_______________________________________________
Link alla prima parte dell'articolo
ESEMPIO PRATICO N. 2
Cortometraggio: “PIANO -1”
* Come fotografare una scena thriller in un parcheggio sotterraneo
1. Natura fotografica della scena
“Piano -1” è una scena di tensione psicologica.
Una giovane avvocata, Laura, entra in un parcheggio sotterraneo e scopre che il suo capo, Rinaldi, la sta aspettando accanto alla sua auto. Non è una scena d’azione pura. È un duello di controllo.
Il DOP deve creare una sensazione precisa: Laura è in uno spazio aperto, ma non ha via d’uscita.
Il parcheggio è ampio, eppure deve sembrare una trappola.
6. Il DOP deve vedere prima di tutto
- colonne;
- linee sul pavimento;
- corsie;
- luci al neon;
- segnaletica;
- auto parcheggiate;
- zone buie;
- vie d’uscita lontane.
Nel thriller, lo spazio è una mappa del pericolo.
Il pubblico deve capire dove si trovano Laura, l’auto, Rinaldi e l’uscita.
Poi il DOP deve vedere le fonti luminose esistenti. I neon del parcheggio possono essere brutti se lasciati come sono, ma possono diventare molto efficaci se controllati.
Deve infine vedere le ombre. In questa scena, le ombre non sono difetti: sono parte della minaccia.
3. Che cosa deve far vedere al pubblico
Il pubblico deve vedere che Rinaldi controlla il luogo prima ancora di parlare.
Deve vedere che Laura è intelligente, ma è arrivata in uno spazio che non governa.
Visivamente, la scena deve dire:
- Laura si muove;
- Rinaldi aspetta;
- Laura reagisce;
- Rinaldi ha previsto.
Questa differenza tra movimento e immobilità è cruciale.
La fotografia deve rafforzarla.
4. Scelta degli obiettivi
- Campo lungo iniziale
Userei un 24mm o 28mm equivalente per mostrare la solitudine di Laura nel parcheggio.
Il grandangolo qui funziona bene perché l’ambiente deve pesare. La protagonista deve apparire piccola dentro una struttura fredda.
- Avvicinamento a Laura
Per seguirla mentre cammina, un 35mm può essere ideale: mantiene ambiente e volto insieme.
Se vogliamo più ansia, possiamo usare un 28mm leggermente vicino, ma senza deformarla troppo.
- Duello con Rinaldi
Nel confronto verbale passerei al 50mm e 75mm equivalenti.
Queste focali comprimono lo spazio, fanno sembrare le colonne più vicine, riducono la fuga visiva, aumentano la sensazione di trappola.
- Primo piano psicologico
Un 85mm può essere molto efficace su Rinaldi.
Il suo volto calmo, compresso dallo sfondo di cemento, può diventare minaccioso senza bisogno di espressioni forti.
- Perché non usare sempre focali lunghe
Se usiamo solo teleobiettivi, perdiamo la geografia del parcheggio.
Il pubblico deve sentire sia il volto sia il luogo. Quindi: apertura larga, confronto compresso, dettagli molto precisi.
5. Illuminazione: neon, tagli e zone di pericolo
Un parcheggio sotterraneo offre una base visiva molto forte, ma per fotografarlo bene bisogna controllare la luce.
- Neon esistenti
Se i neon sono presenti, vanno testati per flicker e temperatura colore.
Alcuni neon o LED possono generare sfarfallio con certi shutter. A 25 fps e 1/50 di solito siamo in sicurezza in Europa, ma non bisogna fidarsi: bisogna fare test camera.
- Key light su Laura
Laura deve essere leggibile mentre attraversa lo spazio. Si può usare un LED morbido direzionato lateralmente, magari motivato da una plafoniera o da una luce di servizio.
Non deve essere illuminata in modo glamour. Deve sembrare reale, ma il volto deve restare vivo.
- Rinaldi in penombra controllata
Rinaldi può stare vicino all’auto con una luce più tagliente, laterale o dall’alto.
Una luce dura può scolpire il volto e renderlo più severo.
Attenzione: non bisogna nasconderlo troppo. Lui non è un mostro. È un uomo di potere. La minaccia nasce dalla lucidità, non dall’oscurità totale.
- Controluce
Fondamentale.
Un controluce freddo dietro Rinaldi o dietro Laura può separare le figure dal cemento e dalle auto. Senza controluce, il parcheggio può diventare una massa grigia.
