Consegna a domicilio: citofonare 3B
Sviluppo completo della sceneggiatura del cortometraggio
durata prevista circa 7/8 minuti

- Logline
Un rider anonimo ed un'anziana signora che vive sola costruiscono, citofonata dopo citofonata, l'unico legame umano rimasto in entrambe le loro giornate, finché un giorno il citofono non risponde più.
- I 2 personaggi principali
DAVIDE, 27 anni è il rider
Consegna cibo e spesa per un'app, cuffie sempre nelle orecchie, il volto quasi mai visto per intero (casco, mascherina, cappuccio). All'inizio del film è solo una funzione: un corriere tra mille. Fa questo lavoro per pagarsi un master che non riesce a finire. Con la Signora Elvira, nel corso del film, è l'unico momento della giornata in cui si toglie le cuffie e risponde con la sua voce vera, non con le frasi automatiche del lavoro ("Buonasera, consegna!").
ELVIRA, 84 anni è la signora del 3B
Non esce quasi più di casa. Ha un figlio che vive all'estero e chiama la domenica, per dieci minuti. La spesa che ordina online è quasi sempre più abbondante di quanto le serva, un pretesto per far durare la consegna qualche secondo in più. Non si vede mai in scena per intero: la conosciamo solo attraverso la sua voce al citofono e, per tutto il film, una porta socchiusa od una finestra al terzo piano.
Nota di sceneggiatura: i due personaggi non si vedono mai in faccia, tranne che nell'ultima scena. Tutto il film si costruisce sulla voce e sull'attesa.
- Struttura: il Montaggio ad accumulo
Il cortometraggio di circa 7-8 minuti è composto da 12 "consegne", ciascuna di 15-30 secondi, separate da un'ellissi netta (stacco secco, non dissolvenza). Ogni consegna è identica nella coreografia: Davide arriva, suona, aspetta, scambia due frasi, poi riparte, ma il contenuto delle battute cambia, segnando il passare delle settimane e l'approfondirsi del legame. La ripetizione della forma è il motore emotivo: lo spettatore impara la "grammatica" dell'incontro nelle prime consegne, poi nota ogni piccola variazione.
* La Sceneggiatura scena per scena
CONSEGNA 1 - Lunedì, ore 18:03
Esterno, portone di un palazzo popolare. Davide arriva in bici, controlla il telefono.
DAVIDE:
(al citofono, in forma meccanica)
Buonasera, consegna spesa online.
ELVIRA:
(voce lenta al citofono)
Arrivo,... arrivo,... un attimo che prendo le chiavi...
Silenzio. Davide guarda l'orologio, impaziente. La porta si apre di uno spiraglio, una mano prende le buste.
ELVIRA:
Grazie caro.
DAVIDE:
(già andandosene inforcando la bici)
Buonasera.
Stacco secco.
CONSEGNA 2 - Giovedì, ore 18:10
DAVIDE:
(al citofono)
Consegna.
ELVIRA:
Bene,... Arrivo!
Questa volta Davide aspetta senza guardare il telefono. La porta si apre.
ELVIRA:
Ha portato anche il pane?
L'app dice sempre "esaurito" ma io un pane lo trovo sempre.
DAVIDE:
(controlla la busta, sorride appena)
C'è, c'è.
ELVIRA:
Bravo lei.
Stacco.
CONSEGNA 3 - Lunedì successivo, ore 18:05
ELVIRA:
(dal citofono, prima ancora che lui parli)
Lei è quello di giovedì, vero? Con la voce giovane.
DAVIDE:
(ride, sorpreso)
Sì, sono io.
ELVIRA:
Meno male, l'altro giorno ne è venuto uno che sbraitava sul telefono tutto il tempo.
Porta che si apre. Mano, buste.
ELVIRA:
Come si chiama, se posso chiedere?
DAVIDE:
Davide.
ELVIRA:
Elvira. Piacere.
Stacco.
CONSEGNA 4 - Giovedì, ore 18:12
DAVIDE:
(al citofono, con più calore)
Buonasera Elvira, sono Davide.
