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 decidere corto da fare 600

6. Valutare il livello di complessità

- Non tutte le idee hanno lo stesso costo produttivo

L’Intelligenza Artificiale può rendere realizzabili immagini che sarebbero molto costose da girare realmente. Tuttavia, questo non significa che tutte le idee siano facili.

Una scena con una persona seduta davanti ad una finestra è generalmente più controllabile di una battaglia con cento personaggi.

Una conversazione fra due persone richiede continuità di volti, abiti, spazio, sguardi e del labiale.

Un inseguimento richiede coerenza di movimento, direzione, posizione, velocità e montaggio.

La complessità deve quindi essere valutata prima di iniziare.


- Gli elementi che aumentano la difficoltà

La complessità cresce quando aumentano certi elementi, come:

  • il numero dei personaggi;
  • il numero delle ambientazioni;
  • i cambi di costume;
  • la durata;
  • i dialoghi sincronizzati;
  • le azioni fisiche;
  • i movimenti rapidi;
  • la presenza di folle;
  • l'interazione con oggetti;
  • le trasformazioni;
  • gli effetti speciali;
  • la continuità temporale;
  • il realismo richiesto;
  • il numero di formati finali.


- Una scala semplice di complessità

Livello 1: Molto semplice

  • un solo personaggio;
  • un’unica ambientazione;
  • nessun dialogo sincronizzato;
  • azioni lente;
  • durata inferiore a un minuto;
  • voce narrante o musica.

Esempio: una donna apre una vecchia scatola e trova una fotografia.

Livello 2: Semplice

  • uno o due personaggi;
  • una o due ambientazioni;
  • poche azioni;
  • montaggio lineare;
  • durata fra uno e tre minuti.

Esempio: due sconosciuti si scambiano per errore lo stesso ombrello.

Livello 3: Medio

  • più scene;
  • dialoghi;
  • continuità di personaggi;
  • cambi di luogo;
  • durata fra tre e sette minuti;
  • presenza di effetti o compositing.

Esempio: un giovane regista dialoga con un assistente artificiale che appare sullo schermo.

Livello 4: Complesso

  • numerosi personaggi;
  • molte ambientazioni;
  • scene d’azione;
  • trasformazioni;
  • elevato realismo;
  • durata superiore a sette-dieci minuti.

Esempio: una storia di fantascienza ambientata in più epoche con città futuristiche ed inseguimenti.

Livello 5: Molto complesso

  • lungometraggio o serie;
  • continuità estesa;
  • molti dialoghi;
  • numerosi ambienti;
  • produzione mista con riprese reali, effetti, voci e personaggi generati.

È un livello che richiede organizzazione, competenze specialistiche e una vera struttura produttiva.


- Come semplificare senza impoverire

Semplificare non significa rendere banale l’idea. Significa trovare una forma produttiva più controllabile.

Una guerra interplanetaria può essere raccontata attraverso un soldato chiuso in una stanza che riceve messaggi dal fronte.

Una catastrofe mondiale può essere suggerita da una famiglia che ascolta una radio durante un blackout.

Una folla in fuga può essere sostituita da una strada vuota, una sirena e vari oggetti abbandonati.

Un viaggio di molti anni può essere rappresentato attraverso fotografie, lettere, cambiamenti di luce e voce narrante.

Spesso il fuori campo, il suono e il dettaglio sono più efficaci della rappresentazione diretta.


7. Mettere in relazione i sei elementi principali

Obiettivo, pubblico, durata, genere, piattaforma e complessità non devono essere considerati separatamente.

Ogni decisione influenza le altre.

Immaginiamo di voler realizzare un video per insegnare ai ragazzi come riconoscere una notizia falsa.

Obiettivo: 

Spiegare alcuni criteri fondamentali di verifica.

Pubblico:

Studenti fra i tredici e i sedici anni.

Durata:

Quattro minuti.

Genere:

Video didattico con tono dinamico e ironico.

Piattaforma:

Proiezione in classe e pubblicazione online.

Complessità:

Media: voce narrante, grafica, piccoli esempi recitati e schermate simulate.

Queste decisioni producono conseguenze precise:

  • il linguaggio dovrà essere chiaro;
  • il ritmo non dovrà essere troppo lento;
  • gli esempi dovranno riguardare situazioni vicine ai ragazzi;
  • il formato potrà essere 16:9;
  • sarà necessario inserire sottotitoli;
  • le scene recitate dovranno essere brevi;
  • non serviranno ambientazioni complesse.


- Quando gli elementi sono in conflitto

Supponiamo di avere:

  • durata: trenta secondi;
  • obiettivo: spiegare tutta la storia del cinema;
  • pubblico: principianti;
  • piattaforma: smartphone;
  • genere: documentario dettagliato.

Queste condizioni sono incompatibili.

Occorre modificare almeno uno o più elementi.

Possibili soluzioni:

  • aumentare la durata;
  • ridurre l’argomento;
  • dividere il progetto in episodi;
  • trasformarlo in un teaser;
  • concentrarsi su un singolo periodo storico.

