Base di sceneggiatura dal titolo:
"SOTTO UN CIELO INCERTO"
Cortometraggio drammatico-sentimentale

Durata prevista: 18-22 minuti
Ambientazione: Roma contemporanea
Numero principale di interpreti: 5
Location essenziali: appartamento, parco, caffè, strada o belvedere
* LOGLINE
Dopo aver scoperto il tradimento della compagna, Alessio mette fine ad una relazione durata otto anni e si ritrova improvvisamente senza il futuro che aveva immaginato.
Con l’aiuto di due amici ed il ritorno a una vecchia passione, dovrà comprendere che ricominciare non significa dimenticare, ma tornare a scegliere per la propria vita.
Quando incontra nuovamente Marta, una donna conosciuta anni prima, Alessio scopre che un futuro incerto può essere meno spaventoso di una felicità costruita sulla menzogna.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Alessio Ferri
Ha 36 anni e lavora come impiegato in uno studio assicurativo. È un uomo sensibile, riflessivo, poco incline al conflitto. Da giovane amava la fotografia, soprattutto i paesaggi urbani e i cieli prima dei temporali, ma negli ultimi anni ha progressivamente abbandonato questa passione.
Ha costruito gran parte della propria identità intorno alla relazione con Lucia. Il tradimento lo ferisce non soltanto perché perde la donna amata, ma perché scopre di non sapere più chi sia senza di lei.
Il suo percorso non consiste nel trovare immediatamente una nuova compagna, ma nel recuperare uno spazio personale che aveva lasciato scomparire.
Lucia Conti
Ha 34 anni e lavora in uno studio di architettura. È stata la compagna di Alessio per otto anni. Non è una donna crudele né una semplice antagonista. Ha tradito Alessio, ha mentito e ha rimandato il confronto, ma vive anche il senso di colpa di chi non ha avuto il coraggio di ammettere che la relazione stava cambiando.
Vorrebbe ottenere una seconda possibilità, ma inizialmente sembra desiderarla soprattutto per paura delle conseguenze della separazione.
Luca Bernardi
Ha 37 anni ed è il migliore amico di Alessio. È diretto, pragmatico, talvolta brusco. Cerca di aiutare l’amico con soluzioni concrete, ma non comprende subito che Alessio non ha bisogno di essere distratto: ha bisogno di attraversare il dolore.
Elena Rossi
Ha 35 anni ed è una vecchia amica di Alessio. Lo conosce dai tempi dell’università e ricorda la persona che era prima della relazione con Lucia. È attenta, ironica e capace di ascoltare senza offrire risposte facili.
È lei a ricordargli la fotografia e a fargli comprendere che negli ultimi anni ha rinunciato a molte parti di sé senza accorgersene.
Marta De Angelis
Ha 35 anni e lavora in una libreria. Conosceva Alessio molti anni prima, ma i due si sono persi di vista. Non viene introdotta come una soluzione romantica al tradimento. Rappresenta piuttosto la possibilità di incontrare qualcuno senza dover fingere di essere già guariti.
LA SCENEGGIATURA
SCENA 1
Interno. Appartamento di Alessio e Lucia - notte
L’appartamento è ordinato, silenzioso. Sul tavolo ci sono due piatti, ma soltanto uno è stato utilizzato.
Alessio è seduto sul divano. Ha in mano il telefono di Lucia, collegato al caricabatterie. Sullo schermo compare l’anteprima di un messaggio. "Mi manchi. Domani nello stesso posto?"
Alessio rimane immobile.
Non apre subito la conversazione. Guarda verso la porta d’ingresso, quasi aspettandosi che Lucia possa comparire e cancellare ciò che ha appena letto.
Poi tocca lo schermo.
Scorrono altri messaggi. Fotografie. Appuntamenti. Frasi affettuose.
Alessio smette di leggere. Appoggia il telefono sul tavolo, ma subito lo riprende, come se non riuscisse a credere alla propria memoria.
