Se vuoi mettere passato, presente e futuro dentro un cortometraggio di 13 minuti, la prima cosa da ricordare è questa:
1) Non devi raccontare tutta una vita.
2) Dovresti raccontare un’unità di tempo piccola (il presente), attraversata da un’ombra del passato e da una decisione che apre al futuro.
L’errore classico è credere che “passato/presente/futuro” significhi: – infanzia → giovinezza → vecchiaia, con mille location, mille attori, mille costumi.
Così il corto diventa un riassunto, non un film.
Invece funziona molto di più:
- un presente compatto (una notte, un pomeriggio, 30 minuti di vita reale),
- un passato concentrato in 1–2 eventi chiave,
- un futuro suggerito da una scelta, una immagine, una frase, non mostrato per intero.
Ti proponiamo quindi:
- Un principio di base: il presente è il campo di battaglia.
- Come usare il passato: piccole idee che pesano molto.
- Come usare il presente: situazione semplice ma carica.
- Come usare il futuro: promesse, minacce, possibilità.
- Come amalgamare tante piccole idee in una storia unica.
- Suggerimenti pratici per tenerlo girabile e da vincitore di festival.
1. Principio di base: il presente è il campo di battaglia
Per un cortometraggio di 13 minuti, il presente è il luogo in cui:
- il personaggio agisce realmente;
- il passato bussa alla porta;
- il futuro dipende da una scelta.
Pensa così:
- Il passato è una causa (un errore, un ricordo, una promessa, una colpa).
- Il presente è un momento di crisi in cui quella causa ritorna.
- Il futuro è una conseguenza: cosa farà adesso il personaggio?
Quindi non ti serve raccontare vent’anni.
Ti serve un momento cruciale di 10–13 minuti in cui il tuo protagonista è costretto a confrontarsi con qualcosa che viene da prima e che cambierà il dopo, cioò il suo futuro.
2. Il PASSATO: piccole idee che pesano molto
Il passato, in un cortometraggio, funziona meglio quando è:
- concentrato in uno o due episodi;
- visibile attraverso oggetti, luoghi, voci, dettagli;
- non spiegato troppo: suggerito, non raccontato con lunghi monologhi.
Ecco qualche “piccola idea” di passato che puoi usare come mattoni per la tua opera.
2.1. Un errore non riparato
- Un litigio con un genitore, un fratello, un amico.
- Una parola di troppo detta anni prima.
- Una scelta di egoismo che ha fatto male a qualcuno.
Il passato è: “Quel giorno in cui ho detto/fatto quella cosa e poi non ho chiesto scusa.”
Puoi mostrarlo:
- con un breve flashback,
- o solo con un oggetto (una lettera strappata, una foto con un volto tagliato, un messaggio mai inviato).
2.2. Una promessa mancata
- “Ti verrò a trovare ogni anno.”
- “Farò quel viaggio con te.”
- “Non smetterò mai di suonare/scrivere/dipingere.”
Passato = la promessa fatta.
Presente = la ricorrenza, il giorno in cui quella promessa "pesa".
Oggetti: un biglietto di treno mai usato, una valigia, un regalo mai consegnato.
2.3. Un amore interrotto
- Una storia finita male, senza spiegazioni.
- Un addio frettoloso prima di una partenza.
- Un “ti amo” mai detto.
Passato = pochi secondi di felicità o di addio, impressi nella mente del protagonista.
Presente = un incontro inatteso, una mail, un messaggio vocale, una foto che ricompare.
2.4. Un luogo d’infanzia
- Una casa al mare.
- Un campo da calcio di periferia.
- Una stanza della casa dei nonni.
Passato = il luogo dove “era tutto diverso” (più semplice, più felice, più duro).
Presente = tornare lì per svuotare la casa, per vendere, per dire addio.
2.5. Una vocazione abbandonata
- Il protagonista da giovane voleva:
- diventare musicista,
- diventare medico,
- fare l’astronauta (anche simbolicamente),
- salvare il mondo.
Passato = videoclip di pochi secondi: lui/lei che prova, sogna, si esercita.
Presente = lavora in un ufficio qualunque; un evento lo rimette di fronte a quella vocazione.
3. Il PRESENTE: una situazione semplice, un’emozione complessa
Il presente è dove spendi la maggior parte dei 13 minuti.
Caratteristiche ideali:
- Un luogo principale (stanza, cucina, corridoio, auto, tetto, panchina).
- 1–2 personaggi centrali, massimo 3 con un vero peso.
- Tempo quasi reale: quello che vediamo è più o meno uguale al tempo della storia (es. una notte di insonnia, un pranzo, un viaggio in tram).
