♥ ILCORTO.EU - L'Enciclopedia dei Cortometraggi
Il significato dei COLORI nei Film e nei Cortometraggi (parte 2)
Il traguardo più interessante anche per un giovane filmmaker è che non dovrebbe chiedersi soltanto: "Come posso rendere questa inquadratura più bella?" ma dovrebbe cominciare a chiedersi: "Quale colore appartiene emotivamente a questa scena, a questo personaggio ed a questo momento della storia?" Quando la risposta arriva dalla sceneggiatura e non soltanto dal gusto estetico, il colore smette di essere decorazione e diventa regia, fotografia e racconto. Diventa Cinema.
Guida al Casting per personaggi comici per un cortometraggio
Realizzare un buon cortometraggio comico è spesso più difficile di quanto possa sembrare. In un dramma, anche una piccola esitazione, un silenzio od una certa rigidità interpretativa possono talvolta essere assorbiti dalla situazione. Nella commedia, invece, basta pochissimo per perdere il ritmo, anticipare una battuta, trasformare un personaggio in una macchietta o rendere artificiale una situazione che sulla pagina funzionava perfettamente.
Workshop Gratuito a Roma sabato 24 ottobre 2026
L'incontro è pensato per chi ama il cinema e che vuole migliorare ed approfondire la propria esperienza e pure per chi vorrebbe provare a realizzare un proprio cortometraggio, anche senza aver precedenti esperienze tecniche. Non è necessario possedere una cinepresa né avere già scritto una sceneggiatura. Parleremo di come trovare e sviluppare un'idea adatta ad un corto con un protagonista ed il suo conflitto; dei primi elementi di sceneggiatura; della scelta delle inquadrature e di come organizzazione le riprese con attori, fotografia, audio e montaggio; e dell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nella realizzazione del proprio cortometraggio.
Diventare tecnico Audio per il cinema (parte 2)
Il giovane che desidera diventare Tecnico Audio cinematografico potrebbe inizialmente pensare che il suo mestiere consista nel registrare bene ciò che accade davanti alla cinepresa. Con l’esperienza scoprirà che il lavoro è molto più ampio. Dovrà imparare la fisica del suono, conoscere i microfoni, il boom, i lavalier, la radiofrequenza, il gain staging, il timecode, la continuità, i metadata, il room tone, la gestione delle batterie e la disciplina del set. E dovrà conoscere almeno le basi di montaggio dialoghi, ADR, Foley, sound design e mix.
Il significato dei COLORI nei Film e nei Cortometraggi
Quando pensiamo alla fotografia cinematografica, è facile considerare il colore soprattutto come una qualità estetica dell'immagine: una scena può apparire calda, fredda, brillante, desaturata, elegante oppure cupa. In realtà, nel cinema più consapevole, il colore può svolgere una funzione molto più profonda. Noi possiamo, ad esempio, utilizzarlo per orientare lo sguardo dello spettatore, distinguere luoghi ed epoche, accompagnare l'evoluzione di un personaggio, eccetera.
"L'assistente perfetto" kit di scrittura dal film "Guiding Emily"
Logline: Beatrice, traduttrice cieca e perfettamente autonoma, accetta di testare gratuitamente un nuovo assistente IA progettato per rendere "sicura al cento per cento" la vita delle persone con disabilità visive. Il sistema funziona fin troppo bene e comincia progressivamente ad impedirle qualsiasi comportamento che contenga anche il minimo rischio. Per liberarsi dall'assistente, Beatrice dovrà convincere il suo stesso creatore che una vita senza pericolo può diventare una vita nella quale non è più possibile scegliere.
Dalla recitazione Teatrale alla Cinematografica (parte 2)
Passare dalla recitazione teatrale a quella cinematografica non significa imparare a recitare da zero. Significa imparare ad utilizzare diversamente strumenti che l’attore possiede già. L’esperienza teatrale offre disciplina; presenza; analisi del testo; capacità di ascolto; uso del corpo; rapporto con il personaggio. Il cinema aggiunge nuove esigenze come precisione; continuità; ripetibilità; consapevolezza dell’inquadratura; microrecitazione; rapporto con macchina, luce e microfono; capacità di interpretare scene fuori ordine.
