Proprio perché è stato utilizzato così spesso, oggi non basta più costruire una storia semplicemente sull'idea che "uno viene scambiato per l'altro". Lo sceneggiatore deve trovare una ragione nuova per raccontare quei due gemelli. La loro somiglianza dovrebbe diventare uno strumento per mettere in evidenza le differenze interiori. Uno può essere prudente e l'altro impulsivo, uno può aver scelto la famiglia e l'altro la libertà, uno può essere considerato da tutti quello affidabile e l'altro quello irresponsabile. Ma la parte più interessante arriva quando, nel corso della storia, queste definizioni cominciano ad incrinarsi.
Il gemello diventa così una specie di specchio vivente. Guardando l'altro, ciascun personaggio vede ciò che avrebbe potuto essere, ciò che teme di diventare oppure la parte di sé che ha sempre cercato di rifiutare. La somiglianza esteriore rende ancora più evidente la distanza interiore.
Per questo il tema dei gemelli, nonostante una tradizione narrativa lunghissima, continua a funzionare. Non è l'esistenza di due volti uguali a rendere interessante una sceneggiatura, ma il conflitto tra apparenza ed identità, somiglianza e differenza, competizione ed appartenenza. Se lo sceneggiatore riesce a trovare un conflitto umano originale, i gemelli non diventano un vecchio espediente, ma uno strumento straordinariamente moderno per raccontare quanto possa essere difficile diventare davvero se stessi quando, fin dalla nascita, qualcuno ci ha sempre messi a confronto con un'altra persona.
Kit n° 2 - Titolo: "DUE VOLTE ALLE SEI"
- Genere
Commedia romantica - sentimentale - commedia degli equivoci.
- Durata prevista
15-18 minuti.
- Logline
Valeria incontra ogni sera alle ore 6 nello stesso parco un giovane uomo che un giorno è timido e gentile e quello successivo sembra improvvisamente sfacciato, brillante e provocatorio.
Non sa inizialmente che si tratta dei gemelli Edoardo e Leonardo, identici nel volto ma completamente differenti nel modo di stare al mondo.
Quando anche i due fratelli scoprono di essersi interessati alla stessa donna, la vecchia competizione tra loro riemerge, ma Valeria ha capito molto più di quanto entrambi immaginino.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Edoardo Santi
Ha 30 anni. Bibliotecario in una piccola biblioteca di quartiere.
È riflessivo, ironico soltanto quando si sente a proprio agio, molto attento alle persone.
Ha trascorso l'infanzia sentendosi chiamare "quello tranquillo". La definizione è diventata una gabbia.
Quando desidera qualcosa tende a tirarsi indietro prima ancora di rischiare di perderla.
Porta ogni sera al parco il Labrador della zia, Argo.
Leonardo Santi
Ha 30 anni. Gemello di Edoardo.
Lavora come presentatore ed animatore per eventi e, quando può, prova spettacoli di stand-up comedy.
È espansivo, rapido, seduttivo, ed abituato a conquistare l'attenzione.
Da bambino era "quello divertente".
Anche questo ruolo gli pesa più di quanto mostri.
Detesta il silenzio perché teme che, se smette di intrattenere, le persone possano perdere interesse.
Valeria Leone
Di 29 anni. Veterinaria in una piccola clinica.
Porta nel parco Arturo, il Carlino della madre, durante un periodo in cui la madre è fuori città.
È intelligente, diretta, divertita dalle contraddizioni.
Non è una donna ingenua che non riesce a distinguere due uomini. La prima confusione è credibile, ma presto comincia ad osservare.
È attratta da Edoardo perché sente di poter stare in silenzio con lui.
Argo e Arturo
Il Labrador ed il Carlino non sono semplicemente accessori. Sono strumenti narrativi.
I cani reagiscono alle persone senza lasciarsi ingannare dalla somiglianza fisica.
* LA STORIA
- È autunno in un parco romano: sono le ore 18.