- Zone buie
Lasciare alcune aree in ombra è importante. Il pubblico deve sentire che il parcheggio continua oltre ciò che vede.
6. Colore e palette
Palette consigliata:
- grigio cemento;
- verde-neon spento;
- blu freddo;
- giallo segnaletico;
- rosso di una luce di emergenza o fanale auto;
- nero dell’abito di Rinaldi;
- colore leggermente più chiaro per Laura, ma non troppo.
Il colore deve suggerire un mondo tecnico, freddo, aziendale, disumano.
Il parcheggio deve sembrare un’estensione morale dello studio legale: cemento, regole, controllo, sorveglianza.
7. Rapporto di contrasto
Qui il contrasto può essere più alto rispetto alla cucina di “L’Ora del Latte”.
L’immagine deve avere:
- neri più profondi;
- alte luci fluorescenti;
- mezzi toni metallici;
- volti non troppo morbidi.
Ma attenzione: se esageriamo, perdiamo dettagli e rendiamo la scena confusa. Il thriller deve essere leggibile.
Il volto di Laura deve restare comprensibile; le sue decisioni passano dagli occhi.
8. Esposizione
I neon possono bruciare facilmente. Le superfici bianche delle luci vanno controllate.
Non è necessario conservare dettaglio in ogni tubo al neon, ma bisogna evitare che tutto il soffitto diventi una macchia.
La pelle deve essere leggermente sotto la perfezione pubblicitaria: più realistica, più tesa.
Rinaldi può essere esposto con mezzo stop in meno rispetto a Laura, se si vuole renderlo più opaco e impenetrabile.
9. Momento clou: la scoperta di Rinaldi
Il momento clou è l’istante in cui Laura capisce che lui l’ha preceduta.
Fotograficamente, è una rivelazione di presenza.
Si può fare in diversi modi:
Soluzione 1: figura in secondo piano
Laura in primo piano, leggermente sfocata, cerca le chiavi.
Dietro, accanto all’auto, Rinaldi è già visibile ma non ancora percepito.
Poi il fuoco passa a lui o Laura si gira.
Questa soluzione crea tensione perché lo spettatore vede prima o insieme alla protagonista.
Soluzione 2: rivelazione con movimento
Camera dietro Laura. Lei avanza. La sua spalla copre l’auto. Quando si sposta, appare Rinaldi.
Questa è più classica e pulita.
Soluzione 3: dettaglio sonoro-visivo
Prima vediamo il fanale dell’auto accendersi od una sigaretta che si spegne vicino alla ruota. Poi sveliamo Rinaldi.
Questa soluzione è più elegante e meno brusca.
10. Consigli specifici al DOP
Non illuminare il parcheggio in modo uniforme. Sarebbe morto.
Crea corridoi di luce e zone di assenza.
Usa le colonne per tagliare l’inquadratura.
Cerca riflessi sulle auto, ma controllali per non vedere troupe e luci.
Dai profondità allo sfondo con piccole fonti puntuali.
Attenzione al rumore in bassa luce: il thriller non deve diventare tecnicamente sporco se non è una scelta.
![]()

ESEMPIO PRATICO N. 3
Cortometraggio: “GETTONE 47”
* Come fotografare una commedia sentimentale in lavanderia
1. Natura fotografica della scena
“Gettone 47” è una commedia sentimentale agrodolce.
Due ex fidanzati si ritrovano per caso in una lavanderia self-service notturna. La scena deve essere leggera, tenera, malinconica, ma non falsa.
Il DOP deve creare un ambiente che abbia due qualità contemporaneamente:
- la realtà un po’ buffa e ordinaria della lavanderia;
- la possibilità che, in quel posto banale, riemerga qualcosa di intimo.
Questa è una scena in cui la fotografia deve evitare il cinismo e anche il romanticismo troppo zuccheroso.
2. Cosa deve vedere il DOP
Il DOP deve vedere innanzitutto gli oblò delle lavatrici.
Sono elementi visivi fortissimi: cerchi, riflessi, movimento, luce, ripetizione.
Possono diventare il simbolo della relazione che gira ancora, che non si è mai fermata del tutto.
Poi deve vedere la vetrata sulla strada.
Fuori c’è la città notturna, bagnata o silenziosa. Dentro c’è una bolla luminosa.
Questo contrasto interno/esterno è perfetto per una commedia sentimentale.
Infine deve vedere la distanza tra i due ex.
