Realizzare un Cortometraggio con
l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Articolo 7
Scrivere prompt efficaci per il video

Dopo aver sviluppato la sceneggiatura narrativa, preparato la sceneggiatura tecnica ed organizzato le inquadrature attraverso lo storyboard, arriva uno dei passaggi più delicati nella realizzazione di un cortometraggio con l’Intelligenza Artificiale: tradurre ogni inquadratura in un prompt video chiaro, controllabile e coerente con il resto del film.
Un prompt non è semplicemente una descrizione suggestiva. È un’istruzione di regia condensata. Deve comunicare al sistema generativo che cosa mostrare, chi deve essere presente, dove si svolge l’azione, che cosa deve accadere, come deve muoversi la macchina da presa, quale luce deve illuminare la scena e quale atmosfera deve percepire lo spettatore.
Un prompt inefficace può produrre un’immagine bella ma inutilizzabile. Il personaggio può cambiare volto, compiere azioni impreviste, spostarsi nella direzione sbagliata, interagire male con gli oggetti o essere ripreso con un movimento di macchina incompatibile con le inquadrature precedenti.
Un prompt efficace, invece, trasforma una singola casella dello storyboard in una clip pensata per il montaggio.
Il principio fondamentale è semplice: Non bisogna chiedere all’Intelligenza Artificiale di inventare liberamente una scena. Bisogna assegnarle un’inquadratura precisa da realizzare.
* Dal linguaggio narrativo al linguaggio operativo
Consideriamo una frase di sceneggiatura: "Marta entra in cucina, vede il padre nascondere una lettera e comprende che le sta mentendo."
Dal punto di vista narrativo la frase è chiara. Come prompt video, però, contiene troppi avvenimenti:
- Marta entra;
- osserva il padre;
- il padre nasconde una lettera;
- Marta comprende;
- cambia espressione;
- deve essere visibile la cucina;
- devono essere mantenuti due personaggi coerenti;
- deve essere leggibile l’oggetto narrativo.
Affidare tutte queste azioni ad una sola generazione significa aumentare la probabilità di errori.
La scena dovrebbe essere scomposta:
- Marta entra nella cucina e si ferma.
- Il padre abbassa lo sguardo verso la lettera.
- La mano del padre nasconde il foglio sotto il giornale.
- Marta guarda verso il tavolo.
- Il volto di Marta mostra un sospetto trattenuto.
Ogni inquadratura avrà un prompt distinto.
La sceneggiatura racconta l’intero evento. Il prompt descrive soltanto ciò che deve essere visibile in una clip.
* Che cosa deve contenere un prompt video
Un prompt efficace può essere costruito attraverso una sequenza ordinata di informazioni:
- formato e tipo di inquadratura;
- soggetto;
- ambiente;
- azione;
- composizione;
- luce;
- ottica e profondità di campo;
- movimento della macchina;
- stile visivo;
- atmosfera;
- durata e velocità;
- vincoli di continuità.
Non tutte le informazioni devono essere necessariamente lunghe. Devono però essere compatibili tra loro.
Una struttura generale può essere questa:
[Formato e inquadratura] + [descrizione del soggetto] + [ambiente] + [azione semplice] + [composizione e direzione dello sguardo] + [luce] + [ottica] + [movimento di macchina] + [stile] + [atmosfera] + [vincoli].
Per esempio:
Video cinematografico fotorealistico, formato 16:9, primo piano di Marta, donna italiana di 36 anni, capelli castani raccolti, camicia bianca e cardigan verde scuro. È seduta in una cucina italiana anni Settanta. Guarda lentamente fuori campo verso destra con un’espressione di sospetto controllato. Luce calda laterale proveniente da una lampada sul tavolo, ombre morbide, sfondo leggermente sfocato, ottica equivalente a 50 mm, camera completamente fissa. Movimento minimo e naturale del volto, atmosfera intima e realistica, durata di quattro secondi. Nessun cambiamento degli abiti, dell’acconciatura o dell’ambiente.
Il prompt è articolato, ma descrive una sola azione: Marta sposta lentamente lo sguardo.
* Il soggetto: descriverlo senza sovraccaricare
La descrizione del soggetto serve innanzitutto a garantirne l’identità.
Per un personaggio ricorrente è utile stabilire una formula costante.
Esempio:
Marta, donna italiana di 36 anni, volto allungato, occhi castani, capelli castani raccolti in modo semplice, camicia bianca, cardigan verde scuro, trucco minimo.
