Il metodo “What if…” non è un trucco da manuale di sceneggiatura americano. È una pratica antichissima, quasi artigianale, che in Italia abbiamo sempre usato senza chiamarla con un nome inglese. È il modo in cui Fellini forse si chiedeva “E se un clown diventasse presidente del consiglio?” o come Scola forse immaginava “E se due amici di una vita si ritrovassero ad ottant’anni in un ascensore bloccato?”. È l’esercizio più potente e più democratico che esista: si parte dal quotidiano e lo si fa esplodere con una piccola, geniale deviazione dalla realtà.
Per un cortometraggio, che deve colpire in 8-12 minuti, il “What If…” è addirittura salvifico. Non hai tempo per costruire mondi complessi, quindi la domanda deve essere chirurgica: semplice nella premessa, esplosiva nelle conseguenze. Ti obbliga a concentrarti sull’essenziale: un personaggio credibile, un conflitto immediato, un’immagine forte. E soprattutto ti salva dal cliché, perché ti costringe a mescolare due elementi che apparentemente non c’entrano niente.
* Come funziona davvero il metodo (la mia routine quotidiana)
- Parti dal reale, non dal genio. Osserva la tua vita di oggi: il telefono che vibra alle 3 di notte, la fila al supermercato, il nonno che parla con la televisione. Poi ti fai la domanda: “E se…?”.
- Spingi l’ipotesi fino all’assurdo, poi torna indietro. Non fermarti alla prima risposta logica. Chiediti “E se succedesse ad una persona qualunque, nel mio quartiere, domani mattina?”.
- Cerca il contrasto emotivo. Il “What If…” più potente è quello che crea un corto circuito tra ciò che il personaggio vuole e ciò che la nuova realtà gli impone.
- Verifica la durata. Se l’idea non si risolve in 10-15 pagine di sceneggiatura, non è per un corto.
- Scrivi tre varianti in 20 minuti. Una drammatica, una ironica, una crudele. Una di queste sarà sicuramente quella giusta.
Il bello è che questo metodo non invecchia. Nel 2026, con l’AI che genera risposte, immagini e dialoghi, il “What If…” resta l’unico passaggio davvero umano: è l’unico momento in cui la macchina non può sostituirci, perché nessuno sa meglio di noi cosa ci fa paura o cosa ci fa ridere del nostro tempo.
E ora, per dimostrarlo in pratica, vi portiamo tre idee nate letteralmente oggi, usando solo questo metodo. Tre generi diversi. Tre “What If…” diversi. Tre bozze complete di cortometraggi pronte per essere girate anche con uno smartphone e due amici.
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Bozza n°1 - Titolo: “La Notte che il Telefono ha Risposto”
Genere: Dramma psicologico
What If… un ragazzo di 19 anni, dopo aver litigato con la madre, riceve una chiamata dal proprio numero di telefono… ma è la voce di se stesso del domani mattina che gli chiede di non uscire di casa, perchè?
Personaggi principali:
- Luca, 19 anni, studente del liceo artistico, sensibile, sarcastico, con una relazione tesa con la madre single.
- La Voce (sempre Luca, ma più stanca, più adulta).
La storia: Luca torna a casa dopo una litigata furibonda con la madre. Butta il telefono sul letto. Il telefono squilla. Numero sconosciuto… ma è il suo. Risponde.
La Voce gli parla: «Luca, sono io. Non uscire domani. Rimani a casa.»
«Chi cazzo sei?»
«Sono te. Domani alle 11:47 un motorino ti investe in via del Pigneto. Muori sul colpo. Fidati.»
Luca ride, pensa ad uno scherzo.
La Voce continua, calma: «Mamma sta piangendo in cucina. Le hai detto che la odi. Domani non potrai più rimediare.»
Luca prova a cambiare programma: esce lo stesso, ma la Voce lo richiama ogni volta che sta per sbagliare. Lo guida, lo minaccia, lo supplica. La tensione sale. Luca capisce che la Voce non mente: sa cose che solo lui può sapere (il tatuaggio che vuole farsi, il nome della ragazza che gli piace davvero).
Battuta determinante della Voce: «Senti, io ho già vissuto questo giorno. E l’ho vissuto male. Non farmi rivivere il tuo funerale un’altra volta.»
Finale inaspettato: Luca decide di fidarsi. Rimane a casa. La madre bussa alla porta della sua stanza, piange, si abbracciano. Luca spegne il telefono. Silenzio. Poi, ad un tratto dal piano di sotto, sente la voce della madre al telefono: «Pronto? Luca… sono io. Non uscire domani. Rimani a casa.»
Temi trattati: Il rimpianto, il dialogo impossibile con il sé futuro, il perdono prima che sia troppo tardi, la fragilità delle relazioni familiari nell’era degli smartphone sempre accesi.