Usare un Xiaomi 17 Ultra per girare un cortometraggio
Lo Xiaomi 17 Ultra non è una cinepresa, ma uno smartphone di fascia alta progettato con una sezione fotografica e video molto evoluta. Nelle mani di un videomaker preparato, può diventare una vera macchina da ripresa per cortometraggi a medio budget. Dispone di una fotocamera principale Leica equivalente a 23 mm, un teleobiettivo Leica da 200 MP con zoom ottico 75-100 mm ed un ultra-grandangolare da 14 mm. Registra fino a 8K 30 fps
Il punto di vista come motore del racconto: cosa ci insegna Alfred Hitchcock ne "Il ladro"
Il breve testo di Alfred Hitchcock è particolarmente interessante perché, in pochissime righe, contiene una vera lezione di sceneggiatura e di regia. Hitchcock non descrive semplicemente ciò che succede all'inizio del film The Wrong Man, distribuito in Italia con il titolo Il ladro. Spiega soprattutto da quale punto di vista vuole far vivere allo spettatore ciò che sta accadendo. Ed è proprio questa distinzione, apparentemente semplice, a trasformare un fatto narrativo in Cinema.
Diventare tecnico Audio per il cinema
Un giovane che decide di lavorare nel cinema come Tecnico Audio parte spesso da un’idea comprensibile, ma incompleta: pensa che il suo compito consista soprattutto nel possedere un buon registratore, scegliere un microfono professionale, indossare le cuffie e registrare quello che accade davanti alla macchina da presa. Un buon tecnico audio cinematografico non è semplicemente la persona che controlla che “si senta bene”. È uno dei professionisti che permettono allo spettatore di credere nel mondo rappresentato sullo schermo.
Perchè realizzare un Cortometraggio con l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE (parte 2)
Nel cinema tradizionale esiste un momento terribile: “Avremmo dovuto girarla diversamente.” Quando il set è stato smontato, gli attori sono tornati a casa e la location non è più disponibile, tornare indietro può essere impossibile. Con una produzione generativa è più facile modificare. Il filmmaker può rendersi conto che al montaggio serve: un primo piano; un dettaglio; una diversa reazione; un’inquadratura della finestra; un establishing shot. Allora può tentare di generarlo ex novo. Questa flessibilità cambia profondamente il rapporto tra produzione e montaggio.
CASERTA Film Festival 2026
Sono aperte le iscrizioni alla terza edizione del CFF. Il tema è libero. Per i cortometraggi la durata non deve superare i 20 minuti, e per i lungometraggi non deve essere inferiore ai 70 minuti. Per la sezione documentari non c’è limite di durata. Il termine ultimo per l’invio delle opere è il 10 novembre 2026 alle ore 23.00.
Dalla recitazione Teatrale alla Cinematografica
Teatro e cinema richiedono due modalità di recitazione profondamente diverse. Non perché una sia superiore all’altra, ma perché cambia completamente il rapporto tra attore e spettatore. A teatro lo spettatore può trovarsi a dieci, venti o cinquanta metri dal palcoscenico. Il gesto deve quindi essere leggibile. La voce deve attraversare lo spazio. L’energia deve arrivare fino all’ultima fila. Nel cinema può accadere esattamente il contrario.
Le lezioni di Cinema che ci ha lasciato CHARLIE CHAPLIN
Era attore, regista, sceneggiatore, produttore e, in molti lavori, anche compositore. La figura di Charlot - il Little Tramp, il vagabondo con bombetta, bastone, baffetti e scarpe troppo grandi - divenne una delle immagini più riconoscibili della cultura cinematografica mondiale. Charlie Chaplin ha contribuito in modo determinante all'affermazione del Cinema come grande forma d'arte e di spettacolo del Novecento, mentre la sua opera attraversa più decenni e trasformazioni radicali del mezzo cinematografico, dal muto al sonoro.
