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Scrivere un cortometraggio erotico senza cadere nella volgarità significa scegliere la suggestione al posto dell'esibizione, lasciando che sia l'immaginazione dello spettatore a completare ciò che l'inquadratura sceglie di non mostrare. Significa costruire la tensione tra i personaggi attraverso lo sguardo, il non detto, il ritmo dei silenzi, più che attraverso l'esplicitezza dell'azione. Richiede una sceneggiatura che tratti il desiderio come parte della psicologia dei personaggi, con una vera motivazione narrativa, e non come pretesto per una scena fine a se stessa. È, in definitiva, un esercizio di eleganza registica: il confine tra erotismo e volgarità non si misura in quanto si mostra, ma in quanto rispetto porta la messa in scena verso i corpi e le emozioni che sta raccontando.

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Base dal Titolo: “LA CORSA VERSO IL NORD

- Genere

Romantico / Erotico intimista / Road movie da camera

- Durata indicativa

20 minuti

- Logline

Una traduttrice di Palermo ed un tecnico del suono di Torino, innamoratisi durante due anni di telefonate professionali senza essersi mai incontrati, trascorrono insieme una sola notte in un treno notturno e scoprono che il desiderio costruito dalla distanza è molto più semplice da immaginare che da vivere.


* I PERSONAGGI

MARTA di 35 anni

Traduttrice editoriale. Vive a Palermo. Intelligente, ironica, molto abile nel trasformare ogni emozione in parole.

Ha paura invece della fisicità imprevedibile delle relazioni reali.

DAVIDE di 39 anni

Tecnico del suono cinematografico. Vive a Torino. Ha lavorato con Marta per due anni alla versione italiana di documentari internazionali.

Conosce la sua voce meglio del suo volto. È capace di ascoltare professionalmente ogni piccola variazione sonora, ma nella vita privata tende a parlare troppo quando è nervoso.

 

* LA STORIA

Marta e Davide lavorano insieme da due anni senza incontrarsi.

Lei traduce. Lui monta e sincronizza. Si sentono quasi ogni giorno.

Con il tempo le telefonate professionali sono diventate sempre più lunghe.

Hanno imparato come respira l’altro quando è stanco; quando l'altro mente dicendo “va tutto bene”; quale musica ascolta; e pure quando sta sorridendo senza vederlo.

Non hanno mai dichiarato apertamente il proprio desiderio.

Quando Marta deve raggiungere Milano per una fiera editoriale, scopre che Davide deve viaggiare da Roma verso Torino dopo una registrazione.

Per una coincidenza, possono prendere lo stesso treno notturno per una parte del percorso.

Si incontrano finalmente sul binario.

Il primo momento è quasi deludente. Non perché non si piacciano. Perché i corpi sono troppo reali.

La voce di Davide possedeva nella mente di Marta una presenza enorme. Adesso quella voce appartiene ad un uomo che non sa dove mettere le mani.

La voce di Marta aveva accompagnato Davide durante centinaia di ore di montaggio. Adesso lei è davanti a lui e sta cercando nervosamente il numero della carrozza.

Il cortometraggio racconta prevalentemente quella notte.

Nel corridoio. Nello scompartimento. Nel vagone bar quasi vuoto.

Il desiderio cresce attraverso una curiosa inversione.

Quando erano lontani parlavano liberamente di tutto. Adesso, seduti a cinquanta centimetri, non riescono a dirsi niente.

Davide le mette una cuffia professionale sulle orecchie e le fa ascoltare una registrazione del treno.

Le chiede di chiudere gli occhi. Marta ascolta. Quando li riapre, Davide è più vicino.

Non si baciano.

Più tardi Marta gli fa ascoltare sul telefono un vecchio messaggio vocale che lui le aveva inviato mesi prima. Davide si vergogna.

Lei gli dice: “Mi sono innamorata un po’ anche di quella pausa.”

Davide: “Quale?”

Marta gli mostra il punto.

Tre secondi di silenzio prima che lui dica “buonanotte”. Il desiderio passa attraverso la voce.

Verso le tre del mattino, Marta si addormenta appoggiata alla sua spalla.

Quando si sveglia, rimangono molto vicini.

Lei lo bacia. Non c’è musica. Soltanto il rumore del treno.

Si fermano subito dopo. Non per rifiuto. Per incredulità.

Davide sorride: “È diverso.”

Marta: “Peggio?”

Davide: “Molto più difficile.”

La tentazione sarebbe farli trascorrere la notte insieme.

La sceneggiatura sceglie invece qualcosa di più sottile.

Rimangono seduti. Si baciano altre volte. Si toccano. Parlano.

Ma quando Davide propone di scendere con lei a Milano, Marta gli chiede di non farlo.

Non vuole trasformare una notte perfetta in una decisione precipitata.

Davide inizialmente lo vive come un rifiuto.

Marta gli spiega: “Per due anni siamo esistiti senza il corpo. Non dobbiamo decidere tutto la prima notte che ne abbiamo uno.”

All’alba arrivano a Milano. Marta scende. Davide rimane.

Prima che le porte si chiudano, lei gli telefona. Lui risponde vedendola dall’altra parte del vetro.

Marta: “Adesso la tua voce mi sembra diversa.”

Davide: “Peggio?”

Lei sorride. “No. Adesso so da dove arriva.”

