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* La durata della clip
Quando il sistema consente di stabilire o suggerire una durata, è utile indicarla.
Per esempio:
Durata di quattro secondi.
La durata deve essere compatibile con l’azione.
In due secondi può avvenire:
- un’occhiata;
- un dettaglio;
- un piccolo gesto;
- una breve reazione.
In cinque o sei secondi può avvenire:
- un ingresso lento;
- un avvicinamento;
- una breve attesa;
- una preparazione rituale.
Non bisogna chiedere troppe azioni in una clip breve.
* Il formato dell’immagine
Il formato deve essere indicato fin dall’inizio.
Orizzontale
Formato cinematografico orizzontale 16:9.
Verticale
Formato verticale 9:16, composizione costruita in altezza.
Un prompt pensato per il 16:9 non può essere semplicemente ritagliato in 9:16 senza conseguenze.
Per la pianta che cresce nel monolocale, scrivere:
Formato verticale 9:16. L’uomo occupa la parte bassa del quadro; il fusto sale al centro dell’immagine fino al soffitto sfondato.
Il formato diventa parte del racconto.
* I vincoli negativi
Alcuni sistemi permettono di inserire un vero e proprio negative prompt. Altri interpretano meglio restrizioni formulate dentro il testo principale.
I vincoli possono specificare ciò che non deve avvenire, ad esempio:
- nessun cambio di abbigliamento;
- nessun personaggio aggiuntivo;
- nessuna deformazione del volto;
- nessuna rotazione della camera;
- nessun movimento delle pareti;
- nessun sorriso;
- nessun testo aggiunto;
- nessun oggetto che scompare.
È preferibile limitarsi ai vincoli veramente importanti.
Un elenco lunghissimo può diventare controproducente.
Esempio
Camera fissa. Nessun movimento dello sfondo. Marta rimane seduta. Non compaiono altri personaggi. Il volto, l’acconciatura e gli abiti restano identici al fotogramma di riferimento.
* Il problema delle negazioni
Alcuni sistemi possono interpretare male frasi come: Non deve sorridere.
Può accadere che venga prodotto proprio un sorriso.
Quando possibile, è meglio descrivere positivamente l’espressione desiderata:
Mantiene le labbra chiuse ed un’espressione seria.
Invece di: Non si muove, si può scrivere:
Rimane perfettamente immobile, con soltanto un lieve movimento del respiro.
* Un modello operativo di prompt
Una formula pratica può essere la seguente:
1. Formato
Video fotorealistico orizzontale 16:9.
2. Tipo di piano
Piano medio.
3. Personaggio
Giulia, ragazza italiana di 12 anni, capelli castani raccolti in due trecce, pigiama chiaro.
4. Ambiente
Seduta al tavolo di una vecchia cucina italiana alle tre di notte.
5. Composizione
Giulia occupa il lato destro dell’inquadratura e guarda fuori campo verso sinistra.
6. Azione
Tiene il cellulare tra le mani, poi alza lentamente gli occhi verso il nonno.
7. Luce
Luce calda e morbida proveniente dalla lampada sopra il tavolo; debole luce blu dalla finestra.
8. Ottica
Focale equivalente a 50 mm, sfondo leggermente sfocato.
9. Movimento
Camera fissa.
10. Stile e atmosfera
Dramma familiare realistico, tono intimo e silenzioso.
11. Durata e vincoli
Durata di quattro secondi. Movimento naturale e minimo, nessun cambiamento del volto o dell’abbigliamento.
Quindi, il prompt completo diventa:
Video cinematografico fotorealistico in formato orizzontale 16:9. Piano medio di Giulia, ragazza italiana di 12 anni con capelli castani raccolti in due trecce e pigiama chiaro, seduta al tavolo di una vecchia cucina italiana alle tre di notte. Giulia occupa il lato destro dell’inquadratura e guarda fuori campo verso sinistra. Tiene il cellulare tra le mani, poi alza lentamente gli occhi verso il nonno. Luce calda e morbida proveniente dalla lampada sopra il tavolo, debole luce blu notturna dalla finestra. Focale equivalente a 50 mm, sfondo leggermente sfocato, camera completamente fissa. Dramma familiare realistico, atmosfera intima e silenziosa. Durata di quattro secondi, movimento naturale e minimo, nessun cambiamento del volto, delle trecce o dell’abbigliamento.
