La solitudine non è un’unica emozione, ma un fenomeno complesso che si manifesta in forme diverse:
- Solitudine emotiva: mancanza di legami affettivi profondi (es. dopo una separazione o la morte di un coniuge).
- Solitudine sociale: assenza di una rete di amicizie o di appartenenza a un gruppo.
- Solitudine esistenziale: senso di vuoto legato alla ricerca di senso nella vita.
- Solitudine situazionale: temporanea, causata da eventi specifici (trasloco, pandemia, ecc.).
- Solitudine volontaria: scelta consapevole per riflessione, crescita o fuga dal caos.
Alcune solitudini si risolvono con il tempo, l’incontro con l’altro o la riconciliazione con sé stessi; altre restano aperte, diventando parte integrante dell’identità.
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1. Titolo: “Il silenzio del piano di sopra”
Logline:
Un anziano vedovo vive da anni in una casa vuota, parlando solo con la fotografia della moglie. Quando una nuova vicina bussa alla porta per chiedere aiuto, il suo silenzio viene messo in discussione. Tra resistenza e curiosità, dovrà scegliere se aprire la porta… o il cuore.
Personaggi principali:
- Mario (72): ex professore di letteratura, chiuso nel lutto da 8 anni.
- Sofia (34): giovane madre single, appena trasferita, in cerca di un po’ di stabilità.
Storia:
Mario vive in una villetta di periferia, circondato da libri e ricordi. Ogni sera apparecchia due tazze di tè, parlando con la foto di sua moglie. Il mondo esterno è un rumore lontano. Una sera, Sofia bussa: ha un guasto elettrico e chiede una prolunga. Mario la respinge con freddezza, ma lei torna il giorno dopo con dei biscotti fatti in casa. Lui rifiuta, ma la osserva dalla finestra mentre gioca con suo figlio nel giardino accanto. Col tempo, Mario inizia a lasciare libri sul cancello per lei. Un giorno, Sofia gli chiede di leggere una favola al figlio. Mario accetta, con voce tremante. La sera dopo, apparecchia una sola tazza… ma lascia la porta socchiusa.
Scene chiave – Dialogo:
(Sofia bussa. Mario apre appena la porta.)
Sofia:
«Scusi… so che non ci conosciamo, ma ho un problema con la luce.
Ha una prolunga?»
Mario (freddo):
«Non ricevo visite.»
Sofia:
«Non è una visita. È un guasto.»
(Silenzio. Mario guarda oltre la sua spalla, verso il giardino vuoto.)
Mario:
«Aspetti qui.»
(Torna con una prolunga vecchia, ma funzionante. Gliela porge senza guardarla.)
Sofia:
«Grazie… e mi dispiace per il disturbo.»
Mario (sottovoce):
«Il disturbo è il silenzio che non si rompe.»
Fine della storia:
Mario inizia a uscire di casa. Non parla molto, ma siede su una panchina del parco mentre Sofia e suo figlio giocano. Il film si chiude con lui che legge ad alta voce Il Piccolo Principe al bambino, con la voce che si incrina alla frase: “Ciò che è essenziale è invisibile agli occhi.”
Tema: Solitudine emotiva e lutto
Genere: Drammatico, poetico
Finale alternativo: Mario non apre mai del tutto. Sofia si trasferisce dopo pochi mesi. Lui rimane solo, ma per la prima volta piange davanti alla foto della moglie — un pianto liberatorio, non disperato.
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2. Titolo: “Offline”
Logline:
In un mondo iperconnesso, un influencer di successo scopre di non avere un solo amico reale. Dopo un crollo nervoso in diretta, si rifugia in un paesino senza rete, dove incontra un ragazzo autistico che comunica solo con disegni. Tra silenzi e schizzi, impara cosa significa essere visto davvero.
Personaggi principali:
- Alessio (28): influencer con 2 milioni di follower, ma zero contatti reali.
- Leo (16): ragazzo non verbale, ossessionato dalle nuvole e dal disegno.
