Scrivere di resilienza permette di esplorare la forza interiore umana in tempi brevi, rendendo il conflitto psicologico visibile e profondamente universale. Il formato del cortometraggio è l'ideale per isolare un singolo momento di crisi e trasformarlo in un potente atto di rinascita, offrendo una catarsi immediata. Questo tema sfida lo sceneggiatore a creare archi narrativi densi e simbolici, capaci di lasciare un segno profondo nello spettatore in pochissimi minuti.

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2° titolo: BACKUP
Genere: Fantascienza emotiva / Dramma psicologico.
Temi principali: resilienza dopo trauma, identità, memoria, ricostruzione.
Temi secondari: controllo vs accettazione, amore come appiglio, paura di sé.
Logline
Dopo un incidente, una donna perde ogni giorno la memoria delle ultime 24 ore: per non sparire, crea un sistema di “backup emotivi”… ma la resilienza vera arriva quando smette di inseguire la perfezione.
Personaggi principali
- Lara (30 anni): brillante, ora fragile, terrorizzata dall’idea di non essere “coerente”.
- Nico (32): compagno, paziente ma umano, non un santo.
- Dott.ssa Verri (45): neurologa, pragmatica, parla chiaro.
- “Memo”: assistente vocale, quasi un personaggio.
Storia
Lara si sveglia ogni mattina senza ricordare il giorno precedente.
Ha pareti piene di note e un assistente vocale che le racconta chi è.
Nico la ama ma soffre: ogni giorno deve “riconquistarla”.
Lara cerca ossessivamente la cura, si arrabbia quando sbaglia.
Una piccola bugia di Nico esplode: lei non sa più di chi fidarsi.
Lara registra un video per se stessa: “Non diventare paranoica”.
Il medico le spiega che la memoria non tornerà come prima.
Lara crolla: “Allora io non sono più io.”
Capisce che resilienza è vivere senza garanzia.
Si costruisce una routine più umana: non solo note, anche emozioni.
Il finale è un gesto: lei sceglie Nico, pur non “sentendolo familiare”.
* Scene fondamentali
SCENA 1 – Risveglio (spaesamento)
Lara: “Che giorno è?”
Memo: “Buongiorno Lara. Oggi è martedì. Ieri sei stata coraggiosa.”
Lara: “Coraggiosa… per cosa?”
Memo: “Hai mangiato. Hai fatto una doccia. Hai sorriso a Nico.”
Lara: “Queste sono cose normali.”
Memo: “Non quando ti senti sparire.”
SCENA 2 – Cucina (Nico la osserva)
Nico: “Ciao.”
Lara: “Tu sei…?”
Nico: “Sono Nico. Il tuo compagno.”
Lara: “Compagno… di cosa?”
Nico: “Di te. Della tua vita. Delle tue paure.”
Lara: “Non dire parole grandi. Dammi fatti.”
Nico: “Fatto: ieri mi hai detto ‘non mollare’.”
SCENA 3 – Parete di post-it (ossessione)
Lara: “Se scrivo tutto, non perdo niente.”
Nico: “Perdi lo stesso. Perdi solo più lentamente.”
Lara: “Tu non capisci.”
Nico: “Io capisco troppo. Ogni giorno mi guardi come un estraneo.”
Lara: “Io sono un’estranea anche per me.”
SCENA 4 – Ospedale (verità clinica)
Dott.ssa Verri: “Non è amnesia semplice. È un disturbo della consolidazione. La tua memoria non archivia.”
Lara: “Quindi io non esisto.”
Verri: “Tu esisti. Solo che non puoi provarlo con i ricordi.”
Lara: “Allora devo fidarmi.”
Verri: “Sì. Ed è la cosa più difficile per una mente brillante.”
SCENA 5 – Video a se stessa (specchio)
Lara (camera): “Ehi, tu. Oggi ti sentirai stupida. Non lo sei. Sei ferita.”
Lara: “Non fare la perfetta. Non salvare tutti. Respira.”
Lara: “E se Nico sbaglia… non distruggere tutto. Lui resta.”
SCENA 6 – Lite: la bugia
Lara: “Hai detto che ieri non abbiamo litigato.”
Nico: “Volevo evitarti dolore.”
Lara: “Mi hai rubato la verità! Mi hai rubato la possibilità di scegliere!”