Questa formula dovrebbe essere mantenuta nelle varie inquadrature. Non è necessario riscrivere ogni volta una biografia completa. Sono più importanti i dettagli visivamente riconoscibili:
- età apparente;
- corporatura;
- forma del volto;
- capelli;
- abbigliamento;
- eventuali accessori;
- postura;
- segno particolare.
Una descrizione come: Una donna interessante, misteriosa e complessa, è narrativa, ma visivamente poco precisa.
Una descrizione più utile è: "Donna italiana di 36 anni, corporatura normale, capelli castani raccolti, camicia bianca, cardigan verde scuro, volto stanco ma vigile."
L’Intelligenza Artificiale può rappresentare meglio ciò che è visibile rispetto a concetti psicologici astratti.
Evitare descrizioni contraddittorie
Un personaggio non può essere contemporaneamente: molto giovane, maturo, anziano, atletico e fragile.
Si possono descrivere sfumature, ma non identità incompatibili.
Meglio: Uomo di 68 anni, corporatura asciutta, movimenti lenti ma precisi, volto segnato, postura ancora composta.
* La continuità del personaggio
Quando un personaggio appare in più clip, la continuità deve essere progettata.
È utile preparare una scheda di identità visiva che contenga una frase standard.
Per esempio:
Giacomo, 68 anni, capelli grigi ricci, barba corta bianca, occhiali scuri dalla montatura sottile, camicia da notte a righe grigie, corporatura asciutta.
Nelle diverse inquadrature si aggiungeranno soltanto:
- il tipo di piano;
- la posizione;
- l'azione;
- l'espressione;
- la direzione dello sguardo.
Prompt 1
Campo totale della vecchia cucina. Giacomo, 68 anni, capelli grigi ricci, barba corta bianca, occhiali sottili e camicia da notte a righe grigie, è in piedi accanto al tavolo.
Prompt 2
Piano medio dello stesso Giacomo, identici volto, capelli, barba, occhiali e camicia da notte. Versa lentamente l’acqua calda nella tazza.
Prompt 3
Primo piano dello stesso Giacomo, identica illuminazione e identico abbigliamento. Abbassa lo sguardo verso la camomilla.
Ripetere alcuni dettagli non è ridondante: è una misura di continuità.
Quando il sistema utilizzato permette di impiegare immagini di riferimento, è preferibile fornire:
- un ritratto approvato del personaggio;
- una figura intera;
- eventualmente un profilo;
- un’immagine dell’abbigliamento della scena.
* L’ambiente: costruire uno spazio stabile
Scrivere semplicemente: In una cucina, lascia al sistema una libertà enorme.
La cucina potrebbe diventare:
- moderna;
- rustica;
- industriale;
- lussuosa;
- americana;
- anni Cinquanta;
- minimalista;
- troppo grande;
- diversa in ogni clip.
Occorre stabilire gli elementi fondamentali.
Per esempio:
Vecchia cucina italiana anni Settanta, mobili color crema, piastrelle beige con piccoli motivi geometrici, tavolo rettangolare in legno al centro, frigorifero sul fondo a destra, finestra sopra il lavello sulla sinistra, lampada con paralume giallo sul tavolo.
Questa descrizione forma una sorta di pianta verbale.
Non serve nominare ogni cucchiaio o soprammobile. Bisogna indicare soprattutto gli elementi utili alla continuità ed al racconto.
Distinguere elementi permanenti ed elementi narrativi
Gli elementi permanenti definiscono la location:
- pareti;
- porte;
- finestre;
- mobili;
- pavimento;
- illuminazione principale.
Gli elementi narrativi devono essere visibili perché partecipano all’azione:
- la lettera;
- il cellulare;
- la tazza;
- la fotografia;
- la chiave;
- il giornale;
- la scatola.
Nel prompt conviene nominare chiaramente gli oggetti indispensabili.
Sul tavolo, davanti alla ragazza, si trova un cellulare nero spento.
È più preciso di: Ci sono alcuni oggetti sul tavolo.
* L’azione: una sola azione principale
La parte più importante di un prompt video è l’azione.
L’errore più comune consiste nel chiedere troppi gesti consecutivi.
Prompt troppo complesso
L’uomo entra, guarda il tavolo, apre il cassetto, trova una fotografia, la prende, sorride, si commuove, telefona alla figlia e poi si siede.
Questa descrizione contiene almeno otto cambiamenti.
Divisione corretta
Clip 1: L’uomo entra nello studio e si ferma vicino alla scrivania.
