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Terza Storia - Titolo: "La telefonata delle 22:17"
- LOGLINE
Ogni sera, alla stessa ora, un uomo riceve una telefonata muta da un numero sconosciuto. Quando decide finalmente di rintracciarne l'origine scopre che la persona dall'altra parte conosce un segreto che lui ha sepolto vent'anni prima.
- GENERE
Thriller psicologico, drammatico.
- TEMI AFFRONTATI
Colpa. Responsabilità. Memoria. Paura delle conseguenze. Il bisogno di confessare. La differenza tra dimenticare e rimuovere.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Paolo ha quarantasei anni ed è un affermato architetto. Ha una vita ordinata, una compagna ed una carriera stabile.
Marta ha quarantaquattro anni ed è la sorella di un ragazzo morto vent'anni prima.
Elisa ha quarantuno anni ed è la compagna di Paolo.
Luca, morto a ventidue anni, è il centro invisibile della storia.
* LA STORIA
Da cinque sere Paolo riceve una telefonata alle 22:17. Risponde. Nessuno parla. Sente soltanto un leggero respiro. Paolo blocca il numero.
La sera successiva la telefonata arriva da un altro numero. Sempre alle 22:17. Paolo diventa nervoso. Elisa pensa che si tratti di uno scherzo. Paolo minimizza.
Ma la sesta sera qualcuno dice una sola frase. "Ti ricordi di Luca?" Paolo chiude immediatamente la chiamata.
Elisa gli chiede chi sia Luca. Paolo risponde che non conosce nessuno con quel nome. È la prima bugia esplicita.
Quella notte Paolo non dorme.
Vent'anni prima, Paolo e Luca erano amici. Una notte avevano bevuto. Paolo guidava. Avevano avuto un incidente. Luca era morto.
Paolo aveva raccontato alla polizia che alla guida fosse Luca. La posizione dei corpi e la mancanza di testimoni avevano reso credibile la versione.
Il segreto non era mai emerso. Paolo aveva costruito tutta la propria vita sopra quella bugia.
La telefonata continua. "Domani, stesso posto." Paolo capisce a cosa si riferisce. Raggiunge il luogo dell'incidente.
Trova Marta. La sorella di Luca. Marta gli dice di aver scoperto la verità leggendo un vecchio diario del fratello.
Nelle ultime pagine Luca aveva scritto che Paolo guidava sempre quando uscivano insieme perché lui aveva paura dell'automobile.
Non è una prova giudiziaria. Ma è abbastanza per Marta.
Paolo nega. Marta non lo minaccia. Non vuole denaro. Non vuole denunciarlo. Vuole soltanto sentirgli dire la verità. Paolo si rifiuta.
Marta gli rivela che le 22:17 era l'ora esatta dell'incidente. Poi se ne va.
Paolo torna a casa. Elisa lo aspetta. Ha capito che le telefonate riguardano qualcosa di grave.
Paolo potrebbe continuare a mentire. Invece comincia a raccontare.
Il vero finale non consiste in un arresto.
Consiste nel primo atto di verità dopo vent'anni.
* SEI SCENE DETERMINANTI
Scena 1 - LA PRIMA VOCE
Voce:
"Ti ricordi di Luca?"
Paolo chiude la chiamata.
Elisa:
"Chi era?"
Paolo:
"Nessuno."
Elisa:
"Ha detto un nome."
Paolo:
"Numero sbagliato."
Elisa:
"Ha chiesto se ti ricordavi."
Paolo:
"Ho detto numero sbagliato."
Scena 2 - IL PASSATO CHE EMERGE
Elisa:
"Perché hai cambiato faccia?"
Paolo:
"Non ho cambiato faccia."
Elisa:
"Paolo, ti conosco."
Paolo:
"Appunto. Se mi conosci, fidati."
Elisa:
"Non sono la stessa cosa."
Paolo rimane in silenzio.
