Le situazioni cliché nel cinema sono importanti perché agiscono come una sorta di linguaggio universale tra il film e lo spettatore. Forniscono un terreno comune di comprensione, permettendo al pubblico di riconoscere immediatamente un archetipo, una dinamica o un sentimento senza bisogno di spiegazioni prolungate. Se usate con intelligenza, possono servire come un trampolino di lancio per un'evoluzione inaspettata della trama o per una parodia ironica. Tuttavia, se usate in modo pigro e non creativo, possono rendere il film prevedibile, noioso e superficiale.
1. Cosa sono le Situazioni Cliché
Nel linguaggio cinematografico, il termine cliché indica un’idea, un’immagine o una situazione talmente ricorrente e prevedibile da risultare immediatamente riconoscibile per lo spettatore.
Quando parliamo di situazioni cliché, ci riferiamo a configurazioni narrative (azioni, scene, incontri) che compaiono così spesso nei film da diventare parte del bagaglio culturale collettivo.
Esempio generico: Il protagonista che, sotto la pioggia, corre all’aeroporto per dichiarare il suo amore prima che sia troppo tardi. Oppure: La protagonista che si taglia i capelli per mostrare il suo cambiamento.
2. Perché si usano le Situazioni Cliché
Contrariamente a quanto si pensa, i cliché non sono sempre negativi. Possono essere strumenti potenti se consapevolmente utilizzati, per diversi motivi:
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Riconoscibilità immediata – Lo spettatore comprende subito la situazione senza lunghe spiegazioni.
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Effetto emotivo garantito – Molti cliché si basano su archetipi emotivi universali (paura, amore, sacrificio).
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Comodità produttiva – Funzionano bene in film con tempi stretti di scrittura o produzione.
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Omaggio o citazione – Un regista può richiamare un cliché per rendere omaggio a un genere o a un film specifico.
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Gioco meta-cinematografico – Usare un cliché per poi sovvertirlo e sorprendere lo spettatore.
Problema: un cliché diventa fastidioso quando è usato senza variazioni o profondità, risultando pigro e prevedibile.
3. Come reinventare un cliché
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Cambio di contesto – Spostare la scena in un ambiente insolito.
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Sovversione dell’aspettativa – Lo spettatore si aspetta una cosa, ne accade un’altra.
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Cambio di punto di vista – Mostrare la stessa situazione dal lato dell’antagonista o di un personaggio secondario.
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Ibridazione di generi – Inserire un cliché di un genere in un contesto narrativo completamente diverso.
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Uso ironico o parodistico – Esagerare fino all’assurdo per creare comicità.
4. Esempi di Situazioni Cliché nei vari generi cinematografici
A) Drammatico
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Classico: Il letto d’ospedale con il personaggio che si sveglia lentamente, circondato da familiari in lacrime.
Esempio: Love Story (1970), Colpa delle stelle (2014).
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Nuovo esempio: Un personaggio si risveglia in ospedale e trova accanto solo un estraneo che gli racconta una vita che non è la sua — ma lui inizia a crederci.
B) Romantico
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Classico: La corsa disperata per impedire al treno/aereo della persona amata di partire.
Esempio: Notting Hill (1999), Sweet Home Alabama (2002).
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Nuovo esempio: Il protagonista arriva puntuale ma decide di non fermare la partenza, guardando la persona amata andare via, perché ha capito che la relazione sarebbe stata distruttiva.
C) Thriller
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Classico: L’assassino che sembra morto… ma si rialza per un ultimo attacco.
Esempio: Halloween (1978), Scream (1996).
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Nuovo esempio: Il killer si rialza, ma invece di attaccare, aiuta il protagonista a scappare da una minaccia ancora più grande.
D) Horror
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Classico: La vittima che scende da sola in cantina nonostante rumori inquietanti.
Esempio: The Conjuring (2013), Il silenzio degli innocenti (1991 – scena sotterranea).
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Nuovo esempio: Il personaggio scende in cantina per indagare, ma trova una festa a sorpresa organizzata dagli amici… che si trasforma in un incubo.
E) Azione
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Classico: L’esplosione alle spalle del protagonista che cammina senza voltarsi.
Esempio: Bad Boys II (2003), Terminator 2 (1991).
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Nuovo esempio: Il protagonista cammina mentre dietro di lui esplode qualcosa… ma si volta di scatto perché si rende conto che ha dimenticato il cellulare vicino all’esplosione.
F) Fantascienza
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Classico: La navicella spaziale che appare lentamente da dietro un pianeta.
Esempio: 2001: Odissea nello spazio (1968), Star Wars (1977).
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Nuovo esempio: Una navicella appare da dietro un pianeta, ma è una roulotte spaziale di turisti alieni in vacanza.
G) Commedia
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Classico: Il personaggio che scivola su una buccia di banana.
Esempio: decine di film slapstick anni ’20-’50.
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Nuovo esempio: Il protagonista scivola, ma la caduta provoca una reazione a catena che salva la vita di un altro personaggio.
H) Film sportivo
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Classico: L’eroe che segna il punto decisivo all’ultimo secondo.
Esempio: Coach Carter (2005), Miracle (2004).
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Nuovo esempio: L’eroe sbaglia il tiro, ma l’errore crea una situazione che porta comunque alla vittoria.
I) Avventura
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Classico: La mappa del tesoro bruciata parzialmente, costringendo i protagonisti a indovinare il resto.
Esempio: I predatori dell’arca perduta (1981).
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Nuovo esempio: La mappa è intera, ma indica un luogo che non esiste più — bisogna capire dove si è spostato nel tempo.
5. Uso consapevole nelle sceneggiature
Uno sceneggiatore può decidere di:
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Evitare il cliché per originalità.
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Abbracciarlo per creare familiarità.
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Giocarlo per sorprendere.
La chiave è l’intenzione consapevole: capire se quella situazione serve alla storia o se è solo un riempitivo.
Concludendo, le situazioni cliché non sono il nemico della creatività: sono strumenti narrativi universali, codificati nella memoria collettiva.
Il segreto sta nel saperli riconoscere, capire e manipolare per renderli freschi, sorprendenti o emozionanti, evitando la sensazione di “già visto” sterile.
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