Benvenuti in quello che, forse, è uno dei mestieri più affascinanti, interessanti e complessi dell'industria cinematografica. Lo Scenografo (Production Designer in inglese) non è un semplice “decoratore”, ma l'architetto delle emozioni: è la persona che costruisce il mondo in cui i personaggi respirano, amano e soffrono, traducendo le parole di una sceneggiatura in spazi fisici e psicologici.
Ecco i titoli di cinque film fondamentali che bisogna assolutamente guardare, non solo per vedere la narrazione svolgersi, ma anche per potertela smontare ed osservarla attraverso una lente, il proprio punto di vista visivo: vi aiuteranno a capire e ad imparare il mestiere dello Scenografo.
* Blade Runner (1982) con Scenografia di Lawrence G. Paull (Premio Oscar)
Cosa insegna: Il World-Building e il "retro-futurismo". Paull ha creato un mondo in cui il futuro è sporco, sovraffollato e stratificato. Si impara come l'architettura, i materiali, la pioggia costante, le luci al neon ed i cavi a vista raccontano la storia politica e sociale di un'intera civiltà senza bisogno di dialoghi.
* Grand Budapest Hotel (2014) con Scenografia di Adam Stockhausen e Anna Pinnock (Premio Oscar)
Cosa insegna: La simmetria, la prospettiva e la psicologia del colore. Stockhausen usa tonalità pastello e miniature (diorami) per creare un mondo volutamente artificiale che riflette la nostalgia e la memoria del protagonista. Osserva come i set cambiano "formato" e colore per indicare epoche storiche diverse.
* Il favoloso mondo di Amélie (2001) con Scenografia di Aline Bonetto (Premio César)
Cosa insegna: Il Set Dressing (l'arredamento) e la trasformazione del quotidiano. Lo scenografo ha trasformato gli appartamenti ed i caffè parigini in spazi iper-dettagliati dove ogni soprammobile, carta da parati o macchia di umidità riflette l'interiorità, spesso solitaria o bizzarra, dei personaggi.
* 2001: Odissea nello spazio (1968) con Scenografia di Harry Lange, Anthony Masters ed Ernest Archer
Cosa insegna: L'ergonomia spaziale e la progettazione pratica (senza CGI). Kubrick ed il suo team hanno progettato set rotanti per simulare la gravità ed ambienti asettici in cui l'architettura stessa (come la stanza rossa di HAL 9000) diventa claustrofobica e minacciosa.
* Il Gattopardo (1963) con Scenografia di Mario Garbuglia
Cosa insegna: Il rigore storico e la patina del tempo. Un capolavoro del cinema italiano dove lo scenografo ha curato il degrado, la polvere, i tendaggi pesanti e gli affreschi scrostati dei palazzi siciliani, mostrando visivamente la decadenza di un'intera classe sociale.
* Guida pratica per diventare uno Scenografo cinematografico
Mentre le luci sul set si abbassano ed il regista grida “Azione”, si registra tutto quello che apparirà agli occhi del pubblico che guardando il film non fisserà le pareti o l’arredamento: seguirà la storia guardando recitare gli attori. Tuttavia, se quegli attori appaiono realistici, è perché lo spazio che li circonda lo consente. Quel mondo visivo può essere ottenuto solo dallo scenografo cinematografico.
Ma cosa precisamente fa lo Scenografo, e soprattutto, come si può imparare?
Il "Production Designer" lavora a stretto contatto con il Regista ed il Direttore della Fotografia (DoP). Il suo lavoro inizia mesi prima delle riprese. Legge la sceneggiatura, ne estrae i temi emotivi e progetta l'intero mondo visivo.
Sotto la sua direzione lavora un esercito di altri professionisti come l'Art Director, il suo braccio destro tecnico, colui che gestisce i costi, i permessi e la costruzione fisica dei set. Ed il Set Decorator (Arredatore) cioè colui che sceglie i mobili, i tappeti ed i quadri ed anche il Prop Master (Attrezzista) ovvero quello che crea o trova gli oggetti che gli attori toccano (una lettera, una pistola, una tazzina di caffè).
Il percorso: come entrare nel Reparto
Non esiste una sola strada, ma alcune tappe sono quasi obbligatorie:
N° 1. La formazione Accademica: in Italia, i percorsi d'elezione sono le Accademie di Belle Arti (corsi di Scenografia) o le scuole di cinema d'eccellenza come il Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) a Roma o la Civica Luchino Visconti a Milano. Qui si impara storia dell'arte, architettura, illuminotecnica e disegno tecnico.
