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Terza storia - Titolo: "La cartella blu"
- LOGLINE: Un impiegato trova per caso sulla scrivania del proprio superiore una cartella riservata e, incapace di resistere alla curiosità, scopre una frode aziendale che lo costringe a scegliere tra la sicurezza della propria carriera e la propria coscienza.
- GENERE: Thriller psicologico, drammatico.
- TEMI AFFRONTATI: La responsabilità morale, il potere, il compromesso, la paura di perdere il lavoro, il confine tra curiosità e invasione, il coraggio.
- PERSONAGGI PRINCIPALI
Marco ha trentasei anni. È un funzionario amministrativo preciso e ambizioso. Vuole essere promosso e cerca sempre di evitare i conflitti.
Riccardo ha quarantotto anni ed è il responsabile dell'ufficio. È elegante, intelligente e apparentemente molto disponibile con tutti.
Sara ha trentaquattro anni ed è collega di Marco. È più impulsiva e sospetta da tempo che alcune operazioni economiche dell'azienda siano poco trasparenti.
* IL RACCONTO DELLA STORIA
È tardo pomeriggio. Quasi tutti hanno lasciato l'ufficio.
Marco entra nella stanza di Riccardo per lasciare alcuni documenti. Riccardo non c'è.
Sulla scrivania vede una cartella blu. Sopra è scritto "riservato". Marco dovrebbe semplicemente uscire. Invece nota all'interno il nome di una società che conosce.
È una società che fornisce servizi all'azienda. Marco ha appena verificato alcune sue fatture. Qualcosa non coincide.
Apre la cartella. Trova fatture duplicate. Bonifici. Documenti firmati. Una società appartiene indirettamente al fratello di Riccardo.
Marco sente un rumore nel corridoio. Chiude rapidamente tutto. Quella notte non riesce a dormire. Il giorno seguente parla con Sara. Non le racconta ancora tutto.
Le chiede soltanto che cosa farebbe se scoprisse qualcosa che potrebbe mettere in pericolo il proprio lavoro. Sara capisce che sta parlando di qualcosa di concreto.
Marco torna nella stanza di Riccardo. La cartella è sparita. Riccardo lo invita a sedersi. Gli comunica che presto potrebbe arrivare una promozione.
Marco capisce immediatamente. Non sa se Riccardo sappia che lui ha letto i documenti. La tensione aumenta.
Marco scopre che alcune firme false potrebbero far ricadere la responsabilità proprio su di lui.
La curiosità iniziale diventa quindi sopravvivenza. Marco copia alcune prove. Riccardo lo affronta. Gli offre una scelta.
Dimenticare tutto e ottenere la promozione. Oppure parlare e mettere in pericolo anni di carriera.
Marco rimane solo davanti al computer. Prepara una mail. Rimane per diversi secondi con il dito sopra il tasto invio.
Poi lo preme.
* SEI SCENE DETERMINANTI
- Scena della cartella.
Marco entra nell'ufficio vuoto. Guarda la cartella.
Marco legge:
"Riservato."
Sorride nervosamente.
Marco:
"Perfetto. Esattamente la parola che dovrebbe convincere una persona normale a non aprire."
Fa due passi verso la porta. Si ferma. Torna indietro.
Marco:
"Solo il primo foglio."
Apre.
- Scena con Sara.
Sara:
"Hai trovato qualcosa."
Marco:
"Non ho detto questo."
Sara:
"Quando una persona comincia una frase con 'ipoteticamente', di solito ha già fatto qualcosa."
Marco:
"Ipoteticamente, se uno vedesse dei documenti che non dovrebbe vedere..."
Sara:
"Li ha già visti?"
Marco tace.
Sara:
"Marco, la curiosità ti ha portato dentro.
Adesso devi decidere se vuoi restarci."
- Scena della promozione.
Riccardo:
"Ho pensato a te per il nuovo incarico."
Marco:
"Proprio adesso?"
Riccardo:
"Perché no?"
Marco:
"Non lo so. È improvviso."
Riccardo:
"Le occasioni importanti spesso lo sono."
Marco:
"E qualche volta arrivano nel momento sbagliato."
Riccardo lo guarda.
Riccardo:
"Oppure nel momento perfetto."
- Scena del confronto.
Marco:
"Perché ci sono fatture intestate a una società di tuo fratello?"