Storia:
Alessio, dopo aver finto per anni felicità e successo, ha un crollo in diretta Instagram. Viene mandato in “riabilitazione” da sua sorella in un piccolo paese montano senza internet. Lì conosce Leo, che lo ignora finché non vede Alessio disegnare distrattamente su un tovagliolo. Leo gli strappa il foglio e ci disegna sopra una nuvola con un cuore nero. Alessio, per la prima volta, si sente compreso senza parole. I due iniziano a “parlare” attraverso disegni. Alessio smette di filmare, di curare l’immagine. Alla fine, Leo gli regala un quaderno pieno di schizzi: ogni pagina mostra Alessio, sempre più sorridente, sempre meno solo.
Scene chiave – Dialogo:
(Alessio prova a parlare a Leo, seduto su una panchina.)
Alessio:
«Ciao. Mi chiamo Alessio.
Tu sei Leo, giusto?»
(Leo non risponde, ma disegna su un taccuino. Glielo mostra: un uomo con mille occhi, nessuna bocca.)
Alessio (sorridendo amaro):
«Sì… è proprio me.»
(Pausa. Prende la matita e disegna una mano che stringe la sua.)
Alessio:
«Questo… vorrei che fosse vero.»
Fine della storia:
Alessio torna in città, ma cancella tutti i social. Apre un laboratorio d’arte per ragazzi con difficoltà comunicative. Il film si chiude con lui che insegna a disegnare a un nuovo ragazzo, mentre fuori piove — e nessuno sta registrando.
Tema: Solitudine sociale nell’era digitale
Genere: Drammatico con tocchi di commedia dolce
Finale alternativo: Alessio torna online, ma questa volta con contenuti autentici. Perde follower, ma trova tre amici veri. Leo gli manda un disegno via posta: “Sei ancora visibile.”
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3. Titolo: “L’ultimo posto vuoto”
Logline:
Un barista solitario serve caffè a clienti abituali che non lo vedono mai. Una sera, una sconosciuta occupa l’ultimo sgabello libero e gli chiede: “Perché non ti siedi mai con noi?” La domanda lo costringe a guardarsi allo specchio… e a scegliere se restare invisibile.
Personaggi principali:
- Daniele (40): barista silenzioso, vive sopra il bar, non ha amici.
- Chiara (38): viaggiatrice solitaria, in fuga da un passato che non racconta.
Storia:
Daniele gestisce un piccolo bar da anni. Conosce i gusti di tutti, ma nessuno conosce lui. Una sera, Chiara entra, si siede all’ultimo sgabello e ordina un caffè “come lo faresti per te”. Daniele, sorpreso, lo prepara con cura. Lei lo invita a sedersi. Lui rifiuta, ma la notte non riesce a dormire. Nei giorni seguenti, Chiara torna sempre alla stessa ora. Daniele inizia a lasciare un caffè per sé sul bancone. Un giorno, si siede. I clienti lo guardano stupiti. Lui sorride. Chiara se ne va la settimana dopo, lasciando un biglietto: “Il posto non era vuoto. Aspettava te.”
Scene chiave – Dialogo:
Chiara:
«Perché non ti siedi mai con noi?»
Daniele:
«Non è il mio posto.»
Chiara:
«Chi decide qual è il tuo posto? Il bancone? La solitudine?»
Daniele:
«La gente non mi vede.»
Chiara:
«Allora smettila di nasconderti dietro il caffè.
Fatti vedere.»
Fine della storia:
Daniele inizia a chiacchierare con i clienti. Il bar diventa un luogo di conversazioni, non solo di consumazioni. Il film si chiude con lui che siede al bancone, mentre un nuovo barista serve il caffè.
Tema: Solitudine invisibile, ruolo sociale vs identità
Genere: Drammatico quotidiano
Finale alternativo: Chiara muore improvvisamente (malattia non detta). Daniele scopre che era malata terminale. Il suo gesto era un ultimo atto d’amore verso un estraneo. Daniele trasforma il bar in un “caffè della condivisione”, dove ognuno racconta una storia.
