Come girare un cortometraggio con una Sony FDR AX100

sony fdr ax100 4kLa Sony FDR-AX100 è un oggetto un pò diverso rispetto alle mirrorless di cui abbiamo parlato spesso: non è una fotocamera con ottiche intercambiabili, è un videocamcorder con ottica fissa Zeiss, pensato fin dall'origine per il video. Questa differenza, che a prima vista può sembrare un limite, in realtà porta con sé alcuni vantaggi precisi per chi gira un cortometraggio a basso budget, come: un sensore da 1 pollice più grande di un tipico camcorder ma comunque compatto, un'ottica Zeiss di qualità molto elevata già calibrata sul corpo macchina, ghiere manuali vere per zoom, fuoco e diaframma, ed un filtro ND variabile integrato che da solo risolve uno dei problemi più fastidiosi delle riprese in esterna. Vediamo come usarla al meglio per ottenere un risultato con un vero look cinematografico.


Il sensore e l'ottica fissa: conoscere i propri limiti per aggirarli

Il sensore da 1 pollice della AX100 è più piccolo di un APS-C, ma decisamente più grande di quello di un tipico camcorder consumer: questo si traduce in una migliore resa in scarsa luce ed in una profondità di campo più ridotta rispetto ad un camcorder tradizionale. È importante saperlo in fase di pianificazione, perché il classico sfondo completamente sfocato tipico del cinema con ottiche molto luminose qui va cercato con più attenzione: diaframma aperto, soggetto vicino alla camera e sfondo lontano sono le tre variabili su cui si può lavorare per ottenere separazione tra soggetto ed ambiente.

L'ottica è un Carl Zeiss Vario-Sonnar T* con zoom ottico 12x, equivalente ad un range 24-100mm in formato pieno, apertura f/2.8 in posizione grandangolo fino a f/4.5 in focale teleobiettivo. Non essendo intercambiabile, il lavoro dello sceneggiatore visivo si sposta: non si sceglie "quale ottica montare" ma "quale porzione dello zoom usare per quella scena", ed è un esercizio che vale la pena fare con la stessa cura con cui si sceglierebbe una focale fissa su una mirrorless.


Come usare il range dello zoom per genere

Il grandangolo del range (24mm equivalente) è la scelta naturale per stabilire l'ambiente in apertura di scena, per le inquadrature corali e per il thriller, dove una composizione più larga e leggermente distorta ai bordi comunica disorientamento e vulnerabilità del personaggio nello spazio.
La zona centrale dello zoom, attorno ai 35-50mm equivalenti, è la più versatile per i dialoghi e per il linguaggio naturale della commedia, dove serve leggibilità immediata dell'inquadratura ed un rapporto spaziale credibile tra i personaggi.
La zona tele, verso i 85-100mm equivalenti, comprime la prospettiva ed è perfetta per i primi piani drammatici del dramma sentimentale, isolando il volto dell'attore anche nella profondità di campo relativamente maggiore di questo sensore.

Un consiglio pratico: evitate di zoomare durante la ripresa se non è una scelta narrativa precisa (per esempio uno zoom lento ed impercettibile per accompagnare una rivelazione drammatica). Impostate la focale prima di girare il ciak, come fareste scegliendo un obiettivo fisso su una mirrorless: usare lo zoom come sostituto del movimento di camera è uno degli errori più riconoscibili delle riprese amatoriali, e toglie immediatamente credibilità cinematografica all'immagine.


