L'IDEA DI BASE: IL CUORE DI OGNI CORTOMETRAGGIO

idea sceneggiatura 700In un cortometraggio, come in un film, tutto comincia da un'idea.

Può essere una situazione, un personaggio, una domanda, un'immagine, un incontro, un conflitto oppure qualcosa di apparentemente molto semplice.
Ma quell'idea iniziale deve possedere una qualità fondamentale: deve far nascere nello spettatore il desiderio di sapere che cosa succederà dopo.

Una buona idea cinematografica non deve necessariamente essere complicata. Spesso è esattamente il contrario.

Le idee più efficaci possono essere raccontate in poche parole. Un uomo trova una lettera scritta da se stesso trent'anni prima. Una donna anziana ordina ogni mattina due caffè, anche se vive ormai da sola. Un bambino scopre che suo padre gli ha mentito per proteggerlo. Un fotografo vede ogni domenica una donna lasciare dei fiori davanti a un cinema abbandonato.

Sono situazioni semplici, ma contengono immediatamente una domanda. Perché? Che cosa è successo? Che cosa scoprirà il protagonista?

Ed è proprio questa domanda a trasformare una semplice situazione in una possibile storia.

* L'IDEA DEVE CONTENERE UNA POSSIBILITÀ DI SVILUPPO

Non tutte le idee diventano automaticamente storie.

Dire: "Vorrei raccontare la solitudine" non è ancora un'idea cinematografica. È un tema.

Dire invece: "Una donna sola continua ad apparecchiare ogni sera per due persone, finché un giorno qualcuno suona alla porta" significa avere già introdotto un'azione.

La differenza è fondamentale. Il cinema ha bisogno di qualcosa che accada.
L'idea deve quindi contenere una possibilità di trasformazione.
Qualcuno deve incontrare qualcosa. Scoprire qualcosa. Perdere qualcosa. Desiderare qualcosa. Essere costretto a scegliere.

È da questo movimento che nasce la storia.


* L'IDEA NUOVA NON SIGNIFICA INVENTARE QUALCOSA CHE NON È MAI ESISTITO

Uno sceneggiatore principiante può diventare insicuro pensando: "Questa storia è già stata raccontata." Probabilmente è vero. Amore, paura, tradimento, gelosia, morte, famiglia, solitudine, amicizia e vendetta sono temi raccontati da migliaia di anni.

La vera originalità raramente consiste nel trovare un tema mai utilizzato. Consiste invece nel trovare un nuovo punto di vista.
La domanda dovrebbe quindi essere: "Che cosa posso raccontare in modo personale?"

Due persone che si innamorano non sono una novità. Ma due persone che scoprono di essersi conosciute per mesi soltanto attraverso messaggi destinati per errore ad un'altra persona possono generare una nuova storia.

Un uomo che perde il lavoro non è una novità. Ma un uomo che continua ogni mattina a vestirsi e uscire di casa perché non ha il coraggio di dire alla famiglia di essere stato licenziato contiene già un conflitto cinematografico.

L'originalità nasce spesso dall'incontro tra un tema universale e una situazione particolare.


* L'IDEA DEVE COINVOLGERE EMOTIVAMENTE

Una storia non deve essere soltanto intelligente. Deve produrre qualcosa nello spettatore. Come curiosità, tensione, tenerezza, paura, rabbia, divertimento, malinconia o sorpresa.

Un buon cortometraggio dovrebbe lasciare almeno una sensazione precisa. Questo significa che lo sceneggiatore dovrebbe domandarsi all'inizio della sua scrittura: "Che cosa voglio far provare allo spettatore?" e non soltanto: "Che cosa voglio raccontare?". Sono due domande diverse.

Una storia può raccontare la perdita di una persona amata. Ma può farlo attraverso il dolore, l'ironia, la nostalgia oppure addirittura il grottesco. La scelta cambia completamente il film.

 

* L'IDEA DEVE CREARE UN CONFLITTO

Il cinema vive di conflitto. Se un personaggio desidera qualcosa e nessuno glielo impedisce, difficilmente avremo una storia interessante.

Un uomo vuole chiedere perdono. Ma la persona che dovrebbe perdonarlo non vuole più ascoltarlo.

Una ragazza vuole partire. Ma il padre malato le chiede di restare.

Un impiegato scopre una frode. Ma denunciarla significa perdere il proprio lavoro.

La forza dell'idea aumenta quando costringe il protagonista a prendere una decisione difficile. Lo spettatore vuole sapere: "Che cosa farà?"

Questa è una delle domande più potenti che una sceneggiatura possa generare.


* L'IDEA DA SOLA NON BASTA

Possiamo avere un'idea straordinaria e realizzare comunque un cattivo film. Perché? Perché dopo l'idea arriva la sceneggiatura. L'idea è il seme. La sceneggiatura è la pianta che deve crescere da quel seme.