Nico: “Io scelgo ogni giorno. Tu no.”
Lara: “Io scelgo anche quando non ricordo. Io scelgo adesso!”
Nico: “E adesso mi stai punendo per la mia stanchezza!”
SCENA 7 – Crollo emotivo (resilienza non eroica)
Lara: “Io non posso essere affidabile.”
Nico: “Non devo avere una donna affidabile. Devo avere te.”
Lara: “Ma io cambio ogni mattina.”
Nico: “Io cambio ogni sera. Solo che me lo ricordo.”
SCENA 8 – Dott.ssa Verri (la frase chiave)
Verri: “La tua cura è smettere di vivere come se dovessi dimostrare qualcosa.”
Lara: “Dimostrare che valgo?”
Verri: “Dimostrare che controlli. La resilienza è perdere controllo e restare viva.”
SCENA 9 – Nuova regola (umanità)
Lara: “Oggi niente post-it fino alle dieci.”
Nico: “E se ti spaventi?”
Lara: “Mi spavento lo stesso, ma almeno mi spavento con te.”
SCENA 10 – Un gesto semplice
Nico: “Vuoi che ti racconti come ci siamo conosciuti?”
Lara: “No. Voglio che me lo fai vedere.”
Nico: “Come?”
Lara: “Stai qui. Basta.”
SCENA 11 – Monologo (scelta)
Lara: “Ogni giorno è un debutto. E io odio debuttare.”
Nico: “Eppure lo fai.”
Lara: “Sì. E non perché sono forte. Perché non voglio smettere.”
SCENA 12 – Finale (resilienza = fiducia)
Lara (al camera): “Se stai guardando questo, hai paura. Ma hai anche un posto: questa cucina.”
Lara (a Nico): “Non so chi eri ieri. Ma oggi ti scelgo.”
Finale alternativo
Nico se ne va (per stanchezza). Lara resta sola… ma continua.
Registra: “Non ho più appigli. Quindi devo diventare il mio.”
Finale più duro, ma potentissimo.
3° titolo: LA PROVA GENERALE
Genere: Commedia agrodolce / Satira emotiva.
Temi principali: resilienza nel fallimento pubblico, vergogna, autostima.
Temi secondari: amicizia, arte come cura, “ridere per non morire”.
Logline
Un attore dilettante va in panico prima del debutto e distrugge lo spettacolo… ma scopre che resilienza non è evitare la figuraccia: è stare in scena anche quando crolli.
Personaggi
- Vito (35): attore insicuro, sogna riscatto.
- Alma (42): regista teatrale dura e affettuosa.
- Ciro (28): tecnico luci, ironico, osserva tutto.
- Marta (33): collega attrice, ex di Vito, nervo scoperto.
Storia
Vito si gioca “l’unica occasione” in una serata piena.
Dietro le quinte è un disastro: dimentica battute, tremori, nausea.
Alma lo attacca, ma vuole salvarlo.
Marta lo punge: “sei sempre vittima”.
Vito esplode: fugge, poi torna.
In scena sbaglia tutto: entra fuori tempo, confonde il testo.
Il pubblico ride: sembra una scelta comica.
Alma capisce e lo guida improvvisando.
Vito smette di combattere e recita la verità: la sua fragilità.
Lo spettacolo diventa altro: un momento umano.
Il finale non è successo: è liberazione.
* Scene (dialoghi importanti)
SCENA 1 – Camerino (panico)
Vito: “Mi gira la stanza.”
Ciro: “È normale. Anche le lampadine tremano prima di accendersi.”
Vito: “Io non mi accendo. Io esplodo.”
Ciro: “Allora esplodi con stile. È pur sempre arte.”
SCENA 2 – Alma entra (pressione)
Alma: “Hai dieci minuti per smettere di essere un problema.”
Vito: “Io non voglio essere un problema.”
Alma: “Allora smetti di chiedere al corpo di diventare coraggioso per magia.”
Vito: “E come faccio?”
Alma: “Respiri e fai il lavoro. Il coraggio viene dopo.”
SCENA 3 – Marta (ferita antica)
Marta: “Non mi guardare così. Non ti devo salvare.”
Vito: “Non ti sto chiedendo niente.”
Marta: “Bugia. Tu chiedi sempre: ‘dimmi che valgo’.”
Vito: “E tu dici sempre: ‘non abbastanza’.”
