TRE KIT DI SCRITTURA ISPIRATI ALLA FILOSOFIA
DEL FILM "GUIDING EMILY"
Guiding Emily (2023), film diretto da Andy Mikita e sceneggiato da Betsy Morris dal romanzo di Barbara Hinske, e presentato in Italia col titolo "La nuova vita di Emily", costruisce due percorsi paralleli: quello di Emily verso una nuova autonomia e quello del Labrador Garth durante la propria formazione da cane guida, fino all'incontro tra i due.
LA FILOSOFIA DEL FILM
La vera autonomia non consiste nel fare necessariamente tutto da soli, ma nel poter scegliere consapevolmente di chi e di che cosa fidarsi.
Aiutare qualcuno non significa sostituirsi a lui, ma metterlo nelle condizioni di decidere ed agire.
Uomo e cane imparano entrambi: nessuno dei due è semplicemente "salvatore" dell'altro.
Una difficoltà può modificare profondamente una vita senza necessariamente cancellarne desideri, lavoro, sentimenti e futuro.
La fiducia è una conquista reciproca fatta di errori, allenamento, pazienza e capacità di ricominciare.
I tre kit che presentiamo (questo è il primo) non riprendono la trama del film Guiding Emily. Utilizzano soltanto alcuni nuclei creativi quali autonomia, fiducia, formazione, collaborazione e dignità, portandoli in tre storie completamente nuove, contemporanee e realizzabili come cortometraggi di circa 15-20 minuti.
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Kit n° 1 - Titolo: "ARGO DEVE DIRE NO"
- GENERE
Drammatico con elementi di commedia, racconto urbano, animal story.
- TEMI
Fiducia. Responsabilità. Apprendimento. Errore. Autonomia. Capacità di disobbedire quando obbedire sarebbe pericoloso. Rapporto tra istinto e addestramento. Separazione tra affetto e possesso.
- LOGLINE
Argo, giovane Labrador in formazione come cane guida, è intelligente ed affettuoso ma continua a distrarsi durante gli esercizi nella caotica Milano.
Alla vigilia della valutazione conclusiva sembra destinato a non superarla.
Durante l'ultima prova, però, proprio il suo rifiuto di eseguire un comando dimostra che ha finalmente compreso quale sarà il suo vero lavoro.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Argo, Labrador nero di circa venti mesi. È il vero protagonista. Energico, curioso, attratto dai piccioni, dalle persone e soprattutto dagli odori provenienti dai bar. Non parla e non possiede voce narrante: il pubblico deve comprenderlo attraverso comportamento, sguardi, esitazioni e decisioni.
Elena, 38 anni, istruttrice di cani guida. Professionale e paziente, ma particolarmente affezionata ad Argo. Il suo conflitto consiste nel capire che preparare bene un cane significa anche essere pronti a lasciarlo andare.
Riccardo, 51 anni, uomo cieco dalla giovinezza, chiamato a partecipare ad alcune prove di affiatamento. Cammina velocemente, ama muoversi in città e detesta quando viene trattato come fragile.
Marta, 45 anni, responsabile della valutazione. È rigorosa e parla poco. Elena pensa che abbia già deciso che Argo non sia sufficientemente concentrato.
Tommaso, 27 anni, barista lavora vicino al percorso di addestramento. Adora Argo e costituisce involontariamente una delle sue distrazioni preferite.
- UNA PRECISAZIONE UTILE PER LA SCRITTURA
Nella realtà, la formazione di un cane guida comprende lavoro sugli ostacoli, distrazioni, percorsi urbani, traffico e capacità di rifiutare un comando quando eseguirlo sarebbe pericoloso: quest'ultima competenza viene spesso definita intelligent disobedience (disobbedienza intelligente).
È proprio questa idea reale a diventare il cuore drammaturgico della storia.
* LA STORIA
Milano, prima mattina. Argo indossa la pettorina da addestramento. Elena gli parla con calma mentre attraversano una strada relativamente tranquilla. Argo lavora bene. Si ferma alla fine del marciapiede. Evita un monopattino abbandonato. Supera correttamente una bicicletta legata male ad un palo.
Poi sente qualcosa. Profumo di brioche. Dall'altra parte della strada Tommaso sta aprendo il bar. Argo gira la testa. Elena lo richiama. Argo torna al suo lavoro.
Pochi metri dopo passa un piccione. Argo perde nuovamente concentrazione. Elena sospira. Il giorno successivo Argo dovrà affrontare una delle prove decisive del percorso.
Marta osserva l'esercizio da lontano. Non sembra soddisfatta.
Elena teme che Argo possa non essere ritenuto idoneo.
Durante una pausa Riccardo arriva al centro. Deve partecipare ad un breve percorso insieme ad Argo. Riccardo non vuole sapere se Argo sia "simpatico". Vuole capire se può fidarsi di lui.