ALESSIO
Non posso credere che abbia fatto questo...
La serratura gira.
Lucia entra, con la borsa sulla spalla. Vede Alessio seduto al buio.
LUCIA
Perché non hai acceso?
Alessio posa il telefono davanti a lei.
ALESSIO
Lucia, dobbiamo parlare.
Lucia osserva lo schermo. Il volto cambia.
Non domanda come abbia scoperto i messaggi. Capisce che non servirebbe.
LUCIA
Alessio...
ALESSIO
Da quanto tempo?
LUCIA
Non è come sembra.
Alessio la guarda.
ALESSIO
Questa frase esiste soltanto per le cose che sono esattamente come sembrano.
Lucia si toglie lentamente il cappotto.
LUCIA
È successo in un momento in cui noi non stavamo bene.
ALESSIO
Noi non stavamo bene. Tu stavi con un altro.
LUCIA
Non volevo che diventasse questo.
ALESSIO
Che cosa volevi che diventasse?
Lucia non risponde.
ALESSIO
Da quanto tempo?
LUCIA
Tre mesi.
Alessio abbassa lo sguardo. Fa un rapido calcolo mentale.
ALESSIO
Il fine settimana a Firenze?
Lucia resta in silenzio.
ALESSIO
Eri con lui.
LUCIA
Sì.
Il silenzio che segue è più duro di una discussione.
SCENA 2
Interno. Appartamento - continuazione
Lucia è seduta sulla poltrona. Alessio rimane in piedi.
LUCIA
Avrei dovuto dirtelo.
ALESSIO
Quando? Prima o dopo aver deciso se con lui funzionava?
LUCIA
Non è stato un piano.
ALESSIO
Peggio. Era diventato normale.
Lucia trattiene le lacrime.
LUCIA
Con te non riuscivo più a parlare.
ALESSIO
E allora hai parlato con lui.
LUCIA
Non sto cercando di giustificarmi.
ALESSIO
Lo stai facendo da quando sei entrata.
Lucia si alza e si avvicina.
LUCIA
Possiamo provare a capire che cosa ci è successo.
ALESSIO
Io so che cosa è successo. Tu hai smesso di essere qui senza andartene.
LUCIA
Alessio, ti prego. Dammi una possibilità.
Alessio guarda gli oggetti della casa: fotografie, libri, una lampada comprata insieme. Ogni cosa sembra appartenere improvvisamente a un’altra vita.
ALESSIO
Una possibilità di che cosa?
Di controllare il tuo telefono ogni volta che esci?
Di chiedermi con chi sei quando fai tardi?
LUCIA
Non succederà più.
ALESSIO
È già successo.
Ed io non posso fare finta che non sia entrato anche nel resto.
Lucia piange in silenzio.
Alessio cerca di restare fermo.
ALESSIO
Non possiamo più andare avanti così. È finita tra noi.
Lucia lo guarda come se non avesse previsto che quelle parole potessero davvero essere pronunciate.
LUCIA
Otto anni non possono finire in una sera.
ALESSIO
No. Forse sono finiti in molte sere.
Ed io me ne sono accorto soltanto oggi.
SCENA 3
Interno. Appartamento - mattina
Luce grigia. Il cielo fuori dalla finestra è coperto.
Lucia chiude una valigia. Alessio è in cucina, immobile davanti ad una tazza di caffè ormai fredda.
Lucia entra.
LUCIA
Prenderò il resto delle cose tra qualche giorno.
Alessio annuisce.
LUCIA
Non so che cosa dirti.
ALESSIO
Per una volta potresti non dire niente.
Lucia raggiunge la porta, ma prima di uscire si volta.
LUCIA
Io ti ho amato.
ALESSIO
Il problema è che adesso non so più in quali giorni.
Lucia esce.
Alessio ascolta i passi sul pianerottolo, poi l’ascensore.
Soltanto quando non sente più nulla si siede a terra, con la schiena contro la porta.
