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12. IL MUSICAL BREVE
Il musical viene spesso associato a produzioni molto costose. A canzoni originali. A belle coreografie. Ai ballerini. A costumi. Location. Registrazioni musicali. Prove. Tante prove.
Questo spiega perché venga affrontato raramente da piccole produzioni.
Anche i dati commerciali statunitensi mostrano una presenza economica molto inferiore del musical rispetto ai generi dominanti. Ma un cortometraggio musicale non deve necessariamente imitare un grande musical hollywoodiano.
Può esistere una sola canzone. Un solo ambiente. Due personaggi.
Per esempio, una coppia che sta per separarsi potrebbe comunicare l'intera discussione cantando soltanto le frasi che non riesce a pronunciare normalmente.
Oppure un impiegato potrebbe immaginare ogni mattina che l'ufficio diventi per tre minuti un enorme numero musicale.
Il formato breve permette una concentrazione perfetta. Una singola sequenza musicale può rappresentare l'idea centrale.
Il musical corto dovrebbe essere maggiormente affrontato anche perché permette di unire al cinema la musica, la danza, la scenografia, il montaggio ed il colore.
13. IL DANCE FILM O SCREENDANCE
La danza filmata non è semplicemente la registrazione di uno spettacolo. Nel vero "dance film" la macchina da presa diventa parte della coreografia. La distanza cambia. Il montaggio modifica il movimento. Il corpo dialoga con l'architettura.
Una persona potrebbe attraversare una stazione vuota senza pronunciare una parola e raccontare attraverso il movimento il dolore di una separazione.
Questo genere rimane relativamente di nicchia perché vive tra due mondi: il cinema da una parte e la danza contemporanea.
Ma il cortometraggio rappresenta probabilmente la sua durata naturale.
Una storia di otto o quindici minuti può essere raccontata interamente attraverso il corpo, la musica, lo spazio, il ritmo.
Il cinema contemporaneo avrebbe molto da guadagnare da una maggiore contaminazione tra linguaggi.
14. IL FILM ECOLOGICO DI FINZIONE
Il tema ambientale compare frequentemente nel documentario e nella fantascienza catastrofica. Molto meno spesso diventa il centro di una piccola storia narrativa quotidiana.
Eppure esistono tanti problemi in un enorme territorio. Siccità. Consumo. Rifiuti. Mobilità. Animali urbani. Acqua. Energia. Cambiamento climatico.
Il rischio è trasformare il film in una lezione. Per questo lo sceneggiatore dovrebbe partire da un personaggio.
Un condominio riceve una quantità limitata d'acqua per ventiquattro ore e gli abitanti devono decidere come distribuirla.
Un uomo continua ogni sera ad annaffiare clandestinamente l'ultimo albero del quartiere.
Una bambina vuole salvare un insetto considerato infestante da tutto il palazzo.
Il tema ambientale entra così attraverso il conflitto. Il cortometraggio potrebbe contribuire a sviluppare una vera eco-fiction quotidiana, capace di parlare dell'ambiente senza bisogno di mostrare la fine del mondo.
15. IL RACCONTO ETNOGRAFICO E ANTROPOLOGICO DI FINZIONE
Esistono moltissime vite che raramente diventano protagoniste cinematografiche. Come i piccoli mestieri. I riti. Le tradizioni locali. Comunità. Lingue minoritarie. Artigianato. Mercati. Feste. Mondi rurali.
La fiction può entrare in questi contesti senza trasformarli necessariamente in documentario.
Una storia di quindici minuti su un giovane che deve decidere se imparare l'antico mestiere del nonno può raccontare molto più di una semplice vicenda familiare.
Può conservare i gesti; le parole; gli strumenti; gli ambienti; i modi di vivere.
Queste produzioni vengono realizzate poco perché vengono considerate troppo locali. Ma è spesso vero il contrario.
Quanto più preciso è un mondo, tanto più può diventare universalmente comprensibile attraverso i personaggi.
Il cortometraggio può diventare in questo senso anche archivio culturale narrativo.
16. IL FANTASY MINIMALE
Il fantasy viene associato quasi automaticamente a castelli; a creature; a battaglie; ad effetti speciali; a mondi immaginari.
Esiste invece un fantasy minimo.
Una portinaia scopre che una delle chiavi del condominio apre qualsiasi porta tranne la propria.
Un bambino trova una scala che ogni giorno possiede un gradino in più.
Un uomo acquista un ombrello sotto il quale non piove mai, anche quando è chiuso.
Queste idee possono essere realizzate con costi molto contenuti.
Il fantasy minimale viene affrontato poco perché molti autori pensano che il fantastico debba necessariamente essere spettacolare.
Il cortometraggio dovrebbe dimostrare il contrario. Una sola regola impossibile può creare un mondo.
17. LA FAVOLA CONTEMPORANEA PER ADULTI
La favola viene normalmente associata all'infanzia. Eppure la sua struttura può funzionare magnificamente con temi adulti.
Un uomo avaro scopre che ogni oggetto che non utilizza da un anno scompare.
