OPPO FIND X10 PRO MAX PER REALIZZARE UN CORTO
Perché può essere una scelta molto interessante
per un filmmaker che vuole fare un salto di qualità
L'OPPO Find X10 Pro Max non va considerato semplicemente uno smartphone capace di registrare buoni video. Per un filmmaker che abbia già realizzato i primi cortometraggi e cominci a ragionare in termini di regia, fotografia, montaggio e color grading, possiede alcune caratteristiche che lo rendono molto più vicino ad una piccola videocamera professionale tascabile.
Utilizza tre fotocamere posteriori da 200 MP: un ultra-grandangolare equivalente a 13 mm, una principale equivalente a 24 mm f/1,5 e un teleobiettivo equivalente a 70 mm f/2,1. La principale dispone di sensore da circa 1/1,3", mentre ultra-wide e tele utilizzano sensori da 1/1,56". La fotocamera principale ed il tele dispongono inoltre di stabilizzazione ottica.
Tutte e tre le fotocamere posteriori possono registrare fino a 4K 120 fps e 8K 30 fps; sono disponibili Dolby Vision, O-Log2, modalità Video Pro e, soprattutto, la registrazione Open Gate, cioè utilizzando una porzione molto più ampia del sensore per decidere eventualmente l'inquadratura definitiva in fase di montaggio. OPPO dichiara inoltre fino a 17 stop di gamma dinamica sul sensore principale; questo dato va letto come dichiarazione del produttore e non necessariamente confrontato direttamente, con la stessa metodologia, con i 17 stop dichiarati da una cinepresa professionale.
Per noi la caratteristica realmente interessante non sono quindi i 200 megapixel.
Nel cinema interessano molto di più la qualità del movimento; la gamma dinamica; la possibilità di controllare esposizione e messa a fuoco; la coerenza cromatica fra le focali; la registrazione Log; la capacità di lavorare seriamente in postproduzione.
Ed è proprio qui che il Find X10 Pro Max diventa interessante.
PERCHÉ PUÒ CONVENIRE A UN FILMMAKER
Il primo vantaggio è evidente: è sempre disponibile. Una cinepresa richiede corpo macchina, ottiche, batterie, schede, eventualmente monitor, rig e accessori. Uno smartphone può invece essere estratto dalla tasca ed utilizzato immediatamente.
Questo non significa che sostituisca automaticamente una cinepresa. Significa che permette riprese che con una macchina più grande diventerebbero più lente; più evidenti; più costose; più complicate.
Pensiamo ad esempio, ad una strada affollata; una metropolitana; un piccolo bar; una scala condominiale; un'automobile; un corridoio stretto; un bagno; una ripresa molto vicina all'attore; un'inquadratura nascosta fra oggetti.
In questi casi lo smartphone possiede un vantaggio creativo reale.
Il secondo vantaggio è che le tre camere posteriori hanno ormai capacità video abbastanza omogenee. Il Pro Max può mantenere 4K60, 4K120 e 8K30 su tutte e tre le focali, riducendo uno dei problemi storici degli smartphone: una camera principale buona e le altre molto inferiori.
Il terzo vantaggio è O-Log2. Un'immagine Log appare inizialmente piatta, poco contrastata e poco satura, ma conserva la maggiore libertà nella successiva correzione colore. OPPO supporta O-Log2 insieme a LUT di anteprima, LUT personalizzate e workflow ACES, elemento particolarmente interessante per chi monterà e graderà successivamente il corto in un software professionale come DaVinci Resolve.
Il quarto vantaggio è Open Gate. Il Find X10 registra Open Gate in formato 4:3 utilizzando una quantità di sensore maggiore rispetto alla normale registrazione 16:9. OPPO dichiara il 25% di area aggiuntiva sul lato lungo e il 66% sul lato corto rispetto al normale 16:9 con EIS. Questo permette di ricavare successivamente un 16:9, un 2,39:1 oppure anche una versione verticale senza avere necessariamente previsto tutto durante la ripresa.
Per un cortometraggio destinato ai festival noi continueremmo comunque a comporre già correttamente durante le riprese. Open Gate non deve diventare una scusa per inquadrare male. È invece un'assicurazione preziosa.
LE TRE FOCALI DA CONSIDERARE COME TRE OTTICHE CINEMATOGRAFICHE
13 mm equivalente - raccontare lo spazio
Il 13 mm è veramente molto ampio. Lo utilizzeremmo per establishing shot; in interni molto piccoli; in corridoi; dentro le automobili; in architettura; con movimenti in avanti; in inquadrature volutamente deformate o inquietanti.
Può essere particolarmente interessante in una commedia grottesca od in un thriller, perché avvicinando molto la macchina ad un personaggio otteniamo una deformazione prospettica evidente.