Perchè realizzare un Cortometraggio con l'Intelligenza Artificiale
Per un filmmaker che ha sempre lavorato in maniera tradizionale, con attori, attrici, direttore della fotografia, fonico, scenografo, costumista e montatore, l’idea di realizzare un cortometraggio attraverso l’Intelligenza Artificiale può inizialmente sembrare quasi una rinuncia al Cinema. Potrebbe apparire come il tentativo di sostituire ciò che per decenni ha costituito il cuore di un set: persone vere davanti e dietro la macchina da presa.
I Generi e sottogeneri meno utilizzati (parte 2)
I generi cinematografici meno frequentati non dovrebbero essere considerati territori marginali. Dovrebbero essere considerati invece territori disponibili e sfruttabili. Il cortometraggio possiede una posizione privilegiata per esplorarli. Non deve necessariamente sostenere una storia per cento minuti. Può costruire quindici minuti intorno ad una sola idea straordinaria. Può permettersi una domanda senza risposta. Può raccontare attraverso un corpo. Od una voce. Una stanza. Un oggetto. Un'assurdità. Un sogno. Può essere realistico oppure completamente impossibile.
Canon EOS R6 Mark III per realizzare un ottimo Cortometraggio (parte 2)
La Canon EOS R6 Mark III può essere una macchina particolarmente convincente per il cortometraggio perché combina due caratteristiche normalmente difficili da conciliare: semplicità operativa e grande margine tecnico. Il principiante può utilizzarla in 4K, affidarsi all'eccellente autofocus e costruire progressivamente il proprio linguaggio. Ma la caratteristica più importante rimane un'altra: la R6 Mark III consente di utilizzare strumenti professionali senza costringere il cortometraggio a diventare un esercizio tecnico.
I Generi e sottogeneri meno utilizzati
Quando si osserva la produzione cinematografica contemporanea, si nota facilmente come alcuni generi ricorrano continuamente. Non accade perché gli altri generi siano meno interessanti. Accade spesso perché il cinema industriale tende naturalmente verso forme che il pubblico riconosce immediatamente e che produttori, distributori e piattaforme riescono a presentare con facilità. Il cortometraggio può comportarsi diversamente: il formato breve permette un impatto concentrato.
"La città in rilievo" kit di scrittura dal film "Guiding Emily"
Una sceneggiatura con un protagonista cieco dalla nascita va scritta privilegiando suoni, voci, odori e sensazioni tattili come veicoli narrativi, evitando riferimenti visivi che il personaggio non potrebbe possedere nemmeno come ricordo. Le azioni e i dialoghi devono suggerire lo spazio e le emozioni altrui attraverso ciò che si sente e si tocca, non attraverso sguardi o espressioni descritte. Anche le indicazioni di regia dovrebbero orientare la macchina da presa ed il montaggio sonoro a restituire allo spettatore, per empatia, la stessa percezione non visiva del protagonista.
La scelta di un titolo: perchè “Argo deve dire no”
Il titolo “Argo deve dire no” nasce da un’idea precisa: il momento decisivo della storia non è quando Argo obbedisce bene, ma quando sceglie correttamente di non obbedire. Nel percorso di un cane guida, infatti, l’obbedienza non è cieca. Il cane deve imparare anche quella che viene definita intelligent disobedience, ovvero disobbedienza intelligente, cioè la capacità di rifiutare un comando quando eseguirlo metterebbe in pericolo la persona che sta accompagnando.
"Argo deve dire no" kit di scrittura dal film "Guiding Emily"
Il kit non riprende la trama di Guiding Emily, film diretto da Andy Mikita e sceneggiato da Betsy Morris dal romanzo di Barbara Hinske, ma utilizza soltanto alcuni nuclei creativi quali autonomia, fiducia, formazione, collaborazione e dignità, portandoli in una storia completamente nuova, contemporanea e realizzabile come cortometraggio di circa 15 o 20 minuti.
Come fare, da buon sceneggiatore, la revisione di bozze di storie
Rileggendo accuratamente le cinque storie dell'articolo: "Una storia che racchiude un segreto è veramente interessante" non più come semplici idee di base presentate in forma generale, ma come se fossero già nella fase di sviluppo della sceneggiatura, bisogna cercare, controllare e correggere le incoerenze narrative, soprattutto la causalità, le informazioni, le motivazioni dei personaggi, la plausibilità, la preparazione del segreto e tenuta del finale di ogni singola storia.
