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motorino 360gradi 800

UNA QUARTA POSSIBILITÀ NASCOSTA NEI TRE ESEMPI

I tre cortometraggi suggeriscono una caratteristica comune.

La KeyMission 360 può separare due decisioni che nel cinema tradizionale avvengono contemporaneamente:  dove mettere la macchina dove guardare.

Con una camera normale prendiamo entrambe le decisioni separatamente sul set.

Con una camera 360° possiamo decidere dove deve trovarsi il punto di osservazione complessivo sul set, e variare anche in fase di montaggio quale parte dello spazio mostrare al pubblico.

È una differenza enorme.


IL REFRAMING

Un termine importante è reframing, cioè nuova inquadratura o reinquadratura.

Partendo dalla sfera registrata a 360° possiamo realizzare una normale sequenza 16:9 scegliendo successivamente: la direzione; l'ampiezza; il movimento; la velocità; il punto di interesse.

Possiamo simulare anche il pan, il tilt, le rotazioni od anche piccoli cambi di campo.

Attenzione però: non possediamo realmente obiettivi differenti.

Un'apparente inquadratura più stretta deriva soprattutto da un ritaglio digitale della ripresa panoramica.

Più stringiamo, più diminuisce la quantità di dettaglio disponibile.


NON FARE MOVIMENTI SOLO PERCHÉ SONO POSSIBILI

Questo è un errore molto frequente nel video a 360°.

Se possiamo ruotare continuamente l'inquadratura, viene spontaneo farlo.

Ma un film non diventa migliore perché la camera gira.

Bisogna chiedersi sempre:  perché lo spettatore dovrebbe guardare adesso in quella direzione?

La risposta deve essere narrativa: occorre una voce, un rumore, uno sguardo, un movimento, un ingresso, una rivelazione.

Non solo "Perché è bello vedere il 360."


IL SUONO DIVENTA ANCORA PIÙ IMPORTANTE

In un ambiente panoramico il suono può guidare lo sguardo.

Immaginiamo la ragazza di "Non girarti".
Lei è davanti.
Da dietro sentiamo:  CRACK.

Istintivamente vogliamo guardare indietro.

Il suono è diventato regia.

In un corto a 360° sarebbe quindi interessante registrare audio separato di grande qualità e costruire con attenzione: la provenienza, la distanza, il riverbero ed il movimento.

La videocamera registra audio AAC stereo, ma per un cortometraggio curato consigliamo di utilizzare comunque un registratore separato e microfoni dedicati.


COME ILLUMINARE UNA SCENA A 360 GRADI

È uno dei problemi più interessanti.  Dove mettiamo le luci se la camera vede tutto?

Possibili soluzioni:

- luci pratiche: lampade realmente presenti nella scenografia.

- luce dall'alto:  può essere nascosta sopra la zona maggiormente visibile.

- fonti dietro elementi scenografici:  una lampada può essere nascosta dietro una porta, un mobile, una colonna, od una tenda.

- luce proveniente da un'altra stanza: la sorgente rimane fuori dallo spazio principale.

- luce naturale: finestre, location esterne, portici.

- rimozione digitale: possibile per piccoli elementi, ma non dovrebbe diventare il metodo normale.

Il limite può diventare interessante: obbliga il direttore della fotografia a costruire un ambiente illuminato completamente realmente e non soltanto nella direzione della camera.


COME DIRIGERE GLI ATTORI

Gli attori devono imparare qualcosa di differente.

Con una camera tradizionale sanno più o meno quando sono in campo.

Con una 360° potrebbero essere sempre visibili.
Non possono quindi "spegnersi" semplicemente quando pensano di essere fuori inquadratura.
Tutti devono continuare a vivere la scena.

Questo è particolarmente utile per una commedia, per un thriller, per scene di ogni tipo come teatro filmato, scene corali, improvvisazione.

La reazione dell'attore in fondo alla stanza potrebbe diventare, successivamente, il primo piano scelto dal montatore.


UNO STRUMENTO INTERESSANTE PER LE PROVE

La KeyMission 360 potrebbe avere anche un utilizzo meno evidente ma prezioso.

Registrare una prova completa della scena.
Poi riguardarla osservando la 
posizione degli attori, la continuità, gli sguardi, le entrate e le uscite, e la relazione con la scenografia.
È quasi una registrazione tridimensionale del blocking, cioè della disposizione e del movimento degli interpreti.

