Perché le prime scene di un film sono decisive:
sono il momento in cui il cinema conquista lo spettatore

sala cinema inizio film 700C'è un momento, all'inizio di ogni film o cortometraggio, in cui avviene qualcosa di fondamentale: lo spettatore decide, quasi inconsapevolmente, se vuole continuare quel viaggio oppure no. Possono bastare pochi secondi. Una singola immagine. Una domanda senza risposta. Un personaggio enigmatico. Un evento improvviso. Le prime scene rappresentano infatti una sorta di patto tra autore e pubblico: promettono una storia e invitano chi guarda a seguirla fino alla fine.

Molti giovani spettatori pensano che l'inizio serva semplicemente a presentare i personaggi o spiegare la trama. In realtà il suo compito è molto più complesso, soprattutto nei cortometraggi. Le sequenze iniziali devono catturare l'attenzione, creare curiosità, definire il genere cinematografico ed introdurre un conflitto. Sono i pilastri che sostengono l'intera esperienza narrativa.

Il coinvolgimento: far entrare lo spettatore nella storia

La prima missione di qualsiasi apertura cinematografica consiste nel coinvolgere emotivamente chi guarda.

Quando iniziamo a guardare un film non conosciamo ancora i personaggi, non sappiamo cosa accadrà e non abbiamo motivi per interessarci alla vicenda. Il regista deve quindi creare immediatamente una connessione. Può farlo attraverso un'azione spettacolare, una situazione misteriosa, un dialogo intrigante od un'immagine particolarmente suggestiva.

Pensiamo all'inizio di Star Wars (1977). Lo schermo si apre con una battaglia spaziale e con l'enorme astronave imperiale che attraversa l'inquadratura. Lo spettatore viene immediatamente trasportato in un universo vasto ed affascinante. Non sa ancora chi siano gli eroi od i cattivi, ma è già dentro l'avventura.

Il coinvolgimento nasce dunque dalla capacità di suscitare emozioni. Meraviglia, paura, curiosità, tensione o divertimento. Senza una reazione emotiva iniziale, il pubblico rischia di rimanere distante.

Questo vale ancora di più per i cortometraggi. Avendo una durata ridotta, non possono permettersi lunghe introduzioni. Devono catturare l'attenzione quasi immediatamente, perché ogni minuto è prezioso.

Il dubbio: la forza delle domande senza risposta

Uno degli strumenti più potenti del cinema è il dubbio.

Quando gli spettatori si pongono una domanda, desiderano automaticamente conoscere la risposta. È un meccanismo psicologico molto semplice ma estremamente efficace.

Un buon inizio non offre tutte le informazioni. Al contrario, ne nasconde alcune. Mostra qualcosa di incompleto che chiede di essere interpretato.

Uno degli esempi più celebri della storia del cinema è l'apertura di Quarto Potere (Citizen Kane, 1941). Il magnate Charles Foster Kane pronuncia una sola parola, "Rosebud", prima di morire. Nessuno sa cosa significhi. Lo spettatore trascorre l'intero film cercando di scoprirlo.

La stessa tecnica è presente nell'apertura di Inception (2010). Ci troviamo davanti ad eventi che sembrano incomprensibili e siamo spinti a continuare proprio per capire che cosa stia accadendo.

Il dubbio funziona perché trasforma il pubblico in un partecipante attivo. Lo spettatore non si limita ad osservare; inizia a formulare ipotesi, collegare indizi ed immaginare possibili sviluppi.

Il genere: comunicare subito che tipo di esperienza ci aspetta

Le prime scene hanno anche il compito di dichiarare il genere del film.

Uno spettatore deve capire rapidamente se sta entrando in un horror, in una commedia, in un thriller, in un film di fantascienza od in un dramma. Questo non significa spiegare tutto verbalmente. Il cinema comunica soprattutto attraverso immagini, suoni, colori, ritmo ed atmosfera.

Se osserviamo l'inizio de Lo Squalo (1975), vediamo una ragazza nuotare di notte nell'oceano. La musica inquietante di John Williams e la regia costruiscono immediatamente un clima di pericolo. Ancora prima di vedere il mostro, comprendiamo che stiamo entrando in una storia di suspense e paura.

