♥ dalle Idee alle Sceneggiature
Perché un personaggio principale di un film resti nella mente dello spettatore, deve possedere caratteristiche precise e ben sviluppate. Deve avere un conflitto interiore profondo o un desiderio forte e chiaro che lo spinga all'azione, rendendolo riconoscibile e relazionabile. Non deve essere perfetto, ma mostrare vulnerabilità e difetti che lo rendano umano e credibile. Le sue azioni e le sue scelte, anche quelle sbagliate, devono essere coerenti con la sua personalità, creando un senso di autenticità.
Un personaggio “di effetto” non è solo amato od odiato: sposta l’ago emotivo dello spettatore, lascia un segno che continua a vivere dopo i titoli di coda. Qui trovi un metodo completo per progettarlo, modellarlo e renderlo attraente, con accorgimenti specifici per i diversi generi e per i cortometraggi.
Lo sceneggiatore è l’architetto invisibile del film: costruisce la struttura, i personaggi, i dialoghi ed il ritmo emotivo. Nei cortometraggi, dove ogni secondo è importante, è anche un “designer dell’essenziale”: decide cosa resta e cosa toglie, per concentrare in pochi minuti un arco narrativo leggibile e memorabile.
L'Incidente Scatenante è fondamentale in un corto o lungometraggio perché rompe l'equilibrio della vita del protagonista, catapultandolo fuori dalla sua zona di comfort. Questo evento forza il personaggio ad affrontare una nuova sfida o a perseguire un nuovo obiettivo, dando il via alla narrazione filmica. Senza questa rottura iniziale, la storia non avrebbe un motore, rimarrebbe statica e priva di conflitto. È il momento in cui la posta in gioco viene stabilita, catturando l'attenzione del pubblico rendendolo così partecipe del viaggio del protagonista.
Essere critici verso i nostri cortometraggi è assolutamente essenziale per il miglioramento. Senza un'analisi obiettiva e spietata dei propri lavori, è impossibile identificare i punti deboli nella narrazione, nella regia, nella fotografia o nel montaggio. La critica ci costringe a guardare oltre l'affetto personale per l'opera, permettendoci di riconoscere cosa non funziona e dove possiamo affinare le nostre abilità. Questo processo di auto-riflessione critica è l'unico modo per evolversi come cineasti, imparare dagli errori e creare lavori futuri sempre più incisivi e di qualità superiore.
Conoscere le logline dei film prodotti è estremamente importante per uno sceneggiatore. Ogni logline, in poche parole, cattura l'essenza di un film, rivelando il protagonista, il suo obiettivo, l'ostacolo principale e le poste in gioco. Studiarle insegna l'arte della sintesi e della chiarezza: come condensare una storia complessa in un gancio irresistibile.
Accettare consigli e feedback è cruciale per elevare la qualità di una sceneggiatura. Questi suggerimenti fatti con esperienza pratica e conoscenza delle dinamiche produttive e narrative, possono individuare difetti che l'autore, per vicinanza emotiva, non riesce a vedere. Uno sguardo esterno offre nuove prospettive su trama, personaggi e dialoghi, suggerendo soluzioni innovative. Questo processo di critica costruttiva è fondamentale per affinare la storia, renderla più coinvolgente e, in ultima analisi, più realizzabile e attraente non solo per produttori e registi ma anche e soprattutto per gli spettatori.
Giudicare oggettivamente il proprio cortometraggio è difficile. L'affetto di amici e parenti è gratificante, ma non è un indicatore di qualità per concorsi nazionali od internazionali. La validità di un'opera si misura attraverso il feedback di professionisti del settore (critici, registi esperti, selezionatori di festival) e il confronto con i criteri di eccellenza riconosciuti a livello globale: originalità, impatto narrativo, qualità tecnica e coerenza artistica.
Per ricevere premi importanti internazionali con i propri cortometraggi, sia la tecnica che l'elemento artistico e poetico sono cruciali, ma è l'interazione tra i due che fa la vera differenza. Una tecnica impeccabile (immagini nitide, audio pulito, montaggio fluido) è la base che permette al pubblico di immergersi senza distrazioni. Tuttavia, è l'elemento artistico e poetico – la forza della storia, l'originalità della visione, la profondità emotiva, la capacità di toccare corde universali – a elevare il cortometraggio al di sopra della massa e a renderlo memorabile per le giurie.
