Come progettare e scrivere un cortometraggio
di genere: Horror di 20-30 minuti

autista bus 700Scrivere un cortometraggio horror non significa semplicemente inventare un mostro, inserire una casa buia e far comparire improvvisamente qualcuno dietro una porta. L'horror funziona quando lo spettatore comincia a temere qualcosa ancora prima di vederla.

La paura cinematografica nasce soprattutto dall'attesa. Dalla domanda: "Che cosa sta per succedere?", poi nasce una seconda domanda ancora più importante: "Che cosa farei io se fossi al posto del protagonista?"

Per costruire un buon cortometraggio horror dobbiamo quindi lavorare contemporaneamente su tre livelli: la storia; la paura; il personaggio.

Un mostro senza un personaggio interessante può impressionare per qualche secondo. Un personaggio interessante dentro una situazione inquietante può invece tenere lo spettatore in tensione per venti o trenta minuti.

Per spiegare il procedimento utilizzeremo tre idee iniziali.


* I TRE ESEMPI DI PARTENZA

Esempio n°1 - Titolo: "La porta 17"

Una donna una sera entra nell'appartamento appartenuto al padre morto e scopre nel corridoio condominiale una porta che durante il giorno non esiste.

Esempio n°2 - Titolo: "Ultima corsa"

Un autista dell'ultimo autobus notturno vede salire ogni notte la stessa ragazza alla stessa fermata, anche dopo aver scoperto che quella ragazza è morta anni prima.

Esempio n°3 - Titolo: "Domani alle 03:12"

Un montatore video riceve sul computer un filmato registrato dentro casa sua, ma il file porta la data del giorno successivo.

Sono solamente idee. Semplici idee. Adesso dobbiamo trasformarle in storie.


* DECIDI QUALE TIPO DI PAURA VUOI CREARE

Prima ancora di costruire la trama dobbiamo capire che cosa vogliamo far provare allo spettatore. L'horror possiede numerosi sottogeneri.

Il supernatural horror (horror soprannaturale) utilizza fantasmi, presenze, demoni o fenomeni inspiegabili.

Il psychological horror (horror psicologico) lavora sulla mente, sulla percezione e sul dubbio.

Il body horror (orrore corporeo) trasforma il corpo.

Il folk horror (orrore folkloristico) utilizza rituali, comunità isolate, tradizioni e credenze.

Il creature horror (horror con creatura) introduce una presenza fisica.

Il techno horror (horror tecnologico) utilizza telefoni, computer, intelligenza artificiale, videocamere e dispositivi.

Il survival horror (horror di sopravvivenza) mette il protagonista in una situazione dalla quale deve riuscire a uscire vivo.

La prima scelta deve quindi essere: "Che tipo di paura voglio raccontare?"

Esempio 1

La porta 17 diventa un supernatural horror. La porta è realmente impossibile. Non si tratta soltanto dell'immaginazione della protagonista.

Esempio 2

Ultima corsa diventa un psychological supernatural horror. Non sappiamo inizialmente se la ragazza sia realmente un fantasma oppure una proiezione della colpa dell'autista.

Esempio 3

Domani alle 03:12 diventa un techno horror. Il terrore nasce da un computer che sembra conoscere il futuro.

Abbiamo già differenziato chiaramente le tre storie.

 

* TROVA LA PAURA PRIMARIA

Sotto ogni buon horror esiste quasi sempre una paura molto semplice e umana. Non necessariamente: "Ho paura dei fantasmi." ma può essere la paura di restare soli; la paura di perdere un figlio; la paura di essere osservati; la paura di invecchiare; la paura di aver commesso qualcosa di imperdonabile; la paura di non poter controllare il proprio corpo o la paura di scoprire una verità.

Questa paura profonda renderà il film più interessante.

Esempio 1 - La porta 17

Paura primaria: scoprire che la persona che amavamo nascondeva qualcosa di terribile. La protagonista non avrà soltanto paura della porta. Avrà paura di scoprire chi fosse veramente suo padre.

Esempio 2 - Ultima corsa

Paura primaria: essere costretti a fare i conti con una colpa sepolta. L'autista non teme soltanto il fantasma. Teme il proprio passato.

