UNA STORIA CHE RACCHIUDE UN SEGRETO
Una storia che racchiude un segreto possiede fin dall'inizio una forza particolare: promette allo spettatore che esiste qualcosa che ancora non conosce e che, prima o poi, dovrà emergere.
Il segreto può appartenere ad un personaggio, ad una famiglia, ad un luogo, ad un oggetto oppure perfino alla stessa situazione che stiamo osservando. Non è però sufficiente nascondere un'informazione e rivelarla alla fine.
Un buon segreto cinematografico deve produrre conseguenze. Deve modificare il comportamento di chi lo custodisce. Deve creare silenzi, o bugie o paure o contraddizioni.
Gesti apparentemente inspiegabili. Deve far nascere nello spettatore una domanda: "Che cosa sta nascondendo?" oppure: "Perché si comporta così?"
Il segreto diventa veramente interessante quando non riguarda soltanto ciò che è successo nel passato, ma mette in pericolo qualcosa nel presente. Come un matrimonio, un'amicizia, una reputazione, una relazione tra genitore e figlio, una decisione. Od un'intera identità.
Il segreto migliore non è necessariamente quello più spettacolare. Può essere qualcosa di molto piccolo. Una lettera mai consegnata. Una fotografia nascosta. Una stanza chiusa. Una telefonata cancellata. Un nome diverso. Una promessa non mantenuta. Una verità che nessuno ha avuto il coraggio di raccontare.
Per un cortometraggio di 15 o 20 minuti il "segreto" è un motore narrativo particolarmente efficace, perché permette di costruire una struttura molto chiara: qualcosa appare normale; un dettaglio crea dubbio; il protagonista indaga oppure viene costretto ad affrontare il problema; il segreto emerge; la rivelazione cambia il significato di ciò che abbiamo visto; il protagonista deve scegliere che cosa fare della verità.
Le cinque storie che seguono utilizzano il segreto in modi differenti.
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Prima Storia - Titolo: "La stanza con la luce accesa"
- LOGLINE
Ogni sera un uomo vede accendersi una luce nell'appartamento della madre morta, rimasto chiuso da quasi un anno. Convinto che qualcuno vi entri clandestinamente, decide di scoprire la verità e trova invece una parte della vita della madre che nessuno della famiglia conosceva.
- GENERE
Drammatico, mistero familiare.
- TEMI AFFRONTATI
Il rapporto tra genitori e figli. Le vite private dei nostri familiari. Il diritto di avere segreti. La solitudine. Il giudizio. La capacità di conoscere veramente una persona. Il perdono dopo la morte.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Andrea ha quarantadue anni ed è un tecnico informatico. È razionale, preciso e poco incline alle emozioni. Sua madre Elena è morta dieci mesi prima. Andrea credeva di conoscerla perfettamente e continua a gestire l'appartamento come se dovesse semplicemente chiudere una pratica amministrativa.
Sara ha trentanove anni ed è la sorella minore di Andrea. Ha un rapporto più emotivo con il ricordo della madre e non condivide l'ossessione del fratello per capire ogni dettaglio.
Giorgio ha sessantasette anni ed è un uomo elegante ma modesto. È il segreto che Andrea scoprirà progressivamente.
Elena, la madre morta, non appare nel presente, ma diventa un personaggio attraverso fotografie, lettere, messaggi vocali ed il racconto degli altri.
* LA STORIA
Andrea vive nel palazzo di fronte a quello dove abitava sua madre. Da dieci mesi l'appartamento è vuoto. Lui e sua sorella non hanno ancora deciso se venderlo. Una sera Andrea guarda casualmente dalla finestra. Nell'appartamento della madre vede una luce accesa.
Pensa di essersi sbagliato. La luce si spegne. Due giorni dopo la luce si accende nuovamente. Andrea telefona a Sara. Lei dice di non essere entrata nell'appartamento. Andrea comincia a sospettare che qualcuno possieda una copia delle chiavi.
La terza sera decide di attraversare la strada. Sale le scale lentamente. La porta dell'appartamento è chiusa. Andrea entra con la propria chiave.
La casa è silenziosa. Tutto sembra esattamente come lo aveva lasciato. Ma sul tavolo della cucina trova una tazza ancora tiepida.
Andrea si spaventa. Controlla tutte le stanze. Non trova nessuno.
Il giorno seguente cambia la serratura. Quella sera la luce si accende nuovamente. Andrea perde la calma. Corre nell'appartamento.
Questa volta trova Giorgio seduto in cucina. L'uomo non tenta di scappare. Gli dice semplicemente: "Pensavo che prima o poi sarebbe arrivato."
