Realizzare un Cortometraggio con
l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Articolo 11 

Come preparare una scheda del personaggio e mantenerne costanti volto, età, abiti, corporatura e comportamento durante tutto il cortometraggio

 Clara base sheet 700

Uno dei problemi più importanti nella realizzazione di un cortometraggio con l'Intelligenza Artificiale non è creare un bel personaggio.

È riuscire a creare sempre lo stesso personaggio.

La prima immagine può essere perfettaù: il protagonista ha il volto giusto, l'età giusta, gli occhi giusti, il taglio di capelli corretto, l'abbigliamento coerente con la storia, una corporatura credibile, una presenza cinematografica interessante.

Poi generiamo la scena successiva. Il personaggio sembra ancora lui, ma il naso è leggermente diverso, i capelli sono più lunghi, dimostra dieci anni di meno, la giacca cambia di colore, gli occhi diventano più chiari, il viso è più largo, la barba scompare, il corpo diventa più atletico, cambia perfino il modo di stare in piedi.

Alla terza scena lo spettatore potrebbe avere il dubbio di trovarsi davanti ad un altro attore.

Questa è una delle principali difficoltà del cinema generativo.

Nel cinema tradizionale scegliamo un attore e quell'attore rimane fisicamente la stessa persona per tutto il film.

Con l'IA, invece, ogni nuova generazione tende ad essere una nuova interpretazione delle istruzioni ricevute.

Per questo motivo la continuità del personaggio non può essere lasciata al caso. Deve essere progettata.


* LA COERENZA DEL PERSONAGGIO È PARTE DELLA REGIA

Quando realizziamo un cortometraggio con con l'Intelligenza Artificiale, non dobbiamo pensare alla creazione del personaggio come ad una fase puramente grafica.

Non stiamo semplicemente scegliendo: "un uomo interessante" oppure: "una donna elegante".

Stiamo costruendo un interprete digitale che dovrà attraversare tutto il film.

Dobbiamo quindi sapere: chi è; come appare; come si muove; come si veste; come guarda; come reagisce; quali dettagli non devono mai cambiare; quali dettagli invece possono evolvere narrativamente.

Una buona continuità non riguarda soltanto il volto. Riguarda l'identità completa del personaggio.

 

* COSA SIGNIFICA DAVVERO "PERSONAGGIO COERENTE"

Un personaggio è coerente quando lo spettatore lo riconosce senza sforzo in tutte le scene.

Questo riconoscimento deriva da diversi elementi.

Volto

Devono rimanere abbastanza costanti: la forma del viso; il naso; gli occhi; le sopracciglia; la bocca; il mento; la fronte; gli zigomi; le orecchie; e gli eventuali nei o segni particolari.

Età

Un uomo di 42 anni non dovrebbe sembrare un uomo di 35 in una scena, di 50 in quella successiva e di 60 nel primo piano.

Capelli

Bisogna conservarne: il colore; la lunghezza; il taglio; la riga; i ricci; le eventuale calvizie; la barba; i baffi.

Corporatura

Il personaggio non dovrebbe diventare improvvisamente più alto; più basso; più muscoloso; più magro; o più largo di spalle.

Abbigliamento

Se siamo nello stesso momento narrativo, il personaggio deve avere la stessa giacca, la stessa camicia e dello stesso colore, gli stessi accessori e le stesse scarpe.

Comportamento

È forse l'elemento meno considerato, ma è importantissimo.

Una persona timida non dovrebbe improvvisamente gesticolare moltissimo, o camminare con sicurezza, od occupare tutto lo spazio, o sorridere continuamente.

La coerenza del personaggio è quindi:  visiva + fisica + comportamentale + narrativa.

 

* PRIMA DI GENERARE: SCRIVERE LA SCHEDA DEL PERSONAGGIO

La soluzione più efficace consiste nel creare una vera scheda di continuità del personaggio prima di generare qualsiasi scena definitiva.

Questa scheda dovrebbe accompagnare tutto il progetto.

Pensiamola come un documento utilizzato dallo sceneggiatore; dal regista; dal reparto costume; dal truccatore; dal direttore della fotografia; dal montatore, e, naturalmente, dal generatore IA.