Riccardo rimane calmo.
Riccardo:
"Questa domanda significa che sei entrato dove non dovevi."
Marco non risponde.
Riccardo:
"Perché prima dobbiamo parlare di te."
Marco:
"Di me?"
Riccardo:
"Del fatto che hai violato documenti riservati."
Marco:
"E tu hai rubato denaro."
Riccardo:
"Vedi quanto velocemente può cambiare la definizione di colpevole?"
- Scena della proposta.
Riccardo:
"Non ti sto minacciando."
Marco:
"No?"
Riccardo:
"Ti sto offrendo una possibilità intelligente."
Marco:
"Fare finta di niente."
Riccardo:
"Continuare a vivere."
Marco:
"E la promozione?"
Riccardo:
"La chiamerei gratitudine."
Marco:
"Io la chiamerei prezzo."
Riccardo:
"Tutti abbiamo un prezzo.
La differenza è che alcuni hanno la fortuna di scoprirlo."
- Scena dell'invio.
Sara:
"Se premi quel tasto domani potrebbe cambiare tutto."
Marco:
"Lo so."
Sara:
"Potresti perdere il lavoro."
Marco:
"Lo so."
Sara:
"Hai paura?"
Marco:
"Molta."
Sara:
"Allora perché lo fai?"
Marco guarda lo schermo.
Marco:
"Perché ieri ero curioso di sapere che cosa c'era dentro una cartella."
Pausa.
Marco:
"Oggi sono curioso di sapere chi sono io quando arriva il momento di scegliere."
Preme invio.
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Non è necessario mostrare polizia, arresti o tribunali. Il finale migliore è fermarsi immediatamente dopo l'invio.
Sul monitor compare: "Messaggio inviato."
Marco rimane seduto. Il rumore dell'ufficio è quasi inesistente. Poi chiude lentamente il computer.
Non sappiamo che cosa perderà. Sappiamo però che ha scelto chi vuole essere.
La curiosità lo ha fatto entrare nella storia. La coscienza gli ha impedito di uscirne in silenzio.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
Questa storia potrebbe essere realizzata quasi interamente in un ufficio. La cartella blu deve essere molto riconoscibile.
È importante che Riccardo non sia un cattivo caricaturale. Deve essere calmo, ragionevole e persino convincente.
Più appare normale, maggiore sarà la tensione. La suspense nasce soprattutto dagli sguardi, dalle pause e dai rumori dell'ufficio vuoto.
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Quarta storia - Titolo: "Il quaderno delle domande"
- LOGLINE: Un vedovo sessantenne compra per curiosità un vecchio quaderno vuoto e scopre che ogni domanda scritta durante la notte riceve misteriosamente una risposta nella grafia della moglie morta tempo prima.
- GENERE: Fantasy intimista, drammatico, sentimentale.
- TEMI AFFRONTATI: Il lutto, il bisogno di lasciar andare, la memoria, l'amore, il rapporto tra realtà e desiderio, la capacità di ricominciare.
- PERSONAGGI PRINCIPALI
Antonio ha sessantadue anni. Era insegnante di lettere. Da quando la moglie Laura è morta due anni prima vive quasi completamente isolato.
Laura non compare fisicamente nel presente, ma la sua personalità emerge attraverso le misteriose risposte scritte nel quaderno.
Giulia ha trent'anni ed è la proprietaria della piccola libreria dell'usato dove Antonio compra il quaderno.
* LA STORIA
Antonio entra in una libreria dell'usato per ripararsi dalla pioggia. Non aveva intenzione di comprare nulla. Mentre aspetta che smetta di piovere sfoglia alcuni vecchi libri. In fondo ad uno scaffale trova un quaderno completamente vuoto. La copertina porta soltanto una frase: "Scrivi quello che non hai mai avuto il coraggio di chiedere."
Antonio sorride. Lo compra per pochi euro. Quella sera lo lascia sul comodino. Prima di dormire apre la prima pagina.
Scrive una domanda: "Laura, eri arrabbiata con me?" Laura era sua moglie. È morta due anni prima.
Antonio considera immediatamente quel gesto ridicolo. Chiude il quaderno.
La mattina seguente lo apre. Sotto la domanda trova una frase: "Sì. Ma non per la ragione che pensi."
