ANDREA
No.

Chiara è sorpresa.

ANDREA
Voglio che tu sappia che ti amo.
Non voglio trasformarlo in un biglietto di ritorno.

Annuncio della partenza.

Chiara lo abbraccia.

CHIARA
Sei arrivato tardi.

Andrea chiude gli occhi.

CHIARA
Ma non troppo.

Sale sul treno.

 

- Caratterizzazione del finale

Andrea rimane sul binario.

Il treno parte.

Potremmo aspettarci una corsa romantica accanto al vagone, ma non accade. Andrea resta fermo.

Il telefono vibra.

Un messaggio di Chiara:

“Quando arrivo ti chiamo. E questa volta rispondi subito.”

Andrea sorride.

Non sappiamo ancora se saranno una coppia. Sappiamo però che esiste finalmente una conversazione possibile.

Questo finale è più maturo di un improvviso ritorno di Chiara dal treno.

 

- Suggerimenti

L’adrenalina romantica funziona soltanto se il conto alla rovescia non diventa un ricatto sentimentale. Andrea deve imparare che dichiarare il proprio amore significa offrire una verità, non pretendere una decisione.

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* COME SCEGLIERE TRA LE CINQUE STORIE

Le cinque proposte possono essere confrontate anche in termini produttivi.

TitoloGenere principaleTipo di adrenalinaComplessità produttiva
Novanta secondithriller fantascientificopaura e previsionebassa-media
Il badge rossocommediaesposizione pubblicamedia
Prima che si apra il sipariodrammaansia da prestazionebassa
L’ultima ripresathriller realisticopericolo e responsabilitàmedia
Binario setteromantico-drammaticourgenza emotivamedia


Per un primo cortometraggio, Prima che si apra il sipario è probabilmente il più semplice da controllare tecnicamente, perché può essere concentrato quasi interamente in un teatro.

Il badge rosso può diventare un ottimo corto da festival se si trovano una sala conferenze e un gruppo credibile di comparse, perché combina comicità ed un tema contemporaneo.

Novanta secondi è quello con la struttura più immediatamente thriller e permette di fare un grande lavoro su montaggio e sound design.

L’ultima ripresa è particolarmente interessante per un pubblico appassionato di cinema e può mettere in scena un conflitto molto attuale: fino a dove è lecito spingersi per ottenere una buona immagine?

Binario sette è il più semplice emotivamente, ma proprio per questo richiede attori particolarmente credibili. Il rischio del sentimentalismo deve essere evitato attraverso dialoghi trattenuti e un finale non consolatorio.


* COME TRASFORMARE L’ADRENALINA IN STRUTTURA

In tutti e cinque i corti conviene costruire un vero conto alla rovescia.

In “Novanta secondi” è letterale: ogni registrazione anticipa il futuro di un minuto e mezzo.

In “Il badge rosso” mancano dodici minuti all’arrivo del relatore.

In “Prima che si apra il sipario” il pubblico sta già entrando in sala.

In “L’ultima ripresa” sta scomparendo la luce naturale.

In “Binario sette” il treno sta per partire.

Il countdown non deve però diventare soltanto un espediente meccanico. Deve restringere progressivamente la possibilità di evitare la scelta.

All’inizio il protagonista può ancora tirarsi indietro.

A metà corto diventa difficile.

Nel climax non può più farlo.


* L’ADRENALINA HA BISOGNO DI PAUSE

Una storia ad alta tensione non deve essere continuamente veloce.

Se tutto è intenso, nulla sembra davvero intenso.

Bisogna alternare:

  • accelerazione;
  • sospensione;
  • accelerazione;
  • silenzio;
  • nuova accelerazione.

In “Novanta secondi”, per esempio, prima del colpo previsto deve esserci un momento quasi completamente silenzioso.

In “Prima che si apra il sipario”, il momento più forte può essere Viola seduta immobile nel camerino.

In “Binario sette”, pochi secondi prima della confessione sarebbe utile lasciare il rumore della stazione senza dialogo.

L’adrenalina viene percepita anche attraverso la differenza tra movimento ed immobilità.


* IL PERSONAGGIO DEVE COMPIERE UNA SCELTA

Un errore comune nei cortometraggi d’azione consiste nel far accadere moltissime cose senza cambiare veramente il protagonista.

Una storia diventa più forte quando l’adrenalina conduce ad una decisione morale od emotiva.

Lea sceglie di intervenire.

Giulio sceglie di smettere di fingere.