Le storie circolari sono strutture narrative in cui il punto di partenza e quello di arrivo coincidono o si rispecchiano, creando un ciclo compiuto. Il protagonista spesso ritorna allo stesso luogo, azione, situazione iniziale — ma profondamente cambiato interiormente. Non è una semplice ripetizione, bensì una trasformazione attraverso il ritorno.
Le frasi con sottotesto ci coinvolgono e ci sembrano più normali perché riflettono la complessità della comunicazione umana reale. Spesso, ciò che non viene detto esplicitamente rivela molto di più sui pensieri e sulle emozioni di un personaggio, aggiungendo profondità e mistero.
Un'idea iniziale è come un seme: per crescere ha bisogno di terreno fertile e cura. Le regole ti guidano nel definire un conflitto chiaro, sviluppare personaggi credibili con motivazioni ben delineate e costruire una trama che abbia inizio, svolgimento e fine (anche se in pochi minuti). Ti permettono di gestire il ritmo narrativo, la progressione degli eventi e l'efficacia dei dialoghi. Senza questa espansione metodica, l'idea rischia di rimanere superficiale, ambigua o incapace di comunicare il suo pieno potenziale, lasciando lo spettatore confuso o indifferente. È il metodo che trasforma un'intuizione in una storia coesa e d'impatto.
Quando si scrive una sceneggiatura, il focus ricade quasi sempre sui protagonisti. Tuttavia, trascurare i personaggi secondari significa privare la storia di profondità, ritmo ed emozione. I personaggi secondari sono l'ossatura invisibile del racconto: arricchiscono il mondo narrativo, creano contrasti, pongono sfide, offrono conforto, oppure fungono da specchio del protagonista.
Una tagline è una frase breve (6–12 parole al massimo), pensata per il pubblico, che cattura l’essenza del film. Viene usata nel marketing: è la frase d'effetto nelle locandine, nei trailer, nel promo. E' sempre la stessa che deve essere d’impatto, evocativa, memorabile.
Realizzare un film da un libro già pubblicato offre vantaggi significativi. Innanzitutto, si eredita una trama già solida e strutturata, spesso frutto di anni di lavoro e revisioni, riducendo il tempo necessario per lo sviluppo della sceneggiatura. Esiste inoltre una base di fan preesistente, garantendo un pubblico iniziale e una maggiore visibilità al progetto. Il libro fornisce un materiale di riferimento ricco per personaggi, ambientazioni e temi, facilitando il lavoro di registi e attori.
Collaborare alla scrittura di una sceneggiatura, anche per cortometraggi, arricchisce la storia con molteplici prospettive e idee. Il confronto porta a identificare e risolvere punti deboli che una singola persona potrebbe trascurare, garantendo maggiore profondità ai personaggi e alla trama. Si genera un flusso creativo più dinamico, accelerando il processo e distribuendo il carico di lavoro.
L'evoluzione dei personaggi in una sceneggiatura è un aspetto cruciale per creare storie coinvolgenti e significative. Si riferisce alla trasformazione che un personaggio subisce nel corso della narrazione, sia a livello fisico che, soprattutto, psicologico. Questa evoluzione, spesso legata a conflitti e sfide, contribuisce alla crescita del personaggio e alla sua capacità di influenzare la trama. Nel cortometraggio, ogni scena, ogni gesto, ogni dettaglio deve portare significato.
Porsi alcune domande essenziali durante lo sviluppo di una sceneggiatura è un processo critico per garantirne la profondità, la coerenza e l'impatto. Queste domande fungono da bussola, guidando lo sceneggiatore nell'esplorazione di ogni sfumatura della storia e dei suoi personaggi. Ci si chiede: "Qual è il vero desiderio del protagonista?", "Cosa c'è in gioco se fallisce?", "Quali sono gli ostacoli interni ed esterni che deve affrontare?", "Qual è il tema centrale che voglio esplorare?", "Qual è l'arco di trasformazione di ogni personaggio chiave?".
Scrivere dialoghi efficaci è uno degli aspetti più delicati della sceneggiatura, soprattutto quando si affrontano temi complessi come la morte, l'identità, la fede, il razzismo, la disabilità o i traumi emotivi. Il dialogo, in questi casi, non serve solo a far avanzare la trama ma ha una funzione catalitica: crea empatia, mette a nudo le emozioni, apre uno spazio etico di riflessione tra il personaggio e lo spettatore.
