protagonista antagonista Hannibal Lecter vs Clarice StarlingIl conflitto tra protagonista ed antagonista costituisce il motore drammatico che innesca l'azione, è essenziale per generare una tensione immediata in un tempo narrativo limitato. Questa opposizione, sia essa una persona, una forza esterna od un ostacolo interiore, costringe il personaggio ad una scelta decisiva, rivelandone l'essenza attraverso la lotta. In un cortometraggio, tale dinamica è il cuore pulsante che trasforma la brevità in una narrazione intensa, evitando che il film diventi un mero esercizio di stile privo di sostanza.

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PARTE TERZA: IL CONFLITTO: DOVE I DUE SI INCONTRANO

* I tre livelli del conflitto cinematografico

Quando protagonista e antagonista si scontrano, in qualsiasi forma questo scontro prenda, il conflitto avviene sempre su tre livelli simultanei. I film più ricchi li abitano tutti e tre. I film più superficiali ne abitano solo uno.

Livello 1 - Il conflitto esterno (Azione) Quello che si vede: l'inseguimento, la battaglia, il processo in tribunale, la gara, il confronto fisico. È lo strato più visibile e più immediatamente cinematografico e per questo il più facile da produrre e il più difficile da rendere veramente significativo. L'azione senza profondità è spettacolo. L'azione con profondità è cinema.

Livello 2 - Il conflitto relazionale (Emozione) La tensione tra i personaggi come persone, al di là dei ruoli narrativi. Cosa c'è tra loro che va oltre il "tu sei il mio nemico"? C'è rispetto reciproco? C'è una storia condivisa? C'è attrazione, invidia, paura? I migliori antagonisti e protagonisti del cinema si guardano negli occhi e si vedono, anche se non lo ammetteranno mai.

Livello 3 - Il conflitto tematico (Idee) Lo scontro tra due visioni del mondo, due sistemi di valori, due risposte a una domanda fondamentale sulla natura umana. Questo è il livello più profondo del conflitto cinematografico ovvero quello che trasforma un film in qualcosa che rimane, che fa parlare, che viene ricordato anni dopo. In "Schindler's List", il conflitto tra Schindler e Göth non è solo tra un salvatore ed un assassino: è tra due risposi alla domanda "cosa significa il potere?"

* Il momento dello scontro: la scena climax

Ogni storia che funziona si costruisce verso un momento in cui protagonista ed antagonista si confrontano in modo definitivo. Questo momento, il climax, è la scena per cui, in un certo senso, l'intero film è stato costruito.

Un climax narrativamente soddisfacente deve essere:

- Inevitabile ma inaspettato. Guardando indietro, sembra che tutto il film portasse necessariamente a questo punto. Ma nell'istante in cui accade, c'è qualcosa di sorprendente come un dettaglio, una scelta, una rivelazione che non avevamo previsto esattamente così.

- Personalmente significativo per entrambi. Non è solo un evento che capita. È il momento in cui protagonista ed antagonista si confrontano con qualcosa di fondamentale nella loro identità: un momento che rivela chi sono davvero, non solo cosa fanno.

- Risolto dalle forze interne, non da quelle esterne. Il climax che funziona è quello in cui la risoluzione viene dalle scelte dei personaggi, non dalla fortuna, dal caso o da un deus ex machina. Se il protagonista vince perché l'antagonista scivola e cade, abbiamo uno spettacolo. Se vince perché ha imparato qualcosa di se stesso nel corso della storia che ora lo rende capace di una scelta che prima non era capace di fare, abbiamo un film.

protagonista antagonista conflitto tra Schindler e Göth
PARTE QUARTA: I GRANDI ESEMPI DEL CINEMA

* Quando il confine tra i due si dissolve

Alcuni dei film più significativi della storia del cinema hanno esplorato la possibilità più perturbante di tutte: che il confine tra protagonista ed antagonista non esista, o che sia mobile, o che dipenda interamente dal punto di vista.

"Rashomon" di Kurosawa (1950) - Lo stesso evento, raccontato da quattro prospettive diverse. Ognuno dei narratori è protagonista nella propria versione ed antagonista in quella degli altri. La verità assoluta non esiste: esiste solo la prospettiva, e la prospettiva determina chi è il buono e chi è il cattivo. È forse la decostruzione più radicale del binomio protagonista/antagonista nella storia del cinema.