Partono. All'inizio Argo cammina troppo lentamente. Riccardo lo incoraggia. Poi il cane acquista ritmo. Tra i due nasce quasi immediatamente una sintonia fisica. Non sentimentale.
Passo. Sosta. Ripartenza. Argo devia correttamente davanti ad un cassonetto. Riccardo sorride.
Poi incontrano Tommaso che chiama "Argo!". Il cane gira la testa. Riccardo si ferma. Perde il sorriso.
Argo si ricompone. La prova continua, ma Elena è delusa.
La sera rimane qualche minuto sola con lui. Gli toglie la pettorina. Immediatamente Argo torna un Labrador giovane e festoso. Corre. Le porta una pallina.
Elena comprende quanto sia difficile chiedere allo stesso animale di essere contemporaneamente spontaneo e disciplinato.
Il mattino seguente arriva il momento della valutazione. Il percorso da seguire attraversa alcune strade cittadine. Argo lavora bene. Ignora un cane. Supera alcune persone. Individua correttamente un ostacolo. Marta continua a prendere appunti.
Arrivano ad un attraversamento. Elena, che durante la prova simula il comportamento del futuro conduttore, dà il comando di avanzare. Argo rimane fermo. Elena ripete il comando. Argo non si muove.
Marta osserva. Elena pensa che il cane si sia nuovamente distratto.
Fa per ripetere il comando. Ma in quel momento una bicicletta elettrica attraversa velocemente il passaggio davanti a loro.
Argo l'aveva vista. Elena no.
Silenzio. Marta chiude il blocco degli appunti.
La prova continua. Argo arriva alla fine senza altri errori.
Elena è convinta che abbia superato l'esame grazie a quell'episodio.
Marta però le ricorda che superare la valutazione non significa automaticamente essere assegnato a Riccardo.
Ogni cane deve essere abbinato alla persona compatibile con il proprio passo, carattere ed esigenze.
Elena ne rimane quasi delusa. Anche Riccardo.
Il pubblico si aspetta che i due vengano comunque messi insieme.
Qualche giorno dopo arrivano i nuovi abbinamenti. Riccardo incontra un altro cane, più tranquillo e regolare. Dopo pochi metri comprende che è perfetto per lui.
Argo viene invece presentato a Valentina, 29 anni, avvocata cieca che attraversa Milano con un passo velocissimo e conduce una vita molto dinamica.
Argo parte con lei. Passo rapido. Deciso. Naturale.
Elena osserva. Argo improvvisamente si ferma. Davanti a lui c'è un piccione.
Elena trattiene il respiro. Argo lo guarda. Il piccione vola via. Argo torna immediatamente al percorso. Valentina non si è quasi accorta di nulla.
Elena sorride. Argo non ha smesso di essere Argo.
Ha semplicemente imparato quando può guardare un piccione e quando deve scegliere il proprio compito.
* CINQUE SCENE DETERMINANTI
Scena 1 - IL BAR E LA BRIOCHE
Argo devia leggermente verso il bar.
ELENA:
Argo. Lavoro.
Tommaso esce con un vassoio.
TOMMASO:
Ehi, campione!
ELENA:
Tommaso, quando ha la pettorina non chiamarlo.
TOMMASO:
Ma mi ha guardato lui.
ELENA:
È un Labrador.
Guarderebbe con interesse anche una busta della spesa.
TOMMASO:
Quindi non posso salutarlo?
ELENA:
Puoi aiutarlo.
TOMMASO:
Come?
ELENA:
Facendo finta che non sia il cane più interessante di Milano.
Tommaso guarda Argo.
TOMMASO:
Questa è una richiesta difficile.
Scena 2 - RICCARDO CONOSCE ARGO
RICCARDO:
È nervoso?
ELENA:
No.
RICCARDO:
E tu?
ELENA: Un po'.
RICCARDO:
Allora mettiamo la pettorina a te.
Elena ride.
RICCARDO:
Non mi interessa che sia perfetto.
ELENA:
È ancora in formazione.
RICCARDO:
Neanche io sono perfetto.
Pausa.
RICCARDO:
Mi interessa capire una cosa.
ELENA:
Quale?
RICCARDO:
Quando sbaglierò io, lui sarà abbastanza sicuro da non seguirmi?
Scena 3 - DOPO L'ERRORE
Argo si è distratto.
ELENA:
Mi dispiace.
RICCARDO:
Per cosa?
ELENA:
Ha perso concentrazione.
RICCARDO:
L'ho sentito.
ELENA:
Domani c'è la valutazione.
RICCARDO:
E quindi?
ELENA:
Quindi dovrebbe essere più avanti.
RICCARDO:
Elena, io cammino col bastone da venticinque anni.
Pausa.
RICCARDO:
Sai quante volte ho sbagliato strada?
ELENA:
Immagino parecchie.