* Esempio pratico 1: il biglietto sotto la porta
Sceneggiatura
Un uomo anziano percorre lentamente il corridoio del condominio e fa scivolare un biglietto sotto una porta chiusa.
Prompt inefficace
Un vecchio triste cammina in un corridoio, pensa alla sua vita, scrive una lettera, arriva davanti a una porta, si china, mette il foglio sotto la porta, ascolta e se ne va. Film malinconico, bellissima fotografia, movimento cinematografico.
Il prompt contiene troppi eventi e non stabilisce composizione, continuità o movimento.
Prompt 1 - Campo lungo
Video fotorealistico 16:9. Campo lungo di un corridoio condominiale italiano, pareti color crema, pavimento in graniglia lucida, varie porte di legno scuro sui due lati. Un uomo italiano di 82 anni, capelli bianchi radi, cardigan marrone e pantaloni grigi, appare piccolo sul fondo e cammina lentamente verso la porta centrale. Composizione simmetrica con linee prospettiche convergenti. Luce neutra proveniente dalle plafoniere del corridoio, ottica equivalente a 28 mm. Camera fissa, atmosfera silenziosa e malinconica, durata di cinque secondi.
Prompt 2 - Il foglio
Dettaglio fotorealistico 16:9 della mano rugosa dello stesso uomo, identico cardigan marrone. Tiene un piccolo foglio piegato con una breve scritta a mano. Sfondo del corridoio fuori fuoco, ottica equivalente a 85 mm, luce morbida e neutra, camera fissa. La mano stringe leggermente il foglio e poi si rilassa. Durata di tre secondi.
Prompt 3 - Passaggio sotto la porta
Ripresa molto bassa, quasi a livello del pavimento. Dettaglio della stessa mano che spinge lentamente il biglietto sotto una porta di legno chiusa. Il foglio si muove da sinistra verso destra e scompare oltre la soglia. Camera fissa, profondità di campo ridotta, luce realistica del corridoio, durata di tre secondi. Nessun altro movimento e nessun personaggio aggiuntivo.
* Esempio pratico 2: la camomilla alle tre di notte
Prompt inefficace
Un nonno filosofo prepara la camomilla mentre la nipote guarda il telefono, poi parlano della vita, si emozionano e si abbracciano.
Il prompt racconta una scena, ma non definisce un’inquadratura.
Campo totale
Video cinematografico fotorealistico 16:9. Campo totale di una vecchia cucina italiana alle tre di notte, mobili in legno scuro, piastrelle beige, tavolo con tovaglia floreale, finestra scura sul fondo. Giacomo, uomo di 68 anni con capelli grigi ricci, barba corta bianca, occhiali e camicia da notte a righe, è in piedi vicino al tavolo e prepara la camomilla. Giulia, ragazza di 12 anni con due trecce e pigiama chiaro, è seduta al tavolo con il cellulare tra le mani. Luce calda proveniente dalla lampada sopra il tavolo, debole luce blu dalla finestra. Camera fissa, ottica equivalente a 28 mm, atmosfera intima e silenziosa, durata di sei secondi.
Dettaglio rituale
Dettaglio della mano di Giacomo che solleva lentamente una bustina di camomilla dalla tazza. Il vapore sale in modo naturale. Tazza con piccoli motivi floreali, teiera metallica sullo sfondo. Luce calda laterale, ottica equivalente a 85 mm, profondità di campo ridotta, camera fissa. Movimento preciso e lento, durata di quattro secondi.