Scena 3 - L'INCONTRO CON MARTA
Marta:
"Sei venuto."
Paolo:
"Chi sei?"
Marta:
"Lo sai."
Paolo:
"No."
Marta:
"Sono la persona che per vent'anni ha creduto che suo fratello fosse morto guidando ubriaco."
Paolo abbassa lo sguardo.
Marta:
"Guardami."
Paolo:
"Non so cosa vuoi."
Marta:
"Una frase."
Scena 4 - IL DIARIO
Marta:
"Luca scriveva tutto."
Paolo:
"Non significa niente."
Marta:
"Scriveva che odiava guidare di notte."
Paolo:
"Non prova niente."
Marta:
"Scriveva che tu guidavi sempre."
Paolo:
"Non prova niente."
Marta:
"Hai ragione."
Pausa.
Marta:
"Ma tu non hai detto che è falso."
Scena 5 - LA RICHIESTA
Paolo:
"Vuoi andare alla polizia?"
Marta:
"No."
Paolo:
"Vuoi soldi?"
Marta:
"No."
Paolo:
"Allora cosa vuoi?"
Marta:
"Voglio sentire mio fratello smettere di essere colpevole."
Paolo:
"Non posso cambiare quello che è successo."
Marta:
"Puoi cambiare chi porta la colpa."
Scena 6 - LA CONFESSIONE A ELISA
Elisa:
"Dove sei stato?"
Paolo:
"Nel posto dove è morto Luca."
Elisa rimane ferma.
Paolo:
"Guidavo io."
Silenzio.
Paolo:
"Ho guidato io."
Elisa:
"E hai lasciato che tutti pensassero fosse lui?"
Paolo:
"Avevo ventisei anni."
Elisa:
"E adesso ne hai quarantasei."
Paolo:
"Lo so."
Elisa:
"No."
Pausa.
Elisa:
"Adesso finalmente cominci a saperlo."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
La storia termina alle 22:17 della sera successiva.
Paolo è seduto. Il telefono rimane sul tavolo. L'ora sull'orologio cambia. 22:16. Poi 22:17. Il telefono non squilla.
Per la prima volta dopo giorni c'è silenzio. Ma adesso quel silenzio non è rassicurante.
Paolo sa che il segreto non esiste più. La sua vita dovrà continuare in modo diverso.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
Il thriller deve rimanere soprattutto psicologico.
Non servono inseguimenti. La telefonata è sufficiente. E l'ora 22:17 deve comparire progressivamente.
Il luogo dell'incidente può essere una semplice strada periferica.
La musica dovrebbe essere ridotta.
Il suono della vibrazione del telefono può diventare quasi un leitmotiv.
Quarta storia - TITOLO: "Il secondo compleanno"
- LOGLINE
Durante il settantesimo compleanno di sua madre, una donna scopre casualmente che la data celebrata da tutta la famiglia non è quella della sua nascita. Quello che sembra un dettaglio amministrativo apre un segreto familiare rimasto sepolto per settant'anni.
- GENERE
Drammatico, familiare, con sfumature di mistero.
- TEMI AFFRONTATI
Memoria. Adozione. Famiglia. Identità. Segreti tramandati. Il valore simbolico delle date. Guerra.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Teresa ha settant'anni ed è la festeggiata. È una donna energica, ironica e molto legata alla famiglia.
Laura ha quarantacinque anni ed è sua figlia. È insegnante e ha un carattere pratico.
Franco ha settantatré anni ed è il fratello maggiore di Teresa.
Nina, morta molti anni prima, era la madre adottiva di Teresa.
* LA STORIA
La famiglia di Teresa prepara una grande festa per i suoi settant'anni.
Laura cerca alcuni documenti per creare un album fotografico. In una vecchia scatola trova un certificato.
La data di nascita di Teresa è diversa di quasi due mesi da quella celebrata da sempre. Laura pensa a un errore. Mostra il documento allo zio Franco. Franco cambia improvvisamente espressione. Dice che non è importante.