All’inizio stanno lontani. Poi la scena deve portarli gradualmente più vicini.
Il DOP deve aiutare questa progressione con luce, focale e composizione.
3. Che cosa deve far vedere al pubblico
Il pubblico deve vedere che quel luogo non è romantico in senso classico, ma può diventarlo.
Deve vedere che i due personaggi hanno ancora ritmo insieme.
Deve vedere l’imbarazzo, la memoria, la complicità residua, la paura di riaprirsi.
Visivamente, la scena deve dire: l’amore non torna come una musica al tramonto; a volte torna mentre aspetti una lavatrice bloccata.
4. Scelta degli obiettivi
- Campo totale della lavanderia
Un 24mm o 28mm equivalente può funzionare bene, perché la lavanderia è piccola e ricca di elementi grafici.
Bisogna però evitare l’effetto “sorveglianza”. Non deve sembrare la ripresa di una telecamera di sicurezza.
- Campi medi
Un 35mm o 40mm è perfetto per il dialogo brillante. Mantiene i due nel contesto e permette tempi comici.
- Due-shot romantico
Per i momenti in cui si avvicinano, un 50mm può essere ideale.
Permette di isolare un po’ i personaggi, ma senza cancellare la lavanderia.
- Dettagli
Un 75mm o 85mm può essere usato per:
- mani che inseriscono il gettone;
- oblò che gira;
- un calzino rimasto incastrato;
- un sorriso trattenuto;
- uno sguardo abbassato.
- Perché non usare sempre focali lunghe
La commedia sentimentale ha bisogno di spazio condiviso. Se isoliamo troppo i volti, perdiamo la dinamica tra i corpi, gli oggetti e il luogo.
5. Illuminazione: neon addolcito e intimità urbana
La lavanderia offre una base luminosa molto precisa: neon, LED, insegne, superfici bianche, vetri, acciaio, plastica.
Il rischio è avere una luce piatta, dura e impersonale.
Il compito del DOP è renderla ancora credibile, ma più gentile.
- Base luminosa
Usare le luci della lavanderia come motivazione. Se sono troppo brutte, vanno sostituite, schermate o integrate con tubi LED più controllabili.
- Key light
Una luce morbida laterale o tre quarti frontale può essere nascosta fuori campo, motivata dal neon o da un’insegna.
Deve ammorbidire i volti senza sembrare artificiale.
- Controluce
Un piccolo controluce dalla vetrata o dalle macchine può staccare i personaggi dallo sfondo e dare brillantezza ai capelli e alle spalle.
- Esterno
Fuori dalla vetrata, se possibile, strada bagnata o luce urbana fredda.
Il contrasto tra interno più caldo e fuori più freddo crea una bolla intima.
- Temperatura colore
Potrebbe essere interessante lavorare intorno ai 4000K – 4500K, lasciando una miscela tra neon interno e notte esterna.
L’interno può essere leggermente più caldo di quanto ci si aspetterebbe, ma senza diventare arancione.
6. Colore e palette
Palette consigliata:
- bianco sporco delle lavatrici;
- azzurro o verde chiaro dei neon;
- giallo tenue dell’insegna;
- rosso o blu di piccoli dettagli;
- strada esterna fredda e umida;
- vestiti dei personaggi in colori complementari ma non troppo evidenti.
Per esempio:
- Alessio può avere colori più morbidi, disordinati, grigio/blu;
- Chiara colori più controllati, beige/scuro/verde;
- nel momento in cui collaborano, i colori dei loro vestiti possono avvicinarsi visivamente nello stesso quadro.
7. Rapporto di contrasto
Il contrasto deve essere più basso rispetto a “Piano -1” e meno doloroso rispetto a “L’Ora del Latte”.
Una commedia sentimentale richiede volti aperti, leggibili, con occhi vivi.
Le ombre non devono essere minacciose; devono solo dare volume.
La lavanderia può essere luminosa, ma non piatta.
Il trucco è creare piccole zone di profondità: sfondo leggermente più basso, volti ben modellati, riflessi controllati.
8. Esposizione
Le superfici bianche delle lavatrici possono ingannare l’esposizione.
Bisogna evitare che diventino bianche bruciate e senza dettaglio.
Gli oblò possono creare riflessi. Il DOP deve controllare:
- riflessi della camera;
- riflessi delle luci;
- riflessi del boom;
- punti speculari troppo forti.
