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Kit n° 3 - Titolo: "IL MESTIERE DI ESSERE NESSUNO"
- LOGLINE
Un uomo senza lavoro viene assunto da un'agenzia romana che fornisce "presenze sostitutive" a persone che non vogliono affrontare da sole momenti importanti. Dopo aver interpretato in poche ore un amico, un figlio ed un ex compagno, l'ultimo incarico lo conduce davanti a qualcuno che lo riconosce per quello che è realmente.
- GENERE
Grottesco, drammatico, fantastico contemporaneo.
- TEMI TRATTATI
Identità. Solitudine urbana. Lavoro precario. Bisogno di appartenenza. Famiglia. Maschere sociali. Dignità. Memoria. Essere necessari a qualcuno.
- PERSONAGGI PRINCIPALI
Lorenzo ha quarant'anni. È disoccupato da otto mesi. Prima lavorava come rappresentante commerciale. È intelligente, adattabile, molto bravo a capire rapidamente che cosa le persone vogliono sentirsi dire.
Bianca ha cinquant'anni ed è responsabile dell'agenzia Presenza. È elegante, pratica e misteriosamente comprensiva. Considera il proprio lavoro un servizio sociale, non una truffa.
Emma ha ottantadue anni. Vive in una casa di riposo nella periferia romana. Soffre di una forma iniziale di demenza e rappresenta l'ultimo incarico di Lorenzo.
- LA STORIA
Lorenzo partecipa ad un colloquio di lavoro. Non sa esattamente per quale mansione.
Bianca gli pone una domanda; "Quanto è bravo a sembrare una persona affidabile?"
Lorenzo pensa che sia una provocazione. Scopre invece che l'agenzia Presenza assume persone capaci di sostituire temporaneamente qualcuno. Non si tratta di attività illegali.
Un cliente può pagare un accompagnatore perché finga di essere un amico durante una cena.
Una persona anziana può chiedere qualcuno che interpreti un nipote lontano.
Un uomo può chiedere un conoscente che lo accompagni ad un funerale.
Lorenzo trova tutto assurdo. Ma ha bisogno di denaro. Accetta una giornata di prova.
Primo incarico. Deve accompagnare un uomo di sessant'anni ad una visita medica. Deve interpretare un vecchio amico. L'uomo non vuole entrare solo. Lorenzo inventa ricordi comuni. Il cliente sorride contento.
Secondo incarico. Una giovane donna deve incontrare l'ex fidanzato. Vuole che Lorenzo interpreti il nuovo compagno. Lorenzo recita sicurezza ed affetto. Dopo l'incontro la donna gli confessa che non aveva bisogno di far ingelosire l'ex. Aveva semplicemente bisogno di non sentirsi sola.
Terzo incarico. Lorenzo deve partecipare per dieci minuti ad una festa di compleanno fingendosi il padre di un bambino. Il vero padre vive all'estero e non è arrivato. Lorenzo rifiuta. Bianca gli dice che può andarsene. Ma Lorenzo cambia idea.
Entra nel salone. Il bambino sa perfettamente che lui non è suo padre e sussurra a Lorenzo: "Non preoccuparti. Facciamo finta tutti e due." Questa frase comincia a incrinare qualcosa dentro Lorenzo.
Torna in agenzia. Vuole smettere. Bianca gli propone un ultimo incarico molto semplice.
Casa di riposo. Deve incontrare Emma. Deve interpretare suo figlio. Lorenzo arriva. Studia velocemente il dossier.
Nome del figlio: Andrea. Entra nella stanza. Emma lo guarda. Lorenzo sorride: "Buonasera mamma."
Emma rimane in silenzio. Poi dice: "Tu non sei Andrea." Lorenzo pensa che la missione sia fallita. Emma continua: "Tu sei Lorenzo." L'uomo impallidisce.
Emma è sua madre. Lorenzo non la vede da tre anni.
La responsabilità della struttura aveva trovato il suo nome tra i contatti.
Bianca sapeva tutto. Emma aveva chiesto semplicemente: "Vorrei vedere mio figlio, anche se dovesse essere necessario pagarne uno."
Lorenzo si volta verso la porta. Vorrebbe scappare. Emma gli domanda: "Quanto ti danno per essere mio figlio?"
Lorenzo risponde: "Abbastanza."
Emma sorride: "Allora almeno siediti."
Lorenzo si siede. Per la prima volta durante tutta la giornata non deve inventare nessun personaggio.
E proprio per questo non sa che cosa dire.
* CINQUE SCENE DETERMINANTI
- Scena 1 - IL COLLOQUIO
Bianca: "Sa mentire?"
Lorenzo:
"Dipende."
Bianca:
"Da cosa?"
Lorenzo:
"Da quanto mi pagate."