Reazione della nipote
Primo piano di Giulia, 12 anni, due trecce e pigiama chiaro. Guarda fuori campo verso sinistra osservando il nonno. Tiene le labbra chiuse, espressione curiosa e affettuosa. Compie soltanto un piccolo movimento degli occhi e della testa. Luce calda e morbida sul volto, sfondo della cucina sfocato, ottica equivalente a 85 mm, camera fissa, durata di quattro secondi.
* Esempio pratico 3: la ragazza nell’ascensore
Obiettivo narrativo
Mostrare la crescita della paura senza ricorrere a una recitazione eccessiva.
Prompt
Video fotorealistico verticale 9:16. Piano medio di una giovane donna bionda di circa 27 anni, capelli raccolti in una coda disordinata, cardigan grigio chiaro e camicia bianca, chiusa in un ascensore moderno con pareti metalliche e grande specchio. La donna è sul lato sinistro dell’inquadratura; il suo riflesso è visibile sul lato destro. Guarda il display sopra i pulsanti, poi sposta lentamente gli occhi verso il proprio riflesso. Respira in modo leggermente più rapido, ma rimane quasi immobile. Luce fredda fluorescente dall’alto, riflessi metallici realistici, ottica equivalente a 35 mm, camera fissa. Atmosfera claustrofobica e controllata, durata di cinque secondi. Nessun urlo, nessun movimento brusco, nessun cambiamento dell’abbigliamento.
La richiesta concentra l’azione su due gesti: lo sguardo al display e lo sguardo allo specchio.
* Esempio pratico 4: la pianta che sfonda il soffitto
La scena contiene un elemento fantastico, ma deve rimanere credibile.
Prompt generico debole
Una pianta magica enorme cresce e distrugge la casa, l’uomo la guarda e fugge.
Questa richiesta rischia di produrre una scena spettacolare ma incontrollabile.
Prompt più efficace
Video fotorealistico verticale 9:16. Campo totale di un piccolo monolocale contemporaneo, stretto e modesto, con letto singolo sulla destra, tavolo di legno sulla sinistra e finestra sul fondo. Al centro della stanza cresce una grande pianta rampicante dentro un vaso di terracotta; il fusto sale verticalmente e attraversa un’apertura irregolare nel soffitto, da cui entra una luce naturale intensa. Un uomo di circa 35 anni, magro, capelli ricci scuri e abiti domestici semplici, rimane fermo nella parte bassa del quadro e guarda lentamente verso la cima della pianta. La pianta oscilla appena, come mossa da una brezza proveniente dall’apertura. Ottica equivalente a 24 mm, camera fissa, composizione costruita in altezza. Fotorealismo quotidiano con un solo elemento fantastico trattato in modo credibile. Atmosfera di meraviglia e possibilità, durata di sei secondi.
Non si chiede alla pianta di crescere, sfondare il soffitto e diventare una scala nella stessa clip. Si mostra il risultato già avvenuto.
Una clip separata potrebbe rappresentare la crescita.
* Prompt da immagine a video
Quando si dispone già di un fotogramma approvato, il prompt non deve ridescrivere inutilmente tutta l’immagine. Deve soprattutto definire:
- che cosa può muoversi;
- che cosa deve rimanere identico;
- direzione e intensità del movimento;
- comportamento della camera;
- durata.
Esempio:
Animare l’immagine mantenendo identici volto, abbigliamento, cucina, composizione ed illuminazione. Marta rimane seduta. Sposta lentamente gli occhi verso destra, poi inclina appena il capo. Movimento minimo e naturale del respiro. Camera completamente fissa, nessuna variazione dello sfondo, durata di quattro secondi.
È importante non chiedere una trasformazione sostanziale ad un’immagine nata come primo piano statico.
* Prompt da testo a video
Quando non esiste ancora un’immagine di riferimento, il prompt deve definire sia il fotogramma iniziale sia l’azione.
Occorre quindi descrivere con maggiore precisione:
- l'identità;
- l'ambiente;
- la composizione;
- la luce;
- l'azione;
- la camera.
