TEACHER’S PET – 10 IN AMORE (1958)

QUANDO IMPARARE A SCRIVERE SIGNIFICA IMPARARE
A GUARDARE GLI ALTRI FILM

Che cosa può insegnare ancora oggi il film di George Seaton
a chi ama il cinema, il giornalismo e la sceneggiatura

film Teachers Pet 10 in amoreCi sono film che rimangono nella memoria perché hanno inventato un nuovo linguaggio, altri perché hanno sconvolto le regole del racconto, altri ancora perché possiedono immagini diventate iconiche. Teacher’s Pet, distribuito in Italia con il titolo 10 in amore, appartiene ad una categoria differente e forse più discreta: è uno di quei film che sembrano inizialmente semplici, persino convenzionali, e che invece, continuando a guardarli, rivelano una sorprendente quantità di intelligenza, umanità e mestiere.

È una commedia romantica, certamente. Ma è anche un film sul pregiudizio, sulla paura di sentirsi culturalmente inferiori, sul rapporto fra esperienza e conoscenza, sulla capacità di modificare le proprie convinzioni e, soprattutto, sull'umiltà necessaria per continuare ad imparare anche quando si è convinti di sapere già tutto.

Un particolare della sua genesi aiuta a comprenderne la natura. I due coniugi Fay e Michael Kanin avevano inizialmente concepito la storia come dramma; dopo diversi rifiuti, la trasformarono in commedia romantica.
Questa origine drammatica, a nostro avviso, è una delle chiavi per comprendere perché Teacher’s Pet possieda una tonalità diversa da molte commedie romantiche dello stesso periodo.

Sotto la brillantezza delle battute, sotto gli equivoci e sotto la seduzione tra Clark Gable e Doris Day rimane infatti una lieve malinconia. I personaggi non cercano semplicemente qualcuno da amare. Stanno cercando di capire chi sono diventati.

 

* Una storia che sembra parlare d’amore e invece parla soprattutto della capacità di cambiare

James Gannon è il caporedattore del New York Evening Chronicle. È un giornalista cresciuto professionalmente attraverso l’esperienza diretta. Non ha completato gli studi e considera le università e le scuole di giornalismo sostanzialmente inutili. Per lui il giornalismo si impara lavorando. Il giornalista deve uscire, osservare, chiedere, verificare, scrivere rapidamente e consegnare. Il resto gli sembra teoria.

Quando la professoressa Erica Stone, docente di un corso serale di giornalismo, lo invita a parlare ai suoi studenti, Gannon rifiuta con una lettera sprezzante. Costretto dal proprio superiore a rimediare, si presenta alla lezione ma arriva proprio mentre Erica sta leggendo agli studenti la sua lettera e criticandone pubblicamente la concezione del giornalismo. Gannon, ferito nell’orgoglio, decide allora di iscriversi al corso sotto il falso nome di Jim Gallagher, con l’intenzione di dimostrare che la professoressa ed il suo insegnamento accademico non valgono nulla.

Succede però qualcosa che Gannon non aveva previsto. Erica riconosce immediatamente il talento del presunto allievo. L’uomo che era entrato nell'aula per umiliare l'insegnante si trova invece apprezzato proprio da lei.

E lentamente accade qualcosa di ancora più pericoloso: Gannon comincia a rispettarla. Poi ad ammirarla. Infine ad amarla.

La struttura romantica nasce quindi da una situazione intellettuale: due persone si innamorano mentre tentano di dimostrare che l’altra ha torto.

Ed è già una magnifica lezione di sceneggiatura.


* Il vero conflitto non è “lui contro lei”

Uno dei maggiori pregi del film è la natura del conflitto.

Una sceneggiatura meno raffinata avrebbe costruito una situazione semplice: lui è pratico, lei è teorica; uno dei due alla fine scopre di avere torto. Invece i Kanin fanno qualcosa di più interessante.

Entrambi hanno ragione. Ed entrambi hanno torto.

Gannon ha ragione quando sostiene che il giornalismo non può essere imparato soltanto sui libri.
Erica ha ragione quando sostiene che l’esperienza senza cultura rischia di produrre un professionista competente ma limitato.

Gannon sa riconoscere una notizia, sintetizzarla, trovare l’elemento importante e costruire un articolo.
Erica sa guardare oltre il fatto immediato, contestualizzarlo, analizzarlo ed attribuirgli un significato.