- ESEMPIO COMPLETO DI SCHEDA

Immaginiamo una protagonista.

NomeClara Moretti.

Età39 anni.

ProfessioneRestauratrice di libri e fotografie antiche.

CorporaturaAltezza media, corporatura snella ma non atletica, spalle leggermente strette.

VoltoViso ovale. Zigomi moderatamente pronunciati. Naso diritto e sottile.  Occhi castano-verdi. Sopracciglia naturali, leggermente arcuate. Labbra sottili. Piccola fossetta sulla guancia sinistra quando sorride.

CapelliCastano scuro. Lunghezza poco sotto le spalle. Leggermente mossi. Riga laterale sinistra.

Pelle: Chiara con tonalità naturale, non perfettamente levigata.

Trucco: Molto leggero. Nessun rossetto evidente.

Abbigliamento principale: Cappotto beige chiaro. Maglione color crema. Pantaloni marrone scuro. Scarpe basse nere. Piccola borsa in pelle.

Carattere: Educata, osservatrice, riservata. Parla lentamente. Non gesticola molto. Quando è nervosa stringe il bordo della borsa oppure si tocca l'anello al dito.

Movimento: Passi contenuti. Postura abbastanza eretta. Non entra mai velocemente in una stanza.

Sguardo: Osserva spesso gli oggetti prima delle persone.

Evoluzione: All'inizio molto controllata. Progressivamente lascia cadere alcune difese. Nel finale sorride più facilmente ma non cambia radicalmente personalità.

Questa scheda è molto più utile di un prompt che dice semplicemente: "Donna elegante di 39 anni."

 

* CREARE UNA DESCRIZIONE CANONICA

Dalla scheda bisogna ricavare una descrizione breve e stabile.
Questa descrizione deve essere riutilizzata in tutte le generazioni.

Per Clara potremmo usare, ad esempio, questa:

"Clara, 39 anni, donna italiana, corporatura snella ed altezza media, viso ovale, zigomi moderati, occhi castano-verdi, naso diritto sottile, capelli castano scuro leggermente mossi fino alle spalle con riga laterale sinistra, pelle chiara naturale, aspetto elegante ma non appariscente."

Questa è la sua descrizione canonica.

Non bisogna riscriverla ogni volta in modo completamente differente.

Se una volta scriviamo: "donna elegante di 39 anni" e la volta dopo: "bella donna mediterranea sulla quarantina" e poi: "affascinante restauratrice dai tratti delicati" stiamo lasciando al sistema interpretazioni troppe versioni differenti.

La stabilità linguistica aiuta la stabilità visiva.


* DISTINGUERE GLI ELEMENTI FISSI DA QUELLI VARIABILI

Non tutto deve restare identico.

Bisogna dividere la scheda in due gruppi.

Elementi fissi: volto; occhi; forma del naso;  corporatura; età;  taglio di capelli;  segni caratteristici; altezza relativa.

Elementi variabili: vestito indossato; pettinatura occasionale;  trucco;   stanchezza;   eventuali ferite;  espressione;  postura; accessori.

Questo aiuta a distinguere tra errore di continuità dalla evoluzione narrativa.


* LA "BIBBIA VISIVA" DEL PERSONAGGIO

Prima di iniziare a creare le scene definitive è molto utile creare una serie di immagini di riferimento.

Idealmente: un primo piano frontale; un profilo destro; un profilo sinistro; un tre quarti destro; un tre quarti sinistro; il mezzo busto; la figura intera; il personaggio seduto; in piedi; e con l'abbigliamento principale.

Questa raccolta può essere chiamata: Character Reference Sheet oppure: Scheda visiva del personaggio.

Serve a verificare se il personaggio è davvero riconoscibile da più angolazioni.

 

* CREARE ANCHE UNA "EXPRESSION SHEET"

Un problema frequente nasce quando il volto cambia troppo durante le varie espressioni che assume.

Per questo è utile creare alcune immagini con una espressione neutra; un sorriso leggero; un sorriso aperto; con tristezza; con preoccupazione; con rabbia contenuta; con sorpresa;  pure con un pianto trattenuto.

