Fine di un Amore 2Ecco tre bozze di sceneggiature originali, profonde e fuori dal comune per cortometraggi di circa 15 minuti, tutte basate sul tema: "Una ragazza sta con il suo ragazzo, ma lui la vuole lasciare."

Ogni storia esplora il distacco amoroso con un approccio inaspettato, simbolico, surreale o psicologico, evitando cliché e puntando su originalità narrativa, tensione emotiva e colpi di scena.

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1. TITOLO: "IL RITORNO È OBBLIGATORIO"

Logline

Una ragazza riceve una lettera dal fidanzato scomparso: “Tornerò tra 7 giorni. Se non mi aspetti, morirò”. Lui non è mai andato via. È già morto da un mese.

Genere: Fantastico poetico / Horror psicologico

Tema: L’amore come catena invisibile – quando il lutto si confonde con l’ossessione

Personaggi principali

  • ALICE (25): Insegnante di lettere. Delicata, metodica, con occhi stanchi. Vive in una casa piena di orologi fermi.
  • DANIELE (26): Il suo ragazzo. Appare solo in ricordi, registrazioni e visioni. Morto in un incidente stradale un mese prima. Non lo sa nessuno tranne lei.

Storia

Alice vive da sola in un appartamento dove ogni orologio segna le 21:17 – l’ora dell’incidente. Ogni giorno riceve una lettera dal “fidanzato in viaggio”. In realtà, le scrive da sola, firmate da lui. Una mattina, trova una lettera diversa: “Tornerò tra 7 giorni. Se non mi aspetti, morirò. Il ritorno è obbligatorio”. Inizia a contare i giorni. Pulisce casa, compra il suo vino, sistema il letto. Parla con lui come fosse presente. Una notte, sente bussare. Apre: Daniele è lì, identico, ma con gli occhi vuoti. “Sono tornato”, dice. Alice sorride. Ma durante la cena, nota che non mangia, non beve, non tocca nulla. “Perché non assaggi il dolce?”. “Non posso”, risponde. “Sono già morto”. Alice scoppia a ridere: “Lo so. Ma tu non devi saperlo”. Lui insiste: “Se non mi aspetti, muoio di nuovo”. Lei urla: “Io ti aspetto ogni giorno! Ti aspetto da un mese!”. Lui sussurra: “Allora perché hai comprato un biglietto per Barcellona per il 10?”. Alice impallidisce. Il biglietto è nel cassetto. Non lo ha detto a nessuno. Daniele svanisce. Il giorno dopo, Alice brucia tutte le lettere. Va alla stazione. Sale sul treno. Ma quando il treno parte, si gira: alla finestra del binario, Daniele la guarda. Sulla sua maglietta c’è scritto: “Il ritorno è obbligatorio”. Il treno accelera. Lei chiude gli occhi. Una lacrima. Ma non si volta più.

Scene con dialoghi chiave

INT. APPARTAMENTO – SALOTTO – SERA
Alice apparecchia per due. Daniele entra. Siede. Non tocca nulla.

ALICE
Ho fatto il tuo dolce preferito.
Tiramisù con savoiardi veri.

DANIELE
(fisso)
Lo so. Lo fai ogni sera.

ALICE
Mangialo.

DANIELE
Non posso.

ALICE
Perché?

DANIELE
Perché sono morto, Alice.
E i morti non mangiano.

ALICE
(urlando)
Lo so che sei morto!
Ma tu non devi saperlo!
Devi tornare. Devi vivere.
Devi farmi credere che esisti!

DANIELE
(dolce)
E il biglietto per Barcellona?
Parti il 10.
Hai cancellato il mio nome dal conto in banca.
Hai donato i miei libri.
Perché mi aspetti se stai andando via?

ALICE
(piangendo)
Perché ho paura di dimenticarti.

DANIELE
Allora dimenticami.
È l’unico modo per salvarmi.

Fine della storia

Alice parte. Il treno si allontana. Daniele svanisce dal binario. Lei apre la borsa. Tira fuori un foglio: è la lettera “Il ritorno è obbligatorio”. La strappa. Ma nell’ultima inquadratura, il vento ricompone i pezzi a terra, come un puzzle.
FADE OUT.