Per le scene importanti può essere più sicuro procedere così:
- generare un’immagine fissa;
- poi correggerla;
- infine approvarla;
- utilizzarla come fotogramma di partenza;
- animarla con un prompt più breve.
Questo metodo offre generalmente un controllo maggiore rispetto alla generazione diretta di una scena complessa.
* Dialoghi e sincronizzazione labiale
Far parlare un personaggio può essere più complesso che animare uno sguardo od un gesto.
Per un dialogo breve, il prompt dovrebbe indicare:
Il personaggio pronuncia una breve frase con tono sommesso, movimenti delle labbra naturali e minimi, nessun gesto ampio.
Se il sistema non offre una sincronizzazione affidabile, si possono adottare alternative cinematografiche:
- mostrare il personaggio di spalle;
- utilizzare un’inquadratura sopra la spalla;
- tagliare sulla reazione dell’interlocutore;
- mostrare un oggetto mentre la voce continua;
- usare la voce fuori campo;
- registrare il dialogo in postproduzione;
- limitare la lunghezza della battuta.
Il prompt non deve contenere dialoghi lunghi se la clip dura pochi secondi.
* Il suono nel prompt
Non tutti i generatori producono direttamente audio. Quando lo fanno, può essere utile indicare suoni semplici:
- leggero fruscio della carta;
- ronzio dell’ascensore;
- ticchettio dell’orologio;
- acqua versata nella tazza;
- passi lenti nel corridoio.
Il suono deve essere progettato anche separatamente nella sceneggiatura tecnica.
Non bisogna dipendere completamente dall’audio generato. Il montaggio sonoro può migliorare molto una clip visivamente buona.
* Prompt troppo corti e prompt troppo lunghi
Un prompt troppo corto lascia eccessiva libertà al software di creazione, come:
Una donna sospettosa in cucina.
Un prompt eccessivamente lungo può invece contenere ripetizioni e contraddizioni.
Il prompt ideale non è necessariamente breve. È gerarchico.
Le informazioni più importanti devono comparire chiaramente:
- chi;
- dove;
- che cosa fa;
- come viene ripreso;
- con quale luce;
- con quale tono.
I dettagli secondari vengono dopo.
* L’ordine delle informazioni
Mettere all’inizio il formato ed il piano aiuta a definire subito la natura della ripresa.
Un ordine efficace è:
Formato → tipo di inquadratura → personaggio → ambiente → composizione → azione → luce → ottica → camera → atmosfera → vincoli.
Non è una legge assoluta, ma evita che l’azione si perda dentro una descrizione decorativa.
* Il problema delle istruzioni confuse
Consideriamo questo prompt:
Una ragazza immobile corre lentamente in un ascensore vastissimo e claustrofobico, in pieno giorno ma completamente buio, camera fissa che le gira rapidamente intorno, primo piano grandangolare senza distorsione, atmosfera allegra e terrificante.
Le contraddizioni riguardano:
- immobilità e corsa;
- lentezza e rapidità;
- vastità e claustrofobia;
- giorno e buio;
- camera fissa e movimento orbitale;
- grandangolo ravvicinato e assenza assoluta di distorsione;
- atmosfera allegra e terrificante.
La soluzione non consiste nell’aggiungere altre istruzioni. Bisogna saper scegliere.
Giovane donna immobile dentro un ascensore stretto. Primo piano naturale. Camera fissa. Luce fredda dall’alto. Guarda il display con paura trattenuta. Atmosfera claustrofobica.
* Il problema del personaggio che cambia volto
Possibili cause:
- descrizione variabile;
- luce troppo diversa;
- angolazione estrema;
- azione troppo complessa;
- mancanza di immagine di riferimento;
- troppi personaggi.
Possibili correzioni:
- utilizzare sempre la stessa descrizione;
- fornire il medesimo riferimento;
- limitare la rotazione del volto;
- generare piani più brevi;
- evitare trasformazioni emotive estreme;
- indicare che identità e abbigliamento devono rimanere invariati.