Clip 2: Dettaglio della sua mano che apre lentamente il cassetto.
Clip 3: Soggettiva dell’uomo: dentro il cassetto si trova una vecchia fotografia.
Clip 4: Primo piano dell’uomo mentre riconosce la persona ritratta.
Clip 5: Dettaglio della mano che prende il telefono.
Ogni clip contiene un’azione dominante.
Descrivere l’azione in modo fisico
Espressioni come: È tormentato dal passato, sono utili per lo sceneggiatore, ma non spiegano esattamente che cosa deve accadere nel video.
È meglio tradurre il tormento in comportamento:
Rimane immobile, stringe leggermente la fotografia ed abbassa lo sguardo.
L’emozione emerge attraverso il gesto.
* L’espressione del personaggio
Le espressioni devono essere specificate con misura.
Richieste come: terrore assoluto, disperazione estrema, occhi spalancatissimi, urlo drammatico,
possono produrre una recitazione artificiale o caricaturale.
È spesso più efficace scrivere:
- paura trattenuta;
- sospetto controllato;
- sorriso appena accennato;
- stanchezza silenziosa;
- commozione che cerca di nascondere;
- lieve esitazione prima di parlare.
Il cinema vive di sfumature. Un volto quasi immobile può essere più credibile di un’espressione esasperata.
Per esempio:
Primo piano della ragazza chiusa nell’ascensore. Respira più rapidamente, guarda il display e poi lo specchio. La paura cresce ma rimane trattenuta. Nessun urlo, nessuna gestualità eccessiva.
* Lo sguardo: una piccola indicazione decisiva
La direzione dello sguardo è fondamentale per il montaggio.
Bisogna indicare:
- verso destra o sinistra;
- verso il basso;
- verso la macchina;
- fuori campo;
- verso un oggetto;
- verso un altro personaggio.
Per esempio, se scrivo:
Marta guarda fuori campo verso destra.
Nell’inquadratura successiva, il padre dovrà essere collocato coerentemente nella direzione osservata.
Un prompt ambiguo come: Marta guarda il padre, potrebbe generare un personaggio aggiuntivo dentro l’inquadratura o modificare la composizione.
Meglio:
Primo piano di Marta sola. Guarda fuori campo verso destra, dove si trova il padre, che non è visibile nell’inquadratura.
* La composizione: stabilire che cosa deve essere visibile
La composizione definisce la disposizione degli elementi nel quadro.
È utile specificare:
- soggetto al centro o decentrato;
- spazio libero davanti allo sguardo;
- personaggio sul lato sinistro o destro;
- oggetto in primo piano;
- profondità;
- sfondo leggibile o sfocato.
Per esempio:
Marta occupa il terzo sinistro dell’inquadratura. Lasciare spazio vuoto sul lato destro, nella direzione del suo sguardo.
Oppure:
L’uomo anziano è piccolo sul fondo del corridoio, perfettamente centrato tra le linee prospettiche delle pareti.
La composizione non dovrebbe essere descritta con troppe formule contemporaneamente.
Prompt contraddittorio
Personaggio perfettamente centrato ma collocato sul terzo sinistro, con simmetria assoluta e composizione fortemente asimmetrica.
Sono indicazioni incompatibili. Bisogna stabilire la priorità.
* Campi e piani
Il prompt dovrebbe specificare la distanza dell’inquadratura.
Campo lungo
Campo lungo del corridoio condominiale. L’uomo anziano appare piccolo sul fondo.
Campo totale
Campo totale della cucina. Giacomo è in piedi accanto ai fornelli, Giulia è seduta al tavolo.
Figura intera
Figura intera dell’uomo davanti alla porta, ripreso dalla testa ai piedi.
Piano americano
Piano americano del personaggio, dalle ginocchia in su, con il biglietto visibile nella mano destra.
Piano medio
Piano medio di Giulia seduta al tavolo, ripresa dalla vita in su.
Primo piano
Primo piano del volto di Marta.
Primissimo piano
Primissimo piano degli occhi della ragazza riflessi nello specchio dell’ascensore.
Dettaglio
Dettaglio della mano rugosa che spinge il foglio sotto la porta.
Indicare il tipo di piano aiuta il sistema a comprendere quali elementi siano prioritari.
* La luce: descriverne origine, qualità e funzione
Scrivere soltanto: Bella luce cinematografica, è troppo generico.
Una descrizione utile dovrebbe indicare:
- origine;
- direzione;
- intensità;
- temperatura;
- durezza;
- rapporto con l’ambiente.
