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cieca piazza roma 700

Una sceneggiatura con un protagonista cieco dalla nascita va scritta privilegiando suoni, voci, odori e sensazioni tattili come veicoli narrativi, evitando riferimenti visivi che il personaggio non potrebbe possedere nemmeno come ricordo. Le azioni e i dialoghi devono suggerire lo spazio e le emozioni altrui attraverso ciò che si sente e si tocca, non attraverso sguardi o espressioni descritte. Anche le indicazioni di regia dovrebbero orientare la macchina da presa ed il montaggio sonoro a restituire allo spettatore, per empatia, la stessa percezione non visiva del protagonista.

 

Kit n° 2 - Titolo: "LA CITTÀ IN RILIEVO"

- GENERE

Drammatico sentimentale contemporaneo.

- TEMI

Autonomia. Accessibilità. Attrazione. Orgoglio professionale. Percezione dello spazio. Differenza tra aiutare e ascoltare. Fiducia. Città vissuta attraverso sensi differenti.

- LOGLINE

Sara, consulente cieca incaricata di verificare l'accessibilità di una nuova piazza romana, entra in conflitto con Davide, giovane architetto convinto di aver progettato uno spazio perfettamente inclusivo.
Un sopralluogo notturno li costringe a percorrere insieme la piazza ancora incompleta. Quella che sembrava una verifica tecnica diventa un confronto su due modi completamente diversi di "vedere" una città.


- PERSONAGGI PRINCIPALI

Sara, 34 anni, consulente specializzata in accessibilità degli spazi pubblici. Cieca dall'infanzia. Sicura, ironica, preparatissima. Non vuole essere definita dalla propria disabilità e detesta essere toccata o guidata senza che le venga chiesto.

Davide, 36 anni, architetto. Talentuoso, ambizioso, sinceramente convinto di aver realizzato un buon progetto. Il suo problema non è la cattiveria, ma la convinzione di sapere già ciò di cui gli altri hanno bisogno.

Amina, 31 anni, amica e collega di Sara. Compare soprattutto all'inizio ed alla fine. È la persona che riconosce immediatamente quando Sara utilizza l'ironia per nascondere un interesse sentimentale.

Giulio, 58 anni, custode del cantiere. Personaggio piccolo ma ironico, osserva Sara e Davide litigare mentre attraversano ripetutamente la stessa piazza.


* LA STORIA

Roma. Una nuova piazza pedonale sta per essere inaugurata. Davide è uno degli architetti responsabili. Il progetto è elegante, utilizza pietra chiara, ci sono  panchine, alberi, una fontana. I percorsi sono geometrici.

Sara arriva per l'ultima verifica di accessibilità. 
Davide si presenta preparatissimo. Le spiega dove si trovano rampe, percorsi tattili ed attraversamenti.

Sara lo interrompe. Gli chiede di non descriverle il progetto. Vuole attraversarlo. E parte con il bastone.
Dopo trenta secondi si ferma. Il percorso tattile conduce direttamente vicino ad una grande fioriera.
Poco più avanti una panchina invade parzialmente la traiettoria.

Davide sostiene che sulla planimetria le distanze sono corrette.
Sara risponde che le persone non camminano sulle planimetrie.

Comincia il conflitto.
Davide prova a guidarla fisicamente. Sara ritrae il braccio. "Se avrò bisogno, te lo chiedo."

Continuano.
Sara individua attraverso il rumore della fontana un riferimento molto utile per orientarsi.
Davide non ci aveva mai pensato.

Un'altra zona, tecnicamente perfetta sulla carta, produce invece troppo riverbero sonoro. Sara fatica a distinguere la provenienza dei passi e del traffico.

La verifica dovrebbe durare un'ora. Ne dura quasi tre.
A fine giornata alcuni operai accendono le luci serali della piazza.

Sara propone di ripetere il percorso quando il cantiere è vuoto. Davide rimane.
Camminano nuovamente. Questa volta lui parla meno.
Sara gli chiede di chiudere gli occhi per trenta secondi. Davide ride. Ma poi lo fa.

