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Cosa significa fare “cinema indipendente” oggi?  Devo dire che sotto l’ombrello di questa definizione si trovano una varietà di tipologie non sempre consone alla autonomia che dovrebbe necessitare un Cinema senza diktat. Purtroppo in Italia viviamo in un sistema dove pure gli autori conclamati si sono piegati alle supposte leggi del mercato dove un film di successo deve nascere spesso da un libro famoso oppure dalle vite di personaggi celebri. Dunque lottare per scrivere storie originali e cast liberi da vincoli è già il primo gradino per realizzare un film davvero indipendente.  Poi bisogna  affrontare le lotte con i selezionatori dei festival e con i distributori per i quali, se non sei facilmente etichettabile (impegno civile, cinema rigoroso d’autore o sperimentale, per i primi; fenomeno da botteghino popolare o “autoriale”, per gli altri, non riesci a ritagliarti uno spazio.

Ed in questo periodo di emergenza Covid è ancora più difficile per te come regista muoverti?  Paradossalmente il lockdown è stato un periodo dove nell’isolamento è germinata la creatività. Un silenzio e una pausa che hanno acuito sia una creatività divergente sfociata in nuovi progetti, che una strategia per dare visibilità, per esempio, al mio ultimo film “Il Ladro di Cardellini”, altrimenti ibernato per una concausa di eventi da tempo. Infatti, son riuscito a farlo girare in rassegne e festival estivi e ora è stato appena presentato in concorso come unico film italiano al prestigioso Festival de la Commedie di Montecarlo creato e condotto da Ezio Greggio con il compianto Mario Monicelli, dove Nando Paone ha vinto il premio come miglior attore protagonista! Finalmente questa opportunità, auspico offrirà ad un film anomalo e originale di uscire pure nelle sale ed avere una propria collocazione.

A questo proposito mi parli di come è nato questo film? Premesso che questo è il terzo lungometraggio in venti anni di percorso registico, (“Capo Nord”, “Sotto la stessa luna”), vi è da dire che in questo periodo ho realizzato pure sei documentari. Spesso legati ad antiche tradizioni del mio Sud e con un particolare sguardo sul mondo musicale. (“Radici”, su e con Enzo Gragnaniello, “Magma” sui contadini delle tammorre vesuviane, “L’Ultimo Fuorilegge” -inedito- su e con Pino Mauro, re della sceneggiata). Nel 2005 invece realizzai “Cardilli addolorati” che racconta di questo mondo magico e desueto dei patiti degli uccellini domestici, che li catturano, collezionano, smerciano in modo illegale che però è pure così assurdo che stimola tenerezza e sorrisi. Tutto gravita attorno al canto e al colore dei Cardellini. Il che crea pure scommesse, rapine, furti e camuffi. La commedia che ha poi  scritto Diego Olivares riprendendo un soggetto scritto a più mani e germinato in varie declinazioni tra me, Massimiliano Virgilio e Annarita Altieri Pignalosa, racconta questo mondo come contesto in cui si animano però le relazioni umane quotidiane e straordinarie del protagonista con sua figlia, la moglie morta e il nutrito gruppo di personaggi che lo circondano. Sarà un gioco funambolico per lo spettatore districarsi tra la vita intima e lunatica del protagonista e le azioni corali e picaresche che traccia insieme al gruppo di anziani e scalcinati bracconieri. Da una parte si porta avanti la mancanza di forza di gravità che serve proprio a noi autori a scrollarci di dosso quell’adesione ad un realismo spesso sterile. Dall’altra, un approccio diverso con la morte che incombe o che ci portiamo dentro. Una strana convivenza naturale e leggera di Pasquale Cardinale (Nando Paone che interpreta magistralmente questo candido Don Chisciotte), con un immaginario distorto che viene a stimolare sia la spinta verso un cambiamento (sarà costretto dalla figlia ad un paradossale matrimonio di convenienza con una rumena); che ad esorcizzare il tempo che passa assumendo improbabili droghe chimiche come un po’ tutti i vecchietti della combriccola.

Che paesaggi hai utilizzato per ambientare le riprese? Anche questo è un punto di rilievo del film che si svolge sospeso in un non luogo del mediterraneo senza tempo e in spazi desueti e accoglienti di una provincia che sfrigola scintille di vita genuina ancora tra case di cortile dai muri consunti e scoloriti, e campagne amene. Non era il caso di raccontare per l’ennesima volta una Napoli di periferia degradata oppure da cartolina. Innanzitutto le pistole sono appese al chiodo in questo film dove non è presente la solita violenza criminale. E l’ingenuità del protagonista stride con il cinismo  a cui siamo avvezzi. Perciò mi interessava rappresentare un Sud dalle tradizioni genuine seppur sempre un pò sopra le righe ma mai grottesco, malavitoso  o bozzettistico. Quel mio sud che è a nord di tutto, che non piega il capo, quel sud che non tradisce. Fatto di gente fiera che sa aspettare e in silenzio sa sognare. E poi volare come i cardellini della storia.

Progetti per il futuro?  Un film,”Assediati”, una coproduzione italo francese, che sfaterà tutti i pregiudizi su intolleranza e razzismo che vigono qui da noi. Un guerra tra poveri che non vince nessuno dove tutti sono umiliati,offesi e sconfitti. Un film che porteremo a Cannes e che ci darà soddisfazioni.

Chi sono i tuoi riferimenti cinematografici attuali e passati? Chi ama il cinema come me in modo onnivoro si nutre da decenni di varietà infinite di autori. Da Truffaut e Godard a Cassavetes, Kubrick e Fellini, da Lynch, Cronenberg e Bunuel, ad Hasby e Forman, fino ad  Altman, Cimino, Scorsese, Coppola, Ferreri e Bertolucci. Ma poi adoro Monicelli, De Seta, Scola e Risi. Ed oggi in Italia Virzì, Maresco e Sorrentino. E nel mondo Xavier Dolan, Eastwood, Malick, Paul Thomas Anderson, Sean Penn e tutto il cinema indipendente che sbriglia emozioni e fantasie. Facendoci scoprire la vita ignota e acuendo il nostro bagaglio emotivo e il nostro spirito critico.

Trump o Biden? Jane Fonda o Jack Nicholson for president! Per l’Italia se fossero vivi, Ugo Tognazzi presidente del consiglio e Marcello Mastroianni presidente della Repubblica.

Biografia e Filmografia  di Carlo Luglio

E’ nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1967. Laureato in Storia del Cinema al DAMS, ha realizzato due film lungometraggi (Capo Nord e Sotto La Stessa Luna), quattro documentari (Pittura a mano armata, Il Cinema Salato, Cardilli Addolorati e Radici ), e un cortometraggio “Ciao Mamma” che hanno partecipato a vari festival internazionali (Torino, Montreal, Valencia, Locarno, Annency, Cairo e Venezia), raccogliendo premi e menzioni. Per tutti, la Palma d’argento per “Capo Nord” al Festival di Valencia nel 2004, il Golden Award al Festival del Cairo 2006 per “Sotto la stessa luna”, Migliore documentario a Torino Cinema Ambiente 2005 per “Cardilli Addolorati” e Miglior cortometraggio al Napoli Film Festival 2014. 

Dal blog di Carlo Franza per ilgiornale.it