Marta: “Perché ti amo e mi fai paura. Sei un uomo che crolla e chiama poesia la sua rovina.”
SCENA 4 – Dietro le quinte (scatta il blocco)
Vito: “Non mi ricordo la prima battuta.”
Alma: “La prima battuta è guardare in faccia il pubblico.”
Vito: “Mi giudicano.”
Alma: “No. Ti aspettano. È diverso.”
Vito: “Io non voglio aspettative.”
Alma: “Allora non fare teatro.”
SCENA 5 – Entrata in scena (disastro)
Vito (fuori tempo): “Buonasera… cioè…”
Marta (improvvisa): “Finalmente! Sei sempre in ritardo persino nel dramma.”
(Il pubblico ride.)
Vito (sottovoce): “Mi stanno ridendo addosso.”
Marta: “Usalo. Non combatterlo.”
SCENA 6 – Alma dalla quinta (regia viva)
Alma: “Vito! Guarda Marta. Respira. NON SCAPPARE.”
Vito: “Non ce la faccio.”
Alma: “Allora falla male. Ma falla.”
SCENA 7 – Vito rompe il testo (verità)
Vito (al pubblico): “Io non sono quello bravo. Io sono quello che prova.”
Marta (piano): “E allora prova qui, adesso.”
Vito: “Ho paura di essere ridicolo.”
Marta: “Lo sei. E sei vivo.”
SCENA 8 – Ciro luci (riscrittura del momento)
Ciro (sussurra): “Le luci non devono essere perfette… devono essere sincere.”
(Abbassa le luci, crea un intimo inatteso.)
SCENA 9 – Scena chiave (resilienza)
Vito: “Non mi ricordo le parole.”
Marta: “Dì la cosa vera.”
Vito: “La cosa vera è che… volevo dimostrare qualcosa a mio padre.”
Marta: “E invece stai dimostrando qualcosa a te.”
SCENA 10 – Alma dopo (dietro le quinte)
Alma: “Hai disobbedito.”
Vito: “Ho sopravvissuto.”
Alma: “Non è la stessa cosa.”
Vito: “Per me sì. Io oggi ero in scena e non mi sono ucciso.”
SCENA 11 – Riconciliazione amara
Marta: “Non ti perdono il passato.”
Vito: “Non te lo chiedo.”
Marta: “Ma ti riconosco. E questa è la prima volta.”
SCENA 12 – Finale
Ciro: “Sai che sembrava voluto?”
Vito: “Non era voluto. Era me.”
Alma: “Allora è teatro vero. E fa paura perché non si può ripetere.”
Finale alternativo
Il pubblico fischia. Nessuna risata. Silenzio crudele.
Vito resta immobile e dice: “Ok. Questo è il fondo. Ora posso iniziare.”
Finale durissimo, memorabile.
4° titolo: LINEA DI SICUREZZA
Genere: Thriller politico-drammatico.
Temi principali: resilienza morale, coraggio, paura, responsabilità.
Temi secondari: fiducia, manipolazione, verità e prezzo.
Logline
Una giornalista riceve prove di corruzione e viene minacciata: deve scegliere se proteggere se stessa o pubblicare… e la resilienza diventa resistere alla paura senza trasformarsi in cinica.
Personaggi
- Anna (33): giornalista, lucida, vulnerabile.
- Matteo (40): whistleblower, spezzato ma deciso.
- Daria (50): caporedattrice, dura, ha visto troppi compromessi.
- “Uomo in auto”: minaccia senza volto.
Storia
Anna riceve alcuni file compromettenti.
Matteo le chiede: “non fidarti di nessuno”.
In redazione la minimizzano: “non abbiamo tempo per guerre”.
Arrivano segnali: auto che la segue, telefonate mute.
Anna teme per la madre, per la sua vita quotidiana.
Matteo sparisce.
Daria le dice: “se pubblichi, ti schiacciano; se non pubblichi, ti comprano dentro.”
Anna crolla, poi si rialza: decide una pubblicazione “a prova di censura”.
Sceglie una rete: più copie, più mani.
Finale: l’articolo esce. Lei perde la sicurezza, ma salva identità.
* Scene (dialoghi importanti)
SCENA 1 – Bar, consegna file
Matteo: “Non sono un eroe. Sono un uomo che non dorme.”
