Un film girato con un iPhone: da Claude Lelouch a Steven Soderbergh, i registi che hanno detto addio alla telecamera

Al festival di Venezia il regista francese presenta il suo ultimo lavoro, girato al 100 per cento con un iPhone. Ma non è l’unico ad aver abbracciato la rivoluzione «mobile» anche sul set: i vantaggi di professionali delle scene riprese da uno smartphone e i limiti ancora da superare

La «svolta» mobile di Claude Lelouch

Lei, una giovane vedova rimasta sola con la sua bambina. Lui, un dinamico pilota con un figlio della stessa età. Si incontrano, si innamorano. Un Uomo una donna è il grande capolavoro del regista francese Claude Lelouch. Sono passati più di cinquant’anni da quel grande amore che aveva dipinto attraverso l’obiettivo di una telecamera. Uscito nelle sale nel 1966, ha conquistato pubblico e critica, nonché due premi Oscar e la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Proprio Cannes ha scelto come vetrina per presentare Les plus belles années d’une vie (Gli anni più belli di una vita), una sorta di epilogo a quella pellicola che è entrata nella storia della cinematografia francese e internazionale. Un ponte perfetto tra passato e futuro. Perché i volti degli attori - Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant – sono gli stessi, con qualche ruga in più. E l’orologio scorre all’indietro negli spezzoni che ripropongono alcune delle scene girate negli anni ’60. L’obiettivo, quello no. Niente più telecamera. Si è alleggerito, rimpicciolito, arricchito di intelligenza artificiale. È quello dello dispositivo che è già stato definito «il futuro della cinematografia». È quello di un iPhone, che ha fatto scoprire a Lelouch una nuova «giovinezza» cinematografica nonostante i suoi 81 anni. Se Lelouch è l’ultimo — in ordine cronologico — ad aver annunciato il suo entusiasmo professionale per il mondo degli smartphone, non è certo il primo. Sempre più corposo è l’esercito di registi pronti ad abbandonare la telecamera a favore di una piccola (ma potente) fotocamera montata su un telefono. Raccontandone i pregi, le potenzialità e anche le lacune.

Da Cannes a Venezia, i nuovi film di Lelouch fatti con iPhone

Claude Lelouch ha deciso di abbracciare le nuove tecnologie e filmare un terzo del film Les plus belles années d’une vie (Gli anni più belli di una vita) con lo smartphone. Lo definisce «una rivoluzione» e assicura: «Nel giro di dieci anni tutti i film saranno girati così». Lui ha già deciso. Dopo il successo a Cannes ci racconta che d’ora in poi questo sarà l’unico strumento che utilizzerà per le sue produzioni. E infatti è già in programma per questo Festival di Venezia la presentazione di un nuovo film, La vertu des impondérables (La virtù degli imponderabili), questa volta girato al 100% con l’iPhone. Una produzione che, per come è stata costruita, si presta perfettamente alla sperimentazione di un nuovo strumento cinematografico come può essere (e già è) lo smartphone: «È quasi un musical, tutti i protagonisti sono in continuo movimento nella scena», spiega Lelouch. Seguirli con un dispositivo leggero e «portatile», ma che allo stesso tempo permette di girare immagini tecnicamente quasi perfette — «Nessuno si è accorto della differenza, è minima. Solo gli addetti ai lavori possono coglierla», assicura — e anche di dare nuova libertà sia al regista sia agli attori. «La tecnologia è meno importante delle emozioni — dichiara senza dubbi — se avessi avuto l’iPhone negli anni ‘60 l’avrei usato. Non rifiuto le telecamere tradizionali, ma per ogni tipologia di produzione bisognerà decidere quale sia lo strumento migliore».

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Articolo di Michela Rovelli per Corriere.it 2019