- Valeria porta a passeggio Arturo, il Carlino della madre.
- Argo, un Labrador, trascina Edoardo verso il cane.
- I due animali si annusano e cominciano immediatamente a giocare.
- Edoardo e Valeria parlano accanto a una panchina verde.
- La conversazione è semplice, piacevole e un po' impacciata.
- Prima di salutarsi, Valeria propone quasi scherzando di far incontrare nuovamente i cani il giorno successivo alle sei.
- Edoardo accetta.
- Il giorno dopo Edoardo deve lavorare fino a tardi e chiede al gemello Leonardo di portare Argo al parco.
- Non gli parla di Valeria perché non considera ancora l'incontro abbastanza importante.
- Leonardo arriva alla stessa panchina con Argo.
- Valeria lo vede e crede naturalmente che sia Edoardo.
- Leonardo pensa invece che sia una conoscenza del fratello e, per curiosità, non corregge immediatamente l'equivoco.
- Valeria rimane sorpresa: l'uomo timido del giorno precedente è improvvisamente brillante, invadente e pieno di battute.
- Leonardo capisce che Edoardo è interessato a lei.
- Invece di confessare, continua la conversazione per qualche minuto.
- La sera racconta tutto al fratello.
- Edoardo si arrabbia, soprattutto perché pensa che Leonardo abbia ancora una volta occupato facilmente uno spazio che lui faticava ad aprire.
- Leonardo insiste sul fatto che non è successo nulla, ma ammette di aver trovato Valeria interessante.
- Il giorno seguente Edoardo torna al parco.
- Valeria nota immediatamente il ritorno del comportamento tranquillo.
- Gli domanda se abbia "dormito bene" e osserva divertita il suo imbarazzo.
- Edoardo vorrebbe raccontarle del fratello, ma rimanda.
- Leonardo torna al parco autonomamente il giorno dopo, questa volta con l'intenzione di confessare.
- Valeria gli lascia parlare e ascolta il tentativo goffo di spiegare l'esistenza del gemello.
- Rivela poi che aveva compreso tutto già durante il secondo incontro.
- Leonardo rimane sorpreso.
- Valeria spiega che il volto è quasi uguale, ma le persone non guardano, respirano e ascoltano nello stesso modo.
- Leonardo chiede perché non abbia detto nulla.
- Valeria risponde che voleva vedere quanto avrebbero impiegato loro a dirle la verità.
- I due fratelli finiscono per presentarsi insieme al parco, convinti di dover affrontare una sorta di scelta sentimentale.
- Valeria li interrompe prima che trasformino la situazione in una gara.
- Dice apertamente di essere interessata a Edoardo.
- Leonardo cerca di reagire con una battuta.
- Valeria gli domanda perché debba sempre far ridere qualcuno quando qualcosa gli dispiace.
- Per la prima volta Leonardo non risponde.
- Edoardo, invece di godersi la vittoria, gli si avvicina e gli chiede se stia bene.
- La competizione si scioglie proprio nel momento in cui nessuno dei due la alimenta.
- Valeria propone a Edoardo un caffè.
- Leonardo prende i due cani e dichiara che almeno loro hanno avuto le idee chiare fin dall'inizio.
- Nel finale Valeria ed Edoardo si allontanano.
- Leonardo rimane con Argo e Arturo.
- Una ragazza passa e gli sorride.
- Leonardo apre la bocca per preparare una battuta.
- Poi cambia idea.
- Dice semplicemente: "Ciao."
* SEI SCENE DETERMINANTI
Scena 1 - Il primo incontro
Argo e Arturo si avvicinano.
VALERIA
Il tuo cane è molto più educato del mio.
EDOARDO
Argo finge.
VALERIA
Anche Arturo.
Il Carlino abbaia contro una foglia.
EDOARDO
Il suo però ha obiettivi ambiziosi.
Valeria sorride.
VALERIA
Se domani alle sei Argo vuole continuare il dibattito...