ELVIRA:
(voce che si illumina)
Davide! Bravo,... Arrivo subito.
Lui aspetta, guarda il portone come se non vedesse l'ora.
ELVIRA:
(ricevendo le buste)
Ha mangiato? A quest'ora dovrebbe aver già cenato.
DAVIDE:
Ceno dopo il turno, di solito.
ELVIRA:
Male. Molto male.
Stacco, lui ride da solo mentre si allontana in bici.
CONSEGNA 5 - due settimane dopo, ore 18:00
Piove. Davide arriva zuppo.
DAVIDE:
Buonasera Elvira.
ELVIRA:
Con questa pioggia!
Ma lei non ha un impermeabile decente?
DAVIDE:
Ce l'ho, ma si è rotto.
Un attimo di silenzio più lungo del solito. La porta si apre di più, lei gli passa un asciugamano dopo aver preso le buste.
ELVIRA:
Si asciughi almeno la faccia,
non voglio saperla malato per colpa mia.
Davide, sorpreso, si passa l'asciugamano sul volto. Per la prima volta che lo vediamo davvero, per un istante, senza casco né cappuccio.
DAVIDE:
Grazie.
Stacco.
CONSEGNA 6 - ore 18:07, settimana dopo
ELVIRA:
Domenica ha chiamato mio figlio. Le ho parlato di lei, sa?
DAVIDE:
(imbarazzato, contento)
Ah sì? E cosa gli ha detto?
ELVIRA:
Che ho un amico che mi porta la spesa e mi fa ridere.
Silenzio breve. Davide non sa cosa rispondere, ma sorride guardando il marciapiede.
DAVIDE:
Anche lei mi fa ridere, sa?
Stacco.
CONSEGNA 7 - ore 18:02
Davide arriva con qualcosa in più oltre alle buste dell'app: un piccolo sacchetto.
DAVIDE:
Le ho preso dei biscotti,
quelli che mi ha detto piacerle tanto. Non erano nell'ordine.
ELVIRA:
(voce commossa, quasi impercettibile)
Non doveva...
DAVIDE:
Vediamo se sono quelli giusti.
La porta si apre più a lungo del solito. Per un istante si intravede il profilo di lei, non ancora il volto intero ma solo una sagoma alla luce della lampada d'ingresso.
ELVIRA:
Sono proprio quelli. Grazie.
Stacco.
CONSEGNA 8 - ore 18:15, la settimana dopo
DAVIDE:
Buonasera Elvira.
Silenzio. Nessuna risposta al citofono.
DAVIDE:
(ricitofona)
Elvira, sono Davide.
Ancora silenzio. Lui guarda in alto, verso la finestra del terzo piano: le tapparelle sono abbassate a metà, insolito per quell'ora.
Stacco secco, più brusco dei precedenti: è l'unica ellissi del film senza battuta di risposta.
CONSEGNA 9 - giorno dopo, ore 17:50
Davide arriva prima del solito, quasi di corsa.
DAVIDE:
(citofono, con voce tesa)
Elvira? È tutto a posto?
ELVIRA:
(voce più flebile del solito)
Sono qui, sono qui...
scusami per ieri, non mi sentivo bene.
DAVIDE:
(sollievo evidente)
Ha bisogno di qualcosa? Una farmacia, un dottore?
ELVIRA:
Solo un po' di riposo, caro.
Ma grazie per essere tornato a chiedere.
Lui resta un secondo in più del solito davanti al portone, come se non volesse andarsene.
Stacco.
CONSEGNA 10 - ore 18:00, settimana dopo
ELVIRA:
Davide, posso chiederle una cosa strana?
DAVIDE:
Mi dica.
ELVIRA:
La prossima volta, invece di suonare ed aspettare lì sotto...
vuole salire un momento?
Ho fatto una torta, ne avanza sempre troppa per me sola.
Silenzio. Davide guarda l'orologio: ha altre tre consegne da fare, l'app segna già il ritardo.
DAVIDE:
Vengo su.