Accessori ottici: cosa si può aggiungere all'ottica fissa

Anche se l'ottica non è intercambiabile, la AX100 ha una filettatura frontale da 62mm che permette di montare accessori ottici a vite, un modo intelligente per ampliare le possibilità creative senza cambiare corpo macchina.
Un convertitore grandangolare (wide converter) permette di scendere sotto i 24mm equivalenti nativi, utile per interni molto stretti o per composizioni ancora più estreme nel thriller.
Un convertitore tele estende il range oltre i 100mm, utile per primi piani ancora più ravvicinati senza dover avvicinare fisicamente la camera al soggetto, cosa preziosa nelle scene in cui l'attore non deve percepire la presenza ravvicinata della troupe.
Una lente macro/close-up a vite permette di girare dettagli molto ravvicinati (un anello, una fotografia, un oggetto simbolico nella storia), un'inquadratura che il dramma ed il thriller usano spesso per punteggiare la narrazione senza dialogo.
Vale la pena anche montare un semplice paraluce sulla filettatura, non solo per estetica da set ma per ridurre concretamente i flare indesiderati nelle riprese in esterna, soprattutto in controluce.


Le impostazioni per un'immagine cinematografica

Risoluzione e frame rate. La AX100 registra fino al 4K UHD (3840x2160) in formato XAVC S. Per un cortometraggio con ambizioni cinematografiche, girate sempre in 4K anche se il montaggio finale sarà in Full HD: vi lascia margine per piccoli aggiustamenti di inquadratura in post senza perdita di qualità percepibile. Per il frame rate, impostate 24p, lo standard che restituisce la cadenza percettiva tipica del linguaggio cinematografico.
Se prevedete rallenty, la AX100 offre modalità dedicate in Full HD fino a 120fps: girate queste sequenze separatamente e organizzatele in cartelle a parte fin dal giorno delle riprese, per non confondervi in fase di montaggio.

Otturatore. Anche su questo camcorder vale la regola dei 180 gradi: con 24fps l'otturatore va impostato al valore più vicino a 1/48, quindi 1/50, per ottenere il naturale motion blur che l'occhio associa al cinema, evitando sia l'effetto stroboscopico di uno shutter troppo rapido sia lo sfocato eccessivo di uno troppo lento.

Il filtro ND integrato: il vero punto di forza. A differenza delle mirrorless con ottiche intercambiabili, la AX100 ha un filtro a densità neutra variabile integrato, selezionabile manualmente su più livelli. È uno strumento prezioso perché permette di mantenere costante la combinazione otturatore a 1/50 e diaframma aperto anche in piena luce diurna, senza dover chiudere il diaframma (perdendo la profondità di campo ridotta) od alzare artificialmente l'otturatore (perdendo il motion blur corretto). Usatelo attivamente come fareste con un vero filtro ND fisico su una cinema camera: è probabilmente lo strumento che più di ogni altro vi permette di mantenere un'esposizione cinematograficamente corretta in ogni condizione di luce, dagli interni bui agli esterni assolati, senza compromessi sull'estetica dell'immagine.

Profilo immagine. Grazie a un aggiornamento firmware, la AX100 supporta i Picture Profile dello stesso stile delle mirrorless Sony della stessa generazione, incluso il PP7 (S-Log2): un profilo piatto e desaturato che massimizza la gamma dinamica catturabile dal sensore, pensato per essere corretto in post con una LUT dedicata.
Come per le mirrorless, ricordate che con S-Log2 conviene lavorare con un ISO/guadagno non troppo basso per non penalizzare le ombre: se non siete sicuri di gestire un vero flusso di color grading, un profilo intermedio come Cine1/Cine2 offre già un'immagine più contrastata e pronta all'uso, comunque più ricca di dettaglio rispetto al profilo Standard, che invece sconsiglio per qualunque uso narrativo perché tende a bruciare le alte luci ed a schiacciare troppo i colori.

Bilanciamento del bianco. Impostatelo sempre manualmente in gradi Kelvin (la ghiera ed i menu della AX100 lo consentono con precisione), mai in automatico: la coerenza cromatica tra le inquadrature della stessa scena narrativa è essenziale, ed è un aspetto che il montatore vi ringrazierà di aver curato fin dal set.