Edoardo capisce.
EDOARDO
Credo che sia libero.
Pausa.
VALERIA
Parlavo del cane.
EDOARDO
Anch'io.
Entrambi sanno che non è vero.
Scena 2 - Arriva Leonardo
Valeria vede Leonardo.
VALERIA
Puntuale anche oggi.
LEONARDO
Io sono famoso per la puntualità.
Argo lo guarda.
LEONARDO
Non guardarmi così.
Valeria nota qualcosa.
VALERIA
Oggi sei... diverso.
LEONARDO
Meglio o peggio?
VALERIA
Più rumoroso.
Leonardo ride.
LEONARDO
Ieri ero timido?
VALERIA
Ieri ascoltavi.
Piccolo colpo per Leonardo.
LEONARDO
Posso fare entrambe le cose.
VALERIA
Vediamo.
Scena 3 - I fratelli scoprono la situazione
Interno. Appartamento dei gemelli - sera.
LEONARDO
La veterinaria?
Edoardo si volta.
EDOARDO
Quale veterinaria?
LEONARDO
Quella che evidentemente non era soltanto amica di Argo.
EDOARDO
Hai incontrato Valeria?
LEONARDO
Quindi ha un nome.
EDOARDO
Che le hai detto?
LEONARDO
Niente.
EDOARDO
"Niente Leonardo" o "niente persona normale"?
LEONARDO
Le ho parlato.
EDOARDO
Facendo finta di essere me?
LEONARDO
Non ho fatto finta. Lei ha creduto.
Io ho ritardato una precisazione.
Edoardo lo fulmina.
LEONARDO
Di circa venti minuti.
Scena 4 - Il vecchio conflitto
EDOARDO
È sempre uguale.
LEONARDO
Cosa?
EDOARDO
Io arrivo da qualche parte e tu, cinque minuti dopo, sei già al centro della stanza.
LEONARDO
Non è colpa mia se tu ti metti vicino alla porta.
EDOARDO
No. Ma potresti evitare di occupare anche il posto degli altri.
Leonardo smette di sorridere.
LEONARDO
Sai perché parlo tanto?
Edoardo resta in silenzio.
LEONARDO
Perché da quando avevamo dieci anni, se tu stavi zitto dicevano che eri profondo.
Se stavo zitto io mi chiedevano cosa avessi.
Pausa.
LEONARDO
Anche tu hai avuto il tuo personaggio, Edo.
Solo che ti piaceva di più.
Scena 5 - Valeria svela di aver capito
LEONARDO
Devo dirti una cosa.
VALERIA
Hai un gemello.
Leonardo si blocca.
LEONARDO
Come?
VALERIA
Gemello identico. Edoardo.
LEONARDO
Lui te l'ha detto?
VALERIA
No.
LEONARDO
Allora come...
VALERIA
Tu quando ascolti stai già preparando la risposta.
Leonardo resta spiazzato.
VALERIA
Lui no.
LEONARDO
Abbiamo la stessa faccia.
VALERIA
Sì.
Pausa.
VALERIA
Non avete la stessa presenza.
Scena 6 - Nessuna gara
I tre sono davanti alla panchina.
LEONARDO
Pensavamo fosse giusto chiarire.
VALERIA
"Pensavamo"?
EDOARDO
L'ha detto lui.
LEONARDO
Ma è venuto.
Valeria sospira.
VALERIA
Non sono una coppa.
Silenzio.
VALERIA
Non devo decidere chi dei due è la versione migliore.
Guarda Edoardo.
VALERIA
Mi piace lui.
Edoardo resta sorpreso.
Leonardo sorride immediatamente.
LEONARDO
Ottima scelta. È praticamente me con meno manutenzione.
Valeria non ride.
VALERIA
Ti dispiace?
Leonardo sta per rispondere con un'altra battuta.
Si ferma.
LEONARDO
Un po'.
Edoardo lo guarda.
EDOARDO
Mi dispiace.