Scrivere dialoghi efficaci è uno degli aspetti più delicati della sceneggiatura, soprattutto quando si affrontano temi complessi come la morte, l'identità, la fede, il razzismo, la disabilità o i traumi emotivi. Il dialogo, in questi casi, non serve solo a far avanzare la trama ma ha una funzione catalitica: crea empatia, mette a nudo le emozioni, apre uno spazio etico di riflessione tra il personaggio e lo spettatore.
La vita pregressa e le scelte attuali di un personaggio sono il cuore pulsante dell'impatto emotivo sul pubblico di un film o cortometraggio. Attraverso il loro passato, lo spettatore comprende le motivazioni profonde, le paure e i desideri che guidano le azioni del protagonista, creando un senso di empatia o, al contrario, di repulsione. Le decisioni che il personaggio prende nel presente, specialmente quelle difficili o moralmente ambigue, lo pongono di fronte a dilemmi che risuonano con le esperienze personali dello spettatore.
Seguire regole nella scrittura di una sceneggiatura è cruciale per la sua leggibilità e realizzabilità. Un formato standardizzato garantisce che registi, produttori e attori possano comprendere rapidamente la storia, i dialoghi e le azioni senza ambiguità.
I personaggi secondari in una sceneggiatura sono figure cruciali che affiancano il protagonista, pur non essendo al centro dell'arco narrativo principale. La loro funzione è molteplice: possono fungere da spalla comica, mentori, antagonisti minori o semplici catalizzatori che influenzano le scelte del protagonista. Servono a arricchire il mondo diegetico e a rivelare nuove sfaccettature del personaggio principale, fornendo ostacoli, supporto o nuove prospettive che fanno progredire la trama, anche se la loro storia personale non viene esplorata in profondità.
Ciò che attrae l'attenzione dello spettatore davanti a un filmato è un mix potente di impatto visivo e narrativo immediato. Un inizio avvincente, con un'immagine forte, un'azione sorprendente o un dialogo intrigante, cattura la curiosità. L'occhio è naturalmente attratto da movimento, colori vibranti e una composizione dinamica, mentre l'orecchio è stimolato da un audio chiaro e da una musica evocativa.
Titolo: LA SCOMMESSA SBAGLIATA
Genere: Commedia romantica
Tema centrale: Orgoglio, inganno e trasformazione attraverso l’amore.
SCALLETTA DELLE 25 SCENE
1. INTRODUZIONE – CAFFETTERIA / INTERNO / MATTINA
Leo, sfrontato e sicuro di sé, fa una scommessa con gli amici: riuscirà a far innamorare la ragazza più "intoccabile" dell’università in meno di 30 giorni.
2. PRESENTAZIONE DI GIULIA – BIBLIOTECA / INTERNO / POMERIGGIO
Giulia è riservata, ironica, intelligente. Ignora Leo e i suoi modi teatrali. Una ragazza difficile da conquistare.
3. PIANO DI ATTACCO – CASA DI LEO / INTERNO / SERA
Leo studia i gusti di Giulia, aiutato dall'amico Max. Prepara strategie, fingendo passioni simili alle sue.
4. PRIMO CONTATTO – CORTILE UNIVERSITÀ / ESTERNO / GIORNO
Leo si presenta con aria intellettuale. Giulia lo smaschera subito: sa che sta fingendo, ma lo lascia parlare.
5. CONVERSAZIONE IMPREVISTA – LIBRERIA / INTERNO / GIORNO
Giulia sorprende Leo: gli fa domande dirette e lo spiazza. Lui inizia a incuriosirsi sinceramente.
6. CAMBIAMENTO INIZIALE – CASA DI LEO / INTERNO / NOTTE
Leo riflette: Giulia non è come pensava. Non è solo una scommessa, inizia ad apprezzarla davvero.
7. APPUNTAMENTO FINTAMENTE CASUALE – MUSEO / INTERNO / POMERIGGIO
Leo organizza un incontro “casuale”. Giulia accetta un caffè. Lui si mostra diverso dal solito: lei sorride.
8. LEZIONE DI REALTÀ – AULA UNIVERSITARIA / INTERNO / GIORNO
Giulia lo umilia gentilmente davanti a tutti, correggendo una sua risposta falsa. Leo resta colpito.
9. DUBBI E SENSI DI COLPA – CASA DI LEO / INTERNO / SERA
Leo si confida con Max: “E se mi stessi innamorando davvero?” Inizia la crisi d’identità.