Queste immagini servono come riferimento. Non devono diventare caricature.

Una persona reale cambia espressione mantenendo la propria identità.

- ESEMPIO: LO STESSO PERSONAGGIO IN CINQUE EMOZIONI

Clara neutra. Clara leggermente divertita. Clara preoccupata. Clara arrabbiata. Clara dopo aver pianto.

Se la quinta immagine sembra una donna diversa, il personaggio non è ancora abbastanza stabile.

Meglio risolvere il problema prima di generare cinquanta scene.


* IL COSTUME DEVE AVERE UN CODICE

Nel cinema tradizionale il reparto costume prepara fotografie e schede. Con l'IA bisogna fare la stessa cosa.

Non scrivere semplicemente: "indossa una giacca."

Ma scrivere: "giacca di lana verde oliva scuro, monopetto, tre bottoni, senza disegni, lunghezza fino ai fianchi."

Se quella giacca appare in dieci scene, occorre utilizzare sempre la stessa descrizione.

Possiamo addirittura assegnare un codice ad ogni vestizione.

Costume C1

  • giacca verde oliva;
  • maglione crema;
  • pantaloni marroni;
  • scarpe nere;
  • borsa marrone.

Costume C2

  • camicia bianca;
  • cardigan grigio;
  • jeans scuri;
  • nessuna borsa.

Così ogni scena della sceneggiatura può riportare non una lunga descrizione degli abiti indossati, ma un codice di riferimento:

CLARA - COSTUME C1

Questo riduce gli errori.


* NON CAMBIARE GLI ABITI SENZA MOTIVO

L'IA tende talvolta a "migliorare" il costume.

Una camicia semplice può diventare nella scena successiva più elegante, con colletto differente, con bottoni differenti e di colore leggermente diverso.

Se la scena avviene pochi secondi dopo, è un problema.

Per questo nei prompt conviene specificare: "mantiene esattamente lo stesso abbigliamento della scena precedente" quando il sistema permette riferimenti.


* ATTENZIONE AGLI ACCESSORI

Gli accessori sono tra gli elementi più instabili. Come: gli occhiali. Gli orecchini. Le collane. Gli orologi. E gli anelli. le borse. i cappelli.

Se un accessorio è narrativamente importante, deve essere descritto con precisione.

Per esempio: "orologio analogico nero con cinturino di pelle al polso sinistro." e non solo: "porta un orologio."


* L'ANELLO CHE CAMBIA DITO

È un errore molto frequente.

Se l'anello ha valore narrativo, per esempio una fede, bisogna controllare che mano sia corretta come il dito sia corretto, e la forma ed il colore.

Un anello matrimoniale che passa dalla mano sinistra alla destra può cambiare involontariamente il significato della scena.


* LA CORPORATURA È PIÙ "MAGRO" O "ROBUSTO"

Bisogna evitare descrizioni troppo generiche.

Per esempio: "uomo magro" può generare corpi molto diversi.

Meglio scrivere: "uomo alto circa 178 cm, corporatura asciutta, spalle strette, braccia sottili, postura leggermente curva."

La postura aiuta moltissimo.

Due uomini con lo stesso volto possono apparire completamente differenti se uno ha le spalle larghe ed il petto aperto, mentre l'altro ha spalle chiuse e testa leggermente inclinata.


* ETÀ: UN PROBLEMA PARTICOLARMENTE IMPORTANTE

Le IA spesso interpretano l'età in modo elastico.

Scrivere "40 anni" non garantisce che il volto sembri davvero quarantenne. Bisogna quindi descrivere anche i segni dell'età.

Per esempio: "uomo di 45 anni, pelle naturale, leggere rughe intorno agli occhi, lieve stempiatura, nessun aspetto giovanile da trentenne."

Oppure: "donna di 52 anni, viso naturale, piccole rughe d'espressione, capelli castani con alcune ciocche grigie."

Non bisogna avere paura dell'età.

Se la storia richiede una donna di 55 anni, non dobbiamo generare una trentacinquenne e poi dichiarare che ha 55 anni, tranne se serve un personaggio che si è ricostruito il fisico.