SCENA 4
Interno. Appartamento - sera
Luca entra con una busta di cibo da asporto e due birre.
Trova Alessio seduto al tavolo. Davanti a lui c’è il telefono spento.
LUCA
Hai mangiato?
ALESSIO
Non ricordo.
Luca posa la busta.
LUCA
Alessio, devi affrontare questa situazione. Devi parlarle, chiederle spiegazioni.
ALESSIO
Ho già parlato con lei, Luca. Mi ha confessato tutto. Ho dovuto lasciarla.
LUCA
Hai fatto bene.
Alessio lo guarda.
ALESSIO
Non dire così.
LUCA
Così come?
ALESSIO
Come se avessi vinto qualcosa.
Luca si siede.
LUCA
No. Hai perso una persona che ti ha mentito.
ALESSIO
Ho perso anche la persona che credevo fosse.
Non so quale delle due mi manca.
Luca apre una birra e gliela porge.
LUCA
Domani vieni fuori con me.
ALESSIO
Non voglio essere tirato su.
LUCA
Infatti. Voglio soltanto evitare che tu diventi parte dell’arredamento.
Alessio accenna un sorriso, il primo, ma scompare quasi subito.
SCENA 5
Montaggio - giorni successivi
- Alessio si sveglia e allunga una mano verso il lato vuoto del letto.
- Cancella un messaggio scritto a Lucia senza inviarlo.
- Mangia in piedi in cucina.
- Passa davanti ad un ristorante frequentato con lei e cambia strada.
- In ufficio guarda il monitor senza lavorare.
- Apre un armadio e sente ancora il profumo di Lucia su una giacca.
- Toglie una fotografia dalla parete, ma non riesce a buttarla.
- Ripone alcuni oggetti in una scatola.
- La scatola rimane aperta.
SCENA 6
Esterno. Parco - pomeriggio
Alessio cammina senza una meta precisa.
Elena, seduta su una panchina con un libro, lo riconosce.
ELENA
Alessio?
Lui si ferma, sorpreso.
ALESSIO
Elena.
Si abbracciano con un certo imbarazzo.
ELENA
Ho sentito cosa è successo. Luca parla poco, ma quando lo fa sembra un notiziario.
Alessio si siede accanto a lei.
ELENA
Come stai?
ALESSIO
Non lo so, Elena. Mi sento tradito, confuso.
Non so cosa fare ora.
ELENA
Oggi?
ALESSIO
In generale.
ELENA
Cominciamo da oggi. In generale è troppo lungo.
Alessio osserva alcune persone che attraversano il parco.
ALESSIO
Continuo a ricostruire tutto. Le telefonate. I ritardi.
Le volte in cui mi diceva che era stanca.
ELENA
Stai cercando il punto in cui avresti potuto impedirlo.
ALESSIO
Forse c’era.
ELENA
Forse c’erano problemi tra voi.
Ma il tradimento è stata una sua scelta, non un tuo errore di montaggio.
Alessio sorride appena.
ELENA
Fotografi ancora?
ALESSIO
No.
ELENA
Perché?
ALESSIO
Non c’era più tempo.
ELENA
Il tempo non sparisce. Di solito lo diamo a qualcos’altro.
Alessio rimane pensieroso.
SCENA 7
Interno. Camera da letto - notte
Alessio apre un vecchio cassetto.
Dentro trova una macchina fotografica, alcune schede di memoria e fotografie stampate: cieli scuri, strade dopo la pioggia, persone viste da lontano.
Si siede sul letto e sfoglia anche alcune fotografie con Lucia.
In una, lei ride fuori campo, mentre lui ha fotografato soltanto la sua ombra.
ALESSIO
Era così diverso quando eravamo felici...
Si ferma.
Capisce che la frase non è del tutto vera.
Guarda un’altra fotografia. Lucia è distratta e osserva qualcosa fuori dall’inquadratura.
Alessio prende la scatola preparata nei giorni precedenti. Inserisce fotografie, lettere e piccoli regali.