Una donna incapace di dire di no perde una voce ogni volta che accetta qualcosa che non desidera.
Un quartiere dimentica ogni mattina il residente più anziano.
Sono favole. Ma possono parlare di consumismo; identità; vecchiaia; solitudine; sfruttamento; conformismo.
Il loro vantaggio è la semplicità simbolica. Lo spettatore comprende immediatamente la regola.
Il cortometraggio può quindi dedicare quasi tutta la propria durata alle conseguenze.
18. LA BLACK COMEDY MORALE
La commedia nera esiste e possiede una grande tradizione, ma rimane molto meno dominante rispetto alla commedia tradizionale. Anche i dati commerciali mostrano una quota assai inferiore rispetto ad una comedy, ad un drama, un action e al adventure.
La sua difficoltà risiede nel tono. Fino a che punto lo spettatore può ridere? Quando deve smettere? Quanto può essere terribile un protagonista pur rimanendo interessante?
Il cortometraggio offre una soluzione ideale perché permette di costruire un unico dilemma morale.
Per esempio: un uomo trova un portafoglio e decide di restituirlo soltanto dopo aver scoperto se il proprietario è una buona persona.
Ogni informazione raccolta rende però la decisione sempre più assurda. La black comedy può diventare uno degli strumenti migliori per discutere comportamenti contemporanei senza trasformare il cinema in predica.
19. IL FILM STORICO MINIMALE
Il cinema storico viene spesso evitato dai cortometraggi indipendenti perché sembra costoso. Servono costumi. Auto. Scenografie. Oggetti vari ed introvabili. Comparse. Eliminazione degli elementi contemporanei.
Ma una storia storica non deve necessariamente mostrare un'intera città. Può avvenire in una stanza; in una cantina; in un rifugio; in una cucina; in un piccolo negozio.
Una lettera consegnata nel 1944. Una telefonata in una cabina nel 1968. Una famiglia davanti al primo televisore.
La restrizione dello spazio può rendere il corto più intenso e contemporaneamente ridurre il budget.
Il cinema breve potrebbe così recuperare episodi storici minori, non necessariamente guerre, re o grandi personaggi.
La storia collettiva è composta anche da esperienze quotidiane.
20. IL WESTERN CONTEMPORANEO
Il western classico viene spesso percepito come un genere appartenente ad un'altra epoca. Ma molti dei suoi temi sono ancora attuali: il territorio; la legge; la giustizia; l'isolamento; la frontiera; la vendetta; la comunità; il conflitto tra individuo ed istituzione.
Non serve necessariamente ambientare un western nel Far West. Basta un allevatore contro un grande impianto industriale. O due famiglie isolate che discutono per l'accesso a una strada. Un piccolo paese nel quale tutti conoscono il colpevole ma nessuno vuole parlare.
Sono strutture western trasportate nel presente. Il cortometraggio potrebbe quindi utilizzare la grammatica del genere senza copiarne l'iconografia. Questo renderebbe il western nuovamente fertile.
* IL PUNTO CENTRALE: NON SCEGLIERE IL GENERE PIÙ RARO SOLTANTO PER ESSERE ORIGINALI
Esiste però un rischio. Dopo aver scoperto questi territori, lo sceneggiatore potrebbe pensare: "Realizzerà qualcosa di sperimentale perché nessuno lo fa." Non sarebbe sufficiente.
Un genere raro non rende automaticamente originale una storia. Anche il cinema metafisico può essere banale. Anche un cortometraggio sperimentale può essere prevedibile. Anche il realismo magico può riempirsi di cliché.
La scelta dovrebbe partire sempre dalla storia. Il genere deve permettere di raccontarla meglio.
* PERCHÉ IL CORTOMETRAGGIO È IL LUOGO IDEALE
Il cortometraggio possiede alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto ai generi meno frequentati. Ha bisogno di meno risorse. Può concentrarsi su una sola idea. Può permettersi finali aperti. Può rinunciare alla struttura classica in tre atti. Può utilizzare un solo personaggio. Può esistere anche senza dialogo. Può combinare fiction e documentario. Può cambiare stile. Può sperimentare.
Può lasciare una domanda senza dover costruire due ore di spiegazioni.
Non a caso grandi programmi dedicati al cortometraggio accolgono esplicitamente narrative fiction, documentario, animazione e cinema sperimentale, perchè il film breve è come uno spazio nel quale la sperimentazione visiva e narrativa può essere molto ampia.
* UN'OPPORTUNITÀ PARTICOLARE PER I FESTIVAL
Un cortometraggio deve spesso competere con moltissimi altri lavori. Le storie più comuni possono essere realizzate molto bene, ma inevitabilmente condividono elementi con numerosi altri film.
Un autore che sceglie invece un territorio meno frequentato può ottenere immediatamente una maggiore riconoscibilità.
Non perché il festival debba necessariamente preferire ciò che è strano. Ma perché una voce personale diventa più facile da identificare.
Come: un cortometraggio quasi muto, una favola ecologica grottesca, una fantascienza filosofica di dodici minuti, una storia raccontata attraverso danza, una docufiction ambientata in una vera bottega artigiana.