* EVITARE IL "RINGIOVANIMENTO AUTOMATICO"

Alcuni sistemi tendono a produrre persone molto belle, giovani, con pelle uniforme e simmetriche.

Questo può essere utile nella pubblicità. Molto meno nel cinema realistico.

Possiamo perciò specificare: "aspetto naturale, pelle reale, nessun effetto beauty, età visibile e credibile."

Il personaggio deve sembrare una persona. Non una pubblicità.


* CREARE PERSONAGGI CON DETTAGLI DISTINTIVI

Un piccolo dettaglio aiuta enormemente la continuità.

Per esempio: una piccola cicatrice sul sopracciglio destro od un neo sulla guancia sinistra, od una leggera asimmetria del sorriso, come pure i capelli bianchi sulle tempie od occhiali rotondi e sottili.

Attenzione però. Non bisogna inserire dieci segni distintivi. Uno o due sono sufficienti.


* IL VOLTO DEVE ESSERE DESCRITTO SENZA CONTRADDIZIONI

Un errore comune consiste nel cambiare continuamente aggettivi.

Prima: "viso ovale". Poi: "viso stretto". Poi: "zigomi molto pronunciati". Poi: "volto morbido".

Il sistema riceve segnali differenti. Meglio preparare una descrizione una volta sola.


* CREARE IL PERSONAGGIO PRIMA DELLA LOCATION

Un metodo molto utile consiste nel generare prima il personaggio su sfondo semplice.

Perché? Se chiediamo contemporaneamente il personaggio; la luce; l'ambiente; l'azione; l'atmosfera e gli oggetti,... il sistema deve risolvere troppe cose.

Meglio iniziare con un personaggio neutro e poi inserirlo progressivamente nelle scene.

- ESEMPIO DI WORKFLOW

Fase 1

Creare Clara su sfondo neutro.

Fase 2

Creare Clara in figura intera.

Fase 3

Creare Clara con costume C1.

Fase 4

Creare Clara seduta.

Fase 5

Creare Clara nella location.

Fase 6

Creare Clara mentre compie un'azione.

Questo metodo riduce il rischio di costruire una protagonista differente ogni volta.


* UTILIZZARE IMMAGINI DI RIFERIMENTO

Quando lo strumento lo permette, utilizzare sempre le immagini già approvate del personaggio come riferimento.

Non affidarsi soltanto al testo. Il testo descrive. L'immagine mostra.

Una buona immagine di riferimento contiene contemporaneamente le proporzioni, i tratti somatici, la pelle, i capelli, l'età e la presenza.

È molto più precisa di cento parole.


* SCEGLIERE UNA "IMMAGINE MADRE"

Per ogni personaggio principale conviene scegliere una sola immagine principale.

Questa sarà la: Master Character Reference oppure: l'immagine madre del personaggio.

Tutte le altre immagini devono derivare da quella.

Non bisogna cambiare riferimento continuamente.

Se utilizziamo cinque immagini leggermente differenti come riferimento, il sistema potrebbe mediare caratteristiche non desiderate.

- ESEMPIO PRATICO - PERSONAGGIO MASCHILE

Nome: Andrea Ferri.

Età: 42 anni.

Professione: Fotografo di interni e ritratti.

Aspetto: Altezza media. Corporatura asciutta. Capelli castani corti. Leggera stempiatura. Barba di due giorni. Occhi marroni. Viso stretto. Naso leggermente importante.

Costume: Camicia blu scuro. Giacca grigia. Pantaloni neri. Scarpe marroni.

Carattere: Attento. Non invadente. Più vulnerabile di quanto sembri.

Gesto ricorrente: Quando deve dire qualcosa di difficile, guarda prima l'oggetto più vicino e poi la persona.

Questa ultima indicazione è molto importante.

Stiamo già costruendo la recitazione del personaggio.

* COERENZA COMPORTAMENTALE

Un film può avere un personaggio visivamente perfetto ma narrativamente incoerente.

Immaginiamo Andrea.

Nella scena 1: parla lentamente.

Nella scena 2: gesticola continuamente.

Nella scena 3: cammina come un modello.