Antonio rimane senza respiro. La grafia sembra quella di Laura. Pensa ad uno scherzo.
Torna dalla libraia. Giulia dice di non sapere nulla. Antonio scrive una seconda domanda: "Perché eri arrabbiata?"
La mattina seguente trova la risposta: "Perché avevi già cominciato a vivere come se io fossi morta."
Antonio continua. Ogni notte pone una domanda. Ogni mattina arriva una risposta. Le risposte però diventano sempre meno consolatorie. Laura gli ricorda le passeggiate che non facevano più. Gli amici che Antonio aveva smesso di frequentare. Il viaggio che continuavano a rimandare.
Poi Antonio pone la domanda più difficile: "Che cosa devo fare adesso?"
Il giorno dopo il quaderno rimane vuoto.
Antonio si arrabbia. Scrive nuovamente. Nessuna risposta. Torna dalla libraia.
Giulia gli dice una cosa semplice. Che forse alcune domande non devono ricevere una risposta dal passato. Antonio comprende.
L'ultima sera scrive: "Laura, posso andare avanti?"
La mattina seguente trova una sola parola: "Finalmente."
* SEI SCENE DETERMINANTI
- Scena della libreria.
Giulia:
"Quel quaderno è vuoto."
Antonio:
"Me ne ero accorto."
Giulia:
"Allora perché lo guarda da dieci minuti?"
Antonio:
"Perché sulla copertina c'è una domanda."
Giulia:
"In realtà c'è un invito."
Antonio:
"Peggio."
Giulia:
"Perché?"
Antonio:
"Perché alle domande si può non rispondere.
Agli inviti bisogna decidere."
- Scena della prima risposta.
Antonio legge.
Antonio:
"Non è possibile."
Controlla la grafia.
Antonio:
"Laura?"
Silenzio.
Antonio:
"Se questo è uno scherzo, non è divertente."
Rilegge.
Antonio:
"E se non lo è, è ancora peggio."
- Scena della seconda domanda.
Antonio scrive lentamente.
Antonio:
"Perché eri arrabbiata con me?"
Il mattino seguente legge.
Laura, nel quaderno:
"Perché avevi paura di perdermi molto prima di perdermi davvero."
Antonio chiude gli occhi.
Antonio:
"Io cercavo di proteggermi."
Laura:
"No. Cercavi di soffrire in anticipo."
- Scena del viaggio mancato.
Antonio legge una nuova risposta.
Laura:
"Avevamo comprato quella guida della Scozia."
Antonio:
"Non avevi più le forze."
Laura:
"Quando le avevo, eri tu a non avere tempo."
Antonio:
"Avevo paura."
Laura:
"La paura è diventata la nostra destinazione."
Antonio appoggia lentamente la penna.
- Scena con Giulia.
Antonio:
"Il quaderno non risponde più."
Giulia:
"Forse ha finito."
Antonio:
"Non può finire adesso."
Giulia:
"Perché?"
Antonio:
"Perché non so che cosa devo fare."
Giulia:
"Forse è proprio questa la risposta."
Antonio:
"Non capisco."
Giulia:
"Finché il quaderno rispondeva, parlava il passato.
Adesso tocca a lei."
- Scena finale.
Antonio scrive.
Antonio:
"Posso andare avanti?"
La mattina successiva legge:
Laura:
"Finalmente."
Antonio sorride e piange contemporaneamente.
Chiude il quaderno.
Prende dalla libreria di casa la vecchia guida della Scozia.
Antonio:
"Va bene."
Pausa.
Antonio:
"Questa volta parto."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Il mistero non deve essere spiegato. Non dobbiamo sapere se il quaderno fosse davvero magico.
Potrebbe essere soltanto il modo attraverso il quale il protagonista trova finalmente il coraggio di rispondere da solo.
L'ultima immagine potrebbe mostrare Antonio uscire di casa con una piccola valigia.
Sul tavolo rimane il quaderno chiuso. Una pagina si muove leggermente per una corrente d'aria. Niente di più.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
È un fantasy che può essere realizzato con un budget molto basso. Non servono effetti speciali.
La magia nasce semplicemente dalla comparsa della scrittura. È fondamentale non mostrare mai Laura come fantasma. Il mistero perderebbe forza.
Il vero centro della storia è il lutto.
