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Terza storia - Titolo: "DOLCETTO O VERITÀ"
- Genere
Drammatico - fantasy - grottesco.
- Logline
A Napoli, durante Halloween, una giovane donna che lavora come rider riceve sul telefono sette consegne misteriose, tutte indirizzate a persone alle quali in passato ha mentito.
Ogni destinatario accetta il pacco soltanto in cambio di una verità.
All'ultima consegna scopre che il cliente è lei stessa.
- Personaggi principali
Maya, 28 anni, rider e aspirante attrice. Rapida, ironica, intelligente. Ha costruito buona parte della propria vita dicendo piccole bugie per evitare conflitti.
Luca, 31 anni, ex compagno di Maya. Non l'ha lasciata per un tradimento, ma perché non riusciva mai a sapere cosa lei desiderasse veramente.
Teresa, 62 anni, madre di Maya. Energica, invadente, affettuosa.
“Il Cliente”, figura misteriosa che invia le consegne attraverso l'applicazione. Non viene mai mostrato chiaramente.
- La storia
Napoli, sera del 31 ottobre. Maya attraversa la città sullo scooter effettuando consegne. Indossa due piccole corna rosse sopra il casco perché l'azienda ha chiesto ai rider di entrare nello spirito di Halloween.
Riceve una nuova ordinazione. L'indirizzo a cui consegnarlo è quello di sua madre Teresa. Maya pensa a una coincidenza. Deve consegna un piccolo pacco.
La madre le apre la porta e poi apre il pacchetto. Dentro c'è un biglietto: “Dolcetto o verità?” Teresa ride. Maya no.
Il telefono segnala che la consegna potrà essere completata soltanto dopo aver risposto ad una domanda. Teresa domanda se Maya sia realmente felice del lavoro che fa. Maya risponde automaticamente sì.
L'applicazione segnala: RISPOSTA NON VALIDA.
Maya pensa ad un malfunzionamento.
Alla fine ammette: “No.”
Ora la consegna è completata.
Arriva un secondo ordine. Destinatario: una vecchia amica alla quale Maya aveva detto di non poter partecipare al matrimonio perché era malata. In realtà era gelosa. Deve confessarlo.
Terzo ordine. Un ex datore di lavoro.
Quarto. Una sorella.
Ogni consegna è legata ad una piccola menzogna. Maya comincia a diventare inquieta. Tenta di disconnettersi. Ma l'app si riapre da sola. Prova a spegnere il telefono. Rimane acceso.
Le strade sono piene di persone mascherate. Maya ha la sensazione che alcune figure la stiano seguendo.
La sesta consegna è per Luca. Non lo vede da quasi un anno. Arriva davanti al suo appartamento.
Luca apre. Anche lui trova il biglietto. La domanda è semplice: “Perché te ne sei andata?”
Maya risponde che la relazione non funzionava. L'applicazione segnala: RISPOSTA NON VALIDA.
Maya dice che avevano obiettivi diversi. RISPOSTA NON VALIDA.
Alla fine ammette: “Perché avevo paura che tu mi conoscessi davvero.”
Il telefono vibra: CONSEGNA COMPLETATA.
Luca non dice nulla. Maya sta per andarsene. Lui le domanda: “E adesso?” Maya risponde: “Adesso almeno non sto mentendo.”
Arriva l'ultima consegna. Il destinatario è: MAYA RUSSO.
L'indirizzo conduce ad una piccola piazza quasi vuota. Al centro c'è una panchina. Su di essa un pacco. Maya si avvicina. Il pacco contiene uno specchio. Sul retro c'è scritto: “Ultima consegna.”
Il telefono mostra una domanda: “Qual è la bugia che racconti più spesso?”
Maya pensa. Poi comprende. Si guarda nello specchio. Dice: “Che va tutto bene.”
Il telefono si spegne. La città sembra improvvisamente silenziosa.
Una bambina mascherata da strega passa con il padre. La guarda.
Bambina:
«Dolcetto o scherzetto?»
Maya sorride.
Maya:
«Verità.»
La bambina non capisce.
Il padre la trascina via.
* Le sette scene fondamentali
Scena 1 - La prima consegna
Teresa:
«Sei felice?»
Maya:
«Certo.»
Il telefono:
RISPOSTA NON VALIDA.
Maya guarda lo schermo.
Teresa:
«Il telefono mi sta già simpatico.»
Scena 2 - La vecchia amica
Amica:
«Avevi trentanove di febbre.»