Nella scena 4: urla senza motivo.

Lo spettatore potrebbe percepire che qualcosa non funziona anche se il volto è identico.

Per questo la scheda deve includere una sezione: COMPORTAMENTO


* COSTRUIRE IL "VOCABOLARIO FISICO"

Possiamo definire:

Come cammina: Lento, veloce, nervoso, trascinato.

Come si siede: Composto, sprofondato, sul bordo.

Come guarda: Diretto, sfuggente, curioso.

Come usa le mani: Molto, poco, mai.

Come reagisce: Prima pensa, poi parla.

Oppure: prima reagisce, poi riflette.

Questi dettagli permettono di mantenere il personaggio credibile anche nelle clip video.

- ESEMPIO - PERSONAGGIO TIMIDO

Regole comportamentali

  • non occupa il centro della stanza spontaneamente;
  • guarda spesso lateralmente;
  • movimenti piccoli;
  • mani vicine al corpo;
  • sorride poco;
  • quando ride abbassa lo sguardo;
  • non interrompe gli altri;
  • cammina senza grande oscillazione delle braccia.

Se generiamo una scena nella quale questo personaggio entra trionfalmente con le braccia aperte, stiamo tradendo la caratterizzazione.

- ESEMPIO - PERSONAGGIO ESTROVERSO

Regole comportamentali

  • entra rapidamente;
  • guarda subito le persone;
  • gesticola;
  • cambia posizione spesso;
  • parla prima di essere completamente fermo;
  • invade leggermente lo spazio altrui;
  • sorride apertamente.

La fisicità diventa parte del personaggio.

- PERSONAGGI GEMELLI O SOSIA

Se dobbiamo creare due gemelli identici, la difficoltà aumenta.

Dobbiamo mantenere identico il volto,l'età e la corporatura

ma differenziare i capelli, la barba, gli abiti, la postura ed il comportamento.

Per esempio:

Gemello A

Stesso volto. Capelli ordinati. Camicia chiara. Postura rigida. Pochi gesti.

Gemello B

Stesso volto. Capelli leggermente disordinati. Giacca casual. Postura aperta. Gestualità più ampia.

Il pubblico deve riconoscere e poter pensare: "sono gemelli" ma anche: "so immediatamente chi è chi".


* EVITARE CHE LA DIFFERENZA DIVENTI CARICATURA

Non bisogna costruire: uno sempre serio e l'altro sempre buffo.

Meglio differenze più sottili.

La coerenza nasce dal comportamento costante, non dall'esagerazione.


* LA LUCE PUÒ CAMBIARE IL VOLTO

Un personaggio può sembrare differente anche quando è correttamente generato.

Perché? La luce cambia la percezione.

Una luce frontale morbida rende il volto più giovane; la pelle uniforme; gliocchi più aperti.

Una luce laterale dura rende un volto più scavato; le rughe più visibili; ilnaso più marcato.

Per questo bisogna distinguere: cambiamento reale del volto dal cambiamento fotografico.


* CREARE UNA REGOLA DI FOTOGRAFIA

Per ogni personaggio possiamo decidere: "Clara viene prevalentemente illuminata con luce laterale morbida."

Oppure: "Andrea mantiene sempre un contrasto medio ed un leggero controluce."

Non è obbligatorio usare sempre la stessa luce.

Ma lo stile fotografico dovrebbe essere coerente nelle varie scene.


* ATTENZIONE ALLA FOCALE SIMULATA

Un volto ripreso con un grandangolo appare differente da uno ripreso con un teleobiettivo.

Con un obiettivo equivalente molto grandangolare, otterremo: un naso più evidente; un volto più largo; le orecchie più lontane.

Con focale 85 mm il volto è più compresso ed i lineamenti sono più regolari.

Se vogliamo continuità nei primi piani, mantenere una famiglia di focali coerente.

Per esempio utilizziamo prima un 50 mm, poi un 75 mm ed infine l'85 mm.

Non passare continuamente da 18 mm a 135 mm senza una ragione.


* IL PROBLEMA DEL PROFILO

Un personaggio può essere perfetto frontalmente e completamente diverso di profilo.