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Bozza n°2 - Titolo: “La Consegnatrice”
Genere: Thriller nero
What If… una rider di delivery scopre che uno dei pacchi che deve consegnare contiene il cadavere di una persona che conosce?
Personaggi principali
- Sara, 28 anni, rider abusiva, ex infermiera, cinica e stanca della vita.
- Il Cliente (voce al citofono, mai visto).
La storia: Sara consegna pacchi di notte per sopravvivere. Un ordine strano: “Pacco refrigerato - Non aprire - via del Casaletto 47”. Quando arriva, il pacco pesa troppo. Si rompe in un angolo. Dentro c’è un braccio umano. Il braccio ha un tatuaggio che Sara riconosce: è di sua sorella scomparsa due anni prima.
Il Cliente risponde al citofono: «Hai visto, eh? Bene. Ora sali. Terzo piano. Non chiamare nessuno od il prossimo pacco sei tu.»
Sara sale. Il Cliente è un uomo elegante, calmo. Le spiega che sta “riparando errori del passato”.
La sorella di Sara aveva scoperto qualcosa di grosso. Ora tocca a lei finire il lavoro.
Battuta determinante del Cliente: «La verità è che tua sorella non è mai scomparsa. È solo stata… consegnata.»
Sara finge di collaborare. In realtà registra tutto con il telefono. Ma mentre cerca di scappare, scopre che il Cliente non è solo: è l’intero palazzo ad essere complice.
Finale inaspettato: Sara riesce a fuggire, chiama la polizia. Arrivano. Il pacco è sparito. Il Cliente è sparito. Ma sul suo telefono c’è un nuovo ordine: “Consegna urgente - Destinatario: Sara - Contenuto: prova che sei viva”. Ed il mittente è… sua sorella.
Temi trattati: La precarietà del lavoro di piattaforma, la scomparsa delle donne in Italia, la complicità silenziosa della società, la violenza invisibile che si nasconde dietro una porta blindata.
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Bozza n°3 - Titolo: “Il Nonno che Sapeva Troppo”
Genere: Commedia surreale
What If… un nonno di 82 anni, apparentemente rimbambito, in realtà è l’unico che sa che il mondo è finito tre giorni prima e che tutti stanno vivendo in un loop temporale creato dal nipote per non farlo morire?
Personaggi principali:
- Nonno Alfredo, 82 anni, ex meccanico, burbero ma tenerissimo.
- Matteo, 24 anni, nipote, programmatore geniale e disperato.
La storia: Matteo ha creato un’IA che ripete gli ultimi tre giorni della vita del nonno per evitargli di morire di infarto. Il loop è perfetto: tutti ripetono le stesse azioni. Tutti, tranne Nonno Alfredo.
Nonno (mentre mangia la solita pasta al pomodoro): «Matteo, lo so che è martedì. È sempre martedì da tre giorni. Quando la finiamo questa pagliacciata?»
Matteo resta di sasso. Il nonno gli spiega che ha capito tutto fin dal primo loop: il caffè versato sempre alla stessa ora, la televisione che ripete la stessa notizia. Ma ha deciso di stare al gioco perché ha capito quanto il nipote lo ama.
Battuta determinante del Nonno: «Figlio mio, se mi vuoi bene davvero, spegni ’sto coso. Lasciami morire come si deve. Un uomo deve poter salutare il mondo una volta sola.»
Finale inaspettato: Matteo spegne l’IA. Il tempo riprende a scorrere. Il nonno ha l’infarto. Ma mentre muore, sorride e dice: «Grazie per i tre martedì in più. Sono stati i più belli della mia vita.» Poi, in un sussurro: «E comunque… il prossimo loop lo faccio io.» Lo schermo diventa nero. Si sente il suono di un computer che si riaccende.
Temi trattati: L’amore filiale estremo, la paura della morte, l’illusione del controllo sulla vita, la tenerezza surreale delle famiglie italiane.
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Ecco. Tre “What If…”. Tre cortometraggi diversi che potrebbero essere girati domani. Il metodo funziona sempre perché parte da una domanda infantile ed arriva ad una verità adulta. Provatelo anche voi. Prendete un foglio, guardate fuori dalla finestra e chiedetevi: “E se…?”.
Il resto è solo scrivere. E scrivere, per noi sceneggiatori, è l’unico modo che abbiamo per tenere in vita le storie che ancora nessuno ha osato raccontare.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.





































































































































































