Un bar offre innumerevoli possibilità d'incontro. Due persone possono incrociarsi casualmente al bancone, avviando una conversazione su un drink o un evento. Possono sedere a tavoli vicini, scambiandosi sguardi e sorrisi che invitano a un dialogo. Oppure, un evento organizzato dal bar, come un quiz o un concerto, può creare l'occasione perfetta per rompere il ghiaccio e connettersi.
Ecco altre idee di bozze complete.
4° bozza col Titolo: "Una Bugia al Limone"
Logline:
Una donna entra in un bar per un incontro al buio con un uomo conosciuto online. Quando il presunto appuntamento tarda, un altro uomo si siede al suo tavolo fingendosi la persona attesa. Ma chi sta mentendo davvero?
Personaggi principali:
- Beatrice: 40 anni, precisa, ordinata, architetta, ha paura di perdere tempo con le persone sbagliate.
- Enrico: 42 anni, ironico, disilluso, programmatore freelance, ama i paradossi e odia le convenzioni.
- Giorgio: l’uomo atteso, misterioso, mai visto davvero.
- Cameriera (Sara): sarcastica, osservatrice, fa domande giuste nei momenti giusti.
Storia:
Beatrice ha accettato un incontro al buio con Giorgio, conosciuto su una chat seria. Lo attende in un bar centrale, con un vestito rosso come da accordo. Dopo venti minuti di ritardo, si avvicina Enrico, affascinante e sfacciato, che si finge Giorgio. Il dialogo tra i due parte subito a fuoco lento: Beatrice non è convinta ma la conversazione è troppo vivace per interromperla. Enrico racconta cose improbabili ma magnetiche, Beatrice si apre a sua volta. Ma a metà serata, un uomo entra nel bar e cerca Beatrice con lo sguardo: è Giorgio, quello vero. Lei lo riconosce dalla foto e capisce di essere stata ingannata. Enrico allora confessa: ha visto la scena da lontano e, colpito dal suo modo di guardarsi intorno, ha deciso di improvvisare. Beatrice, sconcertata ma attratta, deve decidere se continuare con il bugiardo o conoscere il vero appuntamento.
Scene principali con dialoghi
SCENA 1 – Interno bar, sera. Beatrice guarda l'orologio.
Beatrice:
(a voce alta)
“Ventitré minuti. Precisione maschile, direi.”
SCENA 2 – Cameriera si avvicina.
Sara:
“Sta aspettando qualcuno?”
Beatrice:
“Un appuntamento. Cieco.”
Sara
(sorridendo):
“Allora in bocca al buio.”
SCENA 3 – Enrico entra, si siede spavaldo.
Enrico:
“Ciao. Giorgio.
Scusa il ritardo, ho litigato col mio navigatore interiore.”
Beatrice
(sospetta):
“Sei diverso dalla foto.”
SCENA 4 – Enrico sorride.
Enrico:
“È il fascino dei filtri mentali.
Mi vedi come vuoi.”
SCENA 5 – Beatrice si lascia coinvolgere.
Beatrice:
“Hai un modo strano di rispondere.”
Enrico:
“Od un modo strano di essere onesto.”
SCENA 6 – Racconti incrociati.
Beatrice:
“Non mi piace perdere tempo.”
Enrico:
“Io perdo solo con chi merita.”
SCENA 7 – Discutono di relazioni fallite.
Enrico:
“Le mie storie durano quanto un cocktail sbagliato.”
Beatrice:
“Le mie erano shakerate male fin dall’inizio.”
SCENA 8 – Silenzio carico.
Beatrice
(sospettosa):
“Quante donne hai imbrogliato così?”
Enrico:
“Solo quelle che aspettavano qualcuno che non sarebbe arrivato davvero.”
SCENA 9 – Entra Giorgio (quello vero), la guarda.
Beatrice
(sottovoce):
“Lui… è lui davvero.”
SCENA 10 – Enrico si irrigidisce.
Enrico:
“Ora potrei alzarmi e lasciarti con l’originale.
Ma ti mancherei.”
SCENA 11 – Beatrice è divisa.
Beatrice:
“Sei un bugiardo affascinante.
Peggio ancora, sei interessante.”
SCENA 12 – Confronto silenzioso con Giorgio a distanza.
Sara
(la camerieram avvicinandosi):
“A volte è meglio l’imprevisto che la promessa.”