"Il Padrino" di Coppola (1972) - Michael Corleone è il protagonista. Ma nel corso dei tre film diventa, progressivamente, l'antagonista di tutti coloro che lo amano. Il film porta a compimento un'idea straordinaria: che protagonista ed antagonista possano essere la stessa persona in momenti diversi della stessa storia.

"Joker" di Todd Phillips (2019) - Il film sceglie deliberatamente di raccontare la storia dal punto di vista dell'antagonista per eccellenza dell'immaginario DC. Il risultato è che Arthur Fleck diventa il protagonista, con tutti i meccanismi dell'identificazione attivati, e Batman, che appare solo come bambino, è percepito come rappresentante di un sistema ostile. Il film non giustifica la violenza: mette in questione il meccanismo stesso del punto di vista narrativo.

"C'era una volta il West" di Leone (1968) - Harmonica è il protagonista. Frank è l'antagonista. Ma entrambi sono mossi dallo stesso imperativo cioè la vendetta, e condividono lo stesso codice d'onore. Il duello finale tra loro non è la vittoria del bene sul male: è l'incontro tra due mondi che si somigliano così tanto da non poter coesistere. Leone porta il genere western alla sua forma più filosofica.

* L'antagonista come specchio: i casi più memorabili

Hannibal Lecter / Clarice Starling ("Il silenzio degli innocenti"): Lecter è il criminale più pericoloso d'America. Clarice è l'agente dell'FBI più vulnerabile e più determinata. Eppure tra i due si stabilisce qualcosa che è quasi un'alleanza, quasi un rispetto reciproco. Lecter aiuta Clarice non perché sia diventato buono, ma perché riconosce in lei la sua intelligenza, la sua tenacia, la sua lotta per emergere da un'origine umile. Lo specchio funziona in entrambe le direzioni: Clarice vede in Lecter ciò che la mente umana può diventare quando è svincolata da ogni empatia; Lecter vede in Clarice ciò che la forza morale sembra, in un essere umano, comune.

Il Joker / Batman (in tutta la tradizione narrativa): Sono i due lati della stessa ferita: entrambi hanno perso qualcuno, entrambi sono stati traumatizzati dall'ingiustizia, entrambi hanno deciso di rispondere al caos del mondo con una maschera. Batman sceglie l'ordine, la regola, il rifiuto di uccidere. Il Joker sceglie il caos, il rifiuto di ogni regola, la violenza come unico linguaggio autentico. Il loro conflitto è la domanda: cosa fa di un trauma un eroe e cosa fa dello stesso trauma un mostro? Non c'è una risposta semplice, e questo è il motivo per cui la coppia narrativa è inesauribile.

Amy Dunne / Nick Dunne ("Gone Girl" di Fincher): Qui i ruoli si scambiano più volte nel corso del film, e quando il pubblico realizza di aver seguito come protagonista quella che è, nei fatti, l'antagonista più calcolatrice e spietata del cinema recente, la sensazione è di disorientamento totale. Fincher usa il meccanismo dell'identificazione contro lo spettatore e facendolo, rivela quanto sia arbitraria e manipolabile la distinzione tra protagonista ed antagonista.


PARTE QUINTA: SCRIVERE E DIRIGERE IL CONFLITTO

* Cosa impariamo per creare storie nostre

Per chi vuole scrivere una sceneggiatura (o fare cinema, anche con gli strumenti più semplici) le lezioni che emergono dall'analisi di protagonista ed antagonista sono concrete ed applicabili.

- Prima lezione: costruire l'antagonista con la stessa cura del protagonista

L'errore più comune negli sceneggiatori alle prime armi è dedicare tutta l'attenzione al protagonista e costruire l'antagonista come funzione narrativa: "qualcuno che ostacola il protagonista" e non piuttosto come un personaggio. Un antagonista piatto produce un protagonista piatto, perché la qualità di un personaggio emerge anche dalla qualità di ciò contro cui si scontra.

Chiediti, per ogni antagonista che scrivi: cosa vuole? Perché lo vuole? In quale momento della sua storia ha deciso di diventare quello che è? Ha paure? Ha debolezze? Ha qualcosa che ama? Un antagonista a cui si riesce a rispondere a queste domande diventerà, quasi inevitabilmente, qualcuno che il pubblico troverà interessante, anche se non lo amerà.