Non lo utilizzeremmo normalmente per un primo piano tradizionale. Il naso e il centro del volto diventerebbero troppo prominenti.
Può invece essere magnifico quando vogliamo proprio che il volto diventi insolito.
24 mm equivalente - l'ottica principale del nostro cortometraggio
Se dovessimo realizzare un intero corto utilizzando una sola fotocamera del Find X10 Pro Max, sceglieremmo questa. Infatti il 24 mm è ideale per i campi medi; le figure intere; i mezzi busti ambientati; i dialoghi a due; la camera a mano; il gimbal; in interni; in esterni ed anche in scene notturne.
La sua apertura f/1,5 ed il sensore più grande delle tre lo rendono anche la scelta preferibile nelle situazioni con poca luce. Ha inoltre il vantaggio di mantenere il pubblico vicino ai personaggi senza comprimere eccessivamente lo spazio.
Per un dramma realistico può diventare tranquillamente la focale dominante.
70 mm equivalente - finalmente un vero primo piano
Questa è probabilmente la focale che rende il Find X10 Pro Max particolarmente interessante per un cortometraggio.
Il 70 mm equivalente permette i primi piani; i dettagli; i mezzi primi piani; l'isolamento del personaggio; la compressione prospettica; le riprese attraverso elementi del set; e le inquadrature da lontano senza entrare fisicamente nella scena.
È una focale eccellente per il dramma, il thriller, il romantico ed il noir.
OPPO utilizza un sensore da 1/1,56", apertura f/2,1 e stabilizzazione ottica; può inoltre mettere a fuoco fino a circa 10 cm, offrendo interessanti possibilità per dettagli molto ravvicinati.
Un volto ripreso col 70 mm apparirà generalmente più naturale e cinematograficamente gradevole rispetto allo stesso volto ripreso da pochi centimetri con il 13 mm.
LA FOCALE CHE MANCA: CIRCA 40-50 MM
Fra 24 e 70 mm rimane vuoto un intervallo importante. Lo smartphone può offrire ingrandimenti digitali intermedi, ma per un cortometraggio serio noi eviterei di utilizzare sistematicamente il 2x digitale.
I test indipendenti hanno rilevato che il video della camera principale è molto buono a 1x ma meno convincente a 2x, mentre il tele nativo a 3x/70 mm mantiene una qualità migliore.
La soluzione più cinematografica è molto semplice: occorre spostare la macchina.
Se vogliamo un'inquadratura equivalente a un normale 40-50 mm utilizziamo il 24 mm, aumentiamo leggermente la distanza. eventualmente effettuiamo un piccolo crop in postproduzione.
Se abbiamo registrato in 8K o Open Gate avremo ancora più libertà.
IL PRESET DI BASE PER UN CORTOMETRAGGIO
Per quasi tutto il film partirei dalla modalità Video Pro.
La configurazione base sarebbe: 4K - 24 fps - O-Log2 - 10 bit - bilanciamento del bianco manuale - esposizione manuale - messa a fuoco manuale o bloccata - LUT soltanto in anteprima.
Secondo i test di GSMArena, la modalità Pro aggiunge anche i 24 fps, waveform, focus peaking e monitoraggio dei livelli audio. In Italia, dove l'illuminazione elettrica lavora generalmente a 50 Hz, dovremmo utilizzare normalmente: il 24 fps + 1/50 di secondo.
Il tempo cinematograficamente ideale secondo la regola dell'otturatore a 180° sarebbe circa 1/48, ma 1/50 è estremamente vicino ed offre maggiore sicurezza rispetto al flicker provocato da numerose sorgenti europee.
Non consigliamo di utilizzare l'esposizione automatica. Nè il bilanciamento automatico del bianco. E non permetteremmo allo smartphone di cambiare esposizione durante un dialogo. Sono proprio questi piccoli cambiamenti automatici a far sembrare una ripresa “da telefono”.
LE QUATTRO SCENE-TIPO
| Scena | Focale principale | Impostazione consigliata | Indicazioni |
|---|---|---|---|
| Dialogo interno | 24 mm + 70 mm | 4K 24 fps, O-Log2, 1/50, WB manuale | 24 mm per master e two-shot, 70 mm per primi piani |
| Esterno con traffico | 24 mm, 13 mm, 70 mm | 4K 24 oppure 60 fps, O-Log2, ND | 13 mm per ambiente, 24 mm per azione, 70 mm per dettagli |
| Parco | 24 mm + 70 mm | 4K 24 fps, Open Gate se serve reframing | 24 mm per passeggiata, 70 mm per emozioni e dettagli |
| Notturna controllata | soprattutto 24 mm | 4K 24 fps, 1/50, WB bloccato, ISO più basso possibile | Illuminare il soggetto invece di alzare troppo gli ISO |
SCENA TIPO 1 - DIALOGO INTERNO
Immaginiamo due persone sedute a un tavolo. Realizzeremmo il master con il 24 mm. Non metteremmo la macchina troppo vicina. Cercheremmo profondità inserendo elementi in primo piano e sfondo.