SCENA 13 – Beatrice si alza, cammina verso Giorgio.
(Scena muta. Lui sorride. Lei esita. Si volta.)
SCENA 14 – Torna da Enrico.
Beatrice:
“Non so se sei un disastro od un’occasione.”
Enrico:
“Probabilmente entrambe.”
SCENA 15 – Ultima battuta.
Beatrice:
“Allora ordina un limoncello.
È il sapore delle bugie che si perdonano.”
Fine della storia:
Beatrice resta con Enrico. Giorgio se ne va. Lei accetta l’imprevedibilità, forse per la prima volta.
Temi trattati:
- Verità e finzione nelle relazioni
- Improvvisazione vs attese
- Connessione autentica nonostante la menzogna
Genere:
Commedia romantica con elementi di dramma relazionale.
Finale Alternativo:
Beatrice esce con Giorgio e scopre che è esattamente come online: corretto, preciso, noioso. Dopo 10 minuti se ne va. Torna al bar ma Enrico non c’è più. Trova un biglietto: “Ti ho raccontato bugie, ma eri vera. E per questo, grazie.”
Colpi di scena possibili:
- Enrico è un attore che partecipa a un progetto sociale sugli incontri improvvisati.
- Giorgio è in realtà sposato e stava facendo lo stesso gioco con più donne.
- Sara, la cameriera, ha organizzato tutto come esperimento sociale con telecamere nascoste.

Ecco la quinta bozza, costruita come un dramma relazionale basato su un potente paradosso: due coniugi in crisi si incontrano casualmente... l’uno all’insaputa dell’altro.
5° bozza col Titolo: "Lo Straniero che Amo"
Logline:
Beatrice e Lorenzo, prossimi alla separazione, si iscrivono a una piattaforma di incontri al buio per cercare “nuove emozioni”. Quella sera, nello stesso bar, si ritrovano seduti l’uno di fronte all’altra… senza riconoscersi subito.
Personaggi principali:
- Beatrice: 44 anni, insegnante di lettere, dolce ma disillusa, soffre per l’apatia del suo matrimonio.
- Lorenzo: 46 anni, architetto, pragmatico, ha smesso da tempo di sorprendere sua moglie ma ne sente la mancanza.
- Cameriere (Giulio): attento, discreto, capisce subito chi sono e osserva tutto in silenzio.
- Voce narrante off (voce di Beatrice): accompagna alcune riflessioni nei momenti chiave.
Storia:
Beatrice e Lorenzo vivono da separati in casa da sei mesi. Hanno deciso di non parlarsi più se non per necessità. Entrambi, in segreto, si iscrivono a un’app di incontri “blind date” per provare a ripartire. La sera dell’incontro, lo stesso bar, lo stesso orario, lo stesso gioco del caso: l’algoritmo li ha messi insieme senza mostrare le foto. Quando si siedono l’uno di fronte all’altra, c’è un istante di imbarazzo e incredulità. Ma fingono. Fingono di essere due sconosciuti. Il gioco si trasforma in sfida. Raccontano bugie, ma le bugie contengono verità che non si sono mai detti davvero. La serata scivola tra malinconia, passione dimenticata e nuove scintille. Solo alla fine, una frase rivela il punto di rottura che non avevano mai affrontato. E finalmente, si guardano come davvero sono. Due sconosciuti che si sono amati, e che forse possono ritrovarsi.
Scene principali con dialoghi
SCENA 1 – Interno bar, sera. Beatrice si siede. Aspetta.
Beatrice
(voce off):
“Ho smesso di aspettarlo da mesi.
Ma stasera aspetto qualcuno che non conosco. Forse, me stessa.”
SCENA 2 – Lorenzo entra. Vede Beatrice. Esita.
Giulio (cameriere):
“Buona fortuna, signore.”
Lorenzo:
“Ne servirà parecchia.”
SCENA 3 – Si siedono. Meravigliati. Lunghissimo silenzio.
Beatrice:
“Ti aspettavi qualcun altro?”
Lorenzo:
“Sì… Ma forse no.”
SCENA 4 – Accettano il gioco.
Beatrice:
“Facciamo finta. Per una sera.”
Lorenzo:
“Fingere è l’unica cosa che ci riesce bene, no?”
SCENA 5 – Racconti inventati ma pieni di verità.