Stacco, ma questa volta lo stacco non chiude la scena sulla strada: chiude su Davide che entra nel portone.
CONSEGNA 11 (ed ultima) - interno, pianerottolo del 3B
Per la prima volta la cinepresa entra nel palazzo. Davide sale le scale, senza fretta. La porta del 3B è aperta. Sulla soglia, per la prima volta, vediamo Elvira per intero: minuta, un grembiule chiaro, un sorriso che aspettava da settimane questo momento.
ELVIRA:
Eccolo, il mio amico con la voce giovane.
DAVIDE:
(sorridendo, togliendosi il casco)
Piacere di conoscerla di persona, Elvira.
ELVIRA:
Il piacere è tutto mio.
Entra, la torta si raffredda.
Lui esita un istante sulla soglia... l'ultima "consegna" del film non prevede un ritorno rapido in strada. Poi entra. La porta si chiude piano.
STACCO FINALE. NERO.
CODA con sovraimpressione su schermo nero
Un breve testo, o una voce fuori campo di Elvira:
ELVIRA (V.O.):
Ci sono incontri che durano una vita intera.
Ed incontri che durano venti secondi, tutti i giorni, per una vita intera.
FINE
- Il Tema e il suo valore filmico
Il tema
L'idea di Consegna a domicilio, qui rititolata “Consegna a domicilio: citofonare 3B”, parla della solitudine urbana contemporanea e di come, paradossalmente, le relazioni più autentiche nascano oggi negli interstizi delle nostre vite iper-organizzate: non negli appuntamenti pianificati, ma nei venti secondi rubati ad un citofono, tra un rider in corsa contro il tempo di un algoritmo e un'anziana signora che ha solo quei venti secondi come contatto umano quotidiano. Il tema centrale è che la vicinanza non si misura in durata, ma in intensità: due persone che non si sono mai viste in faccia possono diventare, senza dirselo, il punto fermo dell'una nella giornata dell'altra.
- Perché è interessante scriverlo e produrlo
- La forma racconta il contenuto. La scelta di raccontare per accumulo di ellissi, invece che con una struttura classica in tre atti, non è solo uno stratagemma stilistico: riflette esattamente il tema. La vita del rider e quella della signora sono entrambe scandite da tempi compressi (l'algoritmo delle consegne da una parte e la solitudine domestica dall'altra), ed il montaggio lo rende visibile senza bisogno di dirlo a parole.
- Economia produttiva e potenza drammatica. È un corto a bassissimo costo: un'unica location esterna (un portone), un cast di due attori (di cui uno quasi mai visto fino alla fine), zero effetti speciali. Eppure la struttura ripetitiva permette un'escalation emotiva fortissima proprio perché lo spettatore impara le "regole" dell'incontro e ne percepisce ogni minima variazione: è un esercizio di scrittura che dimostra come si possa ottenere un massimo impatto emotivo con mezzi minimi, qualità molto apprezzata nei festival di cortometraggi.
- Attualità del tema. Rider, gig economy, isolamento degli anziani, distanza sociale post-pandemica: il film intercetta temi molto presenti nel dibattito pubblico senza mai diventare un instant movie didascalico, perché li racconta attraverso un rapporto umano piccolo e concreto, non attraverso un lungo discorso.
- Il non detto come motore drammaturgico. Non vedere quasi mai il volto di Elvira fino alla fine, e non vedere mai il volto di Davide per intero fino alla scena della pioggia, crea una tensione visiva che si scioglie solo nell'ultima scena: è un dispositivo semplice ma efficacissimo per tenere alta l'attenzione in soli 7-8 minuti.
- Il finale aperto sull'interpretazione. Il film non dice mai esplicitamente "questi due si sono salvati a vicenda dalla solitudine": lo mostra, lasciando allo spettatore il compito di comprendere il valore di ciò che ha appena visto. È una scelta che rispetta l'intelligenza del pubblico ed è spesso premiata nei concorsi di sceneggiatura per cortometraggi.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare questa bozza in una sceneggiatura più completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