Costruire sceneggiature col tema: il Gioco di carte (parte 2)
Quando scriviamo una scena con un gioco di carte, proviamo ad immaginare due partite contemporaneamente. La prima si svolge sopra il tavolo. Ha regole, punti, carte e vincitori. La prima partita interessa i personaggi. La seconda interessa invece lo spettatore, ed è quella fatta di desideri; paure; rivalità; affetto; bugie; alleanze; decisioni. Quando entrambe arrivano insieme alla mano decisiva, abbiamo una vera scena cinematografica. Ed è probabilmente questo il motivo più profondo per cui un semplice mazzo di quaranta carte può diventare un ottimo punto di partenza per un cortometraggio.
La sceneggiatura è lo scheletro del film
C'è un'immagine che ricorre spesso quando si parla di sceneggiatura, ed è proprio quella dello scheletro. Non è un paragone casuale: come lo scheletro sostiene il corpo, gli dà forma e gli permette di muoversi senza afflosciarsi su se stesso, così la sceneggiatura sostiene ogni scelta che viene presa nella realizzazione di un film, dal primo sopralluogo fino all'ultima nota della colonna sonora. Proprio per questo motivo la Sceneggiatura diventa il punto di riferimento condiviso da tutti i reparti di una troupe, che spesso lavorano in momenti diversi e non hanno modo di parlarsi direttamente ogni giorno.
Una storia che racchiude un segreto è veramente interessante (parte 2)
Il segreto non serve soltanto per sorprendere, serve per cambiare il significato della storia. Questa è probabilmente la regola più importante. Se togliendo il segreto la storia rimane praticamente uguale, allora il segreto non è abbastanza importante. Ed una volta rivelato il segreto, la domanda più importante diventa: "Adesso che il protagonista conosce la verità, che cosa farà?" È questa decisione finale a completare veramente la storia.
Canon EOS R6 Mark III per realizzare un ottimo Cortometraggio
La Canon EOS R6 Mark III è tecnicamente una fotocamera mirrorless ibrida full frame e non una cinepresa della famiglia Cinema EOS. Tuttavia, dal punto di vista operativo, dispone ormai di molte funzioni che fino a pochi anni fa avremmo associato a macchine specificamente cinematografiche, sono caratteristiche molto importanti, ma bisogna chiarire subito un principio: un cortometraggio non diventa cinematografico perché viene girato in 7K RAW.
Come scrivere un cortometraggio di genere Sovrannaturale (parte 2)
Un buon cortometraggio sovrannaturale non deve partire necessariamente da una presenza inquietante. Può partire da un giorno che nessuno ricorda. Da un fiore che non dovrebbe nascere. Da un numero civico che non esiste. L'elemento impossibile può essere minuscolo. Ciò che deve diventare grande sono le conseguenze. Il sovrannaturale funziona quando entra nella zona più vulnerabile del protagonista. Il vero scopo dello sceneggiatore non è quindi chiedersi soltanto: "Quale cosa impossibile posso inventare?" ma la domanda più importante è: "Quale scelta umana diventa possibile grazie a questa cosa impossibile?"
Costruire sceneggiature col tema: il Gioco di carte
Appena quattro persone si siedono attorno ad un tavolo e qualcuno distribuisce le carte, nasce immediatamente una situazione narrativa. Esistono delle regole. Esiste qualcosa da vincere. Qualcuno possiede informazioni che gli altri non possiedono. Qualcuno rischia. Qualcuno bluffa. Qualcuno osserva. Qualcuno ricorda le carte già uscite. Qualcuno cerca di capire il comportamento dell'avversario.
Cortometraggio giallo: "La Lettera nell'Ombra"
Marco torna a casa dal lavoro e scopre il corpo della moglie, Giulia, uccisa nel loro elegante appartamento. L'ispettrice Clara interviene, portando alla luce tensioni sotterranee tra il gruppo di amici stretti e scoprendo due lettere anonime che insinuano tradimenti e seduzioni fallite. Tra rapporti professionali intricati e segreti personali, Clara identifica infine l’assassino, motivato da gelosia e vendetta.