Andrea vuole chiamare la polizia. Ma Giorgio gli mostra una chiave. Era stata Elena a dargliela.
Andrea non comprende.
Giorgio racconta di aver conosciuto Elena undici anni prima. I due si vedevano una volta alla settimana. Non erano amanti nel senso tradizionale.
Erano due persone sole che avevano costruito un rapporto profondo e segreto.
Elena non aveva mai raccontato nulla ai figli. Giorgio conserva anche alcune lettere.
Andrea si sente tradito. Accusa Giorgio di approfittarsi della memoria della madre.
Sara arriva nell'appartamento. Legge una delle lettere. Scopre che Elena aveva paura che i figli la giudicassero. Dopo essere rimasta vedova, sentiva di non avere più il diritto di innamorarsi.
Andrea rifiuta questa versione. È convinto che la madre avrebbe dovuto raccontargli tutto.
Giorgio gli pone una domanda semplice: "Perché?" Ma Andrea non sa rispondere.
Giorgio spiega che negli ultimi mesi di malattia Elena aveva smesso di incontrarlo. Non voleva che lui la vedesse soffrire.
Prima di morire gli aveva chiesto soltanto di tornare qualche volta in quella cucina e accendere la luce. Perchè "Così non sembrerà completamente vuota."
Andrea rimane sconvolto. Capisce che la luce che aveva interpretato come un'intrusione era in realtà un gesto d'amore.
Il giorno seguente Giorgio restituisce la chiave. Andrea potrebbe buttarla. Invece la poggia sul tavolo.
La sera, nell'appartamento ormai vuoto, Andrea accende la luce della cucina.
Poi se ne va.
Dall'esterno vediamo nuovamente quella finestra illuminata. Ma questa volta sappiamo perché.
* SEI SCENE DETERMINANTI
Scena n° 1 - LA PRIMA LUCE
Andrea telefona a Sara.
Andrea:
"Sei stata a casa di mamma?"
Sara:
"No."
Andrea:
"Sei sicura?"
Sara:
"Andrea, credo di sapere dove sono stata oggi."
Andrea:
"La luce della cucina era accesa."
Sara:
"L'avrai lasciata tu."
Andrea:
"Non entro lì da una settimana."
Sara:
"Magari il timer."
Andrea:
"Mamma non aveva nessun timer."
Sara rimane in silenzio.
Sara:
"Forse dovresti smettere di guardare quella finestra."
Andrea:
"Non sto guardando la finestra."
Sara:
"Allora come hai visto la luce?"
SCENA 2 - LA TAZZA
Andrea entra nella cucina. Tocca la tazza. È ancora calda.
Andrea:
"C'è qualcuno?"
Silenzio.
Andrea attraversa il corridoio.
Andrea:
"Non so chi sia, ma questa casa è privata."
Nessuna risposta.
Poi sente un piccolo rumore dalla stanza della madre.
Apre la porta ed entra. La finestra è socchiusa.
Andrea guarda fuori. Sotto di lui la strada è vuota.
SCENA 3 - L'INCONTRO CON GIORGIO
Andrea:
"Chi è lei?"
Giorgio:
"Giorgio."
Andrea:
"Non le ho chiesto il nome."
Giorgio:
"È di solito la prima cosa che si chiede a qualcuno che non si conosce."
Andrea:
"Lei è entrato in casa di mia madre."
Giorgio:
"Sì."
Andrea:
"Mia madre è morta."
Giorgio:
"Lo so."
Andrea:
"Allora perché è qui?"
Giorgio guarda la tazza.
Giorgio:
"Perché Elena mi aveva chiesto di tornare."
SCENA 4 - IL SEGRETO
Andrea:
"Sta dicendo che avevate una relazione?"
Giorgio:
"Non so quale parola userebbe lei."
Andrea:
"Userei quella corretta."
Giorgio:
"E quale sarebbe?"
Andrea:
"Amanti."
Giorgio sorride amaramente.
Giorgio:
"Avevamo sessant'anni quando ci siamo conosciuti.
Nessuno dei due aveva più voglia di dare nomi precisi alle cose."
Andrea:
"Mia madre non mi ha mai parlato di lei."
Giorgio:
"Nemmeno io ho mai parlato di voi con mio figlio."
Andrea:
"Perché?"
Giorgio:
"Perché alcune cose non sono segreti contro qualcuno.
Sono semplicemente stanze private."
SCENA 5 - LA LETTERA
Sara legge.
Sara:
"Ha scritto: 'Andrea pensa che dopo papà io abbia smesso di essere una donna'."
