CANON EOS R6 MARK III PER REALIZZARE
UN CORTOMETRAGGIO

Impostazioni, ottiche, accessori e workflow
per principianti e professionisti

Canon EOS R6 Mark III corpo obiettivoLa Canon EOS R6 Mark III è tecnicamente una fotocamera mirrorless ibrida full frame e non una cinepresa della famiglia Cinema EOS. Tuttavia, dal punto di vista operativo, dispone ormai di molte funzioni che fino a pochi anni fa avremmo associato a macchine specificamente cinematografiche.

Il sensore full frame da 32,5 megapixel è affiancato dalla registrazione interna RAW fino a 7K 60p, dalla modalità Open Gate, dal 4K oversampled, dal Canon Log 2 e Canon Log 3, dalla registrazione 10 bit, dai proxy, dal waveform monitor, dal false color, dall'uscita HDMI full-size, dall'audio fino a quattro canali e dal doppio slot CFexpress Type B + SD UHS-II. Canon dichiara inoltre una stabilizzazione fino a 8,5 stop.

Sono caratteristiche molto importanti, ma bisogna chiarire subito un principio: un cortometraggio non diventa cinematografico perché viene girato in 7K RAW.

Diventa cinematografico quando sceneggiatura, regia, recitazione, luce, composizione, movimento della macchina, suono, montaggio e colore concorrono alla stessa intenzione narrativa.

La R6 Mark III è interessante proprio perché permette al filmmaker di smettere abbastanza presto di preoccuparsi dei limiti tecnici della macchina e di concentrarsi su questi aspetti.


* PERCHÉ PUÒ ESSERE UNA SCELTA MOLTO INTERESSANTE PER UN CORTOMETRAGGIO

Il primo vantaggio è il sensore full frame. Con un sensore di queste dimensioni è relativamente semplice lavorare sulla profondità di campo, separare un personaggio dallo sfondo ed utilizzare focali classiche del cinema narrativo come 35, 50 e 85 mm.

Non significa che tutto debba essere girato con lo sfondo completamente sfocato. Anzi.

Uno degli errori tipici del videomaker principiante consiste nell'utilizzare continuamente f/1.4 o f/1.8 pensando che una ridottissima profondità di campo equivalga automaticamente ad un'immagine cinematografica. Non è così.

In moltissime scene dialogate preferiremmo lavorare intorno a f/2.8-f/4, mantenendo leggibili attore ed ambiente e lasciando all'inquadratura una vera profondità narrativa.

L'ampia apertura diventa invece particolarmente utile nelle scene intime, nei primi piani, nei notturni o quando deliberatamente vogliamo isolare psicologicamente un personaggio.


* CANON LOG 2 E CANON LOG 3: LE CARATTERISTICHE PIÙ IMPORTANTI

La R6 Mark III dispone sia di Canon Log 2 sia di Canon Log 3, con spazio colore Canon Cinema Gamut. Canon presenta C-Log 2 come la soluzione maggiormente orientata alla lavorazione cinematografica ed alla color correction avanzata, mentre C-Log 3 privilegia facilità di gestione ed un comportamento più semplice soprattutto nelle zone scure.

Per un cortometraggio professionale girato con luce controllata sceglieremmo normalmente: Canon Log 2 + Cinema Gamut.

Per un principiante oppure per un progetto con numerosi notturni e poco tempo per la postproduzione prenderemmo seriamente in considerazione: Canon Log 3 + Cinema Gamut.

Non consideriamo quindi C-Log 3 una versione "inferiore". È semplicemente una curva più facile da utilizzare.

Canon stessa sottolinea che C-Log 2 conserva maggiori informazioni nelle alte e basse luci ma può rendere maggiormente evidente il rumore nelle zone scure; C-Log 3 è stato invece progettato anche per semplificare il workflow.


* LA CONFIGURAZIONE BASE PER UN CORTOMETRAGGIO

Se dovessimo prendere domani una R6 Mark III e girare un cortometraggio narrativo in Italia, partiremmo da questa configurazione.

Frequenza sistema: PAL 50 Hz
Risoluzione: 4K DCI Fine oppure 4K UHD Fine
Frame rate principale: 25p
Otturatore: 1/50 s
Codec: XF-AVC S
Campionamento: 4:2:2 10 bit
Compressione: Intra quando spazio e schede lo permettono; Long GOP per riprese molto lunghe
Gamma: Canon Log 2
Gamut: Cinema Gamut
ISO di riferimento C-Log 2: 800
Bilanciamento bianco: sempre manuale
Nitidezza creativa: minima; eventuale sharpening importante in postproduzione
Digital IS: normalmente OFF
Proxy: ON nelle produzioni medio-grandi
Waveform / False Color: utilizzati sistematicamente.