Immediatamente rallenta. Sara non lo prende per mano. Gli dice soltanto: "Ascolta la fontana."

Davide si orienta. Riapre gli occhi.

Per la prima volta comprende che l'accessibilità non consiste soltanto nell'aggiungere oggetti speciali.
Consiste nel creare uno spazio leggibile in modi diversi.

La conversazione diventa personale. Davide confessa che il progetto è importante perché spera gli permetta di entrare in un grande studio internazionale.
Sara gli dice che proprio per questo dovrebbe accettare che una parte non funzioni. Altrimenti sta difendendo la propria carriera, non la piazza.

Davide si irrita. Discutono. Sara decide di andarsene.
Durante l'uscita trova da sola una soluzione molto semplice a uno dei problemi: spostare di pochi metri una panchina e utilizzare la fontana come punto sonoro naturale di riferimento.

Davide la raggiunge. Non cerca più di convincerla. Le chiede: "Se avessimo due giorni, cosa cambieresti per prima?"
Sara si ferma. È la prima domanda giusta.

Il giorno dell'inaugurazione la piazza è piena. Alcune modifiche sono state realizzate. Altre no.
Non è diventata magicamente una piazza perfetta.

Davide trova Sara. Le chiede se vuole sapere come appare la piazza piena di persone. Sara risponde: "Lo so già."
Poi descrive: bambini vicino alla fontana; biciclette sul lato est; musicista sotto il portico; molta gente davanti al bar.

Davide è stupito. Sara: "Vedi? Tu guardi troppo." Davide sorride.

Sembra arrivare finalmente il momento romantico. Lui le chiede se può offrirle una cena. Sara risponde: "No."
Davide resta spiazzato. Pausa. Sara aggiunge: "Però puoi offrirmi un caffè. La cena è una seconda verifica."

Si allontanano insieme. Amina li osserva.
La relazione non è nata perché Davide ha aiutato Sara. È nata quando ha finalmente smesso di presumere di sapere cosa le servisse.


* CINQUE SCENE 

Scena 1 - IL PRIMO ERRORE

DAVIDE:
Qui hai il percorso tattile che porta direttamente al centro della piazza.

SARA:
Lo so.

DAVIDE:
Come fai a saperlo?

SARA:
Ci sto camminando sopra.

Sara si ferma.

SARA:
E adesso ho una fioriera davanti.

DAVIDE:
No, la fioriera è a settanta centimetri.

Sara allunga il bastone. Tocca il bordo.

SARA:
Sessantotto.

DAVIDE:
Sulla planimetria sono settantadue.

SARA:
Allora camminiamo sulla planimetria.


Scena 2 - NON MI PRENDERE

Davide vede un ostacolo e afferra leggermente Sara per il braccio.
Lei si ferma immediatamente.

SARA:
Non farlo.

DAVIDE:
C'era una transenna.

SARA:
Dimmi che c'è una transenna.

DAVIDE:
Volevo aiutarti.

SARA:
Lo so.

Pausa.

SARA:
È proprio per questo che te lo sto dicendo.

DAVIDE:
Cosa avrei dovuto fare?

SARA:
Chiedere.

Scena 3 - OCCHI CHIUSI

SARA:
Chiudili.

DAVIDE:
Cosa?

SARA:
Gli occhi.

DAVIDE:
Questa sarebbe una vendetta?

SARA:
No.
Se fosse una vendetta ti farei leggere il capitolato con uno screen reader a velocità doppia.

Davide ride e chiude gli occhi.

SARA:
Cosa senti?

DAVIDE:
Acqua.

SARA:
Da dove?

DAVIDE indica.

SARA:
Perfetto. Quella fontana vale più di tre cartelli.

DAVIDE:
Non l'avevo progettata per questo.

SARA:
Le città fanno continuamente cose che gli architetti non avevano previsto.


Scena 4 - IL CONFLITTO

DAVIDE:
Non posso spostare tutto due giorni prima dell'inaugurazione.