Una storia che racchiude un segreto è veramente interessante
Una storia che racchiude un segreto possiede fin dall'inizio una forza particolare: promette allo spettatore che esiste qualcosa che ancora non conosce e che, prima o poi, dovrà emergere. Il segreto può appartenere ad un personaggio, ad una famiglia, ad un luogo, ad un oggetto oppure perfino alla stessa situazione che stiamo osservando. Non è però sufficiente nascondere un'informazione e rivelarla alla fine. Un buon segreto cinematografico deve produrre conseguenze.
Come scrivere un cortometraggio di genere Sovrannaturale
Scrivere un cortometraggio di genere sovrannaturale di 20 o 30 minuti non significa necessariamente raccontare una storia di fantasmi. Il sovrannaturale nasce ogni volta che, all'interno di una realtà riconoscibile, compare qualcosa che non può essere spiegato attraverso le normali leggi della natura. Può accadere che un'intera giornata sparisca dalla memoria collettiva. Può esistere una pianta capace di reagire alle bugie. Può comparire, nel centro di una grande città, un edificio che nessuno riesce a ricordare dopo essersene allontanato. Sono tutte situazioni sovrannaturali.
"Edipo Re" di Nami Shojaie
"Edipo Re" è un cortometraggio indipendente che nasce dall’esigenza di voler parlare del problema della salute mentale della generazione Z. La storia del corto è molto semplice ma profonda: la notte del suo diciottesimo compleanno è per Zeno l’occasione di esternare i suoi problemi ed i suoi disagi, affrontando una confusione mentale che non appartiene soltanto a lui, ma a tutta la sua generazione. Attraverso Zeno ed i suoi “amici”, viene esplorata la difficoltà che vivono i ragazzi a relazionarsi, ad esternare i loro problemi e ad uscire dalla propria zona di comfort.
Organizzare tutte le basi per realizzare sul campo un cortometraggio (p.2)
La realizzazione pratica di un cortometraggio nasce molto prima del primo ciak perché ogni scelta creativa scritta sulla pagina, una location, un effetto, un numero di personaggi, deve essere verificata contro le risorse reali a disposizione, tempo, budget, persone disponibili. È nella fase di organizzazione che la storia immaginata incontra per la prima volta la realtà concreta della produzione, e da questo incontro nascono gli aggiustamenti che permetteranno davvero di girarla. È in questa fase silenziosa e poco visibile, più che nel momento spettacolare del primo ciak, che si decide realmente se un cortometraggio riuscirà a essere completato o resterà solo un'idea sulla carta.
Come progettare e scrivere un cortometraggio Horror (parte 2)
Per costruire un buon cortometraggio horror non dobbiamo iniziare chiedendoci: "Come posso spaventare lo spettatore?" La domanda più utile è: "Di che cosa ha paura il mio protagonista?" Poi dobbiamo trasformare quella paura in qualcosa che possa essere visto, sentito e vissuto cinematograficamente. Una porta può diventare il passato. Un fantasma può diventare la colpa. Un computer può diventare la paura di perdere il controllo. È questo passaggio a rendere l'horror interessante.
Vantaggi e limiti delle SRL e MIRRORLESS
Chi si avvicina per la prima volta all'acquisto di una fotocamera per girare un cortometraggio si trova quasi sempre davanti allo stesso bivio: reflex o mirrorless? È una domanda che sembra tecnica, e in parte lo è, ma nasconde in realtà una scelta più profonda, quella su come si vuole lavorare concretamente sul set, come si vuole controllare il fuoco, l'esposizione, il peso dell'attrezzatura durante una lunga giornata di riprese.
L'imbarazzo della scelta fra le ultime fotocamere presentate per fare anche Cortometraggi
Il mercato odierno offre una straordinaria varietà di fotocamere all'avanguardia progettate per la cinematografia indipendente, lasciando gli autori di cortometraggi di fronte a una scelta complessa ma entusiasmante. Grazie a sensori di altissima qualità, risoluzioni straordinarie e funzioni avanzate di color grading, ogni modello promette di trasformare idee creative in produzioni visive professionali. Questa ricchezza di opzioni spinge i filmmaker a valutare attentamente le proprie esigenze specifiche, bilanciando budget, ergonomia e specifiche tecniche per trovare lo strumento perfetto.