Anna: “Perché me li dai?”
Matteo: “Perché tu hai ancora la faccia di chi crede.”
Anna: “Io credo nei fatti.”
Matteo: “No. Tu credi nella colpa. E la colpa muove il mondo.”
SCENA 2 – Redazione (scetticismo)
Daria: “Anna, questo è dinamite. E noi siamo un giornale, non una tomba.”
Anna: “Se non lo facciamo, siamo già una tomba.”
Daria: “Tu vuoi giustizia. Loro vogliono controllo.”
Anna: “E allora?”
Daria: “E allora devi essere più resistente di loro.”
SCENA 3 – Prima minaccia (telefonata)
Voce: “Smetti.”
Anna: “Chi sei?”
Voce: “Uno che sa dove parcheggi.”
Anna: “Non mi fai paura.”
Voce: “Non ancora.”
SCENA 4 – Anna a casa (fragilità privata)
Anna: “Sto tremando per una voce. Una voce.”
Daria (al telefono): “Non è la voce. È il potere dietro.”
Anna: “E io cosa sono?”
Daria: “Se resti, sei una ferita che parla.”
SCENA 5 – Matteo sparisce (solitudine)
Anna: “Matteo? Rispondi.”
(Messaggi non letti.)
Anna: “Mi hai lasciata con la bomba in mano.”
SCENA 6 – Faccia a faccia con Daria (lezione)
Daria: “La resilienza non è non avere paura.”
Anna: “Allora cos’è?”
Daria: “È lavorare anche mentre la paura ti morde.”
Anna: “E se mi rovinano?”
Daria: “Ti rovinano comunque. La domanda è: ti rovinano fuori o dentro?”
SCENA 7 – Auto che segue (thriller)
Anna (a se stessa): “Non sono una preda. Non sono una preda.”
(Si ferma. L’auto si ferma.)
SCENA 8 – Anna chiama la madre
Madre: “Sei pallida anche al telefono.”
Anna: “Sto lavorando.”
Madre: “Il lavoro non deve mangiarti.”
Anna: “Questo lavoro… può salvare qualcuno.”
Madre: “E chi salva te?”
(Silenzio.)
SCENA 9 – Piano di pubblicazione
Anna: “Se lo pubblicano solo qui, lo possono spegnere.”
Daria: “Allora lo rendiamo impossibile da spegnere.”
Anna: “Più testate, più copie, più backup.”
Daria: “E più rischio.”
Anna: “È il prezzo della verità.”
SCENA 10 – Confessione
Anna: “Ho paura di non essere abbastanza.”
Daria: “Non devi essere abbastanza. Devi essere continua.”
SCENA 11 – Pubblicazione (resilienza morale)
Daria: “Vai.”
Anna: “Se succede qualcosa…”
Daria: “Succede comunque. Premi.”
SCENA 12 – Finale
(Notte. Articolo online. Anna guarda la città.)
Anna: “Non ho vinto.”
Daria: “No. Hai solo impedito che vincessero loro dentro di te.”
Finale alternativo
Anna decide di non pubblicare… e il potere le offre una promozione.
Ultimo frame: lei accetta, poi si guarda allo specchio e dice piano:
“Sono sopravvissuta… ma non sono rimasta.”
Finale devastante.
5° titolo: SPARTITO PER UN RESPIRO
Genere: Dramma intimo / poetico (quasi “camera play”).
Temi principali: resilienza fisica e creativa, identità, perdita di controllo.
Temi secondari: disciplina, corpo, ansia, rinascita artistica.
Logline
Una ballerina con un infortunio irreversibile deve rinunciare al suo movimento “perfetto” e inventarne uno nuovo: resilienza come trasformazione, non ritorno.
Personaggi
- Chiara (27): ballerina, perfezionista, orgogliosa.
- Lea (29): amica e fisioterapista, affettuosa ma diretta.
- Maestro Riva (60): duro, poetico, crede nella verità del corpo.
Storia
Chiara si infortuna a pochi giorni dall’audizione.
La diagnosi è chiara: non tornerà come prima.
Lei nega, prova, si autodistrugge.
Lea la costringe a fermarsi.
Chiara odia il suo corpo, lo considera traditore.
Il Maestro le propone: “non ripetere, riscrivi”.
Chiara crea una coreografia basata su respiro e limite.