Laura capisce che sa qualcosa. Insiste. Franco rifiuta di parlare.
Durante la festa Teresa è felice. Tutti brindano. Laura però osserva continuamente il documento nascosto nella borsa.
Dopo la festa affronta Franco. L'uomo racconta la verità. Teresa non era figlia biologica dei loro genitori. Era stata trovata bambina durante un periodo di forte disordine del dopoguerra. La famiglia aveva accolto temporaneamente la piccola.
Poi nessuno era più venuto a reclamarla. La data di compleanno era stata scelta come il giorno in cui Teresa era entrata nella loro casa. Per tutta la vita avevano celebrato non la nascita, ma l'arrivo.
Laura rimane sconvolta. Vuole raccontare tutto alla madre. Franco le chiede di non farlo. Secondo lui, a settant'anni non servirebbe a nulla.
Ma Teresa ha ascoltato parte della conversazione. Compare sulla porta. Non è sconvolta come loro immaginano. Confessa di aver sempre saputo che qualcosa non quadrava.
Da bambina aveva trovato una fotografia e una piccola medaglietta con un nome diverso. Non aveva mai chiesto nulla. Aveva avuto paura che conoscere la verità potesse farle perdere la famiglia.
Il vero segreto, quindi, era condiviso inconsapevolmente da tutti. Ognuno sapeva una parte. Nessuno aveva parlato.
Teresa prende il certificato. Poi guarda la torta avanzata. Dice: "Allora ho due compleanni." Laura sorride e piange.
Il giorno seguente comprano una piccola seconda torta. Non per sostituire la vecchia data. Per aggiungerne una nuova.
* SEI SCENE DETERMINANTI
Scena 1 - IL DOCUMENTO
Laura: "
Zio, qui c'è scritto marzo."
Franco:
"Avranno sbagliato."
Laura:
"Mamma festeggia a maggio."
Franco:
"Lo so quando festeggia tua madre."
Laura:
"Allora perché sei diventato bianco?"
Franco:
"Perché hai sempre avuto la pessima abitudine di fare domande."
Laura:
"E tu quella di non rispondere."
Scena 2 - LA FESTA
Teresa:
"Settant'anni."
Laura:
"Come ti senti?"
Teresa:
"Come ieri, ma con più gente che me lo ricorda."
Franco ride.
Teresa guarda Laura.
Teresa:
"Tu invece sembri a un funerale."
Laura:
"Sono stanca."
Teresa:
"Le bugie familiari cominciano sempre con 'sono stanca'."
Laura la guarda sorpresa.
Scena 3 - LA CONFESSIONE DI FRANCO
Franco:
"Avevo cinque anni."
Laura:
"Quindi te lo hanno raccontato."
Franco:
"Sì."
Laura:
"Perché nessuno glielo ha mai detto?"
Franco:
"Perché era nostra."
Laura:
"Essere vostra non dipendeva da una bugia."
Franco:
"All'epoca non ragionavano così."
Laura:
"E adesso?"
Franco:
"Adesso abbiamo aspettato troppo."
Scena 4 - TERESA ASCOLTA
Teresa:
"Quanto troppo?"
Laura e Franco si voltano.
Teresa:
"Cinquant'anni? Sessanta?"
Franco:
"Teresa..."
Teresa:
"Settanta?"
Laura:
"Mamma, possiamo spiegare."
Teresa:
"Finalmente."
Scena 5 - IL SEGRETO DI TERESA
Teresa mostra una piccola medaglietta.
Teresa:
"L'ho trovata a dodici anni."
Laura:
"Sapevi?"
Teresa:
"Sapevo che c'era qualcosa."
Franco:
"Perché non hai chiesto?"
Teresa:
"Perché avevo dodici anni."
Pausa.
Teresa:
"E pensavo che se facevo la domanda sbagliata potevate restituirmi."