L'idea di base: un esercizio pratico per neo-sceneggiatori
Esercitarsi sull'idea di base è fondamentale perché da essa nasce tutto il cortometraggio: personaggi, conflitto, emozioni e finale. Un'idea chiara e originale permette di catturare subito la curiosità dello spettatore e di mantenerla fino alla conclusione. Lavorare bene sull'idea iniziale aiuta anche a evitare storie confuse, troppo ricche di elementi o prive di una vera direzione. Più l'idea è semplice, forte e capace di generare domande, maggiori sono le possibilità che il cortometraggio lasci un ricordo nel pubblico.
L'IDEA DI BASE: IL CUORE DI OGNI CORTOMETRAGGIO
Una buona idea cinematografica non deve necessariamente essere complicata. Spesso è esattamente il contrario. Le idee più efficaci possono essere raccontate in poche parole. Sono situazioni semplici, ma contengono immediatamente una domanda. Perché? Che cosa è successo? Che cosa scoprirà il protagonista? E sono proprio queste domande a trasformare una semplice situazione in una possibile storia. Rd in un piccolo grande capolavoro.
"Il mestiere di essere nessuno" kit di scrittura dal film "Holy Motors"
Il punto più interessante da conservare prendendo dal film Holy Motors lo stimolo creativo non è il semplice fatto che una persona possa interpretare molti ruoli. Nel primo nostro kit Davide interpreta emozioni per una macchina e scopre di non riuscire a viverle nella propria famiglia. Nel secondo kit Elena possiede centinaia di voci e rischia di perdere la propria. Nel terzo kit Lorenzo diventa temporaneamente necessario a molti sconosciuti mentre è stato assente proprio nella relazione nella quale avrebbe dovuto essere realmente presente.
L'Arco di trasformazione del personaggio principale in un cortometraggio (parte 2)
L’arco di trasformazione del personaggio principale è il percorso che collega ciò che il protagonista è all’inizio con ciò che diventa, comprende o decide alla fine. Nel cortometraggio non occorre costruire trasformazioni gigantesche. Anzi, quasi sempre funziona meglio una trasformazione piccola, precisa e leggibile. Come: un uomo che risponde ad una telefonata, od una donna che lascia libera una sedia, o due fratelli che decidono finalmente di entrare insieme nella casa del padre.
11 cortometraggi che hanno lanciato la carriera di registi
I cortometraggi possono lanciare la carriera di un regista perché funzionano da vero e proprio biglietto da visita: mostrano a produttori, festival ed addetti ai lavori non solo un'idea, ma la capacità concreta di realizzarla dall'inizio alla fine, con risorse spesso minime. Per questo molti dei registi oggi più affermati, quasi senza eccezione, hanno costruito la propria credibilità professionale proprio a partire da un piccolo cortometraggio ben fatto.
Storie sulla Curiosità che ti rivoluziona la vita (parte 2)
In tutte queste proposte di storie di base per scrivere una sceneggiatura, la curiosità compie lo stesso percorso narrativo: qualcosa attira il protagonista, il protagonista potrebbe ignorarlo, decide invece di approfondire e scopre qualcosa: la scoperta crea un problema, il problema lo obbliga a scegliere e la scelta rivela chi è lui veramente: il personaggio cambia. Questa struttura è molto efficace nel cortometraggio perché permette di partire immediatamente da un elemento concreto ed entrare nella storia.
"La voce degli assenti" kit di scrittura dal film "Holy Motors" di Leos Carax
Partire da un film che ci è piaciuto è importante perché quel film ha già dimostrato di funzionare emotivamente, e da lì possiamo imparare il meccanismo che lo rende efficace, non il suo contenuto specifico. Studiarne la struttura, il ritmo, il modo in cui costruisce empatia per i personaggi ci offre una base solida su cui lavorare, evitando di ripartire ogni volta da zero nell'apprendimento del mestiere. La vera creatività, però, comincia proprio nel momento in cui ci allontaniamo da quel modello, inventando personaggi, motivazioni e situazioni che appartengono solo alla nostra storia.