Lorenzo:
“Sono un uomo che ha dimenticato come si ascolta.”
Beatrice:
“Io una donna che non sa più cosa desiderare.”
SCENA 6 – Ricordi camuffati.
Beatrice:
“Una volta ho amato un uomo che mi regalava poesie su foglietti.”
Lorenzo:
“Una volta ho amato una donna che si commuoveva per una finestra illuminata.”
SCENA 7 – Si rilassano, si sorridono.
Lorenzo:
“Hai una voce familiare.”
Beatrice:
“La tua invece… è nuova. O lo era.”
SCENA 8 – Il cameriere osserva e capisce tutto.
Giulio
(sottovoce, guardandoli):
“A volte bisogna perdersi da vicino per ritrovarsi da lontano.”
SCENA 9 – Si raccontano dolori veri.
Beatrice:
“Sono stata invisibile per troppo tempo.”
Lorenzo:
“Io cieco, ma convinto di guardare.”
SCENA 10 – Iniziano a piangere.
Silenzio pesante. Si guardano come mai negli ultimi anni.
SCENA 11 – Colpo di scena.
Beatrice
(seria):
“Lo sai, vero, chi siamo?”
Lorenzo
(annuisce):
“Sì. Ma sei diversa.”
Beatrice:
“Anche tu.”
SCENA 12 – Si raccontano senza più finzioni.
Lorenzo:
“Quando ci siamo persi?”
Beatrice:
“Quando abbiamo smesso di parlare come stasera.”
SCENA 13 – Si prendono la mano.
Silenzio. Poi un brindisi improvvisato.
SCENA 14 – Cameriere porta un dolce.
Giulio:
“Offerto dalla casa. Per il coraggio. Che torna.”
SCENA 15 – Voce fuori campo.
Beatrice (off):
“Incontrare chi hai già conosciuto… e riscoprirlo.
Forse è questo che chiamiamo amore adulto.”
Fine della storia:
Beatrice e Lorenzo escono dal bar insieme, senza sapere se torneranno a vivere come prima. Ma sanno di aver ritrovato qualcosa di vero.
Temi trattati:
- Identità nel tempo
- Comunicazione coniugale
- Seconda possibilità
- La finzione che dice la verità
Genere:
Dramma relazionale / Sentimentale
Finale Alternativo:
Lorenzo confessa di aver capito subito che l'appuntamento era con sua moglie, e ha voluto vedere se c’era ancora qualcosa. Beatrice lo lascia da solo nel bar, lasciando sul tavolo il foglietto di una poesia che lui le aveva scritto dieci anni prima.
Colpi di scena possibili:
- Il cameriere è il figlio che loro non vedono da mesi dopo la separazione, e ha organizzato tutto.
- L'app che li ha abbinati era in realtà un esperimento terapeutico suggerito dalla loro mediatrice familiare.

Per la sesta bozza ho scelto di variare tono e genere virando verso una commedia surreale con venature grottesche, pur mantenendo l’impianto strutturale iniziale. Sarà un incontro al buio... con una svolta metafisico-esistenziale.
6° bozza col Titolo: "Il Bar degli Errori Ripetuti"
Logline:
In un bar fuori dal tempo, uomini e donne si incontrano al buio per correggere un errore sentimentale del passato. Ogni cliente ha una sola occasione. Ma quando Arturo si presenta, trova seduta proprio la persona da cui è sempre scappato… se stesso.
Personaggi principali:
- Arturo: 39 anni, bibliotecario, solitario e introverso, con una cronica incapacità di affrontare relazioni vere.
- "Lei" (Lidia?): 35-40 anni, mutevole, assume le sembianze di tutte le ex donne di Arturo; è forse reale, forse no.
- Barista (in abito bianco): enigmatico, gentile, parla in aforismi, guida la serata.
- Cliente misterioso: un uomo che ogni volta siede in un angolo e ride amaramente, come se sapesse tutto prima.