Uno possiede il mestiere. L’altra possiede il metodo.

La soluzione del film non consiste nella vittoria dell’università sulla strada o della strada sull’università. Consiste nella loro integrazione.

Ed è significativo che il finale professionale preceda quasi quello sentimentale: Erica propone che Gannon partecipi all’insegnamento e lui, parallelamente, ha già iniziato a comprendere che il suo giornale potrebbe aver bisogno di articoli più approfonditi.

L’uno ha assorbito qualcosa dall’altra.

Quando possono incontrarsi professionalmente, possono finalmente incontrarsi anche sentimentalmente. Caratteristico è proprio questo doppio movimento nel finale: Erica propone una collaborazione didattica con Gannon mentre il giornale scopre che Gannon stesso ha suggerito maggiore spazio per gli articoli di approfondimento.

Questo è un finale scritto molto bene perché non dichiara semplicemente che i personaggi sono cambiati: lo dimostra attraverso ciò che ora fanno.


* James Gannon: il conflitto nascosto dietro l’arroganza

Clark Gable interpreta Gannon apparentemente con gli strumenti che lo avevano reso una delle più grandi star americane: presenza fisica, sicurezza, ironia, autorità. Eppure utilizza proprio queste qualità per mostrare progressivamente la vulnerabilità del personaggio. Gannon all'inizio sembra un uomo completamente sicuro. In realtà la sua aggressività nei confronti dell’istruzione nasconde una ferita. Non avendo avuto un'educazione formale, ha costruito un'intera filosofia che gli consente di trasformare quella mancanza in una superiorità.

Non pensa semplicemente: Non ha studiato.
Ha bisogno di pensare: Studiare non serve.
È psicologicamente molto diverso.

Se accettasse che l'istruzione possiede valore, dovrebbe affrontare la possibilità che qualcosa nella sua formazione gli sia realmente mancato. Il film diventa dunque anche il ritratto di un uomo che ha trasformato una propria insicurezza in una convinzione ideologica.

Qui c'è un insegnamento prezioso per lo sceneggiatore:  molte convinzioni dei personaggi nascono da ferite che essi hanno successivamente trasformato in principi.

Un personaggio interessante non dice: Non credo nell'amore.

Lo sceneggiatore dovrebbe domandarsi: Che cosa gli è accaduto perché abbia bisogno di non crederci?

Gannon non detesta l'università perché ha studiato il sistema e lo considera inefficiente. La detesta perché rappresenta il mondo dal quale si è sempre sentito escluso. Quando questo emerge, il personaggio acquista profondità.


* Erica Stone: molto più della “professoressa da conquistare”

Erica avrebbe potuto essere soltanto la donna brillante che il protagonista maschile deve conquistare. La sceneggiatura evita fortunatamente questa semplificazione. Erica possiede una propria convinzione professionale, un'eredità familiare, un metodo, un orgoglio e soprattutto la capacità di modificare anch'essa il proprio punto di vista. È figlia di un giornalista ed editore vincitore del premio Pulitzer. La sua concezione del giornalismo è quindi anche una forma di fedeltà al padre.

Quando Gannon mette in discussione la qualità del giornale paterno, non sta criticando semplicemente un prodotto professionale. Sta toccando una memoria affettiva.

Qui avviene una delle trasformazioni più intelligenti della sceneggiatura.

Erica potrebbe rifiutare la critica.
Potrebbe difendere il padre perché lo ama.
Fa invece ciò che dovrebbe fare un buon giornalista: verifica. Rilegge. Valuta. Confronta.

E scopre che Gannon possiede, almeno in parte, ragione. E' importante questo passaggio: Erica sottopone il giornale paterno agli standard del giornalismo moderno e riconosce la fondatezza della critica di Jim. È un momento fondamentale perché Erica applica alla propria vita il principio che insegna.

Non protegge il fatto perché le piace. Lo controlla.

Per uno sceneggiatore è una lezione formidabile: Il vero cambiamento di un personaggio deve costargli qualcosa.

Per Erica significa rinunciare all'immagine idealizzata del padre.
Per Gannon significa rinunciare all'immagine idealizzata di se stesso.

Entrambi devono perdere una piccola illusione prima di potersi incontrare veramente.