Leonardo annuisce.
LEONARDO
Questo è molto peggio della battuta.
Finalmente sorridono entrambi.
* IL FINALE
Il finale sorprende perché Valeria non è mai stata realmente la vittima inconsapevole dell'equivoco.
Ha osservato. Ha capito.
Aspettava soltanto che i gemelli trovassero il coraggio di presentarsi come due persone e non come due versioni dello stesso uomo.
La vera trasformazione finale appartiene anche a Leonardo.
Quando una sconosciuta gli sorride, per una volta non cerca di conquistarla attraverso il personaggio del brillante intrattenitore.
Dice semplicemente:
LEONARDO
Ciao.
È una piccola battuta, ma chiude il suo arco.
* CONSIGLI PER LO SCENEGGIATORE
Il rischio maggiore è trasformare Valeria in un premio conteso.
Bisogna evitarlo.
Valeria deve avere intelligenza, iniziativa e capacità di lettura della situazione.
L'equivoco deve durare abbastanza da generare commedia, ma non tanto da rendere i personaggi poco credibili.
Utilizzare i cani come strumenti di ritmo: tirano il guinzaglio, interrompono conversazioni, obbligano i personaggi ad avvicinarsi o separarsi.
Una possibile aggiunta è stabilire che Edoardo e Leonardo abbiano un piccolo segno differente visibile soltanto da vicino, ma Valeria dovrebbe distinguerli soprattutto attraverso il comportamento.
* CONSIGLI PER IL REGISTA
All'inizio riprendere Edoardo e Valeria con composizioni relativamente equilibrate e camera tranquilla.
Con Leonardo aumentare leggermente il dinamismo: piccoli avvicinamenti, movimento attorno alla panchina, maggiore energia.
Quando i gemelli compaiono finalmente insieme, evitare trucchi visivi troppo vistosi. La scena deve sembrare una normale situazione umana, non una dimostrazione tecnica dell'effetto gemello.
Se un solo attore interpreta entrambi, organizzare campi fissi, split screen e controcampi con controfigura. È possibile costruire tutto con un budget contenuto pianificando il tutto attentamente.
* CONSIGLI PER GLI ATTORI
Se un unico interprete interpreta entrambi i gemelli, non deve costruire la differenza soltanto cambiando voce.
Edoardo ha uno sguardo stabile, gesti piccoli, tempi più lunghi prima delle risposte ed una postura leggermente chiusa.
Leonardo, invece, invade più facilmente lo spazio, anticipa i tempi, parla con mani e corpo e mantiene sempre il contatto visivo.
Nella scena finale i due stili devono avvicinarsi appena: Leonardo rallenta, Edoardo prende l'iniziativa.
Valeria deve recitare con la consapevolezza senza renderla evidente troppo presto.
* CONSIGLI PER IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
L'autunno romano può dare alla storia un'identità molto piacevole.
Foglie gialle, verdi e marroni. Luce pomeridiana morbida.
Panchina verde come elemento ricorrente.
Per Edoardo privilegiare composizioni pulite e focali tra 50 e 85 mm.
Con Leonardo si possono invece utilizzare focali come 35-50 mm, leggermente più vicine.
Nelle scene con entrambi, usare il 35 o 50 mm per mantenere il rapporto spaziale.
Evitare un look da pubblicità romantica. La luce deve restare naturale.
* CONSIGLI PER IL MONTATORE
Il montaggio deve contribuire all'equivoco.
Nel primo incontro lasciare respiri e silenzi.
Nel secondo, con Leonardo, accelerare leggermente i tempi.
Quando Valeria dice: "Tu quando ascolti stai già preparando la risposta. Lui no." lasciare la camera su Leonardo.
Non tagliare subito.
Nel finale proteggere il momento in cui Leonardo decide di non fare la battuta. Quel mezzo secondo di esitazione è il vero cambiamento del personaggio.
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Link al Kit n° 3
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