Per questo la reference sheet è fondamentale.

Bisogna testare il naso; il mento; la fronte; l'attaccatura dei capelli.

Se il personaggio deve voltarsi molto, non possiamo definire soltanto il fronte.


* IL PERSONAGGIO CHE CAMBIA TRA IMAGE E VIDEO

Un altro problema compare durante l'animazione.

La prima immagine è corretta.

Poi nel video gli occhi cambiano, il sorriso modifica il volto. la barba cresce oppure il viso diventa più giovane.

È il cosiddetto identity drift.

Per ridurlo occorre creare clip brevi; piccoli movimenti; volto visibile; poche rotazioni; espressioni non troppo estreme; reference coerenti.


* NON FAR NASCONDERE IL VOLTO SENZA NECESSITÀ

Quando il personaggio gira completamente la testa; passa dietro un oggetto; si copre il volto; od esce dall'inquadratura, il sistema deve ricostruirlo.

Più ricostruzioni deve compilre, maggiore è il rischio.

Se la scena non richiede una rotazione completa, meglio fare un tre quarti od piccolo movimento o direttamente un cambio di inquadratura.


* CAMBIARE INQUADRATURA È MEGLIO CHE FORZARE LA COERENZA

Immaginiamo, ad esempio: Clara entra. Si gira. Cammina. Prende una tazza. Si volta. Si siede.

Non dobbiamo per forza generare tutto in un'unica clip.

Possiamo fare il tutto in 3 passi:

  1. campo medio dell'ingresso;
  2. dettaglio della mano che prende la tazza;
  3. primo piano mentre si siede.

Ogni shot può essere controllato meglio.


* CREARE UN REGISTRO DELLE SCENE

È molto utile preparare una tabella.

ScenaPersonaggioCostumeCapelliTruccoStato emotivo
1ClaraC1ordinatinaturaletranquilla
4ClaraC1ugualinaturalepreoccupata
7ClaraC1leggermente mossiocchi stanchiturbata
10ClaraC2raccoltileggerocontrollata
14ClaraC2raccolti malestancafragile

Questo impedisce errori.


* IL TRUCCO DEVE EVOLVERE CON LOGICA

Se un personaggio piange vuol dire che ha gli occhi più lucidi. il trucco è leggermente consumato ed ha una pelle differente.

Ma non deve diventare improvvisamente un'altra persona.

Se il personaggio passa una notte senza dormire, ha sicuramente le occhiaie, gli occhi stanchi ed i capelli meno ordinati.

Il cambiamento deve essere progressivo.

- CREARE VARIANTI APPROVATE

Per ogni fase narrativa possiamo creare un riferimento.

Clara V1Normale.

Clara V2: Dopo la notte senza dormire.

Clara V3: Dopo il litigio.

Clara V4: Finale.

Tutte derivano dalla stessa identità. Non reinventiamo Clara ogni volta.


* CICATRICI E FERITE

Se una ferita è importante, creare una reference specifica. Per esempio:

Ferita F1 : Piccolo taglio sopracciglio destro.

Ferita F2 : Stesso taglio con crosta.

Ferita F3 : Quasi guarita.

Non lasciare al sistema la decisione su come cambia.


* PERSONAGGI CON OCCHIALI

Gli occhiali possono cambiare continuamente.

La montatura può essere rotonda, quadrata, spessa o sottile.

Se sono importanti descriverli: "occhiali sottili in metallo nero, forma leggermente rettangolare."

Riutilizzare sempre esattamente la stessa descrizione.


* PERSONAGGI CON BARBA

Bisogna descrivere: la lunghezza; la densità; il colore e la zona.

Per esempio: "barba corta di due giorni, uniforme ma non perfettamente rifinita."

E non semplicemente: "con barba."


* IL PROBLEMA DEL COLORE DEGLI OCCHI

Può cambiare molto con la luce.

Meglio non basare tutta l'identità su: "occhi verdi".

Più importante è la forma, la distanza, le sopracciglia ed il contesto.

Gli occhi possono apparire più chiari o scuri in differenti illuminazioni senza diventare necessariamente incoerenti.

 

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