Il quaderno è soltanto lo strumento che permette ad Antonio di parlare finalmente con se stesso.
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Quinta storia - Titolo: "L'ultima luce del cinema"
- LOGLINE: Un giovane fotografo vede ogni domenica una donna anziana lasciare un mazzo di fiori davanti ad un cinema abbandonato e, spinto dalla curiosità, scopre una storia che finirà per cambiare il suo rapporto con il lavoro, con la città e con il proprio futuro.
- GENERE: Drammatico, poetico, sociale.
- TEMI AFFRONTATI: La memoria collettiva, il cinema, il valore dei luoghi, le passioni abbandonate, il rapporto tra generazioni, la comunità.
- PERSONAGGI PRINCIPALI
Andrea ha trentatré anni ed è fotografo. Guadagna fotografando appartamenti per agenzie immobiliari. Un tempo desiderava diventare fotografo di scena e regista, ma ha lentamente smesso di provarci.
Teresa ha settantotto anni ed è stata cassiera e successivamente proiezionista di un piccolo cinema di quartiere chiamato Aurora.
Davide ha quarant'anni e gestisce un bar davanti all'ex cinema. Conosce Teresa da molti anni.
* LA STORIA
Andrea sta fotografando un appartamento da mettere in vendita. Dalla finestra vede una donna anziana attraversare la strada. La donna raggiunge un vecchio cinema chiuso. Depone un piccolo mazzo di fiori davanti all'ingresso.
Andrea non ci pensa molto. La domenica successiva si trova casualmente nella stessa zona. La donna torna. Ancora fiori davanti all'ingresso del cinema.
Andrea diventa curioso. Chiede informazioni al barista. Scopre che Teresa lavorava nel cinema Aurora. Il cinema è chiuso da quindici anni.
Andrea decide di parlarle. Teresa inizialmente reagisce male. Gli dice che non sono affari suoi. Andrea lascia perdere.
Ma la settimana successiva torna. Questa volta porta con sé una vecchia macchina fotografica analogica.
Teresa accetta di parlargli. Racconta che il marito aveva lavorato come proiezionista. Con la grave malattia dell'uomo, era stata lei stessa ad imparare quel mestiere.
La donna gli dice: "Ogni domenica sera proiettavano l'ultimo spettacolo insieme".
Il mazzo di fiori non è però dedicato al marito. È dedicato al cinema. Teresa considera quel luogo come una persona morta.
Andrea rimane colpito. Chiede di poter fotografare l'interno. Teresa possiede ancora una vecchia chiave. Entrano. Polvere. Poltrone rovinate. Manifesti. Una cabina di proiezione ancora quasi intatta.
Andrea comincia a fotografare. Per la prima volta dopo molti anni non sta lavorando per qualcuno. Sta fotografando perché qualcosa lo emoziona.
Teresa trova una vecchia bobina. Non sanno se sia ancora utilizzabile.
Davide il barista procura un piccolo proiettore digitale.
Andrea decide di organizzare una proiezione simbolica davanti all'ingresso. Invitano alcune persone del quartiere. All'inizio arrivano in pochi. Poi sempre di più.
Andrea fotografa i volti. Il cortometraggio termina con una parete bianca sulla quale viene proiettata una vecchia immagine cinematografica.
Teresa guarda lo schermo. Andrea guarda Teresa. Ha finalmente trovato qualcosa che vuole raccontare.
* SEI SCENE DETERMINANTI
- Scena dei fiori.
Andrea:
"Mi scusi."
Teresa continua a sistemare i fiori.
Andrea:
"Per chi sono?"
Teresa:
"Perché le interessa?"
Andrea:
"Perché è la seconda volta che la vedo."
Teresa:
"Allora dovrebbe smettere di guardare."
Andrea:
"Probabilmente."
Teresa:
"E invece?"
Andrea:
"Invece sono curioso."
Teresa:
"La curiosità è una malattia pericolosa."
Andrea:
"A volte cura anche qualcosa."
- Scena con Davide.
Andrea:
"Chi è quella signora?"
Davide:
"Teresa."
Andrea:
"E perché porta i fiori a un cinema?"
Davide:
"Chiedilo a lei."
Andrea:
"Ho provato."
Davide:
"E?"
Andrea:
"Mi ha praticamente mandato via."
Davide:
"Ottimo."
Andrea:
"Ottimo?"