Una buona sceneggiatura decide: chi è il protagonista; che cosa desidera; che cosa gli impedisce di ottenerlo; quando nasce il problema; come cresce il conflitto; che cosa scopre; quale scelta compie; come cambia; come termina la storia.

È qui che un'intuizione iniziale diventa cinema.


* LA SCENEGGIATURA DEVE PROTEGGERE L'IDEA

Uno degli errori più frequenti consiste nell'avere una buona idea e poi riempirla di elementi inutili. Come troppi personaggi. Troppi dialoghi. Troppi avvenimenti. Troppe spiegazioni. Troppe location.

Il rischio è perdere proprio ciò che rendeva interessante il punto di partenza.

Supponiamo di avere questa idea: "Una donna anziana ordina ogni giorno due caffè, uno per sé e uno per il marito morto.". È già un'immagine molto forte. Ma se aggiungiamo dieci personaggi, tre flashback, un figlio, una causa giudiziaria e numerosi eventi secondari, potremmo distruggere la semplicità iniziale.

Forse la storia ha bisogno soltanto di una cosa. Un giovane sconosciuto entra nel bar affollato e domanda alla donna: "Posso sedermi qui?" indicando proprio la sedia del marito morto.

Improvvisamente abbiamo un conflitto. Quella sedia è fisicamente vuota. Ma emotivamente è occupata.

Da questa semplice situazione può nascere un intero cortometraggio.


* NEL CORTOMETRAGGIO L'IDEA CONTA ANCORA DI PIÙ

In un lungometraggio possiamo avere numerosi personaggi, sottotrame e cambiamenti narrativi. In un cortometraggio abbiamo molto meno tempo. Per questo l'idea centrale deve essere particolarmente chiara.

Un buon corto di quindici minuti dovrebbe poter essere riassunto facilmente. Questo non significa che debba essere banale. Significa che deve essere concentrato.

Una sola buona idea sviluppata profondamente può valere molto più di cinque idee sviluppate superficialmente.


* LA SCENEGGIATURA DEVE TRASFORMARE L'IDEA IN IMMAGINI

Il cinema non è letteratura. Non basta scrivere che un personaggio è triste. Bisogna trovare un modo per farlo vedere. Non basta scrivere che un matrimonio è finito. Possiamo mostrare due spazzolini separati. Od una valigia all'ingresso. Od una fotografia capovolta. Due persone sedute allo stesso tavolo che non si guardano.

La sceneggiatura cinematografica deve continuamente trasformare pensieri ed emozioni in azioni, oggetti, silenzi, sguardi e comportamenti. È qui che un'idea comincia veramente a diventare film.


* ANCHE IL FINALE DEVE NASCERE DALL'IDEA

Un buon finale non dovrebbe sembrare aggiunto artificialmente. Dovrebbe, deve essere la conseguenza naturale di tutto quello che abbiamo raccontato.

Torniamo alla donna dei due caffè. Se il giovane sconosciuto si siede finalmente sulla sedia vuota, il gesto può diventare molto più importante di un lungo dialogo. Non significa che la donna abbia dimenticato il marito. Significa forse che ha accettato che un ricordo possa convivere con una nuova presenza.

Questo finale nasce direttamente dall'idea iniziale. La sedia che all'inizio rappresentava l'assenza diventa alla fine una possibilità. È questa trasformazione che rende una storia completa.


* PRIMA DELL'ATTREZZATURA VIENE SEMPRE LA STORIA

Possiamo avere una grande macchina da presa di marca. Ottime ottiche. Bellissime luci. Un drone. Una troupe numerosa ed esperta. Una fotografia perfetta. Ma se la storia non interessa, tutto questo rimane soltanto tecnica.

Al contrario, una buona idea raccontata con pochi mezzi può diventare memorabile. 
Per questo, prima di pensare a come girare un cortometraggio, conviene porsi alcune domande molto semplici: Qual è veramente la mia idea? Perché dovrebbe interessare allo spettatore? Chi è il protagonista? Che cosa vuole? Che cosa rischia? Qual è il conflitto? Che cosa cambia alla fine?

Se sappiamo rispondere con chiarezza, abbiamo già costruito le fondamenta del film.

* IN CONCLUSIONE

Il vero punto di partenza di un cortometraggio non è la macchina da presa. Non è il montaggio. Non è la fotografia. Non è nemmeno il dialogo. È l'idea.

Un'idea capace di creare curiosità, emozione, conflitto e aspettativa.

Subito dopo viene la sceneggiatura, che deve trasformare quell'intuizione in personaggi, azioni, immagini, silenzi, decisioni e conseguenze.

Una buona idea può essere piccolissima. Una telefonata. Una fotografia. Una sedia vuota. Una chiave. Una bugia. Un incontro.

Ma se quella piccola idea contiene una domanda abbastanza forte, può aprire un intero mondo.

Ed è proprio da lì che nasce il Cinema.