Poi passeremmo al 70 mm per un primo piano A, poi un primo piano B e per i dettagli delle mani, degli oggetti e delle reazioni.
Impostazioni: 4K 24 fps, 1/50, O-Log2, WB manuale
Con lampade tungsteno tradizionali possiamo partire intorno ai 3200 K. Con LED daylight intorno ai 5600 K. Con luce mista potremmo scegliere intenzionalmente 4000-4500 K, ma soltanto dopo una prova.
Non cambieremmo il WB durante la scena. Il colore deve rimanere coerente fra campo e controcampo.
Sul treppiede disattiveremmo la stabilizzazione se possibile. E se lavoriamo a mano libera utilizzeremmo soprattutto OIS.
SCENA TIPO 2 - ESTERNO CON TRAFFICO
Qui lo smartphone può diventare straordinariamente utile. Con una camera cinematografica grande attirare attenzione in una strada affollata può essere problematico. Con il Find X10 possiamo muoverci rapidamente.
Utilizzeremmo il 13 mm per campo generale; il 24 mm per attore in movimento; il 70 mm per dettagli di automobili, mani, sguardi e compressioni prospettiche.
Se vogliamo un movimento normale impostare 4K 24 fps, 1/50.
Se prevediamo un rallentamento, invece: 4K 60 fps.
In timeline 24 fps, 60 fps permette un rallentamento al 40%. Per rallentamenti molto forti possiamo utilizzare 4K120. Ma attenzione: il 120 fps richiedono molta più luce e tempi di otturazione molto più brevi. Non utilizzeremmo 120 fps semplicemente perché esiste.
SCENA TIPO 3 - PARCO
Per una passeggiata fra due personaggi utilizzeremmo soprattutto il 24 mm. Una ripresa laterale con gimbal può produrre un risultato molto elegante. Per i primi piani passeremmo al 70 mm. L'erba, gli alberi e i passaggi luminosi possono creare un'elevata gamma dinamica. Qui O-Log2 diventa particolarmente utile. Con il sole forte è indispensabile un filtro ND.
Altrimenti per non sovraesporre saremmo costretti ad aumentare enormemente il tempo dell'otturatore, ottenendo un movimento troppo secco e poco cinematografico.
SCENA TIPO 4 - NOTTURNA CONTROLLATA
Questa è la situazione nella quale faremmo maggiore attenzione. Per prima cosa utilizzeremmo quasi sempre la camera principale 24 mm f/1,5. Non cercheremmo di trasformare la notte in giorno. Ma nemmeno sottoesporremmo volontariamente il Log. È un errore frequente.
Il look noir non nasce da un file povero e rumoroso. Nasce da una scena correttamente esposta e successivamente modellata attraverso luce e grading.
Per un volto utilizzeremmo una luce morbida laterale; un piccolo controluce; eventualmente negative fill; uno sfondo più scuro. Il personaggio deve essere correttamente esposto. Poi in DaVinci Resolve possiamo abbassare la scena.
Questo produce un noir molto più pulito rispetto al tentativo di registrare direttamente tutto quasi nero.
I GENERI-TIPO
- DRAMMA
Per un corto drammatico utilizzeremmo molto il 24 mm ed il 70 mm con la camera abbastanza ferma. Il 24 racconta personaggio + ambiente. Il 70 isola l'emozione. Movimenti lenti. Primi piani non troppo numerosi.
Il primo piano deve diventare importante proprio perché non viene utilizzato continuamente.
- THRILLER E NOIR
Qui possiamo sfruttare maggiormente: il 13 mm per deformazione e spazi inquietanti; il 24 mm per seguire il personaggio; ed il 70 mm per osservazione e dettagli.
Possiamo costruire inquadrature con porte; cornici; specchi; oggetti in primo piano; zone nere.
Il thriller non deve obbligatoriamente essere blu.
Una scena neutra con un'unica sorgente calda può essere molto più inquietante.
- COMMEDIA
Nella commedia useremmo soprattutto 24 mm. Permette di vedere contemporaneamente personaggio e ambiente. Questo è importante perché molte gag funzionano proprio grazie alla relazione spaziale fra persone e oggetti.
Il 13 mm può diventare molto divertente per momenti volutamente grotteschi.
Il 70 mm lo conserveremmo per reazioni e dettagli.
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