Franco comincia a piangere.
Scena 6 - IL SECONDO COMPLEANNO
Laura porta una piccola torta.
Teresa:
"Un'altra?"
Laura:
"Questa è per marzo."
Teresa:
"E quella di ieri?"
Laura:
"Era per maggio."
Teresa:
"Due torte per la stessa persona."
Franco:
"Te le sei meritate."
Teresa sorride.
Teresa:
"Allora forse essere adottata ha qualche vantaggio."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Il finale deve avere dolcezza ma non sentimentalismo eccessivo. Due date non rappresentano due identità. Rappresentano due inizi.
La nascita biologica. L'inizio della famiglia che l'ha cresciuta.
La seconda torta è un gesto semplice ma potentissimo.
Il segreto non distrugge la famiglia. La rende finalmente completa.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
Questa storia può svolgersi quasi interamente in una casa.
Il documento e la medaglietta sono gli oggetti centrali.
Non servono flashback storici.
La forza nasce dal presente. Il tono può alternare ironia familiare e tensione.
Teresa deve rimanere il personaggio più forte. Non deve diventare una vittima.
Quinta storia - Titolo: "La voce dietro il muro"
- LOGLINE
Una giovane donna che si trasferisce in un vecchio appartamento sente ogni notte una voce provenire dalla parete della camera dell'appartamento vicino. Convinta che si tratti di un vicino, scopre invece una registrazione nascosta che contiene un segreto capace di coinvolgere direttamente la precedente proprietaria e la sua stessa famiglia.
- GENERE
Mistero, drammatico, thriller intimista.
- TEMI AFFRONTATI
Memoria dei luoghi. Verità registrate. Rapporto madre-figlia. Violenza psicologica. Il bisogno di lasciare una testimonianza. Il significato di ascoltare.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Giulia ha trentaquattro anni ed è montatrice video. Ha appena acquistato un piccolo appartamento.
Silvia ha sessanta anni ed è la madre di Giulia.
Miriam era la precedente proprietaria dell'appartamento.
Carlo, morto da poco, era il padre di Giulia.
* LA STORIA
Giulia si trasferisce in un vecchio appartamento. Le prime notti sono tranquille. La quarta notte sente una voce. È molto debole. Sembra provenire dalla parete. Giulia pensa alla televisione dei vicini.
La notte seguente accade di nuovo. La voce femminile dice: "Se qualcuno ascolta..." Poi silenzio.
Giulia chiede all'amministratore. L'appartamento confinante è vuoto.
Giulia diventa inquieta. Utilizza le proprie competenze audio per registrare il suono. Pulisce la traccia. La voce diventa più chiara. Sente: "Se qualcuno ascolta, significa che non sono riuscita a raccontarlo."
Giulia scopre una piccola griglia dietro un mobile. Dentro la parete trova un vecchio registratore collegato ad un timer difettoso. La registrazione appartiene a Miriam, la precedente proprietaria. Miriam racconta una storia.
Molti anni prima aveva avuto una relazione con un uomo sposato. L'uomo le aveva promesso di lasciare la famiglia. Non lo aveva mai fatto. Giulia ascolta senza particolare coinvolgimento. Poi Miriam pronuncia il nome dell'uomo. Carlo.
È il nome di suo padre. Giulia rimane senza respiro. Continua ad ascoltare. La relazione era durata quasi dieci anni. Miriam racconta di aver aspettato inutilmente.
Giulia spegne tutto. Chiama la madre Silvia. Vorrebbe farle ascoltare la registrazione. Poi si ferma. Forse la madre non sa nulla.
Il giorno seguente la madre Silvia arriva. Giulia cerca di parlarle indirettamente. Silvia capisce. Le dice: "Hai trovato Miriam." Giulia scopre che la madre conosceva tutto. Non aveva mai lasciato Carlo. Non per debolezza.