Il manuale Canon indica infatti che, con Canon Log 2 e Canon Log 3, l'intervallo ISO normale per il video parte da ISO 800. Per questo non cercheremmo continuamente di abbassare l'ISO sotto 800 soltanto perché la scena è luminosa. Utilizzeremmo invece un buon filtro ND.


* PERCHÉ 25 FPS E 1/50?

Siamo in Europa, dove la rete elettrica lavora normalmente a 50 Hz. La combinazione: 25 fps + 1/50 di secondo  è estremamente pratica perché restituisce un motion blur naturale e riduce il rischio di flickering con molte illuminazioni artificiali.

Se la produzione è destinata espressamente ad una pipeline cinematografica a 24 fps, è naturalmente possibile lavorare a 24p. In presenza di illuminazione europea a 50 Hz, tuttavia, controlleremmo attentamente il flicker e utilizzeremmo spesso 1/50 invece del teorico 1/48.

La R6 Mark III non dispone del controllo dell'otturatore in gradi tipico di alcune cineprese; bisogna quindi ricordarsi di adattare manualmente il tempo quando cambia il frame rate.

Una tabella pratica:

Frame rateOtturatore indicativo
25p1/50
50p1/100
100p     1/200
24pcirca 1/48 oppure 1/50     
60pcirca 1/120


* PERCHÉ NON GIRARE TUTTO IN 7K RAW

La R6 Mark III può registrare internamente in RAW 6960×3672 fino a 59,94/50 fps e dispone anche della registrazione Open Gate 6960×4640 RAW o 6912×4608 in XF-HEVC S. È straordinario.

Ma il RAW va utilizzato quando serve. Lo sceglieremmo per: scene con forte lavoro VFX; green screen; situazioni con fortissimo contrasto; sequenze particolarmente importanti; riprese che richiederanno pesanti trasformazioni cromatiche; scene da cui prevedo crop e stabilizzazioni importanti; effetti day for night; inquadrature destinate a più formati.

Per il normale campo-controcampo di due attori seduti ad un tavolo, il vantaggio pratico del 7K RAW rispetto ad un ottimo 4K 10-bit 4:2:2 può diventare molto piccolo rispetto all'aumento di dati e di lavoro.

Inoltre la R6 Mark III non possiede una ventola interna. Nei modi di registrazione più impegnativi esistono limiti termici: nei test, per esempio, il 7K RAW 60p è indicato utilizzarlo fino ad un massimo di 23 minuti continuativi a 23 °C, mentre l'Open Gate può essere limitato a seconda delle impostazioni termiche.

Per un dialogo di dieci pagine ininterrotte girato d'estate non sceglieremmo quindi 7K RAW 60p senza una ragione precisa.


* OPEN GATE: MOLTO PIÙ INTERESSANTE DI QUANTO SEMBRI

In Open Gate la R6 Mark III utilizza quasi tutta la superficie 3:2 del sensore anziché il normale ritaglio cinematografico 16:9/17:9. Per un cortometraggio può essere formidabile.

Immaginiamo di girare un'inquadratura con l'attore al centro. Questo ci dà la possibilità, dallo stesso originale di poter successivamente ricavare un formato 16:9 per YouTube e TV; 1.85:1 per il master cinematografico; 2.39:1 per un look Scope; 9:16 per un trailer verticale; 1:1 per comunicazione social. E c'è inoltre maggiore libertà di reframing.

Ma attenzione: l'Open Gate ha un readout più lento (cioè una lettura più lenta). DPReview ha misurato circa 17,9 ms di rolling shutter contro circa 7 ms del 4K standard. Perciò lo utilizzeremmo volentieri per le inquadrature statiche; movimenti dolci; dialoghi; scene contemplative; reframing; VFX.

Meno volentieri per veloci panoramiche, inseguimenti o macchina a mano molto aggressiva.