Organizzare tutte le basi per realizzare sul campo un cortometraggio
Realizzare un cortometraggio significa trasformare qualcosa che inizialmente esiste soltanto sulla carta in una successione concreta di immagini, suoni, interpretazioni, ambienti e azioni. La sceneggiatura rappresenta il progetto narrativo. Il set rappresenta invece il momento nel quale quel progetto deve confrontarsi con la realtà. Ed è proprio qui che nasce la difficoltà. Dobbiamo costruire un ponte tra immaginazione e realtà. E questo ponte è viene creato dall'analisi; dall'organizzazione; da prove; scelte; alternative; comunicazione; sicurezza; controllo tecnico; capacità di adattamento. Sul set qualcosa cambierà sicuramente.
Premiazione del Flamino F. F. 2026
Al cinema "Tiziano" di Roma (in via Guido Reni, 2) nei giorni dal 21 al 23 settembre l'evento "Cortometraggi e sostenibilità" con la cerimonia di premiazione del Flaminio Film Festival 2026.
La saggezza della sceneggiatura di Nora Ephron
La grande e compianta Nora Ephron è stata una delle prime a essere antesignane nel campo della sceneggiatura, in particolare come scrittrice, molto prima del recente, attuale e atteso movimento delle donne ad Hollywood. ... Poi scrisse il suo primo romanzo, Heartburn (Affari di cuore), che ha adattato nel film omonimo di Mike Nichols con nientemeno che Jack Nicholson e Meryl Streep. Scrisse la sceneggiatura per Silkwood del 1983, ottenendo una nomination all'Oscar per questo film. Dopo Ephron scrisse probabilmente la più grande commedia romantica, un piccolo film intitolato Harry ti presento Sally (When Harry Met Sally…). Quella sceneggiatura avrebbe fatto guadagnare a Ephron la sua seconda nomination all'Oscar.
Come progettare e scrivere un cortometraggio Horror
Scrivere un cortometraggio horror non significa semplicemente inventare un mostro, inserire una casa buia e far comparire improvvisamente qualcuno dietro una porta. L'horror funziona quando lo spettatore comincia a temere qualcosa ancora prima di vederla. La paura cinematografica nasce soprattutto dall'attesa. E per costruire un buon cortometraggio horror dobbiamo quindi lavorare contemporaneamente su tre livelli: la storia; la paura; il personaggio. Per spiegare il procedimento utilizzeremo tre idee iniziali.
Il Cortometraggio e l'Intelligenza Artificiale (parte 3)
Ecco il processo completo, step by step, dalla preparazione intellettuale alla fase di post-produzione, per produrre un cortometraggio AI da 5-6 minuti che abbia la qualità di un piccolo capolavoro. I migliori cortometraggi AI degli ultimi anni hanno spesso incorporato deliberatamente elementi di "impurezza" come una leggera grana digitale aggiunta in post produzione, lievi aberrazioni cromatiche, movimenti di camera non perfettamente stabili. Questi elementi aggiungono un senso di realtà fisica, di presenza materiale, che le immagini AI tendono a perdere nella loro iperlevigatura.
Musica classica per cortometraggio di genere: Drammatico
Utilizzare musiche classiche in un cortometraggio di genere drammatico può elevare significativamente l'impatto emotivo e narrativo. La ricchezza orchestrale e la complessità armonica della musica classica sono perfette per esprimere la profondità delle emozioni umane, dal dolore alla speranza, dalla malinconia alla catarsi. Queste composizioni, spesso create per evocare sentimenti universali, risuonano profondamente nello spettatore, creando un legame emotivo immediato con i personaggi e la loro vicenda.
L'Arco di trasformazione del personaggio principale in un cortometraggio
Quando si comincia a scrivere una sceneggiatura, soprattutto di un cortometraggio, è naturale concentrarsi prima di tutto su ciò che accade: un incontro, una scoperta, un litigio, un segreto, un incidente, una decisione, una separazione. Ma una storia cinematografica diventa realmente interessante quando, oltre a raccontare ciò che accade attorno al protagonista, racconta anche ciò che accade dentro di lui.