Messa a fuoco. La ghiera del fuoco della AX100 è elettronica (fly-by-wire, non un vero accoppiamento meccanico), quindi la sensazione al tatto è diversa da un'ottica cinematografica vera, ma resta comunque uno strumento preciso se usato con attenzione. Attivate sempre la funzione di ingrandimento della messa a fuoco e, se disponibile nel menu della vostra unità, il focus peaking, per verificare la nitidezza prima di ogni ciak, soprattutto lavorando in teleobiettivo dove la profondità di campo si riduce e l'errore di fuoco diventa più visibile.

Zebra. Attivate le zebrature per controllare in tempo reale il clipping delle alte luci, uno strumento particolarmente utile in questo camcorder proprio perché lavorerete spesso con il filtro ND per bilanciare l'esposizione, ed è facile perdere la percezione immediata di quanto siano davvero esposte le zone più luminose dell'inquadratura.


Impostazioni pensate per facilitare il montaggio

Mantenete frame rate e risoluzione costanti per l'intero girato narrativo, isolando in cartelle separate le eventuali sequenze girate ad alto frame rate per lo slow motion. Scegliete un solo profilo immagine per tutta la produzione: mischiare S-Log2 e Cine1 nello stesso cortometraggio complica inutilmente il lavoro di armonizzazione cromatica in fase di color correction. Se girate in S-Log2, tenete a portata di mano la LUT di conversione a Rec.709 ed applicatela come riferimento sul monitor durante le riprese, così tutta la troupe vede un'anteprima già vicina al risultato finale pur registrando il file piatto per la post-produzione.

Registrate sempre un ciak ad inizio ripresa: pur avendo un microfono stereo integrato di qualità discreta per uno strumento di questo tipo, per un vero uso narrativo conviene comunque affidarsi ad una registrazione audio esterna (la AX100 supporta anche un kit XLR opzionale da montare sulla slitta), ed il ciak resta il metodo più rapido ed affidabile per sincronizzare in montaggio. Organizzate i file per scena/ciak/take già durante lo scarico giornaliero, con backup su un secondo supporto prima di riformattare la scheda.


Stabilizzazione e movimento

La AX100 integra uno stabilizzatore ottico (Optical SteadyShot) direttamente nel gruppo ottico, efficace per le riprese a mano occasionali e per le camminate leggere, un vantaggio non scontato per un budget contenuto. Per movimenti più ampi e fluidi resta comunque preferibile un gimbal od uno slider per i movimenti laterali controllati, mentre per le inquadrature statiche un buon treppiede fluido garantisce la precisione che lo stabilizzatore ottico da solo non può offrire nei pan e tilt lenti tipici del linguaggio cinematografico.


Il flusso di lavoro consigliato, in sintesi

Prima delle riprese, fissate profilo immagine e frame rate per tutto il progetto. Sul set, pensate alla focale come a un'ottica fissa da scegliere consapevolmente prima del ciak, non come ad uno zoom da muovere in ripresa; usate il filtro ND integrato attivamente per mantenere sempre corretti otturatore e diaframma; verificate l'esposizione con gli zebra e il fuoco con l'ingrandimento od il peaking; bilanciate il bianco manualmente ad ogni cambio di luce; registrate un ciak a ogni buona ripresa. Scaricate il materiale ogni sera, organizzandolo per scena, con doppio backup prima di formattare le schede.

La Sony FDR-AX100, pur non offrendo la libertà delle ottiche intercambiabili, è uno strumento sorprendentemente capace nelle mani di chi ne conosce a fondo le caratteristiche: un'ottica Zeiss di qualità, un filtro ND che risolve elegantemente uno dei problemi più comuni delle riprese in esterna, ed un sensore abbastanza grande da restituire un'immagine con una vera profondità cinematografica.
Usata con metodo, cioè scelta consapevole della focale, gestione attiva dell'esposizione, coerenza tecnica per tutta la produzione, permette ad un cortometraggio a basso budget di raggiungere un livello visivo ben oltre quello che ci si aspetterebbe da un camcorder con ottica fissa.