* L’innamoramento nasce dalla stima

Questa è forse una delle ragioni per cui il film mantiene una particolare dolcezza. Jim ed Erica non si innamorano soltanto perché Clark Gable e Doris Day sono due star affascinanti. Si innamorano attraverso un progressivo riconoscimento dell’intelligenza dell’altro. Gannon vede Erica insegnare. Erica vede “Gallagher” scrivere.

Entrambi scoprono nell’altro una competenza che inizialmente non volevano riconoscere.
Il desiderio nasce dalla stima.

È un tipo di costruzione sentimentale molto efficace perché permette alla relazione di possedere una base narrativa.

Lo spettatore non deve semplicemente accettare: Questi due si amano perché il film dice che devono amarsi.

Osserva invece il processo. La simpatia nasce dentro la discussione. L’attrazione nasce dentro il conflitto. L’amore nasce dentro la scoperta.

È un principio che può essere applicato perfettamente alla scrittura di un cortometraggio romantico: non raccontare soltanto che due persone si attraggono; trova la cosa che ognuno scopre nell’altro e che modifica il modo in cui lo guardava.


* L'equivoco dell'identità è qualcosa di più di un espediente comico

Il personaggio “Jim Gallagher” appartiene alla tradizione classica della commedia. Il pubblico conosce la verità. Erica no.

Questo produce suspense comica perché sappiamo che prima o poi l’identità dovrà essere scoperta.

Ma l’espediente possiede una seconda funzione.

Permette ad Erica di conoscere Gannon prima del suo nome.
È molto importante.
Se sapesse immediatamente di avere davanti l'uomo che ha insultato il suo corso, vedrebbe ogni suo gesto attraverso il pregiudizio. Incontrando “Gallagher”, invece, può valutare semplicemente ciò che scrive.

Paradossalmente, la menzogna permette alla donna di conoscere una parte autentica dell'uomo.

Questa è una bella contraddizione drammaturgica: l’identità falsa rende possibile una conoscenza vera.

Naturalmente quella menzogna dovrà essere pagata.
E quando Erica scopre l’inganno, una sceneggiatura convenzionale avrebbe potuto concentrarsi principalmente sul fatto che Jim l’ha ingannata sentimentalmente.

Gli sceneggiatori Kanin scelgono qualcosa di più intelligente: la donna gli rimprovera soprattutto di avere sottratto tempo agli studenti che avevano realmente bisogno del suo insegnamento.

È una reazione perfettamente coerente con il personaggio. Erica rimane insegnante anche nel momento del dolore.


* Hugo Pine: come scrivere un rivale sentimentale senza trasformarlo in antagonista

Il dottor Hugo Pine, interpretato da Gig Young, è uno dei colpi migliori della sceneggiatura.

Sulla carta sembra costruito per essere il rivale di Gannon. È colto. Elegante. Intelligente. Sicuro. Scrive libri.
E soprattutto è vicino ad Erica.
Per Gannon rappresenta tutto ciò che teme: l’uomo accademicamente formato che sembra possedere anche fascino, sicurezza e successo sociale.

La soluzione più prevedibile sarebbe stata renderlo arrogante, falso, vigliacco od opportunista.
Invece Hugo è sostanzialmente una brava persona. Ed è persino simpatico.
Aiuta Gannon. Gli parla. Lo comprende. Ad un certo punto diventa quasi il suo consulente sentimentale.

È una scelta molto raffinata perché obbliga Gannon a confrontarsi con la propria insicurezza, non con la cattiveria di un rivale. Se Hugo fosse un individuo spregevole, Jim potrebbe sentirsi automaticamente superiore.
Ma Hugo è intelligente ed umano. Jim deve quindi crescere.

Per chi scrive un cortometraggio, la lezione è importante: L’antagonista più interessante non è sempre quello che ha torto.

Qualche volta il personaggio che ostacola indirettamente il protagonista diventa più efficace proprio quando non merita di essere sconfitto.


* Peggy DeFore: la leggerezza che rivela il mondo di Jim

Mamie Van Doren interpreta Peggy DeFore, la cantante legata a Jim. Anche Peggy possiede una precisa funzione narrativa. Rappresenta un mondo nel quale Gannon si muove senza difficoltà.

È un mondo fisico; immediato; notturno; poco intellettualizzato e confortevole per lui.

Erica rappresenta invece ciò che lo obbliga a mettere in discussione se stesso.
Non significa che Peggy sia inferiore. Significa che appartiene alla versione di Gannon che esiste all’inizio del film.

Il nightclub diventa quindi una specie di crocevia.