Per esempio:
Luce calda laterale proveniente da una piccola lampada sul tavolo, ombre morbide sul volto, cucina circostante poco illuminata.
Oppure:
Fredda luce fluorescente proveniente dal soffitto dell’ascensore, riflessi metallici sulle pareti, volto leggermente pallido.
Luce naturale
Luce naturale morbida del pomeriggio proveniente dalla finestra a sinistra.
Luce notturna realistica
Interno notte illuminato soltanto dalla lampada sopra il tavolo e da una debole luce blu proveniente dalla finestra.
Controluce
Il personaggio è davanti alla finestra, in leggero controluce, con il profilo del volto ancora leggibile.
Luce dura
Luce solare diretta del primo pomeriggio, ombre nette sul pavimento e sul volto.
Evitare indicazioni incompatibili
Notte completamente buia, scena molto luminosa, luce naturale di mezzogiorno.
Questa combinazione confonde il sistema.
Si può invece scrivere:
È notte, ma il volto è chiaramente leggibile grazie a una lampada calda collocata fuori campo.
* La temperatura cromatica e la palette
La luce non riguarda soltanto la luminosità. Determina anche il colore dell’immagine.
Una palette calda può comunicare:
- intimità;
- nostalgia;
- protezione;
- memoria;
- familiarità.
Una palette fredda può comunicare:
- solitudine;
- distanza;
- paura;
- tecnologia;
- sterilità.
- Per la scena della camomilla:
Palette calda, tonalità ambrate e marroni, neri morbidi, saturazione moderata.
- Per la ragazza chiusa nell’ascensore:
Palette fredda e neutra, grigi metallici, pelle naturale, contrasto medio.
È meglio evitare elenchi eccessivi di colori.
Rosso, verde, blu, arancione, viola, ciano, dorato e monocromatico: non definisce una palette: la rende incoerente.
* L’ottica: scegliere una focale funzionale
L’indicazione dell’ottica può contribuire alla resa dell’inquadratura, ma deve essere coerente con il piano richiesto.
Grandangolo: circa 20-28 mm
È utile per:
- ambienti;
- corridoi;
- stanze strette;
- figure intere;
- relazione tra personaggio e spazio.
Esempio:
Campo totale del piccolo monolocale, ottica equivalente a 24 mm, prospettiva naturale ma leggermente ampia.
Un grandangolo molto vicino al volto può produrre deformazione. Può essere voluta, ma deve avere una funzione.
Focale normale: circa 35-50 mm
È adatta a:
- piani medi;
- scene a due;
- riprese naturali;
- ambienti realistici;
- leggera profondità.
Esempio:
Piano medio a due, ottica equivalente a 35 mm, prospettiva naturale.
Medio teleobiettivo: circa 70-100 mm
È utile per:
- primi piani;
- dettagli;
- isolamento del soggetto;
- sfondo sfocato;
- compressione della prospettiva.
Esempio:
Primo piano con ottica equivalente a 85 mm, profondità di campo ridotta, sfondo morbido.
Evitare l’uso ornamentale delle focali
Non occorre inserire numeri tecnici in ogni prompt. Se il sistema non interpreta in modo affidabile le focali, si può descrivere il risultato: Primo piano naturale, senza distorsione del volto, sfondo leggermente sfocato.
Questo può essere più utile di una specifica eccessivamente tecnica.
* La profondità di campo
La profondità di campo stabilisce quanto spazio appare nitido.
Profondità ridotta
Volto perfettamente a fuoco, sfondo morbido e sfocato.
È utile per isolare il personaggio.
Profondità estesa
Personaggio e corridoio entrambi leggibili, fuoco profondo.
È utile quando ambiente e soggetto hanno la stessa importanza.
Passaggio di fuoco
Inizialmente a fuoco la fotografia sul tavolo; lento passaggio di fuoco verso il volto dell’uomo sullo sfondo.
Il passaggio di fuoco deve essere l’azione tecnica principale della clip. Non conviene combinarlo con troppi altri movimenti.
* Il movimento della macchina da presa
Il movimento deve essere descritto in termini semplici.
Camera fissa
Camera completamente fissa su cavalletto.
È la soluzione più stabile e spesso la più efficace.
Carrellata in avanti
Lenta carrellata in avanti verso il volto del personaggio.
Deve essere specificato:
- direzione;
- velocità;
- punto di arrivo.
Carrellata all’indietro
Lento arretramento della macchina mentre l’uomo si allontana nel corridoio.