Andrea:
"Basta!"
Sara:
"Devi sentirlo."
Andrea:
"Ho detto basta."
Sara:
"No. È proprio questo il problema.
Con mamma hai sempre deciso quando bastava."
Andrea la guarda.
Sara continua.
Sara legge:
"'Ho paura che se gli racconto di Giorgio penserà che ho dimenticato suo padre'."
Andrea:
"Non l'avrei pensato."
Sara:
"Lei evidentemente sì."
SCENA 6 - LA LUCE FINALE
Giorgio consegna la chiave.
Giorgio:
"Non tornerò più."
Andrea:
"Perché?"
Giorgio:
"Perché adesso sapete che quella luce non era un fantasma."
Andrea:
"Non era questo che pensavo."
Giorgio:
"Lo so."
Andrea guarda la chiave.
Giorgio:
"Era peggio."
Andrea:
"Cosa?"
Giorgio:
"Pensava che qualcuno avesse invaso la vita di sua madre."
Pausa.
Giorgio:
"Invece ha scoperto che sua madre aveva una vita."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Il finale deve essere silenzioso.
Andrea entra nell'appartamento vuoto. Accende la luce della cucina. Non succede niente. Non vede fantasmi. Non ascolta registrazioni. Non appare la madre. Semplicemente lascia la luce accesa.
Poi esce.
Quello stesso gesto che all'inizio rappresentava un mistero diventa alla fine accettazione. Andrea non ha risolto il passato. Ha soltanto accettato che sua madre fosse più complessa dell'immagine che lui aveva costruito.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
La luce deve diventare un vero elemento narrativo. All'inizio inquietante. Poi sospetta. Infine affettuosa.
Il corto può essere girato con due appartamenti, un pianerottolo e pochi attori.
Da evitare flashback con Elena. È più potente costruirla attraverso gli oggetti e le parole degli altri.
La fotografia dovrebbe distinguere nettamente il freddo dell'appartamento vuoto ed il calore della cucina quando Giorgio è presente.
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Seconda Storia - Titolo: "Il nome sulla fotografia"
- LOGLINE
Una giovane restauratrice trova dietro una vecchia fotografia di famiglia il nome di una donna sconosciuta.
La curiosità la conduce ad una verità che suo padre ha nascosto per tutta la vita e che potrebbe cambiare per sempre il significato della parola "famiglia".
- GENERE
Drammatico, mistero familiare.
- TEMI AFFRONTATI
Identità. Famiglia biologica e famiglia affettiva. Paternità. Bugie dette per proteggere. Il diritto alla verità. Il peso del passato.
* PERSONAGGI PRINCIPALI
Claudia ha trentadue anni ed è restauratrice di fotografie. È precisa, curiosa ed abituata a recuperare dettagli invisibili.
Enrico ha sessantacinque anni ed è suo padre. È un uomo affettuoso ma molto chiuso.
Lucia ha sessantadue anni ed è una donna che Claudia non ha mai incontrato.
Marco, morto diversi anni prima, era il fratello maggiore di Enrico.
* LA STORIA
Claudia sta restaurando alcune vecchie fotografie di famiglia. Una foto mostra suo padre Enrico molto giovane accanto ad un altro ragazzo ed una ragazza. Claudia riconosce lo zio Marco.
Dietro la fotografia trova una scritta quasi cancellata. "Lucia, 1984." Claudia chiede al padre chi sia Lucia. Enrico risponde che non ricorda. Claudia capisce immediatamente che sta mentendo.
Continua a cercare tra vecchie scatole. Trova una lettera. È indirizzata a Marco. Lucia scrive di essere incinta. Claudia rimane sconvolta. Sapeva che lo zio Marco era morto molto giovane. Non aveva mai saputo dell'esistenza di un figlio.
Affronta nuovamente il padre. Enrico cerca di evitare la conversazione. Alla fine confessa.
Marco era il vero padre di Claudia. Enrico e sua moglie non potevano avere figli. Quando Marco morì in un incidente, Lucia era incinta e completamente sola.
Dopo la nascita, una serie di problemi familiari e personali portò Lucia ad affidare temporaneamente la bambina a Enrico e sua moglie. Quel "temporaneamente" divenne definitivo. Claudia è cresciuta credendo che Enrico sia il suo padre biologico. Lucia scompare.
Claudia si sente tradita. Per trentadue anni nessuno le ha raccontato nulla.
Enrico sostiene di averla protetta.
Claudia risponde che le hanno rubato una parte della propria identità.