Scopre che la fragilità può diventare stile.
All’audizione non “vince”, ma lascia il segno.
Resilienza: identità salvata, forma cambiata.
* Scene (importanti)
SCENA 1 – Studio vuoto
Chiara: “Se mi fermo, muoio.”
Lea: “Se non ti fermi, ti rompi.”
Chiara: “Meglio rotta che inutile.”
Lea: “Non sei un attrezzo. Sei una persona.”
SCENA 2 – Diagnosi
Lea: “Non è un dolore da ignorare.”
Chiara: “Io ho ignorato tutto per arrivare qui.”
Lea: “E adesso il corpo presenta il conto.”
SCENA 3 – Rabbia
Chiara: “Mi ha tradita.”
Lea: “No. Ti ha salvata prima che tu ti uccidessi.”
Chiara: “Non mi parlare da libro.”
Lea: “Allora ascolta da amica: basta.”
SCENA 4 – Maestro Riva
Riva: “Tu vuoi tornare.”
Chiara: “Sì.”
Riva: “Io voglio che tu resti. È diverso.”
Chiara: “Restare come?”
Riva: “Restare viva in una forma nuova.”
SCENA 5 – Prova fallita
Chiara: “Non mi esce.”
Riva: “Perché stai cercando la vecchia te.”
Chiara: “È l’unica che conosco.”
Riva: “Allora conosci la nuova. O rimani vuota.”
SCENA 6 – Notte (confessione)
Chiara: “Ho paura che mi dimentichino.”
Lea: “Ti dimenticano se tu ti dimentichi.”
Chiara: “Io mi definivo con il movimento.”
Lea: “Definisciti con la presenza.”
SCENA 7 – Scoperta
Riva: “Respira. Lascia che la fragilità faccia il suo disegno.”
Chiara: “Sembra debole.”
Riva: “No. Sembra vero. E il vero fa paura.”
SCENA 8 – Coreografia nuova
Chiara: “È… più piccola.”
Riva: “È più precisa. Più tua.”
Chiara: “Non vola.”
Riva: “Cammina. E camminare è un miracolo.”
SCENA 9 – Audizione
Giudice (fuori campo): “Pronta?”
Chiara: “Non sono pronta. Ma ci sono.”
SCENA 10 – Dopo
Lea: “Com’è andata?”
Chiara: “Ho tremato.”
Lea: “E?”
Chiara: “Ho tremato senza scappare.”
SCENA 11 – Maestro Riva
Riva: “Hai perso la perfezione.”
Chiara: “E ho trovato qualcosa?”
Riva: “Hai trovato un modo di restare.”
SCENA 12 – Finale
Chiara (sorriso minimo): “Domani torno in sala.”
Lea: “Per ricominciare?”
Chiara: “No. Per continuare.”
Finale alternativo
Chiara abbandona la danza professionale, ma insegna.
Ultimo dialogo con una bambina: “Non devi essere perfetta. Devi essere presente.”
Finale tenero e fortissimo.
6° titolo: IL PONTE DELLE DUE LINGUE
Genere: Dramma umano / Romance sociale.
Temi principali: resilienza culturale, identità, integrazione, dignità.
Temi secondari: pregiudizio, appartenenza, amore e paura di perdere sé stessi.
Logline
Un ragazzo straniero che parla poco italiano viene scambiato per un “problema” sociale: resilienza è imparare a farsi capire senza diventare qualcun altro.
Personaggi
- Karim (26): intelligente, chiuso, orgoglioso.
- Giulia (30): mediatrice sociale, empatica ma non ingenua.
- Sergio (70): vicino anziano, poeta, fa da ponte tra mondi.
Storia
Karim lavora, risparmia, parla poco: si protegge.
Un equivoco lo mette nei guai (accusa ingiusta).
Giulia lo difende, ma lui non si fida di nessuno.
Sergio lo osserva e lo aiuta con piccole frasi.
Karim esplode: non vuole essere compatito.
Giulia insiste: “non ti salvo, ti accompagno”.
Karim deve scegliere: chiudersi e sparire o parlare e rischiare.
In tribunale/commissione dice finalmente la verità, male ma sincera.
Resilienza: restare umano, non diventare ombra.
Finale: non tutto è risolto, ma nasce l'appartenenza.