Piccole idee per il presente:
3.1. Una notte da solo/a
- Il protagonista è sveglio alle 3 di notte.
- C’è qualcosa che deve decidere: firmare un contratto, fare una chiamata, preparare una valigia.
- Il passato entra sotto forma di ricordi, foto, oggetti, notifiche.
Qui puoi:
- inserire una telefonata, un messaggio vocale, una videochiamata;
- usare il suono (rumori del condominio, pioggia, traffico lontano).
3.2. Un incontro inatteso
- Il protagonista rivede dopo anni qualcuno: un ex, un vecchio amico, il fratello con cui non parla.
- L’incontro avviene in un posto banale (supermercato, autobus, corridoio di un ospedale, bar).
Nel presente:
- c’è imbarazzo, il non detto, rabbia, tenerezza;
- si parla di cose apparentemente banali, ma sotto scorre il passato.
3.3. Un ultimo giorno
- Ultimo giorno in una casa (trasloco).
- Ultimo giorno in un lavoro.
- Ultimo giorno in una relazione (lo sappiamo noi o solo uno dei due).
Il presente è: 13 minuti in cui vediamo come il protagonista si muove, cosa porta con sé, cosa lascia.
3.4. Una piccola crisi
- Una decisione improvvisa:
- lasciare un esame,
- non firmare un contratto,
- riconsegnare una chiave,
- andare o non andare ad un appuntamento.
Il presente è teso ma piccolo: non c’è il destino del mondo, ma il destino personale.

4. Il FUTURO: si suggerisce, non si illustra
Il futuro, in un corto di 13 minuti, funziona meglio come una:
- Promessa (qualcosa che potrebbe accadere),
- Minaccia (qualcosa che potrebbe distruggere),
- Possibilità (un bivio aperto).
Non serve mostrare il personaggio 20 anni dopo: basta far capire che la scelta di oggi lo porterà da qualche parte.
Piccole idee di quello che potrebbe essere il futuro:
4.1. Un gesto finale che cambia tutto
- Firmare o strappare un contratto.
- Chiudere una porta alle spalle.
- Mettere la valigia nel bagagliaio o lasciarla sull’ingresso.
- Fare o non fare una chiamata.
Lo spettatore non vede “il dopo”, ma lo immagina: e questo è molto più potente.
4.2. Un oggetto che passa di mano
- Un vecchio quaderno passato a un bambino.
- Una chiave consegnata a qualcun altro.
- Un filmato, un hard disk, una chiavetta affidata a una nuova persona.
Futuro = quell’oggetto vivrà una nuova storia nelle mani di chi lo riceve.
4.3. Una decisione annunciata
- “Domani parto.” → la scena finisce prima del viaggio.
- “Domani glielo dico.”
- “Non tornerò più qui.”
Il corto si ferma sul confine: il futuro è il passo successivo rispetto a quello che appare sullo schermo.
4.4. Una visione o fantasia
- Il protagonista immagina due futuri alternativi:
- uno di fallimento,
- uno di coraggio.
- Non sono “flashforward letterali”, ma scenette oniriche, stilizzate.
Servono solo a far capire la posta in gioco emotiva, non a mostrare “come andrà davvero”.
5. Come amalgamare tante piccole idee in una storia unica
Immagina di avere un tavolo di lavoro con tre colonne:
- PASSATO: 10 micro-idee come quelle elencate
- PRESENTE: 10 situazioni possibili
- FUTURO: 10 tipi di esiti/gesti finali
Il metodo di lavoro per creare qualcosa di importante è:
- Scegli 1 idea forte per il passato
- es: una promessa mancata ad un genitore malato.
- Scegli 1 situazione presente
- es: una notte, da solo, mentre svuota la casa del genitore morto.
- Scegli 1 futura conseguenza
- es: domani dovrà decidere se vendere quella casa o mantenerla.
Poi inizi a “stendere” le tue idee:
- Nel presente, mentre infila oggetti nelle scatole, il passato entra con:
- una foto,
- una lettera,
- un audio nel vecchio telefono,
- un quaderno con una frase.
- Alla fine, il futuro è racchiuso in un solo gesto:
- strappa o conserva il numero dell’agenzia immobiliare,
- mette o non mette il cartello “vendesi”,
- chiude la porta “per tornare”, o la chiude sapendo che è l’ultima volta.
Il cortometraggio, per il pubblico, non è “passato–presente–futuro” in astratto, ma: Un personaggio, oggi, in un luogo preciso, che è costretto a guardare indietro e prendere una decisione che cambierà il suo domani.