Decide di cercare Lucia. Scopre che vive ancora nella stessa città. La incontra. Lucia non cerca di giustificarsi. Le racconta di essere stata giovane, fragile ed incapace di occuparsi di una bambina. Confessa di aver seguito Claudia a distanza per molti anni. Aveva fotografie delle recite scolastiche. Della laurea. Del matrimonio della cugina.
Claudia comprende che Lucia è stata contemporaneamente assente e presente. Non sa se odiarla o abbracciarla. Nel finale torna dal padre Enrico.
Gli chiede una sola cosa: "Sei mio padre?" Enrico non sa come rispondere.
Claudia gli dice: "La risposta non dipende più dal sangue." Poi gli consegna la vecchia fotografia restaurata. Sul retro, però, lascia visibile il nome Lucia.
Non vuole più cancellare nessuno.
* SEI SCENE DETERMINANTI
Scena 1 - LA FOTOGRAFIA
Claudia:
"Papà, chi è Lucia?"
Enrico:
"Quale Lucia?"
Claudia gli mostra la foto.
Enrico impallidisce.
Enrico:
"Non ricordo."
Claudia:
"Hai sessantacinque anni, non centodieci."
Enrico:
"Era qualcuno di Marco."
Claudia:
"Qualcuno?"
Enrico:
"Una ragazza."
Claudia:
"Perché hai paura di dire il suo nome?"
Scena 2 - LA LETTERA
Claudia:
"Era incinta."
Enrico:
"Claudia..."
Claudia:
"Di Marco?"
Silenzio.
Claudia:
"Papà, di chi era incinta?"
Enrico:
"Non possiamo parlarne così."
Claudia:
"In che modo si parla di una cosa che avete nascosto per trentadue anni?"
Scena 3 - LA RIVELAZIONE
Enrico:
"Marco era tuo padre."
Claudia rimane immobile.
Claudia:
"Ripetilo."
Enrico:
"Marco era tuo padre biologico."
Claudia:
"E tu?"
Enrico:
"Io ti ho cresciuta."
Claudia:
"Non ti ho chiesto cosa hai fatto."
Pausa.
Claudia:
"Ti ho chiesto chi sei."
Enrico:
"Sono tuo padre."
Claudia:
"Allora perché mio padre mi ha mentito per tutta la vita?"
Scena 4 - IL PRIMO INCONTRO CON LUCIA
Lucia:
"Sei uguale a lui quando sei arrabbiata."
Claudia:
"Non dica una cosa del genere."
Lucia:
"Hai ragione."
Claudia:
"Non mi conosce."
Lucia:
"No."
Claudia:
"Eppure ha fotografie di me."
Lucia abbassa gli occhi.
Lucia:
"Guardare non significa conoscere."
Claudia:
"E allora perché guardava?"
Lucia:
"Per ricordarmi cosa avevo perso."
Scena 5 - IL CONFRONTO CON LUCIA
Claudia:
"Perché non sei tornata?"
Lucia:
"Perché ogni anno diventava più difficile."
Claudia:
"Questa non è una risposta."
Lucia:
"È l'unica vera."
Claudia:
"Avevi paura?"
Lucia:
"Sì."
Claudia:
"Di me?"
Lucia:
"Di scoprire che stavi meglio senza di me."
Scena 6 - IL FINALE CON ENRICO
Claudia:
"Sei mio padre?"
Enrico la guarda.
Enrico:
"Non so più quale risposta vuoi."
Claudia:
"Neanche io."
Pausa.
Claudia gli porge la fotografia.
Claudia:
"Ma so una cosa."
Enrico:
"Quale?"
Claudia:
"Non voglio più che per essere mio padre tu debba cancellare qualcun altro."
* CARATTERIZZAZIONE DEL FINALE
Il finale non deve scegliere tra Enrico e Lucia.
Claudia non sostituisce un genitore con un altro. Accetta che la propria identità sia più complessa.
Il gesto decisivo è lasciare il nome "Lucia" visibile sul retro della fotografia restaurata.
Il restauro diventa metafora. Restaurare non significa riportare qualcosa ad uno stato ideale.
Significa rendere leggibili tutte le tracce della sua storia.
* IDEE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI
La professione di Claudia deve essere fondamentale. Lei recupera immagini cancellate nello stesso modo in cui recupera il proprio passato.
La fotografia può essere mostrata più volte con dettagli progressivi.
La storia richiede poche location: laboratorio, casa del padre, piccolo bar o parco per Lucia.
Da evitare melodramma eccessivo. Il segreto deve essere doloroso perché plausibile.
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Link alla seconda parte







