C’è una frase che si sente ripetere fin troppo spesso nei festival, nelle masterclass e, soprattutto, sui set improvvisati in appartamenti presi in prestito per il weekend: "Sto inseguendo il mio sogno".Fonico suono perfetto 600

Da sceneggiatori e filmmaker, vi diciamo una cosa che potrebbe sembrare cinica, ma che è in realtà il più grande atto d'amore verso questa professione: il cortometraggio non è il vostro sogno. Il cortometraggio è il cimitero dei vostri sogni, ed è esattamente lì che dovete seppellirli per far nascere qualcosa di vero.

Inseguire i propri sogni nella realizzazione di un corto non significa aspettare l'ispirazione divina sorseggiando un caffè. Significa svegliarsi alle 4 del mattino con meno di zero euro in produzione, pregando che non piova, sapendo che la tua troupe sta lavorando gratis e che l'attore principale ha un turno in ospedale alle 14:00.

Il cortometraggio è un formato spietato. Non hai il tempo di un lungometraggio per sviluppare un arco narrativo complesso, né il budget per nascondere i tuoi errori con gli effetti speciali.
È una sprint, non una maratona. Ed "inseguire il sogno", in questo contesto, significa accettare un compromesso doloroso: devi uccidere l'idea perfetta che avevi in testa per partorire l'idea possibile che hai tra le mani.

Molti giovani autori si bloccano perché inseguono un'immagine mentale irraggiungibile. Lo sceneggiatore esperto, invece, sa che il vero sogno non è il film finito, applaudito sul red carpet. Il vero sogno è il processo. È la capacità di guardare un limite (una sola location, due attori, nessuna luce professionale) e trasformarlo in un vincolo stilistico.

Inseguire il proprio sogno nel corto significa avere il coraggio di essere vulnerabili. Significa scrivere una storia che ti spaventa, che ti espone, e poi avere l'umiltà di lasciarla andare quando la realtà del set la modifica. Alla fine, quando il corto è montato e chiuso, ti accorgi di una cosa fondamentale: non hai inseguito un sogno. Hai inseguito te stesso. E la persona che sei diventato alla fine del "Ciak, si gira" è l'unico vero trofeo che ti porti a casa.

 

3 bozze di idee per cortometraggi sul tema
"Inseguire i propri sogni"

Ecco tre concept diversi, che esplorano il tema dell'inseguimento dei sogni attraverso generi e toni differenti.

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BOZZA n°1: L'Ossessione (Drammatico / Thriller Psicologico)


Titolo: Il Suono dell'Assenza

Logline: Un fonico di presa diretta ossessionato dal registrare il "suono perfetto" per il suo cortometraggio d'esordio inizia a perdere il contatto con la realtà e con la sua compagna, fino a compiere un gesto irreversibile pur di catturare l'audio che ha in testa.

Personaggi Principali:

  • ELIA (32): Fonico e sound designer. Geniale ma profondamente instabile, vive in uno stato di privazione del sonno. Per lui il mondo visivo non esiste, conta solo ciò che può essere registrato.
  • MARTA (30): Regista e compagna di Elia. Pragmatica, paziente ma allo stremo delle forze. Vuole solo finire il suo corto e tornare a una vita normale.

Storia Trattata: Elia e Marta stanno montando il loro primo corto insieme. Manca solo il sound design. Elia è ossessionato dall'idea di registrare dal vivo il "suono dell'abbandono", un'atmosfera sonora che lui descrive come "il rumore di una stanza quando chi ami se ne va per sempre". Inizia a fare registrazioni ambientali sempre più estreme e pericolose (sotto le autostrade, in edifici abbandonati durante i temporali). Marta cerca di fermarlo, ma Elia diventa paranoico, convinto che il microfono stia captando frequenze che altri non sentono. Il climax si ha durante una notte di tempesta: Elia si isola sul tetto di un palazzo per catturare il suono del vento, ignorando le chiamate disperate di Marta. Ottiene la traccia audio perfetta. Quando torna a casa, trionfante, la trova vuota. Ha ottenuto il suono dell'abbandono, ma ha causato l'abbandono stesso. L'ultima scena lo mostra in cuffia, che ascolta il suono perfetto, mentre una lacrima gli riga il viso, ma lui sorride.

Genere: Drammatico / Thriller Psicologico

Temi Trattati: Il confine sottile tra dedizione artistica e follia; il sacrificio delle relazioni umane sull'altare della perfezione; l'ossessione come forma di autodistruzione.

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BOZZA n°2: Il Prezzo del Tempo (Realismo Magico / Fantascienza Intima)


Titolo: Il Piano Sequenza

Logline: Un giovane regista scopre che ogni volta che dice "Ciak, si gira" sul set, il tempo nel mondo reale si ferma, ma lui invecchia a doppia velocità; per finire il suo capolavoro dovrà decidere se sacrificare la sua giovinezza od abbandonare il suo sogno.