* Scene
SCENA 1 – Cortile condominiale
Sergio: “Tu cammini come uno che non vuole lasciare impronte.”
Karim: “Meglio.”
Sergio: “Meglio per chi?”
Karim: “Per vivere.”
Sergio: “Vivere o non farsi vedere?”
SCENA 2 – Ufficio di Giulia
Giulia: “Mi dici cosa è successo con calma?”
Karim: “Io… lavoro. Casa. Fine.”
Giulia: “Non basta. Qui vogliono parole.”
Karim: “Parole fanno guai.”
Giulia: “Anche il silenzio.”
SCENA 3 – Accusa
Karim: “Io non ho fatto.”
Agente: “E allora spiega.”
Karim: “Io non so spiegare bene.”
Giulia: “Lo facciamo insieme.”
SCENA 4 – Rabbia di Karim
Karim: “Tu pensi io sono povero, io devo ringraziare.”
Giulia: “No. Io penso che tu hai diritto.”
Karim: “Diritto non serve se tutti guardano come ladro.”
Giulia: “Serve. Perché senza diritto sei solo paura.”
SCENA 5 – Sergio gli insegna una frase
Sergio: “Ripeti: ‘io sono qui, e non sono un errore’.”
Karim: “Io sono qui… non errore.”
Sergio: “Perfetto. È poesia anche così.”
SCENA 6 – Giulia e Karim (fiducia)
Giulia: “Non posso fare tutto io.”
Karim: “Io non voglio dipendere.”
Giulia: “Allora parla. Anche male. Ma parla.”
SCENA 7 – Karim confessa la vergogna
Karim: “Nel mio paese… uomo non piange.”
Giulia: “Qui puoi. Non ti arrestano per questo.”
Karim: “Io non piango. Io… brucio dentro.”
Giulia: “E allora lascia uscire il fumo prima che diventi incendio.”
SCENA 8 – Incontro decisivo
Karim: “Se dico verità, loro ridono.”
Giulia: “Forse. Ma se stai zitto, loro decidono.”
Karim: “Io stanco di far decidere.”
Giulia: “Ecco. Quella è resilienza.”
SCENA 9 – Commissione/udienza
Karim: “Io non sono perfetto. Io ho paura. Ma io non rubo.”
Giulia: “Ascoltate: lui ha prove, turni, testimonianze.”
Karim: “Io voglio solo… vivere normale.”
SCENA 10 – Esito (non totale)
Giulia: “Non è finita. Però oggi hai aperto una porta.”
Karim: “Io ho parlato.”
Giulia: “E sei rimasto in piedi.”
SCENA 11 – Sergio (chiusura poetica)
Sergio: “La lingua è un ponte.”
Karim: “Ponte fa paura.”
Sergio: “Sì. Ma dall’altra parte c’è casa. O qualcosa che le somiglia.”
SCENA 12 – Finale
Karim: “Io non so ancora chi sono qui.”
Giulia: “Sei uno che non è scappato.”
Karim: “Domani?”
Giulia: “Domani continui.”
Finale alternativo
Karim perde la causa e decide di andarsene.
Giulia lo ferma all’ultimo: “Non lasciare che ti caccino anche da dentro.”
Karim resta comunque. Finale durissimo, coraggioso.
* Suggerimenti extra da sceneggiatore (per far “sentire” la resilienza)
1) Evita la resilienza “motivazionale”
Non fare discorsi perfetti. La resilienza vera è:
- una frase sbagliata ma sincera,
- un gesto piccolo ripetuto,
- una scelta fatta con paura.
2) Mostra il costo
Ogni atto resiliente deve avere un prezzo:
- umiliazione,
- rinuncia,
- perdita di controllo,
- paura di fallire di nuovo.
3) Fai vedere la “micro-evoluzione”
In 12/15 minuti funziona benissimo una trasformazione minima:
- da “non parlo” a “dico una frase”,
- da “scappo” a “resto un minuto”,
- da “nego” ad “ammetto”.
4) Oggetti simbolici ricorrenti
Un curriculum, un post-it, una scarpa ortopedica, una chiavetta USB, un badge, un quaderno di lingua: sono ancore visive perfette.
5) Finale “imperfetto ma definitivo”
Il pubblico ricorda i finali in cui:
- non è tutto risolto,
- ma il personaggio è cambiato davvero!
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.