Prompt correttivo:
Mantenere rigorosamente identici volto, età, capelli, occhi, proporzioni e abbigliamento del personaggio di riferimento. Modificare soltanto la direzione dello sguardo.
* Il problema delle mani
Le mani diventano particolarmente difficili quando:
- afferrano oggetti piccoli;
- si intrecciano;
- passano oggetti;
- compiono gesti rapidi;
- sono molto vicine alla macchina.
Soluzioni:
- una mano alla volta;
- gesto lento;
- oggetto già impugnato all’inizio;
- ripresa laterale;
- dettaglio breve;
- azione divisa in più clip;
- ripresa reale delle mani.
Prompt problematico:
La ragazza prende il telefono con entrambe le mani, lo ruota, digita, lo passa al nonno e gli sistema le dita.
Prompt più controllabile:
Dettaglio della mano destra della ragazza che spinge lentamente il telefono sul tavolo verso il nonno. Camera fissa.
* Il problema degli oggetti che scompaiono
È utile stabilire la posizione dell’oggetto:
Il telefono nero rimane sul lato destro del tavolo per tutta la clip.
La lettera resta nella mano sinistra del personaggio.
La tazza non viene spostata.
Se l’oggetto deve cambiare posizione, il gesto deve essere semplice e chiaramente descritto.
* Il problema della camera che si muove troppo
Possibili correzioni:
Camera su cavalletto, completamente immobile.
Nessuna rotazione, nessuno zoom, nessun tremolio.
Solo una lenta carrellata in avanti di pochi centimetri.
Quando il movimento generato è eccessivo, può essere utile produrre una clip statica ed aggiungere un piccolo avvicinamento in montaggio.
* Il problema dell’azione che non si conclude
Può accadere che il personaggio inizi a sedersi senza completare il movimento, oppure avvicini la mano all’oggetto senza prenderlo.
Il prompt deve indicare chiaramente sia lo stato iniziale che finale.
All’inizio Marta è in piedi accanto alla sedia. Si siede lentamente e, alla fine della clip, rimane completamente seduta.
Oppure si può evitare l’azione intermedia:
Marta è già seduta e guarda il tavolo.
Mostrare direttamente il risultato è spesso più sicuro.
* Il problema della recitazione eccessiva
Correzioni utili:
- Espressione trattenuta.
- Recitazione naturale e minimalista.
- Nessun gesto teatrale.
- Movimento quasi impercettibile degli occhi.
- Il personaggio cerca di non mostrare ciò che prova.
Invece di chiedere e scrivere: È disperato, si può scrivere:
Stringe le labbra, abbassa lo sguardo e rimane in silenzio.
* Il problema del testo illeggibile
Scritture, giornali, schermi e cartelli possono risultare deformati.
Se il testo è narrativamente importante, è più sicuro:
- generare il foglio senza testo complesso;
- aggiungere la scritta in postproduzione;
- utilizzare un vero documento ripreso dal vivo;
- creare separatamente l’inserto;
- mostrare soltanto poche parole.
Per esempio:
Dettaglio del biglietto con una breve frase leggibile: “Possiamo parlare?”
Anche in questo caso sarà opportuno verificare il risultato e, se necessario, sostituire la grafica in montaggio.
* Versioni e correzioni
Ogni prompt dovrebbe essere archiviato con il relativo risultato.
Un sistema pratico può essere:
SC04_INQ03_PP_MARTA_PROMPT_V01
SC04_INQ03_PP_MARTA_VIDEO_V01
SC04_INQ03_PP_MARTA_PROMPT_V02
SC04_INQ03_PP_MARTA_APPROVATO
Accanto al prompt si possono annotare:
- ciò che ha funzionato;
- ciò che è cambiato;
- errore principale;
- correzione effettuata;
- versione approvata.