Tiene in mano un biglietto scritto da Lucia: Sotto qualunque cielo, purché insieme.
Alessio lo legge due volte.
ALESSIO
È ora di lasciar andare il passato. Devo ricostruire la mia vita senza di lei.
Non butta il biglietto. Lo ripone nella scatola e la chiude.
Poi prende la macchina fotografica.
SCENA 8
Esterno. Roma - mattina
Alessio cammina con la macchina fotografica.
All’inizio non scatta.
Osserva:
- un uomo che apre una serranda;
- una donna che corre dietro ad un autobus;
- un bambino che salta sopra una pozzanghera;
- un anziano che sistema una pianta su un balcone;
- nuvole che si muovono sopra i tetti.
Finalmente scatta una fotografia.
Poi un’altra.
La sua postura cambia lentamente. Non sembra felice, ma di nuovo presente.
SCENA 9
Interno. Caffè - pomeriggio
Luca ed Elena sono seduti con Alessio.
Sul tavolo c’è la macchina fotografica.
LUCA
Quindi adesso fai fotografie ai tombini.
ALESSIO
Quello era un riflesso.
LUCA
Era un tombino bagnato.
ELENA
Le due cose possono convivere.
Alessio mostra loro alcune immagini.
LUCA
Questa è bella.
ALESSIO
È sfocata.
ELENA
Anche tu sei un po’ sfocato. Ti teniamo lo stesso.
Alessio ride davvero.
Il telefono vibra. Sullo schermo compare il nome di Lucia.
Il sorriso si spegne.
Luca osserva.
LUCA
Non devi rispondere.
ALESSIO
Lo so.
Alessio lascia squillare. Poi prende il telefono e invia un breve messaggio:
"Domani, alle undici. Ti restituisco le ultime cose."
SCENA 10
Esterno. Davanti all’appartamento - giorno
Lucia arriva. Alessio la aspetta con una scatola chiusa.
Lei appare stanca.
LUCIA
Grazie per aver accettato di vedermi.
Alessio le porge la scatola.
LUCIA
Come stai?
ALESSIO
Meglio di quando me lo hai chiesto l’ultima volta.
Lucia annuisce.
LUCIA
Con lui è finita.
Alessio abbassa gli occhi per un momento.
ALESSIO
Mi dispiace.
Lucia lo guarda sorpresa.
LUCIA
Davvero?
ALESSIO
Sì. Ma non cambia quello che è successo tra noi.
LUCIA
Pensavo che, con un po’ di tempo...
ALESSIO
Il tempo non rimette le cose al loro posto. Ti fa vedere dove sono finite.
Lucia stringe la scatola.
LUCIA
Non hai mai pensato di perdonarmi?
ALESSIO
Sì.
Lucia alza lo sguardo.
ALESSIO
Ma perdonarti non significa tornare con te.
Lucia trattiene le lacrime.
LUCIA
Mi manchi.
ALESSIO
Anche tu.
Ma mi manca soprattutto quello che pensavo fossimo.
Un lungo silenzio.
Lucia accarezza il bordo della scatola.
LUCIA
C’è tutto?
ALESSIO
Quasi.
Alessio estrae dalla tasca una piccola fotografia di loro due, scattata anni prima.
ALESSIO
Questa la tengo io. Non voglio cancellare otto anni soltanto perché l’ultimo pezzo fa male.
Lucia annuisce.
Poi si allontana con la scatola.
Alessio la osserva, ma non la richiama.
SCENA 11
Esterno. Parco - tardo pomeriggio
Alessio fotografa un cielo pieno di nuvole.
Dall’altra parte del vialetto una donna si ferma a guardarlo.
È Marta.
MARTA
Alessio Ferri?
Lui abbassa la macchina fotografica.
ALESSIO
Marta?
MARTA
Da quanto tempo!
Si abbracciano.
MARTA
Come stai?
Alessio esita. Potrebbe rispondere “bene”, ma decide di non farlo.