- Seconda lezione: il conflitto più importante è quello interiore

Il conflitto esterno cioè il protagonista che si scontra con l'antagonista è solo lo scheletro della storia. Il conflitto interiore cioè il protagonista che si scontra con se stesso è invece la carne, il sangue, l'anima. I film che si ricordano quasi sempre hanno un protagonista che sta combattendo due guerre contemporaneamente: una fuori e una dentro di sè.

Il modo pratico per costruire questo doppio conflitto è assicurarsi che l'antagonista esterno faccia pressione esattamente sulle debolezze interiori del protagonista. Se il protagonista ha paura dell'intimità, l'antagonista dovrebbe essere qualcuno che ha la forza di confrontarsi con quella paura. Se il protagonista ha un segreto, l'antagonista dovrebbe essere qualcuno che lo minaccia della rivelazione. Il conflitto esterno e quello interiore devono essere la stessa guerra combattuta su due campi simultaneamente.

- Terza lezione: lasciare che l'antagonista abbia ragione, almeno in parte

Questa è forse la lezione più controintuitiva e più preziosa. I migliori antagonisti del cinema hanno torto nel metodo ma ragione, almeno in parte, nella sostanza. Killmonger ha torto a voler conquistare il mondo con la violenza, ma ha ragione sul fatto che l'isolamento del Wakanda sia una forma di complicità con l'oppressione. Il Magneto della saga X-Men ha torto nei suoi metodi, ma la sua lettura della storia dell'antisemitismo e del razzismo è storicamente fondata.

Dare ragione all'antagonista anche solo parzialmente, anche solo su un punto, crea due cose preziose: un antagonista più credibile e più interessante, ed un protagonista che deve fare i conti con una verità scomoda invece di sconfiggere semplicemente il male. La vittoria del protagonista su un antagonista che aveva completamente torto non costa niente. La vittoria su un antagonista che aveva anche ragione costa tutto, e quella lotta è quella che il pubblico sente come vera.

Protagonista vs Antagonista Cera una volta il West
* IN REALTA': DUE FACCE, UN'UNICA STORIA

Protagonista ed antagonista non sono due personaggi separati che si incontrano per caso nella stessa storia. Sono due metà di un'unica domanda che ogni film degno di questo nome pone al proprio pubblico: come si diventa chi si è, e cosa si è disposti a diventare per ottenere ciò che si desidera?

Il protagonista risponde a questa domanda attraverso le sue scelte, le sue paure, il suo percorso. L'antagonista risponde attraverso le proprie scelte, le proprie paure, il proprio percorso diverso. E nella tensione tra le due risposte cioè in quello spazio di conflitto che è il film, lo spettatore trova qualcosa che assomiglia alla verità.

Non alla verità rassicurante e semplice dei racconti per bambini in cui il bene trionfa sempre. Alla verità complicata, ambigua, spesso dolorosa delle vite adulte, in cui le ragioni si mescolano, le colpe si distribuiscono, e vincere qualcosa significa quasi sempre perdere qualcos'altro.

Il cinema migliore non ci dice chi è buono e chi è cattivo. Ci mostra due persone che credono entrambe di avere ragione, e ci chiede: e tu, da che parte staresti?

Quella domanda, rimasta aperta oltre la fine del film, è la prova che il film ha funzionato.

"Ogni villain è l'eroe della propria storia."
E' un principio della drammaturgia classica che il cinema ha ereditato e non ha mai smesso di esplorare.


* APPENDICE: COPPIE PROTAGONISTA / ANTAGONISTA DA STUDIARE

Film Protagonista Antagonista Tema del conflitto
Il Padrino (1972) Michael Corleone    Se stesso / la famiglia Corruzione del potere
Schindler's List (1993) Schindler Göth / il sistema nazista Cosa significa potere
Il silenzio degli innocenti (1991)    Clarice Starling Hannibal Lecter / Buffalo Bill    Predatori e prede
Rashomon (1950) Tutti / Nessuno Tutti / Nessuno La verità soggettiva
C'era una volta il West (1968) Harmonica Frank Vendetta e giustizia
Joker (2019) Arthur Fleck La società Cosa crea i mostri
Gone Girl (2014) Nick / Amy Amy / Nick Identità e manipolazione
Parasite (2019) Famiglia Kim Struttura di classe Ineguaglianza sistemica
No Country for Old Men (2007) Llewelyn Moss Anton Chigurh Il male come forza naturale   
Black Swan (2010) Nina Se stessa / Thomas La perfezione