* QUATTRO SCENE-TIPO: LE IMPOSTAZIONI DA USARE


- Scene con DIALOGO INTERNO

Immaginiamo due attori in una cucina od in un soggiorno.
Configureremmo: 4K Fine – 25p – 1/50 – XF-AVC S 4:2:2 10 bit – Canon Log 2 – ISO 800.
Diaframma: f/2.8-f/4.
Ottica principale: 35 mm per il campo a due; 50 mm per campo/controcampo; 85 mm soltanto per primi piani più compressi o emotivamente isolanti.
WB fissato manualmente in funzione della luce. Con finestra diurna potremmo essere intorno a 5200-5600 K. Con illuminazione tungsteno intorno a 3200 K.
Con LED misti preferiamo misurare fisicamente il bianco piuttosto che affidarci ad un numero teorico.
Per il campo-controcampo consigliamo treppiede o testa fluida.
IS digitale OFF.
Con macchina completamente bloccata, disattiveremmo anche stabilizzazione dell'obiettivo e valuteremmo la disattivazione dell'IBIS per evitare eventuali microcorrezioni.

- Scene in ESTERNO CON TRAFFICO

Qui abbiamo automobili, persone, panning e soggetti che possono attraversare rapidamente l'immagine. Se il movimento è moderato utilizzare: 4K Fine 25p – 1/50.

Se invece esistono pan veloci o veicoli molto rapidi prenderemmo in considerazione il 4K standard, che utilizza un readout più veloce e riduce l'effetto rolling shutter, sacrificando parte del dettaglio rispetto al Fine. 

Per il rallenty: 4K 50p + 1/100.
Con obiettivo: 24-70 mm, oppure 35 mm se vogliamo mantenere una forte sensazione di presenza nell'ambiente.
ISO 800 in C-Log 2.
Diaframma f/4-f/5.6.
E l'uso di un accessorio fondamentale: il filtro ND.

Non chiuderemmo il diaframma a f/16 soltanto perché c'è molto sole.
Useremmo l'ND per continuare a controllare profondità di campo e resa ottica.

- Scene nel PARCO

Un parco offre controluce, vegetazione, pelle, cielo e aree d'ombra contemporaneamente.

È proprio una situazione nella quale C-Log 2 ha senso.
Configurazione: 4K Fine 25p ad 1/50 e Canon Log 2 con ISO 800 e diaframma f/2.8-f/4
WB manuale circa 5200-6000 K secondo condizioni reali
ND secondo necessità.
Per un personaggio che cammina nell'ambiente sceglieremmo una focale 35 mm.
Mentre per primi piani immersi nel verde un 50 oppure lì85 mm.

Un polarizzatore può essere utile per controllare riflessi su foglie e superfici, ma va utilizzato con criterio perché può modificare significativamente il cielo.

- Scene in NOTTURNA CONTROLLATA

È probabilmente la scena dove si commettono più errori. Un noir non deve necessariamente essere sottoesposto. Deve apparire oscuro, che è cosa completamente diversa.
Preferiamo  quindi registrare informazioni pulite e costruire il nero mediante illuminazione, rapporto di contrasto e color grading.

Configurazione iniziale: 4K Fine 25p ad 1/50 con ISO 800-3200 e diaframmi f/1.4-f/2.8 con WB manuale utilizzando un 35 o 50 mm luminoso.

Qui valuteremmo seriamente C-Log 3 quando la quantità di luce è limitata. Se invece possiamo illuminare correttamente il set, restiamo volentieri in C-Log 2.

Per un thriller notturno non cercheremmo semplicemente "tutto blu". Costruiremmo piuttosto tre zone: una luce dominante; una zona neutra o poco illuminata; un piccolo accento cromatico.
Per esempio: la luce principale fredda dalla finestra; una lampada tungsteno calda sullo sfondo; il volto leggermente separato dal nero.

Il risultato sarà molto più sofisticato di un'intera immagine colorata artificialmente di blu.


* FALSE COLOR E WAVEFORM: DUE STRUMENTI DA IMPARARE SUBITO

La R6 Mark III possiede una vera visualizzazione False Color. Canon utilizza sei colori principali: rosso per clipping del bianco, giallo appena sotto il clipping, verde per il grigio 18%, rosa per circa uno stop sopra il grigio, blu vicino al clipping del nero e viola per il nero clippato. Questo significa che possiamo smettere di giudicare l'esposizione soltanto guardando "se l'immagine sul display sembra bella". Il display può ingannare. Il waveform no.

Consigliamo quindi di utilizzare una vera carta grigia 18% e, nelle produzioni curate, una ColorChecker. Per C-Log 2 Canon indica valori intorno ai 40 IRE per il grigio medio; una risposta tecnica Canon ha indicato circa 42 IRE, raccomandando comunque di verificare monitor e condizioni reali.

La regola pratica è: mai bruciare accidentalmente le alte luci importanti e mai seppellire nel nero informazioni che successivamente vorremo recuperare.