Esempio 3 - Domani alle 03:12

Paura primaria: scoprire che il futuro è già deciso. Il protagonista comincia a chiedersi: "Se vedo quello che farò domani, posso impedirlo?" Questa domanda diventerà il vero motore della storia.


* COSTRUISCI UN PROTAGONISTA CHE ABBIA QUALCOSA DA PERDERE

Non basta mettere una persona dentro una casa infestata. Dobbiamo sapere chi è. Che cosa vuole? Che cosa teme? Che cosa rischia di perdere?

Nel cinema horror è molto efficace creare una ferita interiore, spesso definita wound (ferita psicologica). Quella ferita può collegarsi direttamente all'orrore.

Esempio 1 - La porta 17

La protagonista è Giulia, trentotto anni. È una restauratrice. Il padre è morto da tre settimane. Giulia deve svuotare il suo appartamento prima di venderlo. I due avevano avuto un rapporto difficile. Negli ultimi mesi Giulia aveva smesso di rispondere alle telefonate del padre. La sua ferita è quindi il rimorso.

Esempio 2 - Ultima corsa

Il protagonista è Sergio, cinquantadue anni. È autista di autobus. Vive solo. È un uomo apparentemente tranquillo, ma non guida mai un'automobile privata. Anni prima aveva causato un incidente e non si era fermato. Nessuno lo aveva mai scoperto. La sua ferita è la colpa.

Esempio 3 - Domani alle 03:12

Il protagonista è Luca, trentaquattro anni. Lavora come montatore video freelance. Vive quasi sempre davanti agli schermi. Ha progressivamente perso amici e relazioni. È ossessionato dal controllo. Organizza ogni momento della sua giornata. La sua paura più profonda è l'imprevisto. Ed ecco che riceve qualcosa che apparentemente elimina ogni imprevisto: la possibilità di vedere il futuro. Ma sarà proprio questo a distruggerlo.

 

* CREA UNA NORMALITÀ PRIMA DELL'ORRORE

Se tutto è inquietante fin dalla prima inquadratura, lo spettatore si abitua rapidamente. Dobbiamo creare un contrasto tra normalità e anomalia. Nel cinema horror la normalità è fondamentale perché ci permette di percepire quando qualcosa comincia a rompersi.

Questa prima parte viene spesso chiamata setup (impostazione iniziale). In un corto di 20-30 minuti dovrebbe essere breve. Tre o quattro minuti possono essere sufficienti.

Esempio 1

Giulia arriva nell'appartamento del padre alle dieci del mattino. Apre le finestre. Mette tutto dentro gli scatoloni. Trova vecchie fotografie. Parla al telefono con l'agenzia immobiliare. Tutto è assolutamente normale.
Nel corridoio condominiale vediamo la porta 15, poi la porta 16, poi il vano scale. Nessuna porta 17.

Esempio 2

Sergio inizia il suo turno alle ventitré. Conosce perfettamente ogni fermata. Saluta alcuni passeggeri abituali. Beve il solito caffè al capolinea. La sua vita è una routine.

Esempio 3

Luca monta un video pubblicitario. Mangia davanti al computer. Controlla ossessivamente calendario, messaggi e cartelle. Prima di dormire ogni sera esegue il backup. La sua vita è ordinatissima. Poi compare un file che lui non ha creato.

 

* INTRODUCI L'INCITING INCIDENT

L'inciting incident (ovvero l'evento scatenante) è il momento nel quale qualcosa rompe la normalità. Deve generare immediatamente una domanda.

Esempio 1

È mezzanotte. Giulia esce dall'appartamento per buttare una scatola. Nel corridoio vede le porte e legge: numero 15, poi 16 e poi la porta 17 che prima non c'era.

Esempio 2

Alle 00:47 Sergio ferma l'autobus. Sale una ragazza sui venticinque anni. È completamente bagnata anche se non sta piovendo. La ragazza domanda: "Passa ancora da Via San Michele?"
Sergio impallidisce. Via San Michele non fa più parte della linea da dodici anni.

Esempio 3

Sul computer di Luca compare il file 03_12_DOMANI.mp4 e Luca apre il file. Vede se stesso dormire. La telecamera sembra trovarsi nell'angolo della sua camera da letto. Sul video compare una data, quella di domani.