La musica nel cinema: nasconde, rivela, devia, provoca l'azione (parte 2)
La grande musica cinematografica non è un mero sottofondo descrittivo, ma un co-narratore invisibile che arricchisce la visione. Piuttosto che ribadire ciò che l'occhio già vede, la colonna sonora svela il sottotesto, la psicologia e le crepe emotive non dette. Lavorando per contrappunto o anticipazione, la musica crea una tensione drammatica autonoma che espande il senso delle immagini. Si trasforma in un personaggio astratto che guida lo spettatore, manipolando il tempo interiore e la percezione del racconto. Quando evita la pura didascalia, la musica eleva la sequenza da semplice ripresa ad un'esperienza sinestetica indimenticabile.
"Protocollo Iris" kit di scrittura dal film "Holy Motors" (2012) di Leos Carax
Il film Holy Motors racconta ventiquattro ore nella vita di Monsieur Oscar, un uomo che viaggia per Parigi a bordo di una limousine guidata da una misteriosa Céline, spostandosi di "appuntamento" in appuntamento e trasformandosi ogni volta in un personaggio completamente diverso: un mendicante, un padre di famiglia, una creatura mostruosa, un sicario, un moribondo in una Parigi che è un enorme palcoscenico dove si visualizza il rapporto tra identità, rappresentazione, tecnologia, memoria e bisogno umano di continuare a "recitare".
25 regole pratiche per scrivere la sceneggiatura di un cortometraggio
Scrivere la sceneggiatura di un cortometraggio può sembrare, all'inizio, più facile che scrivere un film di novanta o centoventi minuti. In realtà non è necessariamente così. Il cortometraggio ha meno tempo a disposizione e proprio per questo richiede molta precisione. In pochi minuti dobbiamo presentare un personaggio, creare una situazione interessante, far nascere un problema, sviluppare un conflitto, provocare una trasformazione e arrivare a un finale capace di lasciare qualcosa allo spettatore.
La musica nel cinema: nascondere, rivelare, deviare e provocare l'azione
Quando si parla della musica utilizzata in un film od in un cortometraggio, uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che il suo compito principale sia quello di spiegare allo spettatore quello che sta già vedendo. Un personaggio piange, quindi inseriamo una musica triste. Due persone si baciano, quindi utilizziamo una musica romantica. Un assassino si avvicina, quindi introduciamo una musica minacciosa. Una scena è divertente, quindi scegliamo una musica allegra.
Storie sulla Curiosità che ti rivoluziona la vita
La curiosità è uno degli impulsi più potenti dell'essere umano. Nasce da una domanda molto semplice: "Che cosa c'è dietro?" Dietro una porta, una fotografia, una frase, un comportamento strano, una persona sconosciuta, un oggetto dimenticato, un silenzio. Essere curiosi significa non accontentarsi della prima risposta. Significa desiderare di capire qualcosa che ancora non conosciamo. La curiosità può essere positiva, perché porta alla conoscenza, alla scoperta, all'incontro con altre persone ed alla crescita.
101 tratti caratteriali per i tuoi personaggi
Quali tratti caratteriali possono contribuire a dare maggiore profondità ai tuoi personaggi? Quando si tratta di sviluppo del personaggio, spesso ci si può sentire sopraffatti dalle numerose regole, direttive e linee guida offerte da libri, lezioni, corsi, conferenze e interviste. Mentre gli strumenti forniti possono aiutare a trovare i propri personaggi, il processo di sviluppo del personaggio è in realtà più semplice di quanto si pensi, e tutto inizia con conflitti e tratti caratteriali. Un semplice processo in due fasi prevede...
Cosa fare quando ci si perde nella prima bozza?
"Aiuto, sono bloccato!" Queste tre parole sono ciò che gli scrittori temono di più. È successo a tutti noi, che accada a pagina 15 od anche a pagina cinque. Arrivi a un punto della tua storia e non hai idea di dove andare. Questo vagare può solitamente essere dimezzato se hai una buona traccia da cui partire, ma come molti scrittori, trovo che la storia voglia prendere certe svolte che non avevo mai previsto e che possono portarti nella tana del Bianconiglio.
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