La scenografia è uno dei mestieri più determinanti e allo stesso tempo meno compresi del mondo audiovisivo (e teatrale). Quando funziona, il pubblico non la nota: “sembra tutto vero”. Quando manca, od è debole, tutto il resto (regia, recitazione, fotografia) risulta improvvisamente povero, finto, fragile.
Quando decidi di ambientare un cortometraggio in anni diversi – anni ’50, ’75, 2000, oggi – la scenografia diventa una macchina del tempo. Non è solo mettere un vecchio telefono sul tavolo: è ricostruire mentalità, abitudini, economia, gusto estetico… attraverso oggetti, colori e spazi. Ti proponiamo un percorso ragionato, sempre con uno sguardo molto pratico per chi deve davvero allestire un set: considerando, tra l'altro, gli anni ’50: Il dopoguerra che sogna il futuro; gli anni ’75: Disillusione, colore e disordine organizzato; gli anni 2000: Il mondo “pre-social” e l’invasione dell’elettronica; e gli anni odierni.
Nel cinema, nulla appare per caso. Ogni oggetto, colore, disposizione e texture all’interno di un’inquadratura comunica qualcosa e spesso prima ancora dei dialoghi. È il lavoro silenzioso, ma potentissimo, della scenografa o dello scenografo, che costruisce l’identità visiva degli ambienti, riflette la psicologia dei personaggi e definisce il genere del film.
Lo scenografo è il professionista responsabile della resa visiva dell’ambiente scenico. Il suo compito è trasformare in realtà visiva lo spazio immaginato nella sceneggiatura, in sintonia con la visione del regista e la fotografia del film.
Nel complesso ed affascinante processo di trasformare una sceneggiatura in un'esperienza audiovisiva coinvolgente, la figura dello scenografo riveste un ruolo di primaria importanza, spesso sottovalutato ma assolutamente fondamentale. Che si tratti di un kolossal hollywoodiano o di un intimo cortometraggio, lo scenografo è l'architetto di mondi, colui che dà la forma visiva all'immaginario narrativo, traducendo le parole scritte in spazi concreti, evocativi e funzionali alla storia.
Lo scenografo è una figura chiave nella produzione cinematografica, e il suo ruolo è di creare l'aspetto visivo dell'ambientazione in cui si svolge la storia del cortometraggio. L'obiettivo dello scenografo è creare gli elementi visivi che aiutano a trasportare lo spettatore nell'universo narrativo della storia. Ecco come lo scenografo contribuisce alla realizzazione di un cortometraggio:
Ecco alcuni di libri in italiano che puoi leggere per imparare l'arte della scenografia nel cinema:
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"La scenografia cinematografica" di Mariapaola Pierini Questo libro fornisce una panoramica completa sulla scenografia cinematografica, coprendo aspetti come la progettazione dei set, l'uso dei colori, la creazione di atmosfere visive e molto altro.
Il termine "scenografia" indica la ricostruzione dell'ambiente in cui si svolge l'azione. L'apparato scenografico si differenzia a seconda del tipo di "messa in scena" che si vuole realizzare. Per esempio una sceneggiatura di un soggetto naturalistico richiede una costruzione scenografica che si avvicini il più possibile alla realtà, e comunque renda il più possibile credibile ciò che si vuole rappresentare in quel determinato modo; un soggetto di tipo surrealistico o simbolico, invece, richiede una ambientazione del tutto particolare ed adeguata.
Lo Scenografo è la persona che cura la scenografia ovvero l'ambientazione della storia, che è uno dei fulcri basilari nella realizzazione di un film. E' un ruolo fondamentale nella produzione. La sua creatività deve saper vedere, anzi, prevedere ciò che sarà ripreso dalle inquadrature della telecamera. E' l'artigiano che, lavorando in funzione della sceneggiatura del film, e per essere in conformità con i costumi e la fotografia, decide, in stretta collaborazione del regista, come dovranno essere costruite o modificate le locations, cosa inserirci...