ALESSIO
Sto cercando di superare alcune cose. Sto cercando di concentrarmi su nuovi inizi.
MARTA
Risposta molto seria.
ALESSIO
La versione breve è: non benissimo, ma meglio.
MARTA
Questa mi piace di più.
Marta guarda la macchina fotografica.
MARTA
Hai ricominciato?
ALESSIO
Sì. O forse non avevo mai smesso del tutto.
MARTA
Che cosa fotografi?
Alessio indica il cielo.
ALESSIO
Le cose che stanno per cambiare.
Marta osserva le nuvole.
MARTA
Allora oggi hai parecchio lavoro.
SCENA 12
Interno. Piccolo caffè - sera
Alessio e Marta sono seduti uno di fronte all’altra.
Non è un appuntamento dichiarato. È una conversazione ritrovata.
MARTA
Quindi non ti chiederò che cosa è successo, a meno che tu non voglia raccontarlo.
ALESSIO
È successo che ero convinto di conoscere la mia vita.
MARTA
E invece?
ALESSIO
Conoscevo la versione che mi raccontavo.
Marta annuisce, senza compatimento.
MARTA
È già molto accorgersene.
ALESSIO
Tu come stai?
MARTA
Dipende. Vuoi la risposta educata o quella vera?
ALESSIO
Quella vera.
MARTA
Stanca. Un po’ sola. Abbastanza curiosa da restare a bere questo caffè.
Alessio sorride.
ALESSIO
Allora siamo messi benissimo.
MARTA
Non esageriamo.
Il telefono di Marta vibra. Lei lo silenzia senza guardarlo.
Continuano a parlare.
SCENA 13
Esterno. Strada fuori dal caffè - sera
Alessio e Marta escono.
Il cielo è ancora coperto. Qualche goccia di pioggia comincia a cadere.
MARTA
Hai l’ombrello?
ALESSIO
No.
MARTA
Fotografi i temporali senza ombrello?
ALESSIO
Cerco di essere coerente.
Marta apre un piccolo ombrello. È troppo stretto per due.
Alessio rimane per metà sotto la pioggia.
MARTA
Possiamo prenderci un altro caffè, qualche volta.
Alessio la guarda.
ALESSIO
Sì. Ma senza chiamarlo nuovo inizio.
MARTA
Come lo chiamiamo?
ALESSIO
Un altro caffè.
MARTA
Molto meno impegnativo.
Si salutano.
Marta si allontana. Alessio la osserva soltanto per qualche secondo, poi riprende a camminare nella direzione opposta.
SCENA 14
Esterno. Belvedere romano - alba
Alessio è solo davanti alla città.
Il cielo è incerto: una parte è ancora coperta, un’altra lascia entrare una luce chiara.
Alessio solleva la macchina fotografica.
Scatta.
Osserva l’immagine sul display, ma non la cancella né la corregge.
Registra un breve messaggio vocale, forse per sé stesso.
ALESSIO
C’è una vita oltre il tradimento.
Si ferma, quasi infastidito dalla solennità della frase.
ALESSIO
Non so ancora quale. Ma c’è.
Riprende a camminare.
Voce di Alessio, mentre il cielo si apre appena.
ALESSIO FUORI CAMPO
Forse, sotto questo cielo incerto, troverò la felicità.
O forse imparerò a non aspettare che sia perfetta.
Alessio diventa una figura più piccola dentro il paesaggio.
Non cammina verso un sole pieno. Cammina sotto nuvole che stanno cambiando.
Nero.
FINE
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* SIGNIFICATO DEL FINALE
Il finale non promette ad Alessio una nuova relazione immediata e non cancella il suo dolore. Marta rappresenta una possibilità, non una sostituzione di Lucia.
Il cielo rimane incerto perché anche il futuro di Alessio lo è. La sua rinascita consiste nell’accettare questa incertezza senza considerarla una minaccia.
