Il direttore della fotografia: «Senza “peso” della telecamera si punta alle emozioni»

Al momento tutti i registi che hanno deciso di provare a sostituire una telecamera con uno smartphone hanno scelto l’iPhone. Se sulla qualità della fotografia il telefono prodotto da Apple è per molti ormai stato raggiunto dai principali rivali – Huawei, Google e Samsung in primis – ancora rimane imbattibile sulla qualità video. Lo conferma Maxime Heraud, il direttore della fotografia di Les plus belles années d’une vie. Quando Lelouch gli ha annunciato che avrebbero girato il prossimo film con un telefono, ha condotto diverse prove su tutti i migliori modelli sul mercato. Il prescelto è stato un iPhone XS. «Lelouche non vuole immagini fisse, continua a muoversi attorno alla scena, vuole dinamicità. È difficile seguirlo», spiega. E proprio per queste esigenze, uno smartphone si traduce in una «rivoluzione» per lui. Con le dovute limitazioni: «Un problema è stato che le immagini erano troppo luminose, e dovevamo aggiungere dei filtri». Per farlo, Heraud ha creato una strumentazione nuova partendo da uno stabilizzatore di Tiltamax, a cui ha aggiunto un meccanismo per il controllo della luce (nella foto). «Non ci sono più schermi sul set — spiega — di solito tutti, compreso il regista, guardano le scene girate dai monitor. Ora invece si possono seguire gli attori in prima persona, stare loro vicini. Non ci sono né obiettivi né tecnici tra chi pensa la scena e chi la recita». Ciò di cui è convinto Lelouch, e su cui conviene anche Heraud dopo queste prime sperimentazioni, è che «la grandezza della telecamera è indirettamente proporzionale alla portata di emozioni che si riesce a trasmettere».

L’app di riferimento per i registi: Filmic Pro

Altro comune denominatore delle sperimentazioni di questi registi è l’applicazione utilizzata. Filmic Pro nasce nel 2010 a Seattle dall’idea di due amici: Kevin Buonagurio, ex dipendente IBM, e Neill Barham da sempre appassionato di regia e produzioni cinematografiche. «Volevamo dare allo smartphone le stesse capacità che si trovano su una telecamera professionale. Per mettere in tasca ai registi tutti gli strumenti necessari». L’app è stata costruita per scoprire man mano tutte le diverse funzionalità. Che sono state disposte sulle cornici dell’inquadratura. Dal controllo dell’esposizione al focus, dal frame rate al bilanciamento del bianco, c’è anche la possibilità di fare slow motion e di monitorare la batteria e la memoria ancora disponibili senza abbandonare la schermata.

Un 80enne con l’entusiasmo di un 18enne

Le grandi innovazioni non vengono solo dai giovani. E lo dimostra la personalità proprio di Claude Lelouch, un ultraottantenne che sul set ritrova la curiosità e lo spirito di un 18enne. E che non si tira indietro davanti all’introduzione di uno strumento nuovo e per certi versi ancora in fase di sperimentazione sul suo set: «Con l’iPhone puoi filmare la vita come mai prima, dobbiamo allenare i registi ad andare al punto, focalizzarsi sulla scena. Cambierà il cinema. Spero che gli ingegneri creino un iPhone speciale, tecnico, per noi registi. Fino a che un giorno la tecnologia farà finire la telecamera dentro i nostri occhiali».

Articolo di Michela Rovelli per Corriere.it 2019