La buona progettazione consiste anche nel riconoscere ciò che non può essere fatto bene nelle condizioni disponibili.

 

8. Un metodo operativo in dieci domande

Prima di iniziare la produzione, è utile compilare una scheda preliminare.

Domanda 1: Che cosa voglio raccontare o spiegare?

Risposta sintetica, possibilmente in una frase.

Domanda 2: Quale risultato voglio ottenere?

Informare, emozionare, convincere, divertire, insegnare o promuovere.

Domanda 3: Chi è lo spettatore principale?

Indicare età, interessi e livello di conoscenza.

Domanda 4: Dove si vedrà il video?

Sala, telefono, computer, televisione, classe, sito o social network.

Domanda 5: Quanto deve durare?

Scegliere una durata realistica.

Domanda 6: Quale genere e quale tono userò?

Per esempio: commedia malinconica, thriller realistico, video didattico dinamico.

Domanda 7: Qual è l’immagine più importante?

Ogni progetto dovrebbe avere almeno un’immagine centrale capace di rappresentarlo.

Domanda 8: Qual è l’azione principale?

Il protagonista deve fare qualcosa di visibile e concreto.

Domanda 9: Quali sono gli elementi più difficili da realizzare?

Dialoghi, folla, trasformazioni, ambienti, continuità o azioni.

Domanda 10: Come posso semplificare?

Ridurre personaggi, luoghi, durata, dialoghi o azioni senza perdere il significato.

 

9. Tre esempi completi di progettazione


1° Esempio: Video didattico per principianti

Idea

Spiegare la differenza fra campo lungo, campo medio e primo piano.

Obiettivo

Far comprendere come cambia il significato di una scena attraverso l’inquadratura.

Pubblico

Ragazzi e adulti che non hanno conoscenze cinematografiche.

Durata

Tre minuti.

Genere e tono

Didattico, chiaro, visivo, leggermente ironico.

Piattaforma

YouTube e proiezione in aula.

Formato

16:9.

Complessità

Bassa.

Soluzione produttiva

Utilizzare lo stesso personaggio nella stessa stanza e mostrare tre versioni della scena:

  1. campo lungo, per descrivere l’ambiente;
  2. campo medio, per mostrare l’azione;
  3. primo piano, per evidenziare l’emozione.

Una voce narrante spiega le differenze.

Vantaggio

La continuità è facile da controllare perché cambiano soltanto l’inquadratura e la distanza.


2° Esempio: Cortometraggio drammatico

Titolo provvisorio

“L’ultima chiamata”

Idea

Una donna riceve ogni sera una telefonata muta dallo stesso numero. Alla fine scopre che il telefono apparteneva alla madre scomparsa.

Obiettivo

Raccontare il rapporto fra memoria, lutto ed il bisogno di ascoltare ancora una persona amata.

Pubblico

Adulti e giovani adulti interessati al cinema narrativo.

Durata

Cinque minuti.

Genere e tono

Dramma con elemento misterioso. Tono intimo e malinconico.

Piattaforma

Festival, YouTube, proiezioni culturali.

Formato

16:9 cinematografico.

Complessità

Media.

Elementi difficili

  • continuità del volto;
  • espressioni credibili;
  • telefono sempre uguale;
  • costruzione del mistero;
  • equilibrio fra spiegazione e ambiguità.

Semplificazione

Un solo personaggio visibile, un’unica abitazione, nessun dialogo sincronizzato. La madre viene evocata attraverso fotografie, voce registrata e oggetti.

Struttura possibile

  1. prima chiamata;
  2. ripetizione nelle sere successive;
  3. ricerca del numero;
  4. scoperta;
  5. ultima chiamata;
  6. silenzio finale.


3° Esempio: Spot per una piccola attività

Prodotto

Laboratorio artigianale di restauro fotografico.

Obiettivo

Convincere il pubblico a recuperare vecchie fotografie di famiglia.

Pubblico

Adulti fra i trentacinque ed i settant’anni.

Durata

Quarantacinque secondi.

Genere e tono

Promozionale, emotivo, elegante.

Piattaforma

Sito internet, social network, schermo nel negozio.

Formato

Versione 16:9 e adattamento 9:16.

Complessità

Bassa o media.

Concetto visivo

Una vecchia fotografia rovinata viene osservata da una donna. Il volto fotografato diventa gradualmente più leggibile. La donna riconosce la madre da giovane.

Voce narrante

Alcune immagini non sono soltanto fotografie. Sono persone che aspettano di essere ricordate.

Chiusura

Nome del laboratorio ed invito a richiedere una valutazione.

Problema da evitare

Mostrare troppi esempi di restauro in pochi secondi. È preferibile concentrarsi su una sola storia emotiva.

 

10. Problemi frequenti e soluzioni

- Problema: “Ho troppe idee”

Soluzione:

Non scegliere necessariamente l’idea più spettacolare. Scegliere quella che possiede:

  • un obiettivo chiaro;
  • un’immagine forte;
  • una durata controllabile;
  • pochi elementi essenziali;
  • un finale comprensibile.