Lì incontriamo tutti i personaggi. Quattro persone che rappresentano quattro differenti modi di stare nel mondo.

La scena permette alla commedia romantica di trasformarsi per alcuni minuti in una commedia di comportamento.

 

* La lezione di giornalismo che diventa una lezione di sceneggiatura

Uno dei motivi per cui Teacher’s Pet è ancora oggi interessante per chi scrive di cinema, è che molti principi discussi sul giornalismo sono trasferibili direttamente alla scrittura di una sceneggiatura.

- Prima di tutto: osservare i fatti

Un giornalista non dovrebbe scrivere ciò che immagina sia avvenuto. Deve capire che cosa è successo.

Anche lo sceneggiatore dovrebbe sviluppare la stessa capacità osservativa.

Prima di inventare una scena familiare, può domandarsi:
Come discutono veramente due fratelli?
Come una persona cerca di evitare una risposta?
Che cosa fa qualcuno quando è nervoso?
Come cambia il tono quando una persona sta mentendo?

Il realismo della sceneggiatura nasce spesso dall’accuratezza dell’osservazione.

- Chi, che cosa, dove, quando, perché e come

Nel film viene richiamato il celebre principio delle domande fondamentali del giornalismo.

Per lo sceneggiatore queste domande sono altrettanto utili.

Davanti ad ogni scena possiamo domandarci:

Chi vuole qualcosa?

Che cosa vuole?

Dove si trova?

Quando avviene la scena e perché proprio in quel momento?

Perché il personaggio agisce?

Come cerca di ottenere ciò che vuole?

Aggiungeremmo anche una settima domanda cinematografica: Che cosa cambia alla fine della scena?

Se non cambia niente, forse la scena non è necessaria.

- La precisione prima dell'eleganza

Il giornalista deve essere comprensibile.

Lo sceneggiatore anche.

Una scena non diventa migliore perché possiede dialoghi complicati.

Se lo spettatore non comprende:

  • chi vuole cosa;
  • quale informazione conta;
  • perché la situazione è cambiata;

la scena ha probabilmente un problema.

La chiarezza non è banalità. Un film può essere complesso e chiarissimo.

- Il fatto ed il significato

Il conflitto fra Gannon ed Erica riguarda anche questo.

Gannon privilegia il fatto. Erica il contesto. Questa distinzione è centrale anche nel cinema.

Il fatto può essere: Una donna restituisce un anello.

Il significato può essere: Ha deciso di terminare un matrimonio.

Ma potrebbe anche essere: Vuole provocare il marito affinché finalmente reagisca.

Oppure: Ha scoperto che l’anello apparteneva ad un’altra donna.

Lo sceneggiatore deve costruire contemporaneamente evento e significato.

- Il “pezzo di approfondimento” e la seconda dimensione della scena

Nel film si parla dei cosiddetti think pieces, articoli che vanno oltre l’accadimento immediato.

La stessa distinzione può essere applicata alla sceneggiatura.

Prendiamo una scena: Un padre porta il figlio a scuola.
Questo è il fatto.

Ma qual è il “pezzo di approfondimento” cinematografico?

Forse è l’ultima mattina prima della separazione dei genitori.

Allora i piccoli dettagli assumono un nuovo significato: il padre sistema lo zaino troppo lentamente; oppure il figlio continua a parlare per ritardare l’ingresso; e nessuno dei due nomina ciò che succederà quella sera.

L'evento superficiale rimane “andare a scuola”. La scena parla invece della separazione dei genitori.

Questo è il livello che uno sceneggiatore dovrebbe cercare.

- L'importanza della selezione

Un giornale riceve più informazioni di quante possa pubblicarne.

Un montatore possiede più materiale di quanto possa utilizzare.

Uno sceneggiatore immagina più scene di quelle necessarie.

La qualità dipende quindi anche da ciò che viene escluso.

Uno dei grandi principi trasferibili dal film Teacher’s Pet alla scrittura cinematografica è: Non basta sapere molte cose. Bisogna sapere quali cose contano veramente adesso.

Un cortometraggio rende questo principio ancora più importante.
Se abbiamo dieci minuti, non possiamo raccontare l'intera vita del protagonista.

Dobbiamo trovare il momento decisivo.

- Esperienza e teoria: la vera tesi del film

Il film potrebbe essere equivocato come una difesa dell’istruzione o come una celebrazione del mestiere pratico.