10. PRIMO GESTO SINCERO – GIARDINO BOTANICO / ESTERNO / MATTINA
Leo mostra interesse reale per una mostra che piace a Giulia. Per la prima volta ascolta davvero.
11. RICAMBIO – PASSEGGIATA SERALE / ESTERNO / CREPUSCOLO
Giulia si apre un po’: racconta della madre malata. Leo l’ascolta in silenzio, toccato.
12. TENSIONE – MESSAGGI NOTTURNI / INTERNO / NOTTE
Conversazioni via chat. Leo sta per confessare tutto ma desiste. Lei gli invia una citazione profonda.
13. RITORNO ALLA REALTÀ – BAR / INTERNO / GIORNO
Gli amici di Leo chiedono novità sulla scommessa. Leo mente. Ma uno degli amici è geloso…
14. MOMENTO MAGICO – BALERA VINTAGE / INTERNO / SERA
Ballo improvvisato e ridicolo. Giulia e Leo ridono, si sfiorano. Quasi si baciano ma vengono interrotti.
15. RIVELAZIONE – MENSA UNIVERSITARIA / INTERNO / GIORNO
L’amico geloso svela tutto a Giulia: “Era solo una scommessa.” Lei resta impietrita.
16. DISTACCO – BIBLIOTECA / INTERNO / POMERIGGIO
Giulia evita Leo. Quando lui prova a parlarle, lei risponde gelidamente.
17. CRISI E RIMORSO – PARCO / ESTERNO / GIORNO
Leo è solo. Brucia la lista della scommessa. Scrive una lunga lettera a Giulia.
18. SPERANZA – POSTA / INTERNO / MATTINA
Leo imbuca la lettera. Non sa se lei la leggerà mai. Decide di sparire per qualche giorno.
19. CAMBIAMENTO – MONTAGGIO BREVE / VARI LUOGHI
Leo cambia: si dedica allo studio, aiuta il padre in negozio, torna a suonare il pianoforte.
20. IL REGALO – GIULIA / CASA SUA / INTERNO / NOTTE
Giulia riceve la lettera. Legge, piange, sorride. Dentro c’è anche una fotografia scattata insieme a sua insaputa.
21. IL CONFRONTO – CORRIDOIO UNIVERSITARIO / INTERNO / GIORNO
Lei si avvicina a leo. Silenzio. Gli porge un libro con una frase sottolineata: “Chi è sincero, può sbagliare una volta sola.”
22. LA DOMANDA – PIAZZETTA / ESTERNO / POMERIGGIO
Leo: “Posso ricominciare… senza scommesse?”
Giulia: “Con regole nuove.”
23. PRIMO BACIO – PONTE / ESTERNO / TRAMONTO
Leo e Giulia si baciano. Il bacio è imbarazzato, dolce, reale. Nessun effetto speciale.
24. EPILOGO – CAFFETTERIA / INTERNO / GIORNO
Gli amici assistono alla coppia. “Non l’avrei mai detto.”
Max: “Nemmeno lui, credimi.”
25. FINALE – BIBLIOTECA / INTERNO / SILENZIO
Leo e Giulia leggono insieme. Un bigliettino sul tavolo:
«Le migliori scommesse sono quelle perse col cuore.»
Note Finali sulla Struttura:
- La sceneggiatura segue un classico arco trasformativo del personaggio maschile.
- Il tono resta leggero ma profondo, con dialoghi brillanti e momenti emotivi sinceri.
- Il tema della scommessa trasformata in verità è il cuore dell’intero sviluppo narrativo.
A.J. Greimas, semiologo lituano, ha proposto uno schema narrativo universale composto da 5 fasi principali. Si tratta di uno strumento potente per comprendere (e costruire) la struttura delle storie. Anche nel cinema, dove l’immagine domina, questo schema può offrire una griglia precisa per dare coerenza e tensione a ogni sceneggiatura.
Cosa significa che "un personaggio funziona"? In una sceneggiatura, un personaggio "funziona" quando è credibile, coerente e genera empatia o forte reazione nel pubblico. Significa che le sue motivazioni sono chiare, le sue azioni sono giustificate dalla sua personalità e dal suo arco narrativo, e le sue battute suonano autentiche.
Il detto "la storia si scopre scrivendo" è spesso citato da scrittori, soprattutto di romanzi, per giustificare un approccio esplorativo, organico, intuitivo. Ma applicare questo principio alla scrittura di una sceneggiatura cinematografica di un cortometraggio è pericoloso, fuorviante ed inefficace.