 

* STABILISCI LE REGOLE DELL'ORRORE

Una delle cose più importanti è dare una logica alla minaccia. Anche un fantasma può avere delle regole. Lo spettatore non deve necessariamente conoscerle immediatamente. Ma lo sceneggiatore sì.
Domandiamoci: Quando compare? Che cosa vuole? Che cosa può fare? Che cosa non può fare? Come reagisce? Che cosa lo rende più forte? Come può essere fermato? Le regole rendono la paura credibile.

Esempio 1 - Le regole della porta

La porta 17 compare soltanto dopo mezzanotte. Compare soltanto quando Giulia si trova sola nel corridoio.
Ogni volta che viene aperta conduce in una versione diversa dell'appartamento del padre. Dentro, il tempo sembra appartenere al passato.
La porta scompare all'alba. Ma ogni volta che Giulia entra, qualcosa della stanza attraversa la porta con lei.

Esempio 2 - Le regole della ragazza

La ragazza sale sempre alla stessa fermata. Nessun altro passeggero sembra notarla. Non paga mai il biglietto. Chiede sempre di scendere in Via San Michele. Se Sergio non si ferma, la ragazza ricompare alla fermata successiva.

Esempio 3 - Le regole dei filmati

Ogni notte alle 03:12 compare un nuovo file. Il filmato mostra esattamente ventiquattro ore nel futuro. Il video dura soltanto sessanta secondi. Luca può cambiare in alcuni piccoli dettagli. Ma l'evento principale sembra comunque verificarsi.

Queste regole permettono ora di costruire suspense.


* NON MOSTRARE SUBITO TUTTO

Una delle regole fondamentali dell'horror è la gradualità. Prima suggeriamo. Poi mostriamo una piccola anomalia. Poi qualcosa di più evidente. Solo dopo possiamo mostrare realmente la minaccia.

Questo procedimento viene spesso definito escalation (progressiva intensificazione).

Esempio 1

Prima notte: Giulia vede la porta. Non la apre.
Seconda notte: la porta compare di nuovo. Giulia sente dall'altra parte il rumore della vecchia radio del padre.
Terza volta: la apre. Dentro vede il soggiorno esattamente come era vent'anni prima.

Esempio 2

Prima apparizione: la ragazza parla normalmente.
Seconda apparizione: Sergio guarda nello specchietto. Il sedile è vuoto. Poi guarda di nuovo. La ragazza è ancora lì.
Terza apparizione: la ragazza gli dice: "Quella sera guidavi più veloce." Sergio comprende che lei sa.

Esempio 3

Primo filmato: Luca dorme.
Secondo filmato: Luca rompe involontariamente un bicchiere. Il giorno seguente cerca di impedirlo. Il bicchiere si rompe comunque.
Terzo filmato: vede se stesso coperto di sangue.

Adesso la posta in gioco cambia completamente.


* COSTRUISCI IL DREAD PRIMA DELLO SCARE

Dread significa paura anticipatoria, inquietudine, senso che qualcosa stia per succedere. Scare significa spavento. Il jumpscare (spavento improvviso) può funzionare. Ma se utilizziamo soltanto jumpscare, il film diventa prevedibile.

La tensione migliore nasce prima dello spavento.

Esempio semplice: una donna sente un rumore dietro una porta. Non facciamo comparire immediatamente il mostro. La donna si avvicina. Il rumore cessa. Ls donna apre la porta. Non vede niente. La chiude.
Solo allora vediamo qualcosa alle sue spalle.

Esempio 1

Giulia si avvicina alla porta 17. Sentiamo qualcuno camminare dall'altra parte. Tre passi. Poi silenzio.

Giulia:
"Papà?"

Nessuna risposta. La maniglia si abbassa lentamente. Ma nessuno apre la porta.

Esempio 2

Sergio guarda nello specchietto. La ragazza sembra addormentata. Torna a guardare la strada. Nel riflesso la ragazza solleva lentamente la testa. Non serve che urli. Basta che guardi direttamente Sergio attraverso lo specchio.