In realtà rifiuta entrambe le estremizzazioni.

Gannon possiede qualcosa che Erica non può insegnare completamente.
Erica possiede qualcosa che Gannon non può ottenere soltanto lavorando.

L’uno ha bisogno dell’altra.

Questo vale perfettamente per il cinema.

Si può leggere Aristotele, Syd Field, Robert McKee, manuali di regia e saggi di fotografia.
Ma se non si gira mai niente, manca l’esperienza.

Al contrario si possono realizzare cinquanta cortometraggi e continuare a commettere gli stessi errori se non si studia mai la storia del cinema, la drammaturgia, il montaggio, la recitazione, la fotografia ed il suono.

La posizione più fertile è esattamente quella verso cui si muove Teacher’s Pet:  studiare e fare.

Fare e poi studiare ciò che non si è capito.

 

* George Seaton e la regia invisibile

George Seaton appartiene a quella generazione di registi classici hollywoodiani che raramente cercano di far percepire allo spettatore la presenza della macchina da presa.

La regia di Teacher’s Pet è funzionale alla relazione. Non vuole stupire attraverso angolazioni eccentriche.

Vuole farci osservare bene:  chi domina una conversazione; chi ascolta; chi cambia opinione; chi nasconde qualcosa.

La macchina da presa è quindi spesso subordinata alla recitazione ed alla dinamica dialogica.

Questa apparente semplicità è molto istruttiva.

Un regista principiante può essere tentato di rendere ogni scena “cinematografica” attraverso le carrellate, i grandangoli, i movimenti circolari, i ralenti, o inquadrature inclinate.

Seaton ricorda che una scena può diventare cinematograficamente ricca semplicemente mettendo la macchina nel punto giusto e lasciando che siano gli attori a modificarne il significato.

- La classe come spazio di potere

Le scene ambientate nell’aula sono particolarmente interessanti.

La disposizione spaziale possiede già una gerarchia: Erica è davanti. Gli studenti guardano verso di lei.

Jim/Gallagher entra nel sistema come allievo. Narrativamente, questo rappresenta una degradazione volontaria per Gannon.
Nel giornale è il capo. Nell'aula occupa un banco.

È importante perché il film cambia la posizione sociale del protagonista prima ancora che egli cambi interiormente.

Seaton può utilizzare il rapporto fra la figura dell'insegnante e gli studenti e la lavagna  ed i banchi e gli  sguardi per costruire continuamente la tensione fra autorità apparente e competenza reale.

Quando Gannon risponde brillantemente, la struttura del potere comincia a diventare ambigua.
Erica possiede l’autorità istituzionale.
Jim possiede l’esperienza.
Il quadro può contenere entrambi.

È un ottimo esempio di come una location possa partecipare alla scrittura.

- Il giornale: profondità, movimento e mestiere

Il mondo del giornale viene presentato in maniera differente. È più affollato. Più operativo. Più rumoroso.

I personaggi lavorano contemporaneamente.
Lo spazio suggerisce un organismo collettivo.

La fotografia di Haskell Boggs sfrutta efficacemente questo tipo di ambiente. Ed una recensione tecnica della recente scansione 6K del negativo VistaVision nota in particolare la notevole chiarezza della profondità di campo nelle sequenze della redazione, contrapponendola alla luce volutamente più morbida utilizzata su Doris Day in aula.

Questa differenza è interessante perché la fotografia non deve necessariamente rendere tutte le location uguali.

La redazione può apparire concreta, popolata e stratificata.
Erica può invece essere introdotta attraverso una fotografia leggermente più controllata e levigata.

Non dobbiamo necessariamente leggere la scelta come un rigido simbolismo, ma sul piano percettivo la differenza funziona.

- Il bianco e nero come strumento di concentrazione

Teacher’s Pet è fotografato in bianco e nero. Nel 1958 il colore era già ampiamente presente nel cinema hollywoodiano, perciò il bianco e nero non può essere liquidato come una semplice inevitabilità storica.

In questo film funziona particolarmente bene perché concentra l’attenzione sui volti; sui tessuti; sulle differenze di illuminazione; sugli spazi; sulla grafica dei giornali; sulle scrivanie; sulle lavagne; sui fogli; sulle macchine da scrivere.

È un mondo fatto in buona parte di inchiostro nero su carta bianca.

Il giornalismo stesso sembra quasi trovare nel bianco e nero una corrispondenza visiva naturale.

 

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