Caratterizzare il tuo personaggio principale in un cortometraggio significa renderlo autentico, riconoscibile e memorabile per il pubblico in pochissimo tempo. Non basta dargli un nome; devi definirne le motivazioni, i desideri, le paure e le peculiarità che lo rendono unico. Si tratta di mostrare, attraverso azioni e reazioni, la sua personalità profonda, le sue abitudini e il suo modo di interagire con il mondo.
La struttura narrativa di una sceneggiatura è il suo scheletro invisibile. Sebbene la classica struttura in tre atti sia la più studiata e diffusa, esistono anche modelli a due, quattro e cinque atti, ciascuno con funzioni, usi e vantaggi specifici. In questo articolo analizzeremo in dettaglio le differenze tra queste strutture, vedremo quando adottarle e forniremo esempi pratici tratti da film noti.
Nel mare di sceneggiature che ogni anno affollano concorsi, caselle di posta di produttori e festival, solo una piccola percentuale riesce a emergere davvero. Non sempre perché la storia è migliore, ma perché quella sceneggiatura ha uno stile inconfondibile. Lo stile non è soltanto "come scrivi", ma è ciò che fa vibrare la tua storia, che la rende riconoscibile, coerente, unica.
TITOLO: "Corsa a Piedi Scalzi" - GENERE: Dramma sportivo-realistico - DURATA: circa 15 minuti - FORMATO: Sceneggiatura cinematografica standard - STRUTTURA: 30 scene brevi, adatte a ritmo narrativo crescente. A differenza della bozza da cui deriva, non vengono pronunciate battute.
Il dialogo è uno degli strumenti più potenti e delicati nella scrittura cinematografica. È la voce dei personaggi, il modo in cui si rivelano, si nascondono, si scontrano e si amano. Ma un buon dialogo non è semplice imitazione della realtà. È linguaggio drammaturgico, cioè costruito per servire la storia, caratterizzare e attivare il conflitto. Questo articolo è una guida approfondita per capire cos’è il dialogo, come si scrive bene e quali elementi tecnici e artistici ne definiscono la qualità.
Nel linguaggio cinematografico, i dettagli contano. Un oggetto lasciato su un tavolo, uno sguardo fugace, un'inquadratura che indugia appena un secondo in più: ciò che sembra trascurabile può cambiare completamente il significato di una storia. Nei cortometraggi, dove il tempo è limitato, i piccoli dettagli nascosti ma significativi assumono un ruolo cruciale, poiché permettono una narrazione multilivello, stimolano lo spettatore a rivedere e rivalutare ciò che ha visto e offrono profondità emotiva e narrativa in poco spazio.
La struttura a cerchio, detta anche circular storytelling o closed loop narrative, è una delle architetture narrative più potenti, eleganti e antiche della narrazione. È usata con grande efficacia nella scrittura cinematografica e si distingue per la sua capacità di chiudere il racconto lì dove era iniziato, ma con un senso trasformato, più profondo o rovesciato.
Ecco una guida completa alla formattazione di una sceneggiatura in stile guida professionale, dedicato a sceneggiatori alle prime armi, specificando come formattare correttamente una sceneggiatura ed elencando tutte le regole fondamentali da conoscere per presentare un progetto professionale. Scrivere una buona sceneggiatura non significa solo creare dialoghi memorabili e scene coinvolgenti. È fondamentale saper presentare il proprio lavoro in formato standard dell’industria cinematografica. Una sceneggiatura ben scritta ma mal formattata rischia di non essere letta affatto.
Ecco un articolo dedicato a come analizzare, costruire ed approfondire psicologicamente i personaggi, sia protagonisti che comprimari, in un’opera cinematografica, ovvero anche nei cortometraggi. L’articolo unisce teoria della sceneggiatura, tecniche narrative, strategie drammaturgiche e applicazioni specifiche per i vari generi.
Ecco una base di shotlist pensata per una sceneggiatura basata sulla struttura in tre atti della sceneggiatura " Il Messaggio dal Passato " che si trova al seguente link. Sono indicati tipi di riprese scena per scena, con tipi di inquadratura, movimento camera, note su attori e oggetti, e dettagli operativi utili sul set.