Esempio 3

Luca osserva il nuovo filmato. Nel video dorme. Dietro di lui vediamo una porta. La porta si apre lentamente. Qualcuno entra. Il filmato termina prima che possiamo vedere chi sia. Questa interruzione può essere molto più inquietante di mostrare subito la creatura.


* USA IL SUONO COME PARTE DELLA MINACCIA

Nell'horror il suono è spesso più importante dell'immagine.
Possiamo utilizzare i respiri; i passi; il rumore di tubi; dell'ascensore; lo squillo del telefono; scricchiolii; fruscii; ronzii; rumori lontani.
La musica non deve necessariamente accompagnare tutto. Il silenzio è fondamentale.

Esempio 1

La porta 17 possiede un suono riconoscibile. Prima che compaia sentiamo tre piccoli colpi provenire dal muro. Toc. Toc. Toc. Alla terza notte Giulia sente i colpi anche dentro il proprio appartamento.

Esempio 2

La ragazza è associata al rumore di un tergicristallo. Anche quando non piove. Sergio sente: swish, swish, swish. Prima ancora di vederla. Il suono annuncia la sua presenza.

Esempio 3

Ogni volta che arriva un video futuro, le casse del computer producono un brevissimo disturbo digitale. Luca comincia a riconoscerlo. Alla fine sente lo stesso disturbo provenire dal telefono. Poi dal televisore. Poi da un altoparlante che non è collegato. La minaccia sembra espandersi.

 

* CREA IL MIDPOINT

Il midpoint (punto centrale) è un momento importante circa a metà della storia. Qui il protagonista scopre qualcosa che modifica completamente il significato di ciò che stava accadendo. In un corto da venticinque minuti può arrivare intorno al minuto dodici o tredici.

Esempio 1

Giulia entra nella porta 17. Trova suo padre seduto al tavolo. Ma non può vederla. Sta registrando un messaggio vocale. Sta dicendo: "Giulia, se stai ascoltando significa che anche tu hai trovato la porta.". Giulia comprende che suo padre conosceva il fenomeno.

Esempio 2

Sergio cerca su Internet il nome della ragazza. Trova un vecchio articolo. La ragazza si chiamava Elisa. È morta dodici anni prima in un incidente stradale proprio in Via San Michele. La fotografia mostra la stessa ragazza. Sergio era l'automobilista che l'aveva investita ed era fuggito.

Esempio 3

Luca analizza i metadati del file. Scopre che il video non è stato inviato da un server esterno. È stato creato dal suo stesso computer. Anzi, peggio ancora, capisce che il software che genera i video è stato scritto da lui anni prima come esperimento. Qualcosa nel suo sistema sta usando il programma per prevedere il futuro.

Ora tutte e tre le storie cambiano.


* TRASFORMA LA PAURA IN UNA DECISIONE

Fino a questo momento il protagonista ha soprattutto reagito. Adesso deve agire.
Questo passaggio è fondamentale.
Un personaggio che passa venti minuti soltanto a fuggire può diventare monotono. Deve prendere una decisione.

Esempio 1

Giulia decide di entrare nuovamente nella porta e scoprire che cosa il padre stesse cercando. Non è più soltanto vittima. Comincia ad investigare.

Esempio 2

Sergio decide di portare volontariamente l'autobus in Via San Michele. La linea non passa più lì. Devia dal percorso. Ma vuole affrontare Elisa.

Esempio 3

Luca decide di modificare radicalmente la propria giornata per dimostrare che i filmati possono essere cambiati. Nel video del futuro indossa una camicia nera. Luca brucia la camicia nera. Nel filmato successivo, però, indossa un'altra camicia nera. La realtà continua a correggersi.


* CREA UNA FALSA SICUREZZA

Una tecnica molto efficace consiste nel far credere per un momento che il problema sia risolto. Questa fase viene spesso chiamata false victory (falsa vittoria). Serve a far abbassare leggermente la tensione prima dell'ultimo colpo.

Esempio 1

Giulia scopre che il padre aveva murato una vecchia porta. Trova dietro l'intonaco un simbolo. Lo distrugge. La porta 17 scompare.
Passano alcune ore. Giulia pensa che sia finita. Poi apre la porta del bagno. Dietro non c'è il bagno. C'è la stanza 17.