Aveva fatto una scelta consapevole che Giulia non riesce a comprendere. Miriam aveva venduto la casa poco prima di morire. Aveva lasciato la registrazione forse sperando che qualcuno la trovasse.
Giulia accusa la madre di averle costruito un'infanzia falsa. Silvia risponde che l'infanzia era vera. La bugia apparteneva agli adulti.
Giulia deve decidere cosa fare della registrazione. Conservarla. Distruggerla. Pubblicarla. Alla fine la trasferisce su un file digitale. Ma cancella il timer.
La voce non partirà più casualmente di notte. Adesso esiste soltanto per chi sceglierà consapevolmente di ascoltarla.
* SEI SCENE DETERMINANTI
Scena 1 - LA PRIMA VOCE
Voce:
"Se qualcuno ascolta..."
Giulia si sveglia.
Giulia:
"Pronto?"
Silenzio.
Giulia si sente ridicola.
Giulia:
"Sto parlando con un muro."
La voce ricompare.
Voce:
"...significa che..."
Poi niente.
Giulia non ride più.
Scena 2 - LA SCOPERTA DEL REGISTRATORE
Giulia:
"Ma che diavolo..."
Estrae il dispositivo. Premere play.
Voce di Miriam:
"Mi chiamo Miriam Conti."
Giulia si siede.
Miriam:
"Se qualcuno sta ascoltando questa registrazione, probabilmente io non sono più qui."
Giulia:
"Ottimo."
Pausa.
Giulia:
"Casa perfetta."
Scena 3 - IL NOME
Miriam:
"Carlo mi diceva che avrebbe lasciato sua moglie."
Giulia interrompe. Riavvolge.
Miriam:
"Carlo..."
Giulia rimane immobile.
Miriam continua.
Miriam:
"Carlo Bellini."
Giulia sussurra.
Giulia:
"Papà."
SCENA 4 - IL CONFRONTO CON SILVIA
Giulia:
"Conoscevi una donna di nome Miriam?"
Silvia non risponde.
Giulia:
"Mamma."
Silvia:
"Hai trovato la registrazione."
Giulia:
"Tu lo sapevi."
Silvia:
"Sì."
Giulia:
"Da quanto?"
Silvia:
"Da prima che tu nascessi."
Giulia:
"E sei rimasta?"
Silvia:
"Sì."
Giulia:
"Perché?"
Silvia:
"Perché la mia vita non era soltanto il tradimento di tuo padre."
Scena 5 - MADRE E FIGLIA
Giulia:
"La nostra famiglia era una bugia."
Silvia:
"No."
Giulia:
"Papà aveva un'altra donna."
Silvia:
"Sì."
Giulia:
"Per dieci anni."
Silvia:
"Sì."
Giulia:
"E questo non cambia niente?"
Silvia:
"Cambia molto."
Pausa.
Silvia:
"Ma non cambia tutto."
Giulia la guarda.
Silvia:
"Una verità dolorosa non cancella automaticamente tutte le altre verità."
Scena 6 - LA DECISIONE
Silvia:
"La cancellerai?"
Giulia:
"No."
Silvia:
"La farai ascoltare a qualcuno?"
Giulia:
"Non lo so."
Silvia:
"Allora perché conservarla?"
Giulia guarda il file sul computer.
Giulia:
"Perché Miriam ha parlato."
Pausa.
Giulia:
"Il minimo che possiamo fare è non far finta che non sia successo."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Giulia salva il file. Nome: "MIRIAM - VOCE ORIGINALE." Poi scollega definitivamente il vecchio registratore.
La notte seguente dorme. La stanza è silenziosa. Sul computer spento rimane una piccola luce.
Non c'è più una voce che invade il presente. Il segreto esiste ancora. Ma adesso è diventato memoria consapevole.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
Il suono è fondamentale.
La prima parte del corto potrebbe costruire suspense quasi interamente attraverso rumori e frammenti vocali.
La professione di montatrice permette a Giulia di ripulire la registrazione in modo naturale.