SARA:
Non ti ho chiesto di spostare tutto.

DAVIDE:
Sembra che niente vada bene.

SARA:
La piazza è bella.

DAVIDE:
Finalmente.

SARA:
Ma io non sono qui per dirti che è bella.

DAVIDE:
So fare il mio lavoro.

SARA:
Anch'io.

Pausa.

SARA:
Ed è proprio questo il problema.
Continui a comportarti come se il mio lavoro fosse giudicare il tuo.
Il mio lavoro è dirti cosa succede quando una persona usa davvero questo spazio.


Scena 5 - LA DOMANDA GIUSTA

Davide raggiunge Sara.

DAVIDE:
Aspetta.

SARA:
Non sto scappando. Sto andando alla metro.

DAVIDE:
Se avessimo due giorni...

Sara si ferma.

DAVIDE:
Cosa cambieresti per prima?

Silenzio.

SARA:
La panchina vicino alla fontana.

DAVIDE:
Perché?

SARA:
Adesso possiamo parlarne.

 

* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE

Il finale sentimentale deve rimanere leggero.

Davide non "conquista" Sara dimostrando di saperla aiutare. La conquista possibile nasce quando accetta di non possedere tutte le risposte.

Anche Sara cambia. All'inizio interpreta qualunque tentativo di Davide come paternalismo. Nel finale riconosce che lui ha imparato ad ascoltare.

Il "no" alla cena seguito dal "sì" al caffè permette di evitare il finale romantico automatico e conserva la personalità indipendente della protagonista.


* SUGGERIMENTI PER LO SCENEGGIATORE

Non costruire Sara come personaggio infallibile. Può sbagliare direzione. Può irritarsi troppo rapidamente. Può utilizzare l'ironia come difesa. Può avere pregiudizi su Davide quanto Davide ne possiede inizialmente su di lei.

Questo crea due personaggi, non un personaggio "da educare" ed uno incaricato di educarlo.

Inserirei tre diversi modi di percepire la piazza: ciò che Davide vede; ciò che Sara sente e tocca; ciò che entrambi comprendono soltanto camminando insieme.


* SUGGERIMENTI PER IL REGISTA

Eviterei di simulare continuamente una soggettiva "nera" di Sara. Sarebbe semplicistico.

La sua esperienza può essere raccontata attraverso il suono, i dettagli. lo spazio, ilritmo dei passi, il rumore del bastone, l'eco, il suono della fontana e voci lontane.

In alcuni momenti possiamo invece rimanere sul suo volto mentre ascolta. Lo spettatore deve imparare ad usare il suono insieme a lei.


* SUGGERIMENTI PER GLI ATTORI

Sara non deve mostrare continuamente forza. La sicurezza autentica è più interessante se contiene anche esitazioni.

Davide deve essere interpretato evitando il cliché dell'uomo arrogante. È convinto di aver lavorato bene. Il problema è che confonde intenzione e risultato.
Quando comprende l'errore, il cambiamento deve essere visibile soprattutto attraverso una cosa semplicissima: all'inizio spiega continuamente, invece alla fine domanda.


* SUGGERIMENTI PER IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

La piazza dovrebbe essere inizialmente fotografata in modo architettonico, ovvero linee; simmetrie; campi larghi; ordine.

Progressivamente avvicineremmo la camera ai dettagli, cioè la pietra, il bastone, le scarpe, la panchina, l'acqua della fontana, le superfici.

La luce può passare dal tardo pomeriggio alla blue hour. È una trasformazione naturale e poco costosa che rende la seconda metà più intima.


* SUGGERIMENTI PER IL MONTATORE

All'inizio il montaggio può seguire la logica di Davide: inquadrature chiare, geometriche con spazio comprensibile.

Durante il percorso con Sara possiamo far acquisire importanza al suono prima dell'immagine. Sentiamo la fontana. Poi la vediamo. Sentiamo una bicicletta. Poi la bici entra in campo.

In questo modo anche il montaggio assume gradualmente il punto di vista percettivo della protagonista.

 

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