Al contrario, l'apertura di Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta (1981) ci comunica immediatamente un'avventura: la giungla, le trappole, la ricerca del tesoro ed il ritmo incalzante promettono una storia ricca di azione.

Quando il genere viene stabilito con chiarezza sin dall'inizio, gli spettatori sanno quali emozioni aspettarsi e possono entrare più facilmente nel mondo narrativo creato dall'autore.

Il conflitto: il motore di ogni storia

Se esiste un elemento che non può mancare nelle prime fasi di un racconto, questo è il conflitto.

Molti principianti credono che una storia sia fatta principalmente di personaggi. In realtà sono i problemi dei personaggi a generare interesse. Un protagonista felice, senza ostacoli e senza obiettivi, raramente riesce a catturare l'attenzione del pubblico.

Il conflitto può assumere forme diverse: può essere una minaccia esterna, un nemico, un mistero, una scelta difficile, una crisi interiore fino ad una sfida apparentemente impossibile.

L'inizio de Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello introduce quasi subito la minaccia rappresentata dall'Anello e dal ritorno di Sauron. Lo spettatore comprende immediatamente che esiste un problema enorme da affrontare.

Allo stesso modo, nelle prime scene di Titanic (1997), viene introdotta la ricerca del celebre diamante e successivamente il contesto del viaggio destinato alla tragedia: il pubblico percepisce bene che dietro la storia romantica si nasconde un destino drammatico.

Il conflitto crea movimento. Genera aspettativa. Fa nascere la domanda più importante di tutte: "Come andrà a finire?".

Aperture che hanno fatto la storia del cinema

Alcune sequenze iniziali sono diventate leggendarie proprio perché riescono a combinare coinvolgimento, dubbio, genere e conflitto in pochi minuti.

Lo Squalo (1975)

Una ragazza nuota di notte e scompare improvvisamente sotto l'acqua. Lo spettatore non vede quasi nulla, ma comprende che qualcosa di terribile si nasconde nell'oceano. Paura, mistero e conflitto vengono introdotti immediatamente.

Star Wars (1977)

L'azione comincia subito con un inseguimento spaziale. Il conflitto tra Ribelli e Impero è chiaro fin dai primi minuti e il senso di meraviglia conquista il pubblico.

Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta (1981)

L'intera sequenza del tempio è un piccolo capolavoro narrativo. Presenta il protagonista, mostra le sue capacità, introduce pericoli e trasmette perfettamente il tono avventuroso del film.

Il Cavaliere Oscuro (2008)

La rapina iniziale organizzata dal Joker è considerata una delle migliori aperture della storia del cinema. Lo spettatore scopre gradualmente l'intelligenza e la follia del personaggio attraverso una scena piena di tensione e colpi di scena.

Salvate il soldato Ryan (1998)

Lo sbarco in Normandia coinvolge emotivamente il pubblico attraverso una rappresentazione intensa della guerra. Fin dalle prime immagini si comprende il livello di realismo e drammaticità che caratterizzerà l'intero film.

Cosa possono imparare i giovani autori

Chi scrive un cortometraggio dovrebbe sempre chiedersi cosa prova lo spettatore durante i primi minuti. Le domande fondamentali sono:

  • Sto catturando la sua attenzione?
  • Sto creando curiosità?
  • Il genere della storia è chiaro?
  • Esiste un conflitto interessante?
  • Lo spettatore vuole sapere cosa accadrà dopo?

Se la risposta è sì, significa che l'apertura sta funzionando.

Le migliori scene iniziali della storia del cinema non sono memorabili perché mostrano grandi effetti speciali o perché sono costate milioni di dollari. Sono memorabili perché fanno nascere emozioni e domande. Riescono a coinvolgere il pubblico fin dal primo istante ed a convincerlo che quella storia merita il suo tempo.

In fondo, ogni film ed ogni cortometraggio iniziano con una sfida semplice ma fondamentale: conquistare la curiosità dello spettatore. Quando le prime scene riescono in questo compito, il resto del racconto ha già compiuto il passo più difficile. Da quel momento, il pubblico è pronto a lasciarsi guidare dalla magia del Cinema.