Quali sono gli elementi di discrimine che fanno di un film horror un classico della paura e non un grottesco flop? Negli ultimi 25 anni, il genere horror è stato in grado di passare da strepitosi successi al botteghino diventati pietre miliari del cinema anche per la critica a prodotti di serie B assolutamente incapaci di spaventare qualcuno, anzi, passando nel grottesco e nel ridicolo. Quali sono gli elementi che fanno da discrimine fra un film horror di successo e un vero e proprio flop? Ne dà indicazioni un sito un po' schizato come Cracked, per cui non prendete per oro colato e come tassative le 5 note. Però, c'è senz'altro del vero.
In un cortometraggio horror, l’horror non è il sangue. È ciò che non si vede. Molti credono che un buon cortometraggio horror debba avere urla, mostri, coltelli insanguinati. Ma la verità è un’altra. Il vero horror non vive negli effetti speciali. Vive nello spazio tra una battuta e l’altra. Nel respiro che si trattiene. Nel silenzio che segue una porta che si chiude da sola.
Scrivere un cortometraggio horror non significa semplicemente inventare un mostro, inserire una casa buia e far comparire improvvisamente qualcuno dietro una porta. L'horror funziona quando lo spettatore comincia a temere qualcosa ancora prima di vederla. La paura cinematografica nasce soprattutto dall'attesa. E per costruire un buon cortometraggio horror dobbiamo quindi lavorare contemporaneamente su tre livelli: la storia; la paura; il personaggio. Per spiegare il procedimento utilizzeremo tre idee iniziali.
Per costruire un buon cortometraggio horror non dobbiamo iniziare chiedendoci: "Come posso spaventare lo spettatore?" La domanda più utile è: "Di che cosa ha paura il mio protagonista?" Poi dobbiamo trasformare quella paura in qualcosa che possa essere visto, sentito e vissuto cinematograficamente. Una porta può diventare il passato. Un fantasma può diventare la colpa. Un computer può diventare la paura di perdere il controllo. È questo passaggio a rendere l'horror interessante.
Nel linguaggio comune, si tende ad usare i termini "dramma" e "tragedia" come sinonimi. Si dice: “Che film drammatico!” oppure “È una vera tragedia”, quasi fossero intercambiabili. 







Per creare una sceneggiatura per Halloween, è importante catturare l'atmosfera spettrale e misteriosa che circonda questa festa. Ecco alcune caratteristiche chiave che una sceneggiatura per Halloween dovrebbe includere: Ambientazione inquietante, Personaggi mostruosi, Tensione graduale, Musica spettrale, Trama coinvolgente, Finale sorprendente.
Blue Comedy: Il termine "blue comedy" si riferisce a uno stile di commedia caratterizzato da umorismo crudo, spesso osceno e provocatorio, che tratta temi tabù come sesso, volgarità, e altre questioni considerate generalmente inappropriate o imbarazzanti. Questo tipo di commedia cerca di spingere i limiti della decenza per suscitare risate attraverso shock e sorpresa.