6. Alcuni esempi di possibili combinazioni (già “quasi idee di cortometraggio”)
* Esempio A – Dramma intimo
- Passato: il protagonista ha lasciato il fratello da solo nel momento peggiore (malattia, depressione, difficoltà economica) per paura, egoismo od immobilità.
- Presente: giorno del funerale / dopo il funerale; è solo nella stanza del fratello, con i suoi oggetti.
- Futuro: deve decidere se occuparsi del nipote / portare avanti un progetto del fratello o chiudere tutto e continuare la sua vita come prima.
Budget:
- 1 attore principale,
- 1 stanza,
- qualche oggetto personale (foto, quaderni, computer, strumenti).
Il corto finisce con un gesto minimo (apre o non apre una mail, firma o non firma un documento, chiama o non chiama qualcuno).
* Esempio B – “Giallo emotivo”
- Passato: due adolescenti hanno avuto un incidente in motorino; uno si è salvato, l’altro no. Il superstite si sente colpevole.
- Presente: 10 anni dopo, una sera, il superstite torna davanti al luogo dell’incidente con un mazzo di fiori. Incontra lì la sorella dell’amico morto.
- Futuro: deve decidere se confessare la verità su cosa è successo davvero quella notte.
Budget:
- Esterno strada / marciapiede,
- 2 attori,
- qualche auto di passaggio,
- suono urbano.
Il futuro resta nelle loro facce ed in una frase tipo: “Domani lo dirò ai tuoi.”
* Esempio C – Tono più “fantastico”
- Passato: da bambino, il protagonista registrava messaggi su una vecchia cassetta “per il sé del futuro”.
- Presente: adulto, in crisi, trova la cassettina e la riproduce. Ascolta la voce di sé a 10 anni che gli fa domande e gli dà alcune “missioni”.
- Futuro: decide o meno di seguire una “missione” del bambino (es. chiedere scusa a una persona, iscriversi ad un corso, cambiare lavoro).
Budget:
- 1 attore,
- un appartamento,
- un vecchio walkman/registratore.
Futuro: si chiude con lui che esce di casa con un piccolo oggetto in mano (un volantino, un biglietto, una lettera).
7. Suggerimenti pratici per mantenerlo girabile e da festival
7.1. Pochi personaggi, molti strati
- 1–2 protagonisti.
- Pochi secondari (voce al telefono, un commesso, un vicino).
- Investi nella profondità emotiva invece che nel numero di ruoli.
7.2. Poche location “trasformabili”
- Idealmente 1 location principale + 1 esterno breve.
- Usa luce, inquadrature e oggetti per differenziare passato/presente:
- passato = luce più morbida, colori caldi, camera più “lenta”;
- presente = più realistico, mano più nervosa;
- futuro = una sola immagine finale, magari più luminosa o più scura, a seconda del tono.
7.3. Passato e futuro soprattutto con suono e oggetti
- Non servono 10 flashback con costumi diversi.
- Usa:
- voci da vecchi messaggi,
- foto, video su uno schermo,
- oggetti rovinati,
- rumori ricorrenti (un treno, una canzone, un jingle).
Il pubblico capisce subito che stai parlando del passato/futuro anche senza “carrellate storiche”.
7.4. Tema forte, trama semplice
Per i festival internazionali funziona molto:
- una trama semplice (una notte, un incontro, una decisione),
- un tema forte (colpa, perdono, paura del cambiamento, nostalgia, identità).
Il cortometraggio non deve essere complicato, deve essere profondo, ma chiaro emotivamente.
7.5. Non cercare il “colpo di scena” a tutti i costi
Passato/presente/futuro non sono una scusa per mettere un twist finto.
Meglio:
- uno sviluppo onesto in cui lo spettatore capisce gradualmente il passato,
- e vede il personaggio guadagnarsi il futuro con coraggio (o perderlo per paura).
8. Messaggio centrale per lo spettatore (e per te come autore)
Quello che vuoi dimostrare, ed hai ragione, è che:
Da tante piccole idee semplici, se scelte bene ed amalgamate intorno ad un unico personaggio in un unico momento presente, può nascere un cortometraggio piccolo di budget ma grande per emozione e significato.
Perchè il senso che vogliamo dare al corto è:
Passato = una ferita od un sogno.
Presente = un momento di verità.
Futuro = la direzione che cambierà la vita del personaggio (anche se noi non la vedremo sullo schermo).































































































































