Le altre idee possono essere conservate per progetti futuri.

- Problema: “Non so quale pubblico scegliere”

Soluzione:

Immaginare una persona concreta.

Non pensare a “tutti gli utenti di internet”, ma ad: Una ragazza di sedici anni interessata al cinema, che vede il video sul suo telefono durante una pausa.

Questa immagine mentale rende più semplici molte decisioni.

- Problema: “La storia è troppo lunga”

Soluzione:

Individuare il momento nel quale cambia qualcosa.

Invece di raccontare tutta la vita di un personaggio, mostrare:

  • una decisione;
  • un incontro;
  • una scoperta;
  • un addio;
  • una telefonata;
  • un gesto.

- Problema: “Il progetto è troppo difficile”

Soluzione:

Ridurre:

  • i personaggi;
  • leambientazioni;
  • i dialoghi;
  • le azioni fisiche;
  • gli effetti;
  • i cambi di costume.

Aumentare invece:

  • l'uso del suono;
  • i dettagli;
  • la voce narrante;
  • le ellissi;
  • gli oggetti simbolici.

- Problema: “Non so quale genere scegliere”

Soluzione:

Chiedersi quale emozione principale dovrebbe provare lo spettatore:

  • divertimento;
  • paura;
  • curiosità;
  • tenerezza;
  • tristezza;
  • tensione;
  • meraviglia.

L’emozione desiderata aiuterà a individuare genere e tono.

- Problema: “Voglio pubblicarlo ovunque”

Soluzione:

Scegliere prima una versione principale.

Successivamente preparare adattamenti specifici. Non limitarsi a tagliare automaticamente il fotogramma: ricontrollare testi, composizione, ritmo e leggibilità.

 

11. La scheda definitiva del progetto

Prima di passare alla scrittura del soggetto, è consigliabile compilare una scheda come questa.

Titolo provvisorio

Un nome temporaneo che aiuti a identificare il progetto.

Tipologia

Cortometraggio, tutorial, spot, videoclip, documentario, trailer o presentazione.

Idea centrale

Una frase che descrive il contenuto.

Obiettivo

Che cosa deve comprendere, provare o fare lo spettatore?

Pubblico

Chi è lo spettatore principale?

Durata prevista

Indicare una misura realistica per far capire allo spettatore ciò che vuoi trasmettergli.

Genere

Commedia, dramma, thriller, didattico, promozionale e così via.

Tono

Realistico, poetico, ironico, cupo, energico, romantico, grottesco.

Piattaforma

Dove verrà visto?

Formato

16:9, 9:16, 1:1 o altro.

Elementi principali

Personaggi, ambientazioni, oggetti, voce, musica.

Livello di complessità

Basso, medio o alto.

Difficoltà previste

Continuità, dialoghi, movimento, audio, effetti, adattamenti.

Strategia di semplificazione

Che cosa può essere ridotto o suggerito indirettamente?

Immagine chiave

Quale inquadratura rappresenta meglio l’intero progetto?

 

12. Esercizio pratico per il principiante

Per iniziare, si può progettare un video di massimo sessanta secondi rispettando questi limiti:

  • un personaggio;
  • una sola stanza;
  • un solo oggetto importante;
  • nessun dialogo sincronizzato;
  • una voce narrante facoltativa;
  • massimo sei inquadrature;
  • un cambiamento finale.

Esempio:  Un uomo entra nel proprio studio e trova sul computer un video che mostra ciò che farà cinque minuti dopo.

Le sei inquadrature potrebbero essere:

  1. ingresso nello studio;
  2. accensione del computer;
  3. comparsa del video;
  4. primo piano dell’uomo;
  5. confronto fra lo schermo e la stanza;
  6. avvenimento finale previsto dal video.

Questo esercizio permette di affrontare:

  • la costruzione dell’attesa;
  • la continuità delle immagini;
  • la relazione fra personaggio e oggetto;
  • il montaggio;
  • il suono;
  • il finale.

La limitazione non riduce la creatività. La rende più precisa.


* Ricapitolando, per ora

Scegliere il video da realizzare è una fase creativa e produttiva fondamentale. Prima di utilizzare qualsiasi strumento di Intelligenza Artificiale, l’autore deve sapere perché sta realizzando il video, a chi si rivolge, quanto deve durare, quale esperienza vuole creare, dove verrà mostrato e quanto sarà difficile produrlo.

Un progetto ben definito non elimina gli imprevisti, ma impedisce che il lavoro diventi una raccolta disordinata di immagini.

L’Intelligenza Artificiale può generare molte possibilità. Proprio per questo l’autore deve imparare a porre dei limiti, scegliere una direzione e scartare ciò che non serve.

La domanda iniziale non dovrebbe essere:  Che cosa può generare questo strumento?

Dovrebbe essere:  Che cosa voglio comunicare e quale forma è davvero adatta a comunicarlo?

Quando questa risposta è chiara, anche la scelta delle immagini, delle voci, della musica, del montaggio e degli strumenti diventa più consapevole.

Il video non comincia con il primo prompt. Comincia con la prima decisione.