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4. Titolo: “Nessuno chiama più”
Logline:
Un uomo anziano vive in un appartamento pieno di telefoni vecchi. Ogni sera ne accende uno, sperando che suoni. Quando finalmente squilla, non è chi crede… ma qualcuno che ha bisogno di lui più di quanto lui abbia bisogno di essere chiamato.
Personaggi principali:
- Enzo (78): ex centralinista, vive solo da quando la figlia si è trasferita all’estero.
- Martina (12): ragazzina che ha trovato il numero su un vecchio elenco telefonico.
Storia:
Enzo colleziona telefoni d’epoca. Li tiene accesi, aspettando una chiamata che non arriva. La figlia lo chiama una volta al mese, sempre di fretta. Una sera, un telefono anni ’70 squilla. Risponde: è Martina, che ha trovato il numero su un libro di sua nonna. Crede sia un concorso. Enzo, invece di correggerla, inizia a “giocare” con lei, inventando storie. Col tempo, le racconta la verità. Martina continua a chiamare, non per il gioco, ma per lui. Enzo insegna a Martina a riparare vecchi telefoni. Il silenzio si riempie di voci.
Scene chiave – Dialogo:
Martina:
«Sei il custode dei numeri perduti?»
Enzo:
«No. Sono il numero perduto.»
Martina:
«Allora adesso ti ho trovato.»
(Silenzio. Enzo trattiene le lacrime.)
Enzo:
«E non mi lascerai più, vero?»
Martina:
«Solo se prometti di non staccare mai la cornetta.»
Fine della storia:
Martina va a trovarlo con la nonna. Enzo regala a Martina un telefono rosso. Il film si chiude con il telefono che squilla… e lui che risponde subito.
Tema: Solitudine esistenziale e bisogno di utilità
Genere: Fantastico poetico
Finale alternativo: Martina smette di chiamare. Enzo capisce che non può dipendere da un filo. Smonta tutti i telefoni e li trasforma in sculture. Espone in un parco: “Memorie sonore”.
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5. Titolo: “Solo volontario”
Logline:
Un filosofo decide di vivere un anno in completo isolamento in una baita di montagna per “trovare la verità”. Ma quando la solitudine diventa carne, ossa e paura, scopre che la verità non è nel silenzio… ma nel bisogno dell’altro.
Personaggi principali:
- Tommaso (45): docente universitario, cinico e razionale.
- La Voce (fuori campo): la sua coscienza, che diventa sempre più aggressiva.
Storia:
Tommaso parte per un esperimento esistenziale: un anno da solo, senza contatti. All’inizio è euforico. Poi il silenzio diventa rumore. Inizia a parlare con se stesso. La “Voce” (la sua mente) lo accusa di fuggire dall’amore, dalla paura del fallimento. Un giorno, trova un cane ferito. Lo cura. Il cane diventa il suo unico legame. Quando il cane muore, Tommaso crolla. Scrive una lettera a sua sorella — la prima in 10 anni. Non la spedisce, ma la legge ad alta voce. Il film si chiude con lui che cammina verso valle, zaino in spalla, senza voltarsi indietro.
Scene chiave – Dialogo (con la Voce):
Voce:
«Pensi di trovare la verità?
La verità è che hai paura di amare.»
Tommaso:
«La verità è che l’uomo è solo.
Sempre.»
Voce:
«Allora perché piangi per un cane?»
Tommaso:
«Perché… mi ha guardato come se fossi importante.»
Voce:
«Ecco la verità. Non sei solo.
Sei solo se decidi di esserlo.»
Fine della storia:
Tommaso torna in città, ma non all’università. Apre un rifugio per animali. Il film si chiude con lui che accarezza un cucciolo, mentre fuori nevica.
Tema: Solitudine volontaria vs bisogno umano di connessione
Genere: Psicologico, filosofico
Finale alternativo: Tommaso resta in montagna. Accetta la solitudine non come fuga, ma come scelta consapevole. Il film finisce con lui che scrive: “La solitudine non è il contrario dell’amore. È il suo specchio.”
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