Il volto deve restare la priorità. La macchina che gira è importante, ma gli occhi dei personaggi raccontano la vera scena.
9. Momento clou: il capo incastrato nella lavatrice
Il momento clou è quando i due si trovano vicini davanti alla lavatrice bloccata, costretti a collaborare per tirare fuori un capo incastrato.
È una situazione comica ma intima.
Le mani si sfiorano. I corpi si avvicinano. La battuta si spegne per un momento. C’è un piccolo silenzio.
Fotograficamente, questo è il punto in cui la luce deve diventare più tenera, ma senza cambiare in modo evidente.
- Inquadratura chiave
Un due-shot medio-stretto davanti all’oblò, con i due personaggi vicini.
L’oblò può stare tra loro o accanto a loro.
Se possibile, inserire il riflesso dei due nel vetro della lavatrice: simbolo sottile del passato che ritorna deformato.
- Focale
Un 50mm equivalente è perfetto.
Abbastanza intimo, ma non troppo stretto.
- Luce
Leggera luce morbida sui volti, piccolo riflesso nell’oblò, controluce dalla vetrata.
10. Consigli specifici al DOP
Evita la luce da lavanderia completamente piatta.
Mantieni però la credibilità del luogo.
Usa gli oblò come elementi grafici, ma senza esagerare con il simbolismo.
Proteggi il tono: deve essere agrodolce, non patinato da pubblicità.
Controlla attentamente i bianchi.
Registra prove con le lavatrici accese: movimento e flicker possono creare problemi.
Se fuori piove o la strada è bagnata, sfrutta i riflessi: aumentano moltissimo il valore visivo.
![]()
* Il DOP nei tre corti: tre modi diversi di fotografare l’emozione
Questi tre esempi mostrano bene che il Direttore della Fotografia non applica una formula unica. Cambia il metodo in base al genere, alla scena ed al sottotesto.
In “L’Ora del Latte”, il DOP lavora sul realismo emotivo: luce finestra, contrasto delicato, colori spenti, tavolo come campo di battaglia.
In “Piano -1”, il DOP lavora sul controllo dello spazio: neon, ombre, geometrie, compressione, minaccia, zone buie.
In “Gettone 47”, il DOP lavora sulla leggerezza malinconica: neon addolcito, riflessi, bianchi controllati, intimità dentro un luogo ordinario.
Tre scene.
Tre generi.
Tre strategie.
* Che cosa deve sempre chiedersi un DOP prima di fotografare una scena
1. Qual è la temperatura emotiva della scena?
Fredda, calda, neutra, ambigua, malata, tenera, minacciosa?
2. Qual è la sorgente luminosa più giusta?
Finestra, neon, lampada, strada, monitor, fuoco, insegna, cielo, luna simulata?
3. Quanto deve essere visibile l’ambiente?
Il luogo deve dominare il personaggio o sparire dietro il volto?
4. Quanto contrasto serve?
Poco contrasto per intimità e commedia.
Contrasto medio per dramma realistico.
Contrasto più alto per thriller e tensione.
5. Quale focale racconta meglio il rapporto?
Grandangolo per vulnerabilità nello spazio.
Focale normale per naturalezza.
Medio tele per pressione emotiva.
6. Dove deve guardare lo spettatore?
La fotografia deve guidare l’occhio. Se tutto ha la stessa importanza, niente è importante.
7. La luce aiuta gli attori?
Gli attori devono poter vivere la scena. Una luce bellissima ma troppo rigida può bloccare la recitazione.
* Fotografare una scena significa darle un’anima visibile
Il Direttore della Fotografia è il custode visivo dell’emozione.
Non lavora solo con lampade, obiettivi e macchine da presa. Lavora con il non detto.
In “L’Ora del Latte”, deve far vedere una famiglia che si spezza dentro una cucina.
In “Piano -1”, deve far vedere una donna che scopre di essere intrappolata in uno spazio apparentemente ordinario.
In “Gettone 47”, deve far vedere che una lavanderia notturna può diventare il luogo improbabile di una seconda possibilità.
Il DOP deve saper guardare una scena prima che venga girata e chiedersi:
Qual è la verità emotiva di questo momento, e quale luce può rivelarla senza spiegarla?
Quando la fotografia riesce in questo, lo spettatore non pensa: “che bella luce”.
Pensa: “so cosa sta provando quel personaggio”.
E questo, per un Direttore della Fotografia, è il risultato più alto.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