Dialoghi ben scritti sono il cuore pulsante di ogni storia, cruciali per immergere lo spettatore e renderlo partecipe. Permettono di rivelare la personalità dei personaggi, le loro motivazioni e le dinamiche relazionali, andando oltre ciò che le immagini possono mostrare. Un buon dialogo spinge la trama in avanti, crea tensione e risolve conflitti, evitando che la narografia diventi statica o didascalica. Inoltre, dialoghi realistici e credibili rafforzano la sospensione dell'incredulità, rendendo il mondo narrato più autentico e coinvolgente. Al contrario, dialoghi deboli possono allontanare lo spettatore, minando la credibilità dell'opera e lasciando un senso di insoddisfazione. In sintesi, dialoghi giusti sono fondamentali per un'esperienza visiva ed emotiva completa e memorabile, trasformando una semplice visione in un'esperienza profondamente risonante.
È fondamentale catturare l'attenzione del pubblico fin dalle prime scene di un film perché il tempo a disposizione è limitato e la competizione è alta. Un inizio avvincente stabilisce il tono, presenta il conflitto o il mistero principale e genera curiosità, incentivando lo spettatore a proseguire la visione. Senza un aggancio immediato, si rischia di perdere l'interesse del pubblico, che potrebbe facilmente distrarsi.
La difficoltà di descrivere un conflitto efficace in un lungometraggio od in un cortometraggio risiede nel renderlo credibile, stratificato e rilevante per il pubblico. Non basta un ostacolo generico; il conflitto deve essere specifico, palpabile e generare una posta in gioco chiara. La sfida è mostrare come tale conflitto impatti profondamente il protagonista, le sue relazioni e il mondo circostante, evitando soluzioni facili o troppo forzate. Un conflitto debole o mal sviluppato rende la storia priva di tensione e il percorso del protagonista indifferente.
No, non stiamo parlando di se scrivere per un film sia meglio o peggio che scrivere per la TV. Con un film, generalmente si racconta una storia che si svolge in un arco di tempo che va dai 90 minuti alle oltre due ore. Una storia del genere segue solitamente una struttura base in tre atti – o una sua variante (ad esempio Memento ) – in cui vediamo un personaggio coinvolto in un conflitto, che lo affronta e alla fine soccombe o ne esce.
Abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri esperti analisti di sceneggiature di diverse importanti case di produzione quali siano gli errori più comuni che i principianti commettono nelle sceneggiature. Ecco le loro risposte, con una breve analisidel problema.
Il Cinema vede i ricordi non come semplici riproduzioni fedeli del passato, ma come costruzioni fluide e soggettive, spesso alterate dall'emozione o dal tempo. Li esplora come frammenti visivi e uditivi che affiorano, si distorcono o si intrecciano con la realtà presente, influenzando le azioni e le percezioni dei personaggi. Il ricordo può essere un rifugio nostalgico, un peso insopportabile o una chiave per svelare misteri.
Le logline sono fondamentali perché distillano l'essenza di una storia in una singola frase concisa e accattivante. Servono come biglietto da visita per sceneggiatori e produttori, catturando immediatamente l'attenzione e comunicando il concept centrale. Una logline efficace chiarisce il protagonista, il suo obiettivo, l'antagonista (o la forza in opposizione) e la posta in gioco, offrendo un'istantanea chiara e intrigante della premessa narrativa.
Gli archetipi narrativi sono modelli universali di personaggi, situazioni e conflitti che si ripetono nelle storie di ogni cultura e tempo. Si tratta di strutture profonde della narrazione, radicate nell’inconscio collettivo (come teorizzato da Carl Gustav Jung), che rendono le storie riconoscibili, comprensibili e coinvolgenti per il pubblico. Gli archetipi non sono stereotipi. Mentre gli stereotipi sono cliché rigidi e superficiali, gli archetipi sono forme flessibili che possono essere adattate, rovesciate, mescolate o reinterpretate.
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LEGGERE = CONOSCERE = POTER SCRIVERE SU ARGOMENTI INTERESSANTI = SCRIVERE DI ARGOMENTI CHE CONOSCIAMO










































































































































