Personaggi Principali:

  • LEONE (25): Regista ambizioso, terrorizzato dall'idea di non essere un genio. Perfezionista all'eccesso, cerca sempre "un'altra take".
  • CLARA (25): Attrice protagonista del corto e migliore amica di Leone. Rappresenta la sua ancora alla realtà e al fluire naturale del tempo.

Storia Trattata: Leone sta girando il suo corto in un unico, lunghissimo piano sequenza. Durante le prove, scopre un'anomalia temporale: quando urla "Azione!", il mondo intorno a lui si congela. Può muoversi, sistemare le luci, riposare, ma il suo corpo continua a invecchiare. Inizia a usare questo potere per ottenere la perfezione assoluta. Gira la stessa scena centinaia di volte. Passano "giorni" per lui, ma nel mondo reale sono passati solo minuti. Tuttavia, Clara inizia a notare che Leone cambia: i suoi capelli ingrigiscono, la sua pelle si segna. Il giorno delle riprese finali, Leone ha l'aspetto di un sessantenne. Deve girare l'ultima scena. Clara, capendo il segreto, lo supplica di dire "Stop" e di vivere la sua vita. Leone guarda il monitor, guarda Clara, e dice "Azione". Il corto finisce. L'ultima inquadratura mostra il monitor del montaggio: il film è un capolavoro assoluto. Dietro il monitor, però, c'è un Leone anziano che guarda un video di Clara che invecchia senza di lui.

Genere: Realismo Magico / Drammatico

Temi Trattati: Il prezzo del perfezionismo; il tempo come risorsa non rinnovabile; il conflitto tra l'immortalità dell'arte e la mortalità dell'artista.

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BOZZA n°3: L'Eredità (Coming-of-Age / Drammatico Emozionale)


Titolo: Polvere e Celluloide

Logline: Una ragazza di vent'anni, costretta a gestire il cinema in fallimento del padre defunto, decide di girare un cortometraggio usando i suoi vecchi copioni incompiuti, scoprendo che il vero sogno di suo padre non era il cinema, ma lei.

Personaggi Principali:

  • NINA (22): Pragmatica, arrabbiata con il padre per averla trascurata in nome del cinema. Vuole solo vendere la sala per chiudere i debiti e andare via.
  • TOMMASO (19): Un ragazzo del quartiere, goffo ma con una passione travolgente per la recitazione. Fa da tuttofare nel cinema.
  • VITTORIO (Voce fuori campo / Flashback): Il padre defunto di Nina, un regista fallito ma sognatore incallito.

Storia Trattata: Nina sta svuotando la sala cinematografica di famiglia. Tra le vecchie bobine, trova un copione incompiuto del padre intitolato "La Stella". Tommaso la convince a girarlo, anche solo per fare un video promozionale per vendere meglio l'immobile. Nina accetta con rabbia, trattando il set come un compito noioso. Man mano che dirige Tommaso e legge le battute scritte dal padre, però, Nina inizia a capire che la sceneggiatura non parla di un astronauta che cerca una stella (come sembrava a prima vista), ma è una metafora: l'astronauta è il padre, e la "Stella" è Nina, l'unica cosa che lo teneva ancorato alla terra. Il padre non ha mai smesso di lavorare al cinema per trascurarla; ha sempre lavorato al cinema per lei, cercando di costruire un mondo magico in cui farla crescere. Nina finisce le riprese. Invece di usare il corto per vendere il cinema, lo proietta nella sala vuota per l'ultima volta. Alla fine, decide di non vendere, ma di trasformare la sala in una scuola di cinema per ragazzi del quartiere, ereditando non il fallimento del padre, ma il suo vero sogno.

Genere: Drammatico / Coming-of-Age

Temi Trattati: L'eredità familiare e il perdono postumo; la ridefinizione dei propri sogni rispetto a quelli dei genitori; il cinema (e l'arte in generale) come linguaggio d'amore imperfetto.

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Alla fine, la pellicola od il file digitale, non mente mai. L'illusione è credere che il sogno sia quel rettangolo luminoso proiettato su uno schermo. La verità, molto più scomoda e molto più bella, è che il sogno è tutto ciò che succede prima del ciak: le notti insonni, i compromessi, le lacrime sul set, e la persona diversa che diventi quando, esausto, urli "Stop, si stampa". Il corto finisce nei festival, prende polvere su un hard disk, o viene dimenticato. Ma l'uomo o la donna che lo hanno realizzato, quelli restano. E quello, credetemi, è l'unico vero finale che vale la pena di scrivere. 

  * ATTENZIONELe idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.