Presentare bene un cortometraggio non significa “fare pubblicità”, ma rendere chiaro e desiderabile il tuo progetto a chi lo guarda, lo seleziona, lo finanzia o ci lavora. Una buona presentazione nasce prima delle riprese, si costruisce durante il set e si finalizza dopo con materiali ordinati e coerenti.

Qui trovi un percorso tecnico, ma spiegato in modo semplice, diviso in prima / durante / dopo.

1) Prima della realizzazione: costruire la presentazione “a monte”

Qui l’obiettivo è uno: arrivare sul set con un progetto che abbia già una identità e dei materiali base pronti. Questo ti farà risparmiare tempo e ti darà un’impronta più professionale.

1.1 Definisci l’identità del corto (in 30 minuti, ma seriamente)

Prima ancora della ripresa, servono questi 5 elementi fondamentali:

  • Titolo: breve, ricordabile, coerente col tono.
  • Logline: una frase che spiega protagonista + obiettivo + ostacolo.
  • Sinossi breve: 5-8 righe, senza perdersi in dettagli.
  • Tema: di cosa parla davvero (paura, colpa, identità, desiderio, ecc.).
  • Tono e genere: thriller, dramma, commedia nera… ma con riferimenti chiari.

Questi elementi sono la base di qualsiasi presentazione: festival, social, bandi, sponsor, troupe.

1.2 Prepara un mini “pitch” orale

Ti serve una presentazione parlata da 20-40 secondi, semplice e memorizzabile:

  1. Cos’è (genere + durata).
  2. Di cosa parla (logline).
  3. Perché esiste (tema o motivo personale).
  4. Cosa lo rende diverso (un elemento originale).

Esempio struttura:

“È un corto thriller di 8 minuti su un uomo che… Il tema è… Lo stile visivo sarà… La particolarità è…”

1.3 Crea un press kit “base” già prima del set

Non completo, ma impostato. Ti serve una cartella ordinata con:

  • Scheda tecnica (titolo, durata prevista, formato, lingua, paese, anno).
  • Sinossi breve e sinossi lunga.
  • Biografia regista (5 righe + 10 righe).
  • Statement di regia (intento, stile, riferimenti).
  • Contatti e ruoli (producer / regista / distribuzione).
  • Moodboard (2-6 immagini di riferimento).
  • Lista desideri: still fotografiche, backstage, poster, trailer.

Questa base ti aiuta anche a comunicare meglio con troupe e attori.

1.4 Pianifica la raccolta materiali (fondamentale)

Molti corti “muoiono” perché finiscono le riprese e… non c’è nulla per presentarli bene.

Prima della gestione del set, decidi:

  • chi fa le foto di scena (anche una persona con mirrorless o smartphone fatto bene).
  • chi fa il backstage (clip brevi, audio decente).
  • quante foto “hero” vuoi (almeno 10 buone).
  • che tipo di poster immagini (un concept, non la grafica finale).

Questo è il punto che separa un corto “finito” da un corto “pronto a girare il mondo”.


2) Durante la realizzazione: raccogliere prove, qualità e credibilità

Durante il set l’obiettivo è: ottenere materiale reale che dimostri valore di produzione e ti permetta poi una presentazione forte.

2.1 Foto di scena: la tua arma numero 1

Le foto di scena servono a:

  • festival e cataloghi,
  • articoli e comunicati stampa,
  • poster, copertine, thumbnail,
  • social.

Regola pratica:

  • 70% foto “filmiche” (sembra già il film),
  • 30% foto “di set” (backstage, ciak, monitor, crew).

Consiglio tecnico semplice: scatta in RAW se possibile e fai attenzione a:

  • nitidezza sugli occhi,
  • inquadrature pulite (senza caos dietro),
  • coerenza cromatica (non mille stili).

2.2 Backstage: breve, pulito, utilizzabile

Il backstage utile non è “riprendere a caso”, ma catturare:

  • setup delle luci (prima/dopo),
  • il regista che dirige (pochi secondi ma chiari),
  • gli attori in preparazione (trucco, prove),
  • i momenti rupresi sul set che comunicano atmosfera e professionalità,
  • mini-interviste da 20-30 secondi (al regista + attore + DoP).