Bianca sorride.
Bianca:
"Risposta sbagliata."
Lorenzo:
"Qual era quella giusta?"
Bianca:
"Un buon sostituto non mente."
Lorenzo:
"E cosa fa?"
Bianca:
"Occupa per qualche minuto un posto che qualcuno ha lasciato vuoto."
- Scena 2 - IL VECCHIO AMICO
Cliente:
"Da quanto tempo ci conosciamo?"
Lorenzo controlla mentalmente il dossier.
Lorenzo:
"Trentadue anni."
Cliente:
"Dove ci siamo conosciuti?"
Lorenzo:
"All'università."
Cliente:
"Io non sono mai andato all'università."
Lorenzo rimane immobile.
Poi il cliente sorride.
Cliente:
"Stavo scherzando."
Lorenzo:
"Molto divertente."
Cliente:
"Volevo vedere se eri bravo."
Lorenzo:
"E?"
Cliente:
"Sei abbastanza preoccupato da sembrare veramente mio amico."
- Scena 3 - IL BAMBINO
Lorenzo:
"Ciao."
Bambino:
"Tu sei quello che deve fare il mio papà?"
Lorenzo rimane sorpreso.
Lorenzo:
"Chi te l'ha detto?"
Bambino:
"Mamma pensa che io sia piccolo."
Lorenzo:
"E invece?"
Bambino:
"Sono piccolo, ma non scemo."
Lorenzo abbassa lo sguardo.
Bambino:
"Non preoccuparti."
Lorenzo:
"Di cosa?"
Bambino:
"Facciamo finta tutti e due."
-Scena 4 - IL CONFRONTO CON BIANCA
Lorenzo:
"È un lavoro terribile."
Bianca:
"Ti hanno trattato male?"
Lorenzo:
"No."
Bianca:
"Ti hanno chiesto qualcosa di illegale?"
Lorenzo:
"No."
Bianca:
"Allora cosa c'è di terribile?"
Lorenzo:
"Che funziona."
Bianca:
"Cosa?"
Lorenzo:
"Le persone sembrano stare meglio."
Bianca:
"E questo ti disturba?"
Lorenzo:
"Mi disturba che basti uno sconosciuto."
Bianca:
"Forse non basta uno sconosciuto."
Pausa.
Bianca:
"Forse basta che qualcuno resti."
- Scena 5 - EMMA
Lorenzo:
"Buonasera mamma."
Emma lo osserva.
Emma:
"Tu non sei Andrea."
Lorenzo cerca una risposta.
Emma:
"Tu sei Lorenzo."
Lorenzo smette immediatamente di recitare.
Lorenzo:
"Mamma..."
Emma:
"Quanto ti pagano?"
Lorenzo:
"Per cosa?"
Emma:
"Per venire qui."
Lorenzo abbassa gli occhi.
Emma:
"Tre anni senza vederti e finalmente ho scoperto come fare."
Lorenzo:
"No. Non è così."
Emma:
"Allora siediti gratuitamente."
Lorenzo si siede.
Emma gli prende lentamente la mano.
Emma:
"Adesso sei più credibile."
* IL FINALE
Lorenzo rimane con la madre. La loro conversazione non risolve magicamente tre anni di distanza.
Emma a un certo punto confonde nuovamente il suo nome. Lo chiama Andrea. Lorenzo sta per correggerla. Poi decide di non farlo.
Ma questa volta non perché sta recitando. Comprende che per sua madre il nome è meno importante della presenza.
Quando esce dalla casa di riposo trova Bianca ad aspettarlo.
Lorenzo:
"Era tutto preparato?"
Bianca:
"No."
Lorenzo:
"Come sarebbe?"
Bianca:
"Tua madre aveva chiesto un figlio sostitutivo.
Il computer ha assegnato te."
Lorenzo:
"Per caso?"
Bianca:
"Se vuoi chiamarlo così."
Lorenzo guarda il proprio telefono.
Sul display appare: "Nuovo incarico disponibile."
Lo rifiuta. Bianca pensa che voglia lasciare il lavoro.
Lorenzo:
"Domani posso tornare?"
Bianca:
"Qui?"
Lorenzo guarda la finestra della madre.
Lorenzo:
"Qui."
L'ultima inquadratura mostra Emma dietro il vetro.
Non sappiamo con certezza se abbia riconosciuto suo figlio. Ma sorride.
* SUGGERIMENTI PER LO SCENEGGIATORE
È importante che i primi tre incarichi siano brevi ma molto diversi. Non devono diventare tre cortometraggi separati. Devono preparare progressivamente Lorenzo all'ultimo.
Primo incarico: qualcuno ha bisogno di sostegno.
Secondo: qualcuno ha bisogno di un'immagine.