Esempio 2

Sergio raggiunge Via San Michele. Ferma l'autobus. La ragazza scende. Sergio piange. Dice: "Mi dispiace." Ed Elisa sparisce. Sergio crede che il fantasma volesse soltanto una confessione.
Riparte. Dopo cento metri trova Elisa seduta accanto a lui. Questa volta lei dice: "Non siamo ancora arrivati."

Esempio 3

Luca distrugge il computer. Hard disk, monitor, videocamera. Tutto. Passano alcuni minuti. Silenzio.
Poi il suo telefono vibra. Nuovo file: 03_12_DOMANI.mp4 Capisce che la tecnologia non era la vera origine del fenomeno.


* PORTA IL PROTAGONISTA VERSO LA VERITÀ PEGGIORE

Prima del climax (culmine) dovrebbe arrivare una rivelazione. Non sempre deve essere un grande colpo di scena. Deve però obbligare il protagonista a reinterpretare la storia.

Esempio 1

Giulia scopre la verità. La porta appare ogni volta che una persona muore nell'edificio senza aver risolto qualcosa con qualcuno. Suo padre l'aveva vista per anni. Ma la porta non apparteneva a lui. Aspettava Giulia.
Il padre aveva cercato di proteggerla. Ora Giulia comprende che la stanza contiene non soltanto il passato del padre. Contiene anche il proprio.

Esempio 2

Sergio scopre che Elisa non vuole vendetta. Quella notte Sergio non aveva ucciso soltanto lei. Nell'automobile con Elisa c'era un neonato. Sergio non lo sapeva. Il bambino era sopravvissuto.
Elisa vuole che Sergio vada finalmente dalla persona che ha vissuto tutta la vita senza conoscere la verità. Il fantasma non vuole la morte di Sergio. Vuole costringerlo a vivere con la responsabilità.

Esempio 3

Luca scopre qualcosa di ancora peggiore. I filmati non mostrano semplicemente il futuro. Mostrano ciò che Luca desidera inconsciamente fare. Nel video insanguinato non è una vittima. È l'aggressore.
La persona che entrerà nell'appartamento è Sara, la sua ex compagna, venuta a recuperare alcuni oggetti. Luca teme quindi di vedere non una morte inevitabile. Teme di vedere ciò di cui potrebbe essere capace.


* COSTRUISCI IL CLIMAX COME UNA SCELTA

Il climax non deve essere soltanto il protagonista contro mostro.
La soluzione migliore è spesso il protagonista contro la propria paura.

Esempio 1 - La porta 17

Giulia entra definitivamente nella stanza. Vede il padre. Questa volta lui può vederla.

Padre:
"Non dovevi entrare."

Giulia:
"Sei stato tu a lasciarmi la chiave."

Padre:
"No."

Pausa.

Padre:
"Ho cercato di nasconderla."

Giulia comprende. La porta vuole che qualcuno rimanga dentro.
Il padre si era sacrificato per impedire che toccasse a lei.
Ora Giulia deve scegliere: o restare con il padre oppure lasciarlo definitivamente andare.

Giulia piange.

Dice:
"Ti ho già perso una volta. Non resterò qui per perdermi anch'io."

Esce.
La porta comincia a chiudersi. Il padre sorride. Per la prima volta.

Esempio 2 - Ultima corsa

Sergio guida l'autobus fino al luogo dell'incidente. Elisa è seduta accanto a lui.

Sergio:
"Pensavo volessi uccidermi."

Elisa:
"Sarebbe facile."

Sergio:
"Allora cosa vuoi?"

Elisa:
"Che domani tu sia ancora vivo."

Sergio non capisce.

Elisa:
"Così potrai raccontare quello che hai fatto."

Sergio comprende che la vera punizione non è morire. È confessare.

Esempio 3 - Domani alle 03:12

Sono quasi le 03:12. Sara arriva. Luca ha visto nel video il proprio futuro. Sa esattamente dove si trova il coltello. Lo prende.
Sara entra. Luca la guarda. Tutto sembra riprodurre perfettamente il video.

Sara:
"Perché hai un coltello?"

Luca guarda l'orologio. Sono le 03:11:58. Lascia cadere il coltello. Sono le 03:12. Niente.
Il futuro è stato cambiato. Oppure così sembra.

 

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