Audio: se puoi, usa un microfono semplice (anche economico) o registra con un registratore vicino. Un BTS con audio pessimo sembra amatoriale.

2.3 Annotati i “dati” che poi servono nella presentazione

Durante le riprese, segna:

  • ottiche principali usate,
  • formato di ripresa / frame rate,
  • eventuali difficoltà superate (meteo, location, effetti),
  • scelte stilistiche (perché luce dura? perché camera a mano?).

Queste cose diventano contenuto per statement, interviste e presentazioni.

2.4 Materiali “autentici” per la comunicazione

Riprendi 2-3 momenti naturali:

  • cast che parla del progetto,
  • una frase del regista sull’idea centrale,
  • un momento di emozione sul set.

Non deve essere perfetto: deve essere vero e comunicabile.


3) Dopo la realizzazione: preparare un pacchetto di presentazione professionale

Qui il corto deve diventare un prodotto “pronto per il mercato festivaliero” (anche se non è un mercato economico, lo è in termini di selezione e attenzione).

3.1 Montaggio e finitura: ciò che “si sente” conta quanto ciò che “si vede”

Per una presentazione forte servono:

  • audio pulito (dialoghi comprensibili sempre),
  • mix equilibrato (musica non sopra le voci),
  • color correction / grading coerente,
  • titoli e credit leggibili e ordinati,

Se il sonoro è debole, il corto perde credibilità anche con immagini bellissime.

3.2 Prepara le versioni tecniche indispensabili

Per non bloccarti quando un festival chiede qualcosa “all’ultimo”:

  • master in alta qualità,
  • versione con sottotitoli (IT o EN, idealmente EN),
  • file di visione (link privato) per selezioni,
  • trailer/teaser se previsto.

Sottotitoli: aumentano enormemente le possibilità di selezione e condivisione.

3.3 Il Press Kit completo (EPK): cosa deve contenere

Un press kit solido include:

  1. Scheda film (titolo, anno, durata, genere, paese, lingua).
  2. Logline.
  3. Sinossi breve + sinossi lunga.
  4. Statement di regia (intenzione + scelte stilistiche).
  5. Bio regista + filmografia essenziale.
  6. Cast & crew principali.
  7. Foto di scena (10-15) e foto di backstage (5-10).
  8. Poster (anche uno semplice ma pulito).
  9. Contatti (email, telefono, social, eventuale ufficio stampa).
  10. Note tecniche (camera, ottiche, formato, location principali).

Organizzazione: una cartella con sottocartelle e nomi chiari (es. “Stills_01”, “Poster”, “Trailer”).

3.4 Come fare un’ottima presentazione orale (dal vivo o online)

Che tu sia in una Q&A di festival, davanti a una giuria, o in una call con un programmatore, usa questa scaletta:

  • 1 frase: cos’è e durata,
  • 2 frasi: storia (senza spoilerare troppo),
  • 1 frase: tema,
  • 1 frase: scelta stilistica (fotografia / montaggio / suono),
  • 1 frase: cosa vuoi che resti allo spettatore.

Durata ideale: 45-90 secondi. Non andare oltre se non richiesto.

3.5 Trailer/teaser: se lo fai, fallo “giusto”

Un teaser efficace:

  • non racconta tutto,
  • crea domanda,
  • mostra il tono,
  • finisce con un’immagine forte + titolo.

L’errore tipico: trailer che spiega la trama. Nei corti, il trailer deve vendere atmosfera e conflitto, non la soluzione.

4) Checklist rapida finale

Se vuoi capire al volo se sei pronto a presentare il corto, devi avere:

  • Titolo + logline + sinossi breve.
  • Statement di regia (mezza pagina).
  • 10 foto di scena buone.
  • 1 poster pulito.
  • 1 link di visione privato.
  • sottotitoli (almeno inglese).
  • contatti e scheda tecnica chiari.
  • pitch orale da 60 secondi.

Se ti manca anche solo metà di queste cose, non sei “bloccato”, ma la presentazione sarà più debole.