Viola sceglie di entrare in scena pur avendo paura.

Andrea  in "L’ultima ripresa" sceglie di sacrificare la ripresa per la sicurezza.

L’Andrea di “Binario sette” sceglie di dichiararsi senza chiedere a Chiara di rinunciare alla propria vita.

È la scelta, non la corsa, che rende memorabile il climax.


* NON CONFONDERE VELOCITÀ E TENSIONE

Una macchina che corre non produce necessariamente suspense.

Una persona immobile davanti ad una porta che non osa aprire può produrne molta di più.

Per creare tensione servono tre elementi:  informazione + rischio + attesa.

Lo spettatore deve sapere od intuire qualcosa.

Deve capire quale pericolo comporta.

Deve essere costretto ad aspettare il momento in cui quel pericolo potrà manifestarsi.

Per questo l’adrenalina è perfetta per il cortometraggio: in quindici o venti minuti è possibile costruire un meccanismo molto compatto senza esaurirlo.


* CONSIGLIO SULLA DURATA

Per queste storie suggerirei una durata compresa tra 15 e 20 minuti.

Una possibile struttura generale potrebbe essere:

  • minuti 0-3: personaggio e situazione;
  • minuti 3-5: evento scatenante;
  • minuti 5-10: primi tentativi;
  • minuti 10-13: escalation;
  • minuti 13-16: crisi;
  • minuti 16-18: climax;
  • minuti 18-20: conseguenza finale.

Non è una formula obbligatoria, ma aiuta a mantenere il corto concentrato.


* CONSIGLI PER LA REGIA

L’adrenalina non deve essere raccontata soltanto con un montaggio rapido e camera a mano.

Si può utilizzare:

  • camera ferma quando il protagonista è bloccato;
  • avvicinamento lento quando comprende qualcosa;
  • grandangolo quando il mondo sembra schiacciarlo;
  • primo piano quando non può più evitare una scelta;
  • campo lungo nel momento successivo alla crisi;
  • suono fuori campo prima dell’ingresso del pericolo.

Un movimento di macchina deve corrispondere ad un movimento emotivo.


* CONSIGLI PER LA FOTOGRAFIA

È possibile differenziare le cinque storie.

Novanta secondi” può usare blu, grigi, luce del monitor e piccole fonti domestiche.

Il badge rosso” può avere un ambiente molto luminoso, ordinato e quasi pubblicitario, in contrasto con il caos interiore di Giulio.

Prima che si apra il sipario” può alternare la luce tecnica del backstage all’oscurità profonda del palco.

L’ultima ripresa” può sfruttare una luce di fine giornata sempre più calda e bassa, rendendo visibile il tempo che sta scomparendo.

Binario sette” può partire con una luce urbana neutra e terminare con la luce più morbida ed aperta della stazione o del tardo pomeriggio.


* CONSIGLI SUL SUONO

L’adrenalina può essere costruita in modo straordinario con il suono.

Non servono necessariamente musiche martellanti.

Possono diventare ritmici:

  • un ascensore;
  • un orologio;
  • un microfono che viene acceso;
  • il brusio di un pubblico;
  • una struttura metallica;
  • un annuncio ferroviario;
  • il vibrare di un telefono;
  • un respiro.

Il suono può anticipare il pericolo, interrompersi improvvisamente oppure contraddire l’immagine.

Il silenzio, soprattutto prima del climax, può essere più efficace di una colonna sonora molto evidente.


Concludendo...

La parola adrenalina può diventare il punto di partenza per cortometraggi completamente differenti.

Non obbliga a scrivere un inseguimento, un incidente od una storia criminale.

L’adrenalina può nascere da:

  • novanta secondi che separano una persona da un possibile pericolo;
  • dodici minuti davanti ad un pubblico;
  • venti minuti prima dell’apertura di un sipario;
  • pochi minuti di luce rimasti su un set;
  • un treno che sta per partire.

Ciò che accomuna tutte queste situazioni è la sensazione che non si possa più rimandare.

Ed è proprio questo uno dei motori più potenti della sceneggiatura.

Perché un buon cortometraggio spesso racconta esattamente il momento in cui un personaggio che ha rimandato qualcosa per mesi o per anni si ritrova improvvisamente con pochissimi minuti per scegliere.

L’adrenalina, allora, non è soltanto ciò che fa battere più rapidamente il cuore del personaggio.

È ciò che costringe finalmente quel personaggio ad usarlo.

   * ATTENZIONELe idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.