Il thriller iniziale deve trasformarsi lentamente in dramma familiare. Non servono effetti soprannaturali.
Il pubblico può inizialmente pensare ad un fantasma. Poi scopre che il vero elemento inquietante è una verità umana.
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* COME UTILIZZARE IL SEGRETO IN UN CORTOMETRAGGIO
Queste cinque storie utilizzano il segreto in modi differenti.
Nella prima storia il segreto rivela che una madre aveva una vita privata sconosciuta ai figli.
Nella seconda modifica l'identità stessa della protagonista.
Nella terza riguarda una colpa.
Nella quarta riguarda le origini.
Nella quinta trasforma una vecchia relazione familiare.
Ma tutte possiedono una caratteristica comune: il segreto non serve soltanto per sorprendere. Serve per cambiare il significato della storia.
Questa è probabilmente la regola più importante.
Se togliendo il segreto la storia rimane praticamente uguale, allora il segreto non è abbastanza importante.
Il segreto efficace deve modificare: il personaggio; il suo obiettivo; il rapporto con gli altri; la lettura del passato; oppure la scelta finale.
* COME PREPARARE IL SEGRETO SENZA RIVELARLO TROPPO PRESTO
Uno sceneggiatore dovrebbe disseminare piccoli indizi. Non troppi. Non troppo evidenti.
Per esempio: un personaggio evita una domanda; cambia discorso; conserva un oggetto; reagisce in modo sproporzionato ad un nome; nasconde una fotografia; cancella un messaggio; chiude una porta; dice una frase apparentemente innocente che acquisterà significato soltanto dopo.
Dopo la rivelazione lo spettatore dovrebbe poter pensare: "Era tutto davanti ai miei occhi."
Questo produce soddisfazione narrativa.
* IL SEGRETO NON DEVE ESSERE SOLO INFORMAZIONE
Dire: "Marco aveva un fratello." può essere una sorpresa. Ma non è necessariamente un grande segreto cinematografico.
Dire invece: "Marco aveva un fratello che tutti credono morto, ma che lui vede ogni settimana di nascosto" crea immediatamente conseguenze.
Il segreto deve avere un peso emotivo.
* IL SEGRETO DEVE COSTARE QUALCOSA
Tenere un segreto dovrebbe costare qualcosa al personaggio. Ansia. Solitudine. Bugie. Senso di colpa. Perdita. Paura.
Più alto è il costo, più forte sarà la storia.
* IL FINALE NON DEVE NECESSARIAMENTE SPIEGARE TUTTO
Una volta rivelato il segreto, la domanda più importante diventa: "Adesso che il protagonista conosce la verità, che cosa farà?" È questa decisione finale a completare veramente la storia.
Perché un segreto appartiene al passato. Ma una scelta appartiene al presente. Ed è sempre nel presente che il cinema diventa azione.
IN CONCLUSIONE
Una storia che racchiude un segreto possiede due racconti contemporaneamente. Il racconto visibile. E quello nascosto.
All'inizio lo spettatore conosce soltanto il primo. Progressivamente comincia a intuire l'esistenza del secondo. Quando il segreto emerge, i due racconti si uniscono.
Ed è proprio in quel momento che molte scene precedenti possono acquistare un significato completamente nuovo.
Questa è una delle possibilità più affascinanti della sceneggiatura.
Una luce accesa. Una fotografia. Una telefonata. Una data. Una voce. Sono tutti elementi apparentemente semplicissimi che possono contenere una verità capace di cambiare un'intera vita.
Per questo il vero obiettivo dello sceneggiatore non dovrebbe essere soltanto: "Nascondere bene il segreto." ma dovrebbe essere: "Fare in modo che, quando il segreto viene finalmente scoperto, nulla possa essere più esattamente come prima."
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* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarla ed a personalizzarla, arricchendola con dettagli e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare questa bozza in una nuova sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.