Movimento laterale
Movimento laterale regolare da sinistra verso destra, parallelo al personaggio che cammina.
Panoramica
Panoramica lenta da sinistra verso destra, dalla finestra al tavolo.
Inclinazione verticale
Lenta inclinazione dal vaso alla cima della pianta che attraversa il soffitto.
Macchina a mano
Leggera macchina a mano controllata, oscillazioni minime e realistiche.
Movimento orbitale
Piccolo movimento semicircolare intorno ai due personaggi.
I movimenti complessi sono più rischiosi. Prima di chiedere un’orbita completa, è opportuno verificare che personaggi e ambiente rimangano coerenti.
* Evitare movimenti incompatibili
Un prompt non dovrebbe contenere contemporaneamente:
camera completamente fissa, rapida carrellata in avanti, panoramica laterale e movimento orbitale.
Bisogna scegliere il movimento dominante.
Anche espressioni come: movimento dinamico ma immobile, sono contraddittorie.
Si può invece scrivere:
Camera fissa; il dinamismo deriva esclusivamente dall’azione del personaggio.
Oppure:
Il personaggio rimane immobile mentre la macchina compie una lenta carrellata in avanti.
* Movimento del personaggio e movimento della macchina
È importante non confondere le due cose.
Solo il personaggio si muove
Camera fissa. L’uomo attraversa lentamente l’inquadratura da sinistra verso destra.
Solo la macchina si muove
Il personaggio rimane immobile. La macchina avanza lentamente verso il suo volto.
Entrambi si muovono
Il personaggio cammina lungo il corridoio mentre la macchina arretra davanti a lui mantenendo la stessa distanza.
Quest’ultima soluzione è più difficile e va descritta con molta precisione.
* La velocità dell’azione
Parole come:
- lentamente;
- con esitazione;
- rapidamente;
- improvvisamente;
- con regolarità;
- con piccoli movimenti;
- in modo quasi impercettibile
aiutano a controllare il ritmo.
Per un’azione intima:
Giacomo solleva lentamente la bustina della camomilla e la lascia gocciolare nella tazza.
Per una reazione improvvisa:
La ragazza sente un colpo metallico e si volta rapidamente verso la porta dell’ascensore.
Bisogna però evitare di accumulare cambi di velocità:
Si muove lentamente, poi velocemente, poi si ferma, poi corre, poi rallenta.
Meglio dividere l’azione in clip diverse.
* Lo stile visivo
Lo stile definisce la natura complessiva dell’immagine.
Può essere:
- fotorealistico;
- documentaristico;
- cinematografico;
- pubblicitario;
- fiabesco;
- noir;
- thriller;
- commedia realistica;
- dramma intimista;
- fantascienza quotidiana;
- vintage;
- pittorico;
- animato.
Nel contesto di un cortometraggio realistico si può scrivere:
Fotorealismo cinematografico contemporaneo, recitazione naturale, ambiente credibile, nessun effetto da illustrazione.
Per un fantasy delicato:
Fotorealismo con un solo elemento impossibile trattato in modo credibile: la pianta cresce attraverso il soffitto; tutto il resto rimane quotidiano e realistico.
Evitare l’accumulo di stili
Neorealismo italiano, commedia americana, horror gotico, anime, documentario, videoclip patinato e pittura rinascimentale.
Un sistema può produrre un risultato visivamente confuso.
È preferibile scegliere:
- uno stile principale;
- eventualmente una qualità secondaria.
Per esempio:
Dramma realistico con una lieve atmosfera sospesa.
* L’atmosfera: che cosa deve percepire lo spettatore
L’atmosfera non è esattamente lo stile.
Lo stile riguarda il trattamento visivo. L’atmosfera riguarda la sensazione.
Una stessa cucina realistica può essere:
- intima;
- inquietante;
- comica;
- nostalgica;
- tesa;
- accogliente;
- malinconica.
Per esempio:
Atmosfera intima, notturna e sospesa. Tra nonno e nipote esiste una complicità silenziosa.
Oppure:
Atmosfera di sospetto trattenuto; la stanza è familiare, ma qualcosa appare fuori posto.
L’atmosfera deve essere sostenuta da elementi concreti:
- luce;
- ritmo;
- suono;
- postura;
- distanza della macchina;
- colore;
- spazio vuoto.
Scrivere soltanto “atmosfera emozionante” lascia troppe interpretazioni.
_________________________________________
Link alla seconda parte dell'articolo