Storia:
Arturo riceve un invito via lettera (nessun mittente): "Hai un errore da correggere. Presentati al Bar degli Errori Ripetuti. Primo drink gratuito. Un solo tentativo." Intrigato, entra in un locale dal design retrò, senza insegna. Il barista lo accoglie con gentilezza e lo guida a un tavolino. Davanti a lui siede una donna che inizialmente riconosce come Lidia, sua ex del 2008. Poi diventa Simona, poi Anna… tutte donne che Arturo ha abbandonato per paura. Il dialogo inizia in modo normale, ma l’ambiente si fa via via più irreale: orologi che scorrono al contrario, bicchieri che svaniscono, clienti che ripetono la stessa battuta a loop. Arturo capisce di essere in un “non-luogo” dove gli errori amorosi tornano sotto forma di prove da superare. Ma la donna non è reale: è la sua coscienza, il lato emotivo che ha represso. Se fallisce di nuovo, sarà condannato a ripetere lo stesso schema nella vita reale. Arturo dovrà finalmente accettare la responsabilità delle sue scelte, abbracciare il rischio del sentimento e smettere di fuggire. Ma lo farà?
Scene principali con dialoghi
SCENA 1 – Interno, bar retrò. Arturo entra spaesato.
Barista:
“Errore di cuore o di coraggio?”
Arturo:
“Forse entrambi. Ma il primo è più facile da ammettere.”
SCENA 2 – Arturo si siede. Davanti a lui, una donna.
Arturo
(confuso):
“Lidia?”
Lei
(sorride):
“O Simona. O Anna.
Chi vuoi che sia oggi?”
SCENA 3 – Arturo ride, nervoso.
Arturo:
“Questo è uno scherzo? Uno show nascosto?”
Lei:
“No. È la tua occasione. L’unica.”
SCENA 4 – La donna cambia voce, cambia espressione.
Lei
(come Simona):
“Perché ti sei ritirato ogni volta che io ho chiesto solo di restare?”
SCENA 5 – Barista si avvicina.
Barista:
“Ogni bugia che hai detto pesa quanto un sorso non bevuto.”
SCENA 6 – Arturo cerca di alzarsi.
Cliente misterioso (da lontano):
“Non funziona così. Finché non scegli, resti bloccato.”
SCENA 7 – La donna mostra un anello.
Lei (come Anna):
“Lo avevi comprato. E poi lo hai nascosto in una scatola.
Perché?”
Arturo:
“Perché ero felice. E mi ha spaventato.”
SCENA 8 – Luci che si abbassano. Il bar si trasforma.
Arturo:
“Questo posto… è la mia testa?”
Barista:
“È il tuo bivio. Ma più elegante.”
SCENA 9 – Arturo inizia a piangere.
Arturo:
“Ho amato tutte.
Ma non ho amato abbastanza me stesso per restare.”
Lei
(gentile):
“E ora?”
Arturo:
“Ora voglio restare. Anche con la paura.”
SCENA 10 – Ultima occasione.
Barista:
“Se baci la tua verità, sei salvo. Se fingi, torni da capo.”
SCENA 11 – Arturo si avvicina, guarda la donna.
Arturo:
“Chi sei davvero?”
Lei:
“Tutte le possibilità che hai distrutto.”
SCENA 12 – Arturo chiude gli occhi.
(Si sente solo il respiro profondo, poi un bacio sfiorato.)
SCENA 13 – Tutto svanisce. Solo il bancone resta.
Cliente misterioso:
“Uno ce l’ha fatta. È raro.”
SCENA 14 – Arturo si sveglia nel suo letto. C'è un messaggio sul telefono.
Messaggio: “Anna: caffè oggi pomeriggio?”
SCENA 15 – Voce fuori campo.
Arturo
(voce off):
“Forse si può cambiare. Forse basta restare seduti. E non scappare.”
Fine della storia:
Arturo accetta finalmente il rischio dell’amore e decide di non scappare più. Chiama Anna. Forse, è ancora in tempo.
Temi trattati:
- Responsabilità affettiva
- Ripetizione degli schemi relazionali
- Perdono e accettazione del sé
- Incontri interiori
Genere:
Commedia surreale con elementi psicologici ed esistenziali
Finale Alternativo:
Arturo non riesce a scegliere. Il bar svanisce, e nella sua vita reale, ogni relazione d’ora in poi inizia esattamente come le precedenti… e finisce allo stesso modo.
Colpi di scena possibili:
- Il bar esiste davvero ma appare solo a chi è bloccato da una scelta affettiva irrisolta.
- Il cliente misterioso è Arturo stesso, in una versione futura fallita.
- Il barista è una figura psicopompa: guida gli amori perduti.
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