RICCARDO:
Certo. Il punto non è non sbagliare.
Indica Argo.
RICCARDO:
Il punto è cosa fai due secondi dopo.
Scena 4 - LA DISOBBEDIENZA
ELENA:
Avanti.
Argo rimane fermo.
ELENA:
Argo, avanti.
Il cane non si muove.
MARTA:
Aspetta.
Una bicicletta elettrica attraversa velocemente davanti a loro.
Elena rimane immobile.
La bicicletta scompare.
MARTA:
Adesso.
ELENA:
Avanti.
Argo parte.
Alla fine della strada Elena guarda Marta.
ELENA:
Aveva visto la bicicletta.
MARTA:
Sì.
ELENA:
Io gli stavo dicendo di andare.
MARTA:
Sì.
ELENA:
E non mi ha ascoltata.
MARTA:
Finalmente.
Scena 5 - L'ABBINAMENTO
Riccardo incontra il proprio cane.
RICCARDO:
Quindi niente Argo.
MARTA:
Ti dispiace?
RICCARDO:
Un po'.
MARTA:
Prova con lui.
Riccardo parte con il nuovo cane.
Dopo alcuni metri torna.
RICCARDO:
Va esattamente alla mia velocità.
MARTA:
È per questo che è qui.
Riccardo sorride.
RICCARDO:
Quindi non scegliete quello che ci piace di più.
MARTA:
No.
Pausa.
MARTA:
Cerchiamo quello con cui potete diventare una squadra.
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Il finale evita la soluzione più prevedibile.
Argo e Riccardo non diventano una coppia. L'affetto non è sufficiente per determinare un buon abbinamento professionale.
Entrambi trovano invece la persona o il cane più adatto.
È un finale importante perché separa amore e possesso.
Elena ama Argo abbastanza da accettare che il suo posto sia accanto a qualcun altro.
Argo, a sua volta, non diventa una macchina perfetta.
Rimane curioso. Rimane gioioso. Rimane un Labrador.
La maturità consiste nell'aver imparato quando il proprio compito viene prima della distrazione.
* SUGGERIMENTI PER LO SCENEGGIATORE
Non dare ad Argo una voce umana. Il rischio sarebbe avvicinarsi troppo direttamente al dispositivo narrativo di Garth in Guiding Emily.
Facciamo invece recitare il cane attraverso lo sguardo, le orecchie, la posizione del corpo, il cambiamento del passo, la sua esitazione, la sua attenzione.
Il vero arco narrativo può essere raccontato attraverso tre piccioni.
Primo piccione: Argo tenta di seguirlo.
Secondo: lo guarda troppo a lungo.
Terzo, nel finale: lo nota ma continua il lavoro.
Tre immagini che raccontano un intero percorso di crescita.
* SUGGERIMENTI PER IL REGISTA
La cinepresa dovrebbe spesso essere all'altezza di Argo.
Non sempre. Ma abbastanza da farci percepire la città come un insieme di ostacoli, gambe, biciclette, marciapiedi, odori e movimenti.
Alternare: campi medi molto leggibili per comprendere il percorso; dettagli delle zampe vicino al bordo del marciapiede; inquadrature sulla pettorina; sguardi di Argo; reaction shot degli umani.
Nella scena della bicicletta non mostrerei immediatamente il veicolo.
Prima Argo che si blocca. Elena che insiste. Poi silenzio.
Solo dopo entra la bicicletta.
Così comprendiamo insieme ad Elena che Argo aveva ragione.
* SUGGERIMENTI PER GLI ATTORI
Elena non deve trattare Argo come un bambino. È affettuosa, ma è un'istruttrice.
Riccardo non deve essere rappresentato come una persona in attesa di essere "salvata" dal cane. È autonomo, esperto e perfettamente consapevole di ciò che cerca in un futuro compagno di mobilità.
La relazione deve quindi essere professionale prima che emotiva.
* SUGGERIMENTI PER IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Milano dovrebbe essere luminosa, contemporanea e reale.
Di mattina con luce naturale morbida.
Percorsi cittadini con contrasto moderato.
Centro di addestramento con toni leggermente più caldi e accoglienti.
Il finale con bella luce mattutina, senza trasformarla in pubblicità.
Per Argo utilizzerei spesso focali equivalenti intorno ai 35-50 mm, evitando un eccesso di grandangolo molto ravvicinato che trasformerebbe il cane in una figura caricaturale.
* SUGGERIMENTI PER IL MONTATORE
Il montaggio dovrebbe imparare insieme ad Argo.
All'inizio: più interruzioni; distrazioni; inserti; stimoli.
Progressivamente il montaggio diventa più lineare.
Nel test finale ridurrei drasticamente gli stacchi durante il blocco davanti all'attraversamento.
La sospensione deve far pensare: "Argo sta sbagliando." Solo dopo entra la bicicletta.
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