Finale alternativo

Alice scende dal treno. Torna a casa. Accende tutte le luci. Urla: “Sono tornata! Non andrò mai via!”. Daniele appare. Sorride. Ma i suoi occhi sono neri. Lei gli corre incontro. Si abbracciano. La telecamera si allontana: fuori dalla finestra, migliaia di lettere identiche volano nel vento. Tutte firmate “Daniele”. Lei non è l’unica che lo aspetta.

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2. TITOLO: "IL MIO RAGAZZO È UNA STATUA"

Logline

Una ragazza scopre che il suo ragazzo si trasforma in pietra ogni notte.
L’ultima notte, lui le dice: “Domani non tornerò. Scegli: vivi con un uomo di pietra o con la sua assenza?”.

Genere: Surreale / Fiaba nera

Tema: L’amore come scelta tra illusione e libertà

Personaggi principali

  • LARA (23): Artista, dipinge ritratti di persone che ama. Ha smesso di dipingere da quando lui è cambiato.
  • SIMONE (24): Il suo ragazzo. Di giorno è umano. Di notte, diventa una statua di marmo. Sa che un giorno la trasformazione sarà permanente.

Storia

Lara vive con Simone in un attico pieno di statue. Non lo sa nessuno: ogni notte, lui si trasforma in marmo. È un segreto che condividono da un anno. Di giorno è vivo, parla, ride. Di notte, è una figura immobile, fredda, bellissima. Lara lo accarezza, gli parla, lo copre con un lenzuolo. Ma ultimamente, la pietrificazione dura più a lungo. Una mattina, Simone non si risveglia. Resta di pietra fino a mezzogiorno. Quando torna umano, le dice: “Sta finendo. Domani potrebbe essere per sempre”. Lara inizia a dipingerlo di notte – come statua. Simone la trova: “Perché mi dipingi morto?”. “Perché sei più bello così”, risponde. Lui capisce: lei preferisce l’immagine all’uomo. L’ultima notte, Simone le dice: “Domani, sceglierò. Posso restare umano… ma devo andarmene. O posso restare… ma diventare pietra per sempre. Tu decidi”. Lara lo guarda. Lo tocca. Poi, prende il pennello. Comincia a dipingerlo mentre si trasforma. Lui la supplica: “Scegli me. Vivo. Imperfetto. Reale”. Ma lei continua. Al mattino, Simone è una statua. Lara la sistema al centro del salotto. Accende una lampada. Sorride. Ma quando esce, lascia la porta aperta. Il vento entra. Un petalo cade sulla statua. E per un attimo… si muove.

Scene con dialoghi chiave

INT. SALOTTO – NOTTE
Simone è a metà tra uomo e pietra. Pelle fredda, voce spezzata.

SIMONE
Domani sarà l’ultima notte.
Devo scegliere: andarmene… o restare per sempre così.

LARA
Allora resta.

SIMONE
Ma non sarò più io.

LARA
Sei più tu così.
Sei puro.
Senza paure.
Senza bugie.

SIMONE
(grida)
Ma non sono reale!

LARA
E chi lo è?

Lara prende un pennello. Inizia a dipingere il volto di pietra.

SIMONE
(disperato)
Scegli me.
Scegli l’uomo con i difetti.
Con le paure.
Con l’amore vero.

LARA
(senza guardarlo)
L’amore vero è silenzio.
E tu… sei troppo vivo per stare in pace.

Fine della storia

Simone è una statua. Lara la sistema come opera d’arte. Sorride. Ma quando esce, dimentica di chiudere la porta. Il vento entra. Un petalo cade sulla statua. Una lacrima di pietra scivola giù.
FADE OUT.

Finale alternativo

Lara sceglie l’uomo. Simone se ne va. Un anno dopo, Lara espone una mostra: “Amore in marmo”. Tutte statue di lui. Un uomo entra. È Simone. La vede. Sorride. Lei non lo riconosce. Lui compra una statua. “È bellissima”, dice. “Sembra vera”.
Esce. La statua ha gli occhi aperti.

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3. TITOLO: "IL MIO RAGAZZO MI ODIA (E LO REGISTRA)"

Logline

Una ragazza scopre che il suo ragazzo tiene un diario video in cui la insulta, umilia, deride.
Il giorno in cui lo affronta, lui dice: “Finalmente. Ora possiamo cominciare a parlare”.