Davide:
"Significa che sei arrivato abbastanza vicino alla storia."
- Scena della confessione.
Teresa:
"Non sono per mio marito."
Andrea:
"Pensavo..."
Teresa:
"Lo pensano tutti."
Andrea:
"Allora per chi sono?"
Teresa guarda la facciata.
Teresa:
"Per lui."
Andrea:
"Il cinema?"
Teresa:
"Lei non ha mai amato un posto?"
Andrea non risponde.
Teresa:
"Allora è ancora giovane."
- Scena dentro il cinema.
Andrea guarda la sala.
Andrea:
"È incredibile."
Teresa:
"No. È soltanto vecchio."
Andrea:
"È diverso."
Teresa:
"Quando una cosa è vecchia, tutti dicono che ha fascino.
Poi la buttano."
Andrea:
"Posso fotografarla?"
Teresa:
"Per venderla?"
Andrea:
"No."
Teresa:
"Per chi?"
Andrea prende la macchina fotografica.
Andrea:
"Non lo so ancora."
Teresa sorride.
Teresa:
"Allora puoi."
- Scena della proiezione.
Davide:
"Sono venute dodici persone."
Andrea:
"Pensavo peggio."
Teresa:
"Quando lavoravo qui dodici persone significavano una serata disastrosa."
Andrea:
"Adesso?"
Teresa osserva la gente.
Teresa:
"Adesso sembrano una folla."
Andrea:
"Forse possiamo rifarlo."
Teresa:
"Il cinema?"
Andrea:
"No. Il gesto di incontrarsi."
- Scena finale.
Teresa:
"Hai fatto tutte queste fotografie."
Andrea:
"Sì."
Teresa:
"Che cosa ne farai?"
Andrea:
"Una storia."
Teresa:
"Pensavo fossi fotografo."
Andrea sorride.
Andrea:
"Anch'io."
Teresa:
"Ed invece?"
Andrea guarda la sala illuminata dal proiettore.
Andrea:
"Forse sono ancora curioso di scoprirlo."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Questo finale deve essere soprattutto visivo.
Sul muro compare la luce del proiettore. Per un istante vediamo i volti delle persone illuminate. Teresa. Andrea. Davide. Bambini. Anziani.
La vecchia sala non è stata realmente riaperta. Ma per qualche minuto è tornata a essere un luogo vivo.
Andrea scatta l'ultima fotografia. Poi abbassa la macchina.
Per la prima volta preferisce guardare direttamente quello che sta accadendo.
La curiosità verso una donna sconosciuta gli ha fatto ritrovare la curiosità verso la propria vita.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
Questa storia sarebbe particolarmente adatta ad un cortometraggio dedicato al cinema stesso.
La location principale dovrebbe avere una forte personalità.
Non serve necessariamente trovare un vero cinema abbandonato.
Può bastare un piccolo teatro, una sala parrocchiale od una vecchia sala trasformata scenograficamente.
La fotografia potrebbe partire con colori relativamente neutri.
Entrando nel cinema potrebbero comparire progressivamente tonalità più calde.
La luce del proiettore potrebbe diventare il simbolo conclusivo della storia.
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* Un principio comune alle cinque storie
In tutte queste proposte la curiosità compie lo stesso percorso narrativo: qualcosa attira il protagonista; il protagonista potrebbe ignorarlo; decide invece di approfondire; scopre qualcosa; la scoperta crea un problema; il problema lo obbliga a scegliere; la scelta rivela chi è veramente; il personaggio cambia.
Questa struttura è molto efficace nel cortometraggio perché permette di partire immediatamente da un elemento concreto. Una chiave. Un biglietto. Una cartella. Un quaderno. Un mazzo di fiori.
Sono oggetti semplici.
Ma dietro ognuno di essi esiste una domanda. Ed è proprio quella domanda a mettere in moto il film.
La curiosità, quindi, non dovrebbe essere considerata soltanto una caratteristica del protagonista. Può diventare la vera forza drammaturgica della sceneggiatura. Il personaggio apre qualcosa perché vuole sapere.
Poi scopre che, una volta conosciuta la verità, non può più tornare esattamente alla vita che aveva prima. Ed è proprio questo il significato più cinematografico della frase: "La curiosità... che ti rivoluziona la vita."
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.