* AUTOFOCUS: USARLO SENZA FAR SEMBRARE IL FILM AUTOMATICO

Il Dual Pixel CMOS AF II è uno dei punti di forza della macchina. Ma un autofocus tecnicamente perfetto può comunque produrre un'immagine cinematograficamente sbagliata. Perché il cinema decide quando cambiare fuoco. Per un attore che cammina verso macchina, Eye AF e tracking possono essere eccellenti. Per due personaggi seduti, invece, un cambio automatico dell'occhio semplicemente perché uno dei due si muove può rovinare la scena.

La R6 Mark III permette di regolare la velocità dell'AF Servo video su una scala da 1 a 10. Per il cinema narrativo partiremmo indicativamente da: velocità AF 3-5 per transizioni morbide, invece 7 per situazioni normali e valori superiori soltanto per azione o reportage.

Per scene molto controllate preferiamo ancora il Manual Focus + focus puller oppure operatore.
Utilizzeremmo peaking ed ingrandimento per la preparazione della messa a fuoco.

 

* LE OTTICHE: QUI SI COSTRUISCE GRAN PARTE DEL LOOK

L'attacco RF permette di utilizzare direttamente gli obiettivi Canon RF. Attraverso l'adattatore Canon EF-EOS R è inoltre possibile montare obiettivi EF ed EF-S mantenendo le funzionalità previste dal sistema. Questo apre un catalogo enorme.

- SE DOVESSIMO ACQUISTARE UNA SOLA OTTICA

RF 24-70mm F2.8 L IS USM

Probabilmente è il compromesso migliore. Canon lo propone con apertura costante f/2.8 e stabilizzazione ottica fino a 5 stop.
Con una sola lente posso realizzare. utilizzando il 24 mm: establishing shot, piccoli interni; con focale 28-35 mm uso di campi medi e camera vicina al personaggio; col 50 mm una prospettiva naturale mentre col 70 mm i primi piani.

Per un videomaker principiante rappresenta una soluzione eccellente perché riduce drasticamente i cambi di ottica.

- SE POTESSIMO UTILIZZARE TRE OTTICHE

Il nostro piccolo corredo narrativo sarebbe composto da:

RF 35mm F1.4 L VCM

È probabilmente la focale che utilizzeremmo maggiormente. Permette di vedere il personaggio e contemporaneamente il suo ambiente.
È perfetta per interni; camera a mano; dialoghi; piani americani; scene in automobile; piccoli movimenti.
Canon l'ha progettata espressamente anche per produzioni ibride foto-video.

RF 50mm F1.4 L VCM

È la focale "normale" per eccellenza. Canon evidenzia sulla serie VCM la messa a fuoco fluida e la riduzione del focus breathing, caratteristiche particolarmente importanti nel video.
È eccellente per i dialoghi, i mezzi primi piani, il dramma, la commedia romantica, i notturni e le scene intime.

RF 85mm F2 Macro IS STM

È molto più economico di un 85 mm f/1.2, dispone di stabilizzazione ed offre anche capacità macro 0,5x. Questo significa che può servire sia come obiettivo da ritratto sia per gli inserti riprendendo una fotografia, un anello, una mano, lo scritto di una lettera, fino al dettaglio degli occhi.

In un cortometraggio gli inserti narrativi hanno enorme importanza.


* UN'ALTERNATIVA PROFESSIONALE MOLTO INTERESSANTE

Esiste inoltre il RF 24-105mm F2.8 L IS USM Z. Mantiene il diaframma f/2.8 da 24 a 105 mm ed è espressamente indirizzato anche per filmmaking e documentario. Il compromesso è il peso: circa 1,43 kg. Per un set con treppiede, monopiede, shoulder rig o gimbal adeguato può quasi sostituire un intero piccolo corredo.

Per un filmmaker che vuole camminare tutto il giorno con la macchina al collo, invece, il 24-70/2.8 rimane più pratico.


* QUALE FOCALE USARE NELLE DIVERSE SCENE?

ScenaPrima sceltaSeconda scelta
Dialogo piccolo interno     35 mm50 mm
Campo/controcampo50 mm85 mm
Primo piano emotivo85 mm50 mm
Esterno urbano35 mm24-70 mm    
Traffico/action24-70 mm    35 mm
Parco35 mm85 mm
Notturna35 f/1.450 f/1.4
Thriller/noir35/50 mm85 mm
Commedia28-35 mm50 mm
Dettagli narrativi85 Macro50 mm
Piccolo ambiente24-35 mm24-70 mm

 

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