Per un regista la ripresa può essere molto utile.


IL PROBLEMA DEL REGISTA CHE FINISCE NELL'INQUADRATURA

Se la camera vede tutto, anche il regista deve scomparire.

Durante una take può trovarsi: in un'altra stanza, dietro un elemento realmente occultante, abbastanza lontano, fuori dalla zona operativa oppure collegato attraverso un monitor controllato da remoto.

Questo modifica il rapporto con gli attori.
Il regista li deve preparare molto prima del ciak.
Poi lascia che la scena avvenga.

Per questo il 360° può favorire i piani sequenza, la recitazione continua, oppure l'improvvisazione, come pure scene teatrali.


UTILIZZARLA SOTT'ACQUA

La sua robustezza apre un'altra possibilità spettacolare. Secondo Nikon la camera può essere utilizzata fino a 30 metri nelle condizioni previste dal costruttore. Tuttavia Nikon avverte esplicitamente che sott'acqua non viene mantenuta la stessa copertura completa a 360 gradi e che gli appositi protettori subacquei possono comparire nell'immagine.

Per un corto questo non deve essere considerato necessariamente un difetto.
Potrebbe diventare stile.

Una breve sequenza potrebbe essere: un personaggio cade in piscina, la camera è sott'acqua e vediamo contemporaneamente superficie, corpo, luce e fondo.

Molto più interessante di una semplice actioncam frontale.


DOVE POSIZIONARLA

Alcune posizioni particolarmente interessanti sono: il centro di un tavolo; sul tetto di un'automobile; all'interno dell'automobile; su una bicicletta; in fondo ad un corridoio; al centro di una stanza; su un'imbarcazione; all'interno di un ascensore; su un oggetto in movimento; sopra un piccolo stativo molto basso; in mezzo a un gruppo di persone.

La domanda deve sempre essere:  "Quale posizione sarebbe impossibile o difficilissima con una normale troupe?"

È lì che la KeyMission diventa interessante.


NON UTILIZZARLA COME CAMERA PRINCIPALE PER TUTTO

Per un normale dramma di venti minuti, girare tutto con una vecchia 360° 4K probabilmente non sarebbe la soluzione migliore.

Noi consigliamo di utilizzarla invece per creare determinati momenti firmati.

Per esempio, in un cortometraggio normale di 18 minuti, potremmo inserire 3 sequenze effettuate con la KeyMission:

al minuto 3 ripresa dall'automobile;

al minuto 10 posizionarla al centro della stanza durante la discussione;

ed al minuto 17 filmare il climax.

Il pubblico percepisce immediatamente un cambiamento di punto di vista.

Le riprese effettuate con la camera Nikon KeyMission 360 acquista così un significato particolare.


IL MIGLIORE UTILIZZO: QUANDO LA SCENEGGIATURA NASCE DAL 360

Il risultato più interessante non si ottiene scrivendo prima un film normale e domandandosi dopo:  "Dove posso mettere una ripresa a 360?"

Meglio fare il contrario. Chiedersi:  "Quale storia posso raccontare proprio perché posso vedere contemporaneamente tutto ciò che circonda la macchina da presa?"

Nascono immediatamente idee come:  un interrogatorio; una seduta familiare; una rapina; una riunione; una festa; in ascensore; in una stanza d'ospedale; una seduta di terapia; un gioco di ruolo; un viaggio; una casa infestata; un oggetto che passa di mano.

In questi casi la tecnologia genera drammaturgia.

 

* LE TRE REGOLE FONDAMENTALI PER UN CORTO CON KEYMISSION 360

- Prima regola: progettare lo spazio

Conoscere perfettamente la location.

Iniziare a disegnare la camera, poi le entrate ed uscire degli attori, dove sono le fonti luminose e le zone di cucitura del montaggio.

- Seconda regola: provare tutto

Fare dei test completi con: volti, mani, oggetti, persone che attraversano la scena lateralmente, i vari movimenti, le luci, le distanze.

Non bisogna scoprire i limiti dello stitching il giorno delle riprese.

- Terza regola: avere una ragione narrativa

Ogni ripresa a 360° deve aggiungere qualcosa che una camera tradizionale non avrebbe raccontato altrettanto bene.