Terzo: qualcuno conosce perfettamente la finzione e la accetta.
Quarto: Lorenzo scopre che nella propria vita reale è stato lui a lasciare un posto vuoto.
Questa progressione crea unità.
Potremmo anche inserire un piccolo oggetto che cambia significato. Per ogni incarico Bianca consegna a Lorenzo una targhetta con un nome.
Nell'ultima scena lui non riceve nessuna targhetta.
* SUGGERIMENTI PER IL REGISTA
Il corto può essere dinamico senza diventare costoso. I 3 incarichi possono essere girati in una sala d'attesa, in un bar, in una piccola sala per feste. Poi una agenzia ed una casa di riposo.
Le transizioni attraverso Roma possono utilizzare autobus, marciapiedi, sottopassi, tram e riflessi nelle vetrine.
Lorenzo potrebbe spesso essere ripreso attraverso superfici riflettenti. Vetrine. Specchi. Porte di metropolitana.
Solo nella scena con la madre evitare i riflessi. Finalmente vediamo un solo Lorenzo.
* SUGGERIMENTI PER GLI ATTORI
L'attore protagonista non deve trasformarsi teatralmente in persone completamente differenti.
La cosa interessante è più sottile. Cambia la quantità di sicurezza che mostra.
Con il primo cliente è professionale. Con la giovane donna diventa protettivo. Con il bambino è imbarazzato. Con la madre è completamente disarmato.
Emma non deve essere interpretata soltanto come "anziana confusa". Deve conservare ironia, intelligenza e capacità di ferire affettuosamente il figlio. La frase "allora siediti gratuitamente" dovrebbe contenere insieme comicità e dolore.
* SUGGERIMENTI PER IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Per gli incarichi iniziali si possono utilizzare colori urbani differenti, quasi come piccoli mondi.
Sala d'attesa: fredda. Bar: calda. Festa: colori più saturi. Agenzia: neutra. Casa di riposo: luce naturale, semplice, quasi senza artificio percepibile.
In questo modo la fotografia accompagna Lorenzo da mondi costruiti verso uno spazio emotivamente reale.
Nella scena finale una finestra può avere una funzione importante. Luce del tardo pomeriggio. Polvere visibile. Niente atmosfera eccessivamente melodrammatica.
* SUGGERIMENTI PER IL MONTATORE
Il montaggio iniziale può essere rapido. Cambio abito. Nome sul telefono. Porta che si apre. Nuovo personaggio.
Piccola ellissi. Si può costruire un ritmo quasi professionale, mostrando Lorenzo diventare sempre più bravo.
Quando arriva alla casa di riposo il ritmo deve cambiare completamente. Niente più montaggio brillante. Inquadrature lunghe. Pause. Respiri. Piccoli gesti.
La modernità del montaggio non consiste necessariamente nella velocità. Consiste nel sapere quando cambiare ritmo.
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* CONSIDERAZIONE FINALE SUI TRE KIT
Il punto più interessante da conservare prendendo dal film Holy Motors come lontano stimolo creativo non è il semplice fatto che una persona possa interpretare molti ruoli. È una domanda più profonda: "Quanto della nostra identità quotidiana è già una rappresentazione?"
Nel primo kit Davide interpreta emozioni per una macchina e scopre di non riuscire a viverle nella propria famiglia.
Nel secondo kit Elena possiede centinaia di voci e rischia di perdere la propria.
Nel terzo kit Lorenzo diventa temporaneamente necessario a molti sconosciuti mentre è stato assente proprio nella relazione nella quale avrebbe dovuto essere realmente presente.
Tre protagonisti differenti. Tre città interiori differenti. Ma la stessa domanda drammatica: "Chi rimane quando smettiamo finalmente di interpretare qualcuno?"
Per cortometraggi di 15-20 minuti questo principio è particolarmente efficace perché permette di creare trasformazioni forti utilizzando pochi attori, pochi ambienti e soprattutto il lavoro interpretativo, la fotografia, il suono ed il montaggio invece di grandi mezzi produttivi.
Il vero spettacolo non deve essere necessariamente costoso.
Può essere il cambiamento di un volto quando il personaggio comprende improvvisamente che la maschera che indossa da anni non gli serve più.
Tra i tre kit, La voce degli assenti è probabilmente quello più economico da produrre, perché può svolgersi quasi interamente in uno studio di registrazione; mentre Protocollo Iris è quello più contemporaneo rispetto al rapporto tra cinema, recitazione e intelligenza artificiale; invece Il mestiere di essere nessuno è quello che permette maggiormente di recuperare il gusto grottesco e mutevole dello spunto originario, mantenendo però una struttura ed una conclusione completamente autonome.