Il treno parte.


* SEI SCENE TIPO DETERMINANTI

SCENA 1 - Il primo incontro

MARTA
Tu sei più alto.

DAVIDE
Tu sei più bassa.

MARTA
Non puoi rispondermi con la stessa informazione.

DAVIDE
Sono nervoso.

MARTA
Finalmente una cosa che al telefono non si sentiva.

DAVIDE
Si sentiva sempre.


SCENA 2 - Le cuffie

Davide le sistema le cuffie.

Le dita sfiorano i capelli di Marta.

Si ferma.

DAVIDE
Posso?

Marta lo guarda.

MARTA
Lo stai chiedendo adesso?

DAVIDE
Sto imparando il formato dal vivo.

Lei sorride.

MARTA
Puoi.


SCENA 3 - Il messaggio

MARTA
Ascolta.

Fa partire il vecchio vocale.

La voce di Davide dice alcune parole. Poi tre secondi di pausa.

DAVIDE
E quindi?

MARTA
Quella.

DAVIDE
Quella cosa?

MARTA
La pausa.

DAVIDE
Ti piace una pausa?

MARTA
Mi piaceva pensare a cosa stavi per dire.


SCENA 4 - Dopo il primo bacio

DAVIDE
È diverso.

MARTA
Peggio?

DAVIDE
Più difficile.

MARTA
Pensavo che sarebbe stato il contrario.

DAVIDE
Anch’io.

MARTA
Ottimo inizio.


SCENA 5 - La proposta

DAVIDE
Scendo a Milano.

MARTA
No.

Davide si irrigidisce.

DAVIDE
Capito.

MARTA
No, non hai capito.

DAVIDE
Non è una parola complicata.

MARTA
È complicato quello che c’è dopo.


SCENA 6 - Il vetro

Il treno sta per ripartire.

Marta chiama Davide.

Lui risponde.

Si guardano attraverso il vetro.

MARTA
La tua voce è diversa.

DAVIDE
Peggio?

MARTA
No.

Pausa.

MARTA
Adesso so dove guardare quando la sento.

 

* TEMI AFFRONTATI

  • Distanza ed idealizzazione;
  • voce e corpo;
  • desiderio costruito nell’immaginazione;
  • paura della realtà;
  • intimità senza possesso;
  • tempo;
  • attesa;
  • rispetto delle diverse velocità affettive.


* CONSIGLI ALLO SCENEGGIATORE

Il passato dei due deve emergere attraverso piccolissimi riferimenti alle loro telefonate.

Non inserire flashback.

La forza è proprio che noi scopriamo la relazione precedente attraverso ciò che loro ricordano.

Costruire almeno tre “ritornelli” verbali che cambino significato.

Per esempio: “Peggio?”

All’inizio è ironico. Dopo il bacio è vulnerabile. Nel finale diventa affettuoso.

Questo crea unità.


* CONSIGLI AL REGISTA

Sfruttare il treno come spazio erotico naturale con corridoi stretti; sedili vicini; vetri e riflessi; ed un movimento costante.

Non bisogna però trasformarlo in un ambiente claustrofobico.

La vicinanza deve essere scelta, non imposta.

Alternare momenti in cui sono separati dal corridoio a momenti nei quali condividono lo stesso sedile.


* CONSIGLI AGLI ATTORI

Il primo incontro deve avere quasi un piccolo fallimento. Non recitare subito “siamo innamorati”.

Recitare invece: “Questa persona che conosco così bene è improvvisamente uno sconosciuto.”

Il desiderio crescerà proprio dal superamento di questa estraneità.

Lavorare molto sulla voce. Davide dovrebbe avere un modo particolare di dire “buonanotte”.

Marta deve riconoscerlo prima ancora dello spettatore.


* AL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

Usare molto:

  • i riflessi nei finestrini;
  • le luci intermittenti delle stazioni;
  • il buio esterno;
  • le sorgenti calde nello scompartimento.

Focali da utilizzare:

  • 35-50 mm per lo spazio;
  • 70-100 mm per i primi piani;
  • utilizzare molti dettagli stretti sulle mani e sulle cuffie.

Quando Marta ascolta con gli occhi chiusi, avvicinarsi lentamente senza rendere il movimento evidente.

Il pubblico deve percepire che Davide è più vicino prima ancora di rendersene conto coscientemente.

 

* CONSIGLI AL MONTATORE

Il suono deve guidare molti tagli.

Prima si sentono i rumori delle ruote, dei freni, dei giunti e gli annunci e le vibrazioni.

Poi si vedono.

Si può utilizzare qualche brevissimo audio delle loro precedenti telefonate come ponte sonoro, ma senza flashback visivi.

Il finale deve durare abbastanza da permettere allo spettatore di vedere Marta diventare più piccola mentre il treno si allontana.


* PERCHÉ REALIZZARLO

Perché racconta una forma di relazione molto contemporanea: conoscere profondamente qualcuno senza averne condiviso lo spazio fisico. L’erotismo nasce dal passaggio dalla voce al corpo.

Non serve nudità.

La prima volta che Davide sfiora i capelli di Marta può avere più valore narrativo di una scena esplicita.

Il film parla del diritto di non accelerare una relazione soltanto perché finalmente il desiderio può essere consumato. 

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   * ATTENZIONELe idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.