Genere: Thriller psicologico / Dramedy nera

Tema: L’amore come palcoscenico – quando l’odio è parte dello spettacolo

Personaggi principali

  • EMMA (22): Studentessa di psicologia. Empatica, intelligente, con bisogno di conferme.
  • RICCARDO (24): Fidanzato, regista indie. Carismatico, ironico, disturbante. Crede che “l’amore debba essere filmato, anche nella sua peggiore versione”.

Storia

Emma trova un hard disk nascosto. Lo collega. Trova 127 video intitolati “Perché odio Emma”. In ognuno, Riccardo la insulta: “È patetica”, “Finge di capire la poesia”, “Fa l’amore come se stesse studiando per un esame”. Ma il tono è teatrale, quasi divertito. Emma è sconvolta. Lo affronta: “Perché mi fai questo?”. Riccardo sorride: “Perché è arte. E perché tu non lo sai mai”. “Ma mi ami?”, chiede lei. “Certo”, risponde. “Ma l’amore senza odio è finto. Senza rabbia, è noia”. Le mostra un altro video: “Emma che dorme – la versione pura”. È lei, serena, illuminata da una luce calda. “Ti odio quando parli. Ti amo quando stai zitta”, dice. Emma è confusa. Poi, Riccardo le porge una telecamera: “Ora tocca a te. Registrati mentre dici perché mi odi”. Lei rifiuta. “Allora non mi conosci”, dice lui. “E non mi ami davvero”. Emma prende la telecamera. Inizia a registrare. Parla di lui: “È narcisista. Manipolatore. Malato”. Ma mentre parla, sorride. Riccardo la guarda. Sorride anche lui. Il giorno dopo, Emma trova un nuovo video: “Emma che mi odia – la versione completa”. È perfetto. Lei lo cancella. Ma quando si gira, la telecamera è accesa. Riccardo la sta filmando. “Sei splendida quando sei arrabbiata”, dice. “Ora sì che mi ami”.

Scene con dialoghi chiave

INT. CAMERA DA LETTO – SERA
Emma piange davanti al computer. Riccardo entra.

EMMA
Perché mi odi?
Perché dici che sono stupida?
Che non valgo niente?

RICCARDO
(sorride)
Finalmente.
Ora possiamo parlare.

EMMA
Mi hai registrata per mesi!
Mi hai umiliata!

RICCARDO
Ti ho mostrata.
Con i tuoi difetti.
Con le tue paure.
Senza filtri.

EMMA
È malato!

RICCARDO
O forse è l’unico modo per amare qualcuno davvero.
Senza maschere.

EMMA
E se io ti odiassi?

RICCARDO
(gli occhi brillano)
Allora registrati.
Fallo bene.
Perché voglio vedere l’odio nei tuoi occhi.
È lì che mi ami di più.

Fine della storia

Emma registra. Dice tutto. Poi cancella il video. Ma Riccardo ha una copia. Lo pubblica online: “Il mio amore, nella sua forma più vera”. Diventa virale. Emma lo lascia. Ma un mese dopo, lo cerca. Gli chiede: “Hai ancora la telecamera?”. Lui sorride. Gliela porge. Lei inizia a registrare.
FADE OUT.

Finale alternativo

Emma distrugge la telecamera. Lascia Riccardo. Un anno dopo, trova un cortometraggio online: “Emma”. È un collage dei suoi momenti più fragili, più veri. Vince un premio. Il regista non si vede. Ma alla fine, una voce: “Grazie per avermi odiato. È lì che ho capito che mi amavi”. Emma piange. Ma non lo cerca. Per la prima volta, è libera.

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Queste tre storie esplorano il distacco non come un evento, ma come un labirinto psicologico, simbolico o surreale:

  1. "Il ritorno è obbligatorio" – l’amore come fantasma del lutto
  2. "Il mio ragazzo è una statua" – l’amore come scelta tra bellezza e realtà
  3. "Il mio ragazzo mi odia (e lo registra)" – l’amore come performance, dove l’odio è parte dello spettacolo

Tutte e tre sono originali, profonde, cinematografiche, e adatte a festival internazionali, Oscar Shorts, o piattaforme come MUBI e Netflix. 

 ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.