Sono progetti che possono dichiarare immediatamente una propria identità.
* COME POTREBBE LAVORARE LO SCENEGGIATORE
Prima di scegliere un genere, lo sceneggiatore potrebbe partire da tre elementi: 1) un tema che desidera affrontare; 2) un personaggio; 3) una regola cinematografica.
Per esempio: come tema la solitudine, come personaggio un portiere notturno e come regola: ogni persona che entra nell'albergo dimentica il protagonista appena esce.
Nasce una storia tra realismo magico e metafisico.
Oppure, altro esempio: sul tema: il consumismo; personaggio: una donna ossessionata dagli acquisti; regola: ogni nuovo oggetto comprato fa sparire un oggetto appartenente al suo passato. Nasce così una favola contemporanea.
Od ancora: tema: la burocratizzazione della vita; personaggio: un pensionato; regola: per dimostrare di essere ancora vivo deve ottenere la firma di una persona morta. Nasce così una commedia dell'assurdo.
Il genere non viene aggiunto alla fine. Nasce dall'incontro tra tema, personaggio e regola narrativa.
* IL GRANDE VANTAGGIO DELLE PRODUZIONI A BASSO BUDGET
Molti dei generi descritti possiedono una qualità importante: non hanno necessariamente bisogno di costare molto.
Realismo magico. Assurdo. Grottesco. Fantascienza filosofica. Metafisico. Quasi muto. Allegorico. Docufiction. Favola contemporanea. Tutte queste storie possono funzionare anche con solo due attori, una location, un oggetto, ma un'idea.
Questa è una considerazione fondamentale.
Il piccolo budget non deve necessariamente spingere verso un dramma realistico perché sembra il genere più semplice da produrre. Può diventare esattamente il contrario.
Il limite economico può costringere lo sceneggiatore ad inventare una regola narrativa originale.
* LA TECNOLOGIA E L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE APRONO ULTERIORI POSSIBILITÀ
Il cinema contemporaneo dispone inoltre di strumenti che rendono accessibili linguaggi precedentemente complessi. Dal Video generativo al Compositing. L'Animazione. La Virtual production. Il Sound design digitale. L'Intelligenza artificiale.
Non significa che ogni cortometraggio debba riempirsi di effetti. Significa che alcune idee prima economicamente impraticabili possono oggi essere rappresentate con maggiore semplicità.
Una città che lentamente perde colore.
Un'ombra che si muove indipendentemente dal personaggio.
Una stanza impossibile.
Una persona che incontra una versione differente di se stessa.
L'importante rimane sempre la stessa domanda: perché? Se l'effetto esiste soltanto perché tecnicamente realizzabile, non possiede sufficiente valore. Se invece rende visibile un'idea narrativa, allora diventa Cinema.
* COMPLETARE LE REALTÀ CINEMATOGRAFICHE ESISTENTI
Affrontare i generi meno utilizzati non significa eliminare quelli tradizionali. Il cinema continuerà ad avere bisogno di commedie; di drammi; di thriller; di horror; di storie romantiche; di crime.
Il problema nasce soltanto quando questi territori diventano quasi gli unici modelli immaginabili.
Una cinematografia culturalmente ricca dovrebbe poter contenere anche favole per adulti; film-saggio; sogni; allegorie; docufiction; musical brevi; film senza dialoghi; fantascienza positiva; commedie assurde; racconti ecologici; fantasy minimo; cinema antropologico; danza; sperimentazione.
Perché anche la realtà umana è composta da tutte queste dimensioni.
Non soltanto da ciò che accade. Ma anche da ciò che viene immaginato; da ciò che viene ricordato; da ciò che viene sognato; da ciò che viene temuto; da ciò che potrebbe accadere; da ciò che non è mai accaduto.
IN CONCLUSIONE
I generi cinematografici meno frequentati non dovrebbero essere considerati territori marginali. Dovrebbero essere considerati invece territori disponibili e sfruttabili.
Il cortometraggio possiede una posizione privilegiata per esplorarli.
Non deve necessariamente sostenere una storia per cento minuti.
Può costruire quindici minuti intorno ad una sola idea straordinaria.
Può permettersi una domanda senza risposta.
Può raccontare attraverso un corpo. Od una voce. Una stanza. Un oggetto. Un'assurdità. Un sogno.
Può essere realistico oppure completamente impossibile.
Il problema non consiste quindi nel chiedersi: "Quale genere viene utilizzato meno?"
La domanda più fertile è: "Quale forma cinematografica permetterebbe di raccontare questa storia in un modo che normalmente il cinema non utilizza?"
È proprio lì che uno sceneggiatore può trovare qualcosa di prezioso.
Non necessariamente qualcosa che nessuno abbia mai fatto.
Ma qualcosa che oggi viene fatto troppo poco.
E per il cortometraggio questa può diventare una straordinaria opportunità: non imitare in piccolo il lungometraggio commerciale, ma utilizzare la propria libertà per ampliare le possibilità stesse del Cinema.