Maya:
«Era una febbre... emotiva.»
Amica:
«Riprova.»
Scena 3 - Il tentativo di fuga
Maya spegne il telefono. Il display si riaccende.
Appare: NON È POSSIBILE SALTARE LA CONSEGNA.
Maya sussurra:
Maya:
«Io mi licenzio.»
Il telefono: CONSEGNA ASSEGNATA.
Scena 4 - Luca
Luca:
«Perché sei qui?»
Maya:
«Sto lavorando.»
Luca:
«Con te è sempre stato il problema.»
Scena 5 - La verità
Maya:
«Avevo paura che mi conoscessi davvero.»
Luca la osserva.
Luca:
«Io avevo paura del contrario.»
Scena 6 - Lo specchio
Maya legge: “Qual è la bugia che racconti più spesso?”
Silenzio.
Maya:
«Che va tutto bene.»
Il telefono si spegne.
Scena 7 - La bambina
Bambina:
«Dolcetto o scherzetto?»
Maya la guarda.
Maya:
«Verità.»
La bambina sorride
Bambina: «Quella non vale.»
Maya sorride.
Maya: «Lo so.»
* Finale
La mattina seguente Maya si sveglia. Controlla l'applicazione. Non esiste più alcuna traccia delle sette consegne.
Controlla il conto. Le sono state pagate normalmente.
Pensa quindi che qualcuno le abbia realmente ordinate.
Arriva una nuova notifica: NUOVA CONSEGNA.
Maya impallidisce. Apre l'applicazione. È per una normale pizza.
Sorride. Poi nota il nome del cliente: VERITÀ.
Taglio.
* Temi
Verità e menzogna. Paura dell'intimità. Identità. Precariato. Rapporti familiari. Autosabotaggio.
Halloween come notte delle maschere, ma anche momento nel quale una persona è costretta a togliere la propria.
* Idee per lo sceneggiatore
Le sette bugie non devono essere tutte gravi. Anzi, è più interessante partire da piccole bugie quotidiane e arrivare gradualmente alla vera menzogna che Maya racconta a se stessa.
Potremmo ridurre le consegne visibili a quattro e suggerire le altre attraverso montaggio per contenere la durata. L'app misteriosa non deve avere spiegazione.
* Per la Regia
Napoli può essere raccontata soprattutto attraverso pochi esterni strategici: i vicoli; la piazzetta; i portoni; le strade illuminate. Non bisogna girare continuamente intorno ai monumenti.
La città deve sembrare vissuta. Lo scooter permette transizioni dinamiche a basso costo.
* Per gli Attori
Maya deve possedere ironia naturale. L'attrice non dovrebbe cominciare già angosciata.
All'inizio considera tutto un problema tecnico. Il passaggio dalla comicità all'inquietudine deve essere progressivo. Luca non deve essere l'ex fidanzato ferito stereotipato. Deve essere tranquillo.
Proprio questa calma costringe Maya a smettere di difendersi.
* Per la direzione della Fotografia
Utilizzare le vere decorazioni urbane di Halloween. Arancio e ambra negli esterni più festosi.
Progressivamente introdurre blu e verde nelle ultime consegne.
Nella piazza finale eliminare quasi completamente i colori di Halloween: luce semplice, naturale, quasi neutra.
La verità non ha bisogno di effetti.
* Per il Montaggio
Le prime consegne possono avere ritmo veloce e quasi comico.
Ogni consegna dovrebbe diventare leggermente più lunga.
La sequenza con Luca deve interrompere il ritmo. Pochissimi tagli. Molti primi piani.
L'ultima domanda davanti allo specchio deve avere tempo.
Nessuna musica sotto la risposta: «Che va tutto bene.»
Il silenzio deve diventare parte della battuta.
* Durata e struttura produttiva
- Durata consigliata: 15-17 minuti.
È una storia che dovrebbe possedere un ritmo piuttosto veloce.
0-2 minuti: Maya al lavoro e presentazione della città ad Halloween.
2-5 minuti: prima consegna alla madre e scoperta del meccanismo.
5-8 minuti: montaggio rapido di due o tre consegne successive.
8-12 minuti: incontro con Luca, la vera svolta emotiva.
12-15 minuti: è l'ultima consegna e specchio della realtà.
15-17 minuti: bambina, mattina successiva ed ultimo piccolo colpo di scena.
- Struttura produttiva
È apparentemente la storia con più location, ma può essere ottimizzata.