Se non lo fa, conviene utilizzare la camera tradizionale.


ACCESSORI PARTICOLARMENTE UTILI

Nikon progettò per la serie diversi supporti dedicati, compresi base adapter, supporti piatti e curvi, supporti da casco, polso, manubrio, torace, surfboard, zaino e ventosa, oltre al telecomando ML-L6 e all'Handy Grip.

Per un cortometraggio consigliamo di aggiungere soprattutto:  un piccolo monopiede sottile; un mini treppiede; una ventosa robusta; clamp; batterie EN-EL12 di riserva; schede microSD affidabili; un registratore audio separato; radiomicrofoni; piccole luci pratiche; power solution compatibile per sessioni lunghe; protezioni per le due lenti.

Le due ottiche sporgenti sono il cuore del sistema e devono essere protette con particolare attenzione.


BATTERIA E DURATA

Nikon dichiara circa 1 ora e 10 minuti di registrazione video effettiva con una batteria EN-EL12, anche se la durata reale può variare con temperatura, collegamenti wireless e condizioni operative.

Su un set porterei quindi almeno tre batterie.

Con una camera piccola non significa che possiamo dimenticare il piano energetico.


UN WORKFLOW SEMPLICE PER IL CORTOMETRAGGIO

- Prima delle riprese:

aggiornare il firmware; verificare app e collegamento; formattare le schede; provare entrambe le lenti; controllare la linea di stitching; effettuare test in 4K; provare il workflow di montaggio.

- Sul set:

collocare la camera; controllare l'intera sfera di ripresa; nascondere troupe e attrezzatura; avviare registratore audio; fare il ciak; uscire dalla zona visibile; registrare.

- In post-produzione:

backup degli originali; controllo della cucitura; selezione delle take; eventuale editing del 360°; reframing per il master 16:9; montaggio; sincronizzazione audio; sound design; color correction; export.


IL LIMITE PUÒ DIVENTARE LINGUAGGIO

La KeyMission 360 non possiede un grande sensore, delle ottiche intercambiabili, una profondità di campo cinematografica, il moderno 8K, la possibilità professionali di Log; la qualità da cinema contemporanea.

Ma non è lì che va cercato il suo interesse.

La domanda giusta è:  "Che cosa può vedere che la mia normale cinepresa non può vedere nello stesso modo?"

La risposta è:  tutto ciò che accade contemporaneamente intorno a lei.

È questo il suo vero potenziale.


UNA MACCHINA CHE CAMBIA ANCHE LA SCRITTURA

Immaginiamo di scrivere:

Anna parla con Marco. Alle sue spalle Luca nasconde la chiave.

Con una normale ripresa dobbiamo decidere se mostrare Luca.

Con la 360° possiamo registrare entrambe le azioni contemporaneamente e decidere nel montaggio quando lo spettatore debba accorgersi del movimento di Luca.

Quindi la KeyMission non modifica soltanto la fotografia.

Modifica lasceneggiatura, il blocking, la recitazione, la regia, il montaggio ed il sound design.

È questo che rende davvero interessante una camera 360°.

Quindi...

Definire oggi la Nikon KeyMission 360 "rivoluzionaria" non significa sostenere che sia tecnicamente superiore alle moderne camere panoramiche.
Significa riconoscere la rivoluzione concettuale contenuta nel suo modo di vedere.

Una normale cinepresa dice al pubblico:  "Guarda qui."

La camera KeyMission 360 dice:  "Tutto è accaduto. Adesso scegliamo che cosa guardare."

E per chi scrive e dirige cortometraggi questa differenza può diventare enormemente creativa.

Può consentire di realizzare:

un thriller in cui la verità era sempre dentro l'inquadratura;

un horror in cui il pericolo potrebbe trovarsi alle spalle dello spettatore;

un film nel quale il protagonista non è una persona ma un oggetto che attraversa il mondo.

Questi sono i tre utilizzi che dovremmo rendere prioritari.

Non usare la Nikon KeyMission 360 per imitare una normale cinepresa.

La si dovrebbe utilizzare esattamente per ciò che una normale cinepresa non può fare.

Perché il modo più interessante di utilizzare una tecnologia particolare non è costringerla a rispettare le vecchie regole.

È chiedersi:  "Quale storia posso finalmente raccontare perché questa macchina vede il mondo in modo diverso?"