N° 2. Gli Strumenti del Mestiere: oggi non basta saper disegnare a mano, bisogna saper padroneggiare software CAD per le planimetrie (come AutoCAD, Vectorworks), programmi di modellazione 3D (SketchUp, Rhino) e suite grafiche (Photoshop) per creare i Moodboard ed i Concept Art da presentare ai registi.
N° 3. La Gavetta: nessuno inizia come Scenografo su un lungometraggio, ma si entra nei reparti come "assistente scenografo", o disegnatore CAD, od aiutante nel reparto Props* (costruendo oggetti di scena). Nei primi anni si passa molto tempo nei mercatini dell'usato, nei ferramenta o a pitturare muri di compensato nei teatri di posa.
Ecco 4 esercizi pratici per iniziare a "Fare" lo Scenografo oggi
Per praticare questo mestiere non serve subito lavorare in un set cinematografico, ma serve prima di tutto allenare l'occhio e la logica narrativa degli spazi. Ecco quattro esercizi che si possono fare anche a casa.
- Esercizio n°1: L'Autopsia della scena (Script Breakdown)
Prendi una pagina di sceneggiatura di un film che ami o scrivi una scena di 3 righe (esempio: "Marco entra nel suo appartamento, è esausto, si versa un bicchiere d'acqua e fissa il telefono").
- Cosa fare? Occorre un elenco analitico (breakdown) di tutto ciò che deve esserci fisicamente nel set.
- Architettura: Com'è la porta? C'è la catena? Le pareti sono scrostate od asettiche?
- Luci: Entra luce dal neon della strada od è buio pesto?
- Props: Il bicchiere è di cristallo elegante o di plastica da discount? Il telefono è un vecchio modello con il filo attorcigliato od un cellulare moderno con il vetro rotto?
- Obiettivo: Capire che ogni singolo oggetto è una scelta narrativa che rivela chi è Marco.
- Esercizio n°2: La stanza Silente (Character design tramite Set dressing)
Scegli un personaggio fittizio (esempio: un'anziana ex-ballerina che vive di ricordi, oppure un hacker paranoico di 20 anni).
- Cosa fare? Progetta e disegna (o crea un fotomontaggio su Photoshop) il comodino o la scrivania di questa persona. Non puoi usare parole per descriverlo.
- Esempio pratico: Per l'hacker paranoico, userai un set illuminato solo dai monitor, con cavi nascosti con nastro isolante, tende oscuranti pesanti, lattine di energy drink disposte in modo quasi ossessivo-compulsivo, ed una piccola telecamera di sicurezza puntata sulla porta. Lo spazio "recita" al posto dell'attore.
- Esercizio n°3: Lo Scouting urbano (Il taccuino del Cacciatore)
Lo scenografo deve avere un archivio visivo immenso nella sua testa.
- Cosa fare? Esci di casa e vai in luoghi con "carattere": una vecchia farmacia, un bar della stazione, un palazzo in ristrutturazione, un ospedale.
- L'azione: Scatta foto non ai panorami, ma ai dettagli. Le venature di un linoleum consumato, il modo in cui la luce filtra da una veneziana impolverata, i colori delle piastrelle degli anni '70. Crea sul tuo computer un database diviso per epoche (anni '50, '80, medioevo, ecc.) e materiali (legno marcio, metallo lucido, cemento, ecc.). Quando un regista ti chiederà "un luogo che trasmetta abbandono", saprai esattamente dove andare e cosa presentare.
- Esercizio n°4: Il Moodboard emotivo
Un regista non ti chiederà "voglio un muro verde". Ti dirà: "Voglio che questa scena trasmetta la sensazione di un ricordo malato e febricitante".
- Cosa fare? Impara a creare Moodboard (cioè bacheche visive). Cerca su riviste d'arte, Pinterest od archivi fotografici texture, palette di colori e riferimenti pittorici (esempio: i quadri di Edward Hopper per la solitudine, oppure Francis Bacon per la violenza) per tradurre le emozioni astratte in riferimenti visivi concreti da mostrare al tuo team.
L'ultimo consiglio: il più importante
Guarda i film senza audio. Togliendo le parole e la musica, il cervello sarà costretto a concentrarsi esclusivamente su ciò che vede: su come cioè l'ambiente "schiaccia" o "libera" i personaggi, su come le ombre tagliano una stanza, su come un oggetto appoggiato su un tavolo prepari lo spettatore al dramma che sta per esplodere.
Quello è il linguaggio dello Scenografo. Impara a parlarlo.