Location necessarie: strada urbana, casa della madre, un portone/appartamento per Luca, una seconda location che può rappresentare più consegne, piazza finale.
In pratica possono bastare 4 location.
Cast principale: Maya è presente quasi sempre. Teresa e Luca sono i due coprotagonisti principali.
Secondari: due o tre persone per le altre consegne.
Comparse: utili per le strade di Halloween ma non indispensabili se si gira realmente durante eventi cittadini.
Giornate di ripresa: 3.
Prima giornata: tutte le scene interne.
Seconda: esterni con scooter e consegne.
Terza: Luca, piazza finale e mattino successivo.
Permessi: è il progetto che richiede maggiore attenzione, soprattutto per scooter e riprese stradali. Per ridurre i costi si possono realizzare gli spostamenti attraverso pochi inserti senza bloccare il traffico.
Audio: radio-lavalier particolarmente utili negli esterni, sempre affiancati quando possibile da boom.
Effetti: quasi nessuno. La parte fantastica passa soprattutto attraverso grafica dello smartphone, montaggio e sound design.
Budget: basso-medio.
- Suggerimenti tecnici
Lo sceneggiatore dovrebbe mostrare soltanto le consegne davvero significative. Il regista può utilizzare lo scooter come elemento ritmico senza trasformare il corto in un videoclip. Maya deve partire ironica e diventare gradualmente vulnerabile. La fotografia può passare dall'arancione vivace di Halloween verso toni sempre più neutri. Il montaggio deve rallentare drasticamente nella scena con Luca e ancora di più davanti allo specchio.
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* Come scegliere fra le tre storie
La maschera di mia madre è la più emotiva ed intimista. Potrebbe funzionare particolarmente bene in festival perché combina un tema universale con un elemento fantastico molto controllato.
Il condominio del trentunesimo piano è probabilmente il più cinematografico e grottesco. Offre maggiori possibilità visive, ironia e critica sociale, pur rimanendo realizzabile quasi interamente in una sola location.
Dolcetto o verità è il più contemporaneo. Può rivolgersi ad un pubblico giovane, utilizzare smartphone, app, lavoro precario e relazioni moderne senza rinunciare al fantasy.
In tutti e tre i casi Halloween non dovrebbe essere soltanto la data sul calendario.
Deve diventare la ragione per cui quella storia può accadere proprio quella notte.
Questo, a nostro giudizio, è uno dei criteri più importanti quando si scrive un cortometraggio legato ad una festa o ad una ricorrenza.
Se la stessa storia potesse accadere esattamente nello stesso modo ad esmpio il 15 aprile, probabilmente Halloween sarebbe soltanto decorazione.
Se invece maschere, memoria dei morti, travestimenti, porte aperte agli sconosciuti, scherzi e confine tra realtà e fantasia modificano realmente il comportamento dei personaggi, allora Halloween è diventato parte della drammaturgia.
Ed è in quel momento che il corto smette di essere semplicemente “ambientato ad Halloween” e diventa veramente una storia di Halloween.
* Confronto produttivo finale
Tra le tre proposte, La maschera di mia madre è quella produttivamente più semplice: pochi attori, una location dominante e quasi nessun esterno. Potrebbe essere realizzata bene anche con una piccola troupe e due giornate di ripresa.
Il condominio del trentunesimo piano richiede maggiore lavoro scenografico e qualche comparsa, ma permette di concentrare quasi tutte le riprese nello stesso edificio. È probabilmente la soluzione con il miglior rapporto tra ricchezza visiva e costi.
Dolcetto o verità richiede invece una produzione leggermente più complessa per gli esterni, gli spostamenti e le differenti location, ma può essere resa molto dinamica e contemporanea senza effetti costosi.
Per tutti e tre i cortometraggi suggeriremmo una troupe essenziale di poche persone, un numero di giornate compreso tra 2 e 3, una attrezzatura leggera, una preparazione fotografica accurata e soprattutto una solida preproduzione.
La vera economia non nasce infatti dal togliere o mettere indiscriminatamente mezzi durante le riprese.
Nasce dal sapere prima: cosa girare, dove girarlo, con quali attori, con quale luce, per quanto tempo e con quale funzione narrativa.
È questa organizzazione che permette ad un cortometraggio di 15-20 minuti, anche realizzato con un budget contenuto, di apparire molto più ricco e professionale di quanto sia costato realmente.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarla ed a personalizzarla, arricchendola con dettagli e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare questa bozza in una nuova sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.