Prima Alessio desiderava una vita stabile e prevedibile, anche se quella stabilità nascondeva una menzogna. Alla fine sceglie una vita non ancora definita, ma autentica.
* TEMI DEL CORTOMETRAGGIO
- tradimento e perdita della fiducia;
- differenza tra perdono e riconciliazione;
- identità personale dentro una relazione;
- paura della solitudine;
- elaborazione della separazione;
- amicizia come presenza e non come soluzione;
- ritorno alle passioni abbandonate;
- memoria e accettazione del passato;
- possibilità di un nuovo rapporto senza usarlo come rifugio;
- futuro incerto come spazio di libertà.
* INDICAZIONI DI REGIA
La regia dovrebbe evitare il melodramma urlato. Il dolore di Alessio funziona meglio nei gesti minimi:
- il telefono appoggiato e ripreso;
- il caffè lasciato raffreddare;
- il lato vuoto del letto;
- la fotografia tolta dalla parete;
- la scatola chiusa;
- la macchina fotografica riaccesa.
Il confronto con Lucia non deve essere costruito come una scena in cui un colpevole ed una vittima si gridano addosso. È più doloroso se entrambi cercano di mantenere il controllo.
La macchina da presa può essere più ferma e chiusa nella prima parte. Dopo il ritorno alla fotografia, le inquadrature possono diventare progressivamente più aperte e mobili.
* INDICAZIONI PER GLI ATTORI
Alessio non deve essere interpretato come un uomo sempre triste. Il tradimento produce fasi diverse: incredulità, rabbia, umiliazione, bisogno di spiegazioni, nostalgia, lucidità ed infine una fragile apertura.
Lucia non deve essere un’antagonista senza profondità. Deve essere percepibile il suo senso di colpa, ma anche la tendenza a chiedere una seconda possibilità prima di avere davvero compreso il danno prodotto.
Luca deve usare l’ironia per proteggere l’amico, senza diventare una macchietta.
Elena non deve apparire come la persona che possiede tutte le risposte. Il suo valore è saper formulare le domande giuste.
Marta deve portare leggerezza, ma non euforia. È anch’essa una persona incompleta, non il premio finale del protagonista.
* INDICAZIONI DI FOTOGRAFIA
Nella prima parte dell’appartamento si possono usare toni neutri o leggermente freddi, con fonti pratiche ed ombre morbide. L’ambiente deve apparire abitato da due persone anche quando Lucia non è più presente.
Le scene della solitudine possono usare composizioni con molto spazio vuoto intorno ad Alessio.
Il ritorno alla fotografia non deve produrre un improvviso passaggio a colori saturi. È sufficiente introdurre gradualmente:
- maggiore profondità;
- luce naturale;
- riflessi;
- movimento;
- dettagli urbani;
- cieli più leggibili.
Il finale dovrebbe essere girato in una vera condizione atmosferica variabile oppure ricreato con un cielo coperto attraversato dalla luce. Non serve un’alba perfettamente dorata: contraddirebbe il titolo ed il percorso del protagonista.
* INDICAZIONI DI MONTAGGIO
Il montaggio deve proteggere i silenzi nel confronto iniziale. Non bisogna tagliare continuamente tra Alessio e Lucia. Alcune battute possono rimanere sul volto di chi le riceve.
Il montaggio dei giorni successivi deve essere breve e concreto, senza trasformarsi in un videoclip musicale.
La progressione può essere resa anche attraverso la durata delle inquadrature:
- prima parte più statica e compressa;
- fase della solitudine con tempi sospesi;
- ritorno alla fotografia con tagli leggermente più dinamici;
- incontro con Marta più fluido;
- finale nuovamente contemplativo, ma non immobile.
La musica dovrebbe entrare con cautela. Il dolore iniziale deve essere sostenuto soprattutto dai suoni della casa, dal traffico lontano, dall’ascensore, dai passi di Lucia e dal silenzio lasciato dopo la porta che si chiude.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.







