I giovani di oggi frequentano poco il cinema per una serie di motivi legati alla trasformazione digitale dei consumi. Il costo elevato dei biglietti e degli snack rende l'esperienza meno accessibile rispetto alle alternative. Soprattutto, l'affermazione di piattaforme di streaming on-demand come Netflix o Disney+ offre una comodità imbattibile: la possibilità di vedere qualsiasi contenuto, quando e dove si vuole, spesso sui monitor o schermi di discrete dimensioni a casa.
Negli ultimi anni, il confine tra fotografia e cinematografia si è dissolto. Oggi, una macchina fotografica mirrorless può girare video in 6K, registrare in gamma logaritmica, sincronizzare l’audio in tempo reale e trasmettere in streaming. E nei prossimi 24 mesi, questa convergenza esploderà in modi che cambieranno radicalmente il modo di fare video — per professionisti, filmmaker indipendenti, documentaristi e creator.
Chi è da vari anni attivo nel mondo dei cortometraggi, è sicuramente a conoscenza delle correnti principali — dal realismo sociale al minimalismo narrativo, dal cinema sperimentale ai formati ibridi. Tuttavia, negli ultimi anni si stanno affacciando nuove prospettive radicali, spesso poco conosciute fuori dai circuiti d'avanguardia, che stanno ridefinendo il concetto stesso di "cortometraggio".







