Il film Holy Motors racconta ventiquattro ore nella vita di Monsieur Oscar (Denis Lavant), un uomo che viaggia per Parigi a bordo di una limousine guidata dalla misteriosa Céline (Édith Scob), spostandosi di "appuntamento" in appuntamento e trasformandosi ogni volta in un personaggio completamente diverso: un mendicante, un padre di famiglia, una creatura mostruosa, un sicario, un moribondo. Il regista Leos Carax, tornato al cinema dopo oltre un decennio di assenza, costruisce un film che è insieme un atto d'amore ed un lamento funebre per il cinema stesso, per l'idea di recitare, di indossare identità che non sono le proprie, per la bellezza del gesto puro anche quando nessuno sembra più guardarlo. Carax trasforma Parigi in un enorme palcoscenico ed interroga il rapporto tra identità, rappresentazione, tecnologia, memoria e bisogno umano di continuare a "recitare", anche quando non sappiamo più chi ci sta guardando. È un'opera grottesca e visionaria, che rifiuta ogni logica narrativa convenzionale per abbracciare invece la logica del sogno, dell'episodio, della metamorfosi continua. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2012, dove ha ricevuto un'accoglienza critica entusiastica, resta oggi uno dei film più radicali ed influenti del cinema europeo degli ultimi vent'anni, un'esperienza che destabilizza e commuove proprio perché rifiuta di spiegare fino in fondo se stessa.
I tre kit che seguiranno prendono da questo inizio, senza copiare, soltanto la libertà di cambiare identità e di considerare la città come spazio di trasformazione, sviluppando però personaggi, situazioni, motivazioni e finali completamente nuovi e pensati appositamente per cortometraggi di 15-20 minuti.
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Kit n° 1 - Titolo: "PROTOCOLLO IRIS"
- LOGLINE
A Milano, un attore quarantenne viene assunto da una società tecnologica per interpretare emozioni umane davanti ad un sistema di intelligenza artificiale. Quando l'ultima simulazione riproduce una dolorosa situazione appartenente alla sua vita privata, l'uomo comprende che la macchina conosce una versione di lui che lui stesso ha smesso di essere.
- GENERE
Drammatico, fantastico, fantascienza intimista.
- TEMI TRATTATI
Identità. Interpretazione e vita reale. Intelligenza artificiale ed emozioni. Rapporto padre-figlia. Autenticità. Rimorso. La differenza tra provare un'emozione e rappresentarla. La possibilità di essere sostituiti da una versione migliore di noi stessi.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Davide ha quarantatré anni ed è un attore teatrale che non riesce più a vivere del proprio mestiere. Ha talento, disciplina ed una grande capacità di trasformazione, ma nella vita privata utilizza la recitazione anche per nascondersi. È divorziato e da quasi due anni vede pochissimo la figlia adolescente.
Marta ha trentacinque anni ed è responsabile del progetto Iris. È competente, controllata, apparentemente fredda. Non considera l'intelligenza artificiale una minaccia, ma uno specchio capace di mostrare agli esseri umani ciò che spesso preferiscono non vedere.
Iris è il sistema artificiale. Non possiede un corpo. La sua presenza è costituita da una voce tranquilla, uno schermo ed una piccola luce circolare posta sopra la videocamera.
Alice ha sedici anni ed è la figlia di Davide. Compare soltanto verso il finale, ma è il centro emotivo dell'intera storia.
* LA STORIA
Milano è attraversata dalla pioggia di un pomeriggio autunnale.
Davide esce da una piccola audizione teatrale. Ha nuovamente ricevuto una risposta negativa.
ma sul telefono trova una proposta di lavoro insolita. Una società chiamata Emotion Lab cerca attori per un progetto sperimentale. La paga è molto buona. Davide accetta.
Raggiunge un moderno edificio nella periferia della città.
Marta gli spiega che dovrà interpretare alcune situazioni emotive davanti ad Iris, un sistema progettato per riconoscere e riprodurre il comportamento umano.
Davide trova il lavoro quasi ridicolo. La prima prova è la rabbia.
Davide deve interpretare un padre che scopre una bugia del figlio. Lui recita perfettamente. Ed il sistema Iris gli assegna un punteggio molto alto.
La seconda prova è la paura. Davide deve interpretare un uomo che aspetta l'esito di un esame medico. Anche questa volta il risultato è eccellente.
La terza prova è la tenerezza. Davide deve immaginare di salutare una figlia alla stazione.
Il suo volto cambia. Per la prima volta esita. Marta se ne accorge. Davide continua comunque. Il sistema Iris registra ogni piccolo movimento.
Dopo una pausa Marta gli annuncia che manca soltanto l'ultima simulazione.
Davide entra nuovamente nella stanza. Sullo schermo appare un ambiente domestico.
Una voce femminile gli dice: "Papà, perché quando sono con te sembri sempre da un'altra parte?"
Davide si blocca. La frase è realmente stata pronunciata da Alice due anni prima.
Davide domanda immediatamente da dove provenga.
Marta risponde che il sistema utilizza dati forniti volontariamente durante le fasi iniziali del progetto.
Davide ricorda di avere autorizzato l'accesso a vecchie registrazioni vocali senza leggerne attentamente le condizioni.
Vuole interrompere la prova. Ma Iris continua. Riproduce altre frasi della figlia. Non sono però semplicemente registrazioni. Il sistema genera una conversazione nuova.
Davide comincia a rispondere. All'inizio recita. Poi lentamente smette.
Iris riconosce il cambiamento. La macchina gli comunica che l'indice di "performance" è diminuito mentre quello di "autenticità emotiva" è aumentato.
Davide si arrabbia. Accusa Marta di aver trasformato il dolore in un esperimento.
Marta gli mostra qualcosa. Durante le prove Iris ha generato un avatar vocale di Davide.
La voce artificiale pronuncia le parole che Davide non era mai riuscito a dire alla figlia: "Ho avuto paura di essere un cattivo padre e allora ho preferito diventare un padre assente."
Davide rimane sconvolto. La frase non appartiene a nessun testo. È stata costruita dal sistema utilizzando tutte le sue reazioni.
Davide ascolta la propria voce artificiale continuare a parlare con Alice. Questa scoperta lo terrorizza. Davide interrompe il sistema.
Esce dall'edificio. È sera. La città è piena di automobili e persone.
Davide guarda il telefono. Trova il numero di Alice. Per alcuni secondi rimane immobile.
Poi la chiama. Alice risponde. Davide non utilizza nessuna delle frasi elaborate da Iris. Dice soltanto: "Non so bene come cominciare."
Dall'altra parte arriva una lunga pausa. Poi Alice risponde: "Puoi cominciare da lì."
* CINQUE SCENE DETERMINANTI
SCENA 1 - IL PRIMO COLLOQUIO
Marta osserva Davide.
Marta:
"Lei deve interpretare emozioni."
Davide:
"È quello che faccio da vent'anni."
Marta:
"No. Lei interpreta personaggi."
Davide:
"Qual è la differenza?"
Marta:
"Noi togliamo il personaggio."
Davide sorride.
Davide:
"E che cosa rimane?"
Marta:
"È precisamente quello che vogliamo scoprire."
SCENA 2 - LA PRIMA PROVA
Iris:
"Scenario: sua figlia le ha mentito."
Davide cambia immediatamente postura.
Davide:
"Guardami quando ti parlo."
Marta osserva lo schermo.
Iris:
"Rabbia rilevata: novantadue per cento."
Davide interrompe la recitazione.
Davide:
"Soltanto novantadue?"
Marta:
"Era arrabbiato oppure voleva sembrare arrabbiato?"
Davide:
"Sono un attore."
Marta:
"Non ha risposto."
SCENA 3 - LA FRASE DI ALICE
Voce di Alice:
"Papà, perché quando sono con te sembri sempre da un'altra parte?"
Davide diventa immobile.
Davide:
"Ferma tutto."
Marta:
"Davide..."
Davide:
"Questa frase non è nel copione."
Marta:
"No."
Davide:
"Quella è mia figlia."
Marta:
"È una ricostruzione."
Davide:
"No. Quella frase l'ha detta veramente."
Marta:
"Ed evidentemente lei se la ricorda."
Davide:
"Una macchina non ha il diritto di ricordarmela."
Marta:
"Forse il problema è che lei ha passato due anni cercando di dimenticarla."
SCENA 4 - L'ALTRO DAVIDE
Dal monitor parte la voce artificiale.
Davide digitale:
"Alice, non sono sparito perché non mi importava di te."
Davide vero:
"Spegni."
Davide digitale:
"Sono sparito perché avevo paura."
Davide:
"Ho detto spegni!"
Marta interrompe il sistema.
Silenzio.
Davide:
"Quella cosa parla meglio di me."
Marta:
"No."
Davide:
"L'ho appena sentita."
Marta:
"Parla senza paura."
Davide:
"È la stessa cosa."
Marta:
"È esattamente il contrario."
SCENA 5 - LA TELEFONATA
Alice:
"Pronto?"
Davide non riesce a parlare.
Alice:
"Papà?"
Davide:
"Sì."
Alice:
"È successo qualcosa?"
Davide:
"Sì."
Alice:
"Che cosa?"
Davide guarda la città.
Davide:
"Ho scoperto che esiste una versione di me che sa sempre cosa dire."
Alice:
"Beato lui."
Davide sorride.
Davide:
"Io invece non so bene come cominciare."
Pausa.
Alice:
"Puoi cominciare da lì."
* IL FINALE
Il finale deve essere volutamente semplice.
Non vediamo la riconciliazione. Non vediamo Alice correre dal padre. Non sappiamo nemmeno se il loro rapporto tornerà veramente a funzionare.
Il cambiamento importante è un altro.
Per tutto il cortometraggio Davide è stato bravissimo quando doveva recitare. Nel momento decisivo, invece, accetta finalmente di essere incerto.
L'ultima inquadratura potrebbe mostrarlo mentre cammina lentamente nella città continuando la telefonata.
La macchina da presa rimane distante. Non sentiamo più le parole.
Per la prima volta la scena appartiene a lui e non a qualcuno che lo osserva.
* SUGGERIMENTI PER LO SCENEGGIATORE
Non trasformare Iris in una macchina cattiva. Sarebbe più interessante se non esistesse un antagonista vero.
Il problema deve essere Davide. L'intelligenza artificiale funziona come uno specchio.
Si possono inserire tre prove molto differenti per mostrare quanto Davide sia tecnicamente bravo prima di colpirlo nella sua zona fragile. Da evitare spiegazioni tecnologiche troppo lunghe. Non serve sapere esattamente come funziona Iris. Serve capire che osserva e interpreta.
Si potrebbe aggiungere un particolare ricorrente: Davide prepara sempre le proprie emozioni guardandosi velocemente nel riflesso dello schermo.
Nel finale il telefono potrebbe mostrare il suo riflesso mentre parla alla figlia.
Questa volta non controlla la propria espressione.
* SUGGERIMENTI PER IL REGISTA
Le prime prove possono essere molto controllate. Camera fissa. Inquadrature precise. Davide perfettamente al centro.
Quando arriva la simulazione personale la macchina potrebbe diventare leggermente più mobile.
La composizione perde progressivamente la propria perfezione.
Durante la telefonata finale suggerirei invece un'unica ripresa semplice. Nessuna virtuosità.
La forma stessa del film deve passare dalla performance alla vita.
* SUGGERIMENTI PER GLI ATTORI
L'attore che interpreta Davide deve distinguere chiaramente due modalità.
Quando recita per Iris deve essere eccellente, quasi impressionante.
Quando viene colpito personalmente deve invece perdere progressivamente controllo.
Marta non deve essere glaciale. Deve credere sinceramente nell'esperimento. La sua calma rende la scena molto più interessante di un comportamento aggressivo.
Alice, anche soltanto attraverso la voce, deve sembrare adolescente ma non infantile.
* SUGGERIMENTI PER IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
La sede della Emotion Lab potrebbe avere luce neutra, morbida e quasi priva di ombre. Temperatura colore relativamente fredda.
Davide appare quasi "analizzato". Durante la simulazione personale si può progressivamente introdurre maggiore contrasto sul volto.
Il finale esterno deve invece recuperare colori cittadini più caldi e irregolari. Neon. Semafori. Riflessi sui vetri. La città torna imperfetta. Quindi umana.
* SUGGERIMENTI PER IL MONTATORE
All'inizio utilizzare montaggio netto e ritmico tra prove, schermate e reazioni.
Inserire brevi jump cut durante le interpretazioni per suggerire che il sistema sta analizzando continuamente Davide.
Nell'ultima simulazione diminuire progressivamente i tagli. Lasciare respirare i silenzi.
Durante la telefonata finale evitare musica troppo emotiva. Meglio qualche secondo di vero rumore urbano.
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Link al kit n° 2