Non conviene riscrivere completamente il prompt dopo ogni tentativo. È più efficace modificare una variabile alla volta.
* Correggere una sola variabile per volta
Se la prima clip presenta:
- luce troppo fredda;
- movimento eccessivo;
- espressione sbagliata;
- sfondo incoerente,
cambiare tutto contemporaneamente rende difficile capire quale istruzione abbia prodotto il miglioramento.
È preferibile procedere per passaggi successivi singolarmente:
- correggere il movimento;
- correggere la luce;
- correggere l’espressione;
- controllare la continuità.
Questo metodo rende il processo più razionale.
* Il prompt come scheda di regia
Il prompt può essere integrato direttamente nella sceneggiatura tecnica.
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Scena | 4 |
| Inquadratura | 7 |
| Formato | 16:9 |
| Piano | Dettaglio |
| Soggetto | Mano dell’uomo anziano |
| Azione | Spinge il foglio sotto la porta |
| Direzione | Da sinistra verso destra |
| Luce | Neutra, morbida |
| Ottica | 85 mm equivalente |
| Camera | Fissa, altezza pavimento |
| Durata | 3 secondi |
| Atmosfera | Silenzio e attesa |
| Continuità | Stessa porta e stesso cardigan |
| Prompt | Testo completo della generazione |
In questo modo il prompt non rimane separato dal progetto, ma diventa parte del piano di produzione.
* Il controllo finale prima della generazione
Prima di avviare una clip bisogna verificare attentamente alcune domande.
Il prompt descrive una sola inquadratura?
L’azione principale è unica e semplice?
Il personaggio è riconoscibile?
La posizione nello spazio è chiara?
La direzione dello sguardo è indicata?
La luce ha una fonte precisa?
Il movimento della macchina è uno solo?
La focale è coerente con il piano?
Stile e atmosfera non sono contraddittori?
La durata è sufficiente per l’azione?
Sono stati indicati i vincoli di continuità più importanti?
Se una risposta è incerta, il prompt deve essere semplificato.
* Una formula breve da ricordare
Quando non si sa come cominciare, si può utilizzare questa formula:
Chi è il soggetto? Dove si trova? Che cosa fa? Come lo vediamo? Come si muove la macchina? Da dove arriva la luce? Che cosa dobbiamo provare?
Per esempio:
Una ragazza di 12 anni con due trecce è seduta nella vecchia cucina del nonno alle tre di notte. Tiene il cellulare sul tavolo ed alza lentamente lo sguardo verso di lui. Piano medio, camera fissa, luce calda della lampada, sfondo leggermente sfocato, atmosfera intima e silenziosa.
È già un buon punto di partenza.
In conclusione
Scrivere un prompt efficace per il video significa trasformare una scelta di regia in un’istruzione precisa.
Il prompt migliore non è quello che utilizza più aggettivi, più termini tecnici o più riferimenti stilistici. È quello che permette di comprendere senza ambiguità:
- chi deve apparire;
- dove si trova;
- che cosa deve fare;
- come deve essere inquadrato;
- come deve essere illuminato;
- come deve muoversi la macchina;
- quale sensazione deve trasmettere;
- quali elementi devono rimanere coerenti.
L’Intelligenza Artificiale può generare una grande quantità di varianti, ma la qualità del cortometraggio dipende dalla capacità dell’Autore di selezionare e controllare.
Un prompt non deve tentare di contenere un’intera sequenza. Deve risolvere un singolo problema visivo.
Una scena complessa nasce da molte inquadrature semplici. Un cortometraggio coerente nasce da molte clip progettate come parti dello stesso linguaggio.
Il metodo più efficace rimane quindi:
scrivere la scena, dividerla in inquadrature, preparare lo storyboard, definire la continuità e soltanto dopo scrivere un prompt per ciascun piano.
In questo modo il prompt smette di essere una richiesta generica rivolta ad una macchina e diventa ciò che realmente dovrebbe essere